Comunicato stampa

Dario Fo dipinge Maria Elena Boschi: l'opera all'asta per #Italia5Stelle

Quella che vedete in foto è un'opera di Dario Fo realizzata con tecnica mista, con prevalenza di pittura a olio su tavola di faggio. Il nome dato all'opera è il seguente:

"Dipinto sulle orme del dinamismo metafisico. Ritratto di una donna elegante: Maria Elena Boschi".

La misura del quadro è 52cm x 62cm.

Nei prossimi giorni, per volere di Dario Fo, il dipinto sarà messo all'asta (base d'asta 8.000 euro) su una piattaforma online, e il ricavato della vendita verrà devoluto al Movimento 5 Stelle a sostegno di Italia 5 Stelle che si terrà a Palermo il 24 e il 25 settembre prossimi.

 

 

Per vedere la galleria fotografica visita la pagina facebook cliccando qui.

 

DARWIN - L’UNIVERSO IMPOSSIBILE NARRATO DA DARIO FO CON DIPINTI E PUPAZZI dal 5 agosto al 15 settembre 2016 a Cesenatico

5 agosto – 15 settembre 2016

Palazzo del Turismo “Primo Grassi”

viale Roma 112, CESENATICO

Mostra personale di DARIO FO

DARWIN

L’UNIVERSO IMPOSSIBILE NARRATO DA DARIO FO CON DIPINTI E PUPAZZI

Ho voluto raccontare la storia delle scoperte che il più grande scienziato ha assicurato al mondo intero. Perché? Perché siamo ignoranti. Siamo in troppi a non sapere da dove veniamo e perché. Troppi hanno contrastato le teorie darwiniane per motivi religiosi, e tuttora ciò avviene. Darwin fa ancora andar fuori dai gangheri chi non crede nella scienza e si rifugia nell’oscurantismo. 

 

 

Dario Fo presenta per la prima volta in assoluto la vita di Charles Darwin in un racconto commentato da dipinti anche di grandi dimensioni trasformando in un gigantesco fumetto la storia spesso sconosciuta del più grande ricercatore degli ultimi secoli.

Una narrazione che si avvale dei più disparati espedienti plastici e cromatici: dipinti, sculture, pupazzi, sagome, bassorilievi e figure intagliate. Il tutto nella speranza di suscitare attraverso il fantastico l’attenzione e lo stupore di ognuno e riuscire a trasportarlo nell’immaginario nei luoghi più inaspettati del nostro mondo.

La mostra sarà allestita al Palazzo del Turismo “Primo Grassi” di Cesenatico che accoglierà a partire da venerdì 5 agosto a domenica 6 novembre 2016 la grande avventura dello scienziato padre della teoria dell’evoluzione.

Dario Fo continua a stupirci per la curiosità e la sete di sapere che lo porta a misurarsi con storie e personaggi sempre nuovi ma fondamentali per capire il progresso e la storia dell’uomo e ricostruisce attraverso i carteggi che Darwin intrattenne con i suoi contemporanei e le testimonianze dell’epoca, oltreché attraverso i libri che uscirono in risposta e anche in polemica con le sue teorie, tutto il percorso accidentato dei suoi studi, facendo emergere la ricchezza e il fascino di un personaggio unico.

Dal fantastico viaggio intorno al mondo a bordo della Beagle alla consacrazione della comunità scientifica, fino alle polemiche e ai contrasti con la Chiesa.

Dario Fo da molti anni trascorre le estati nella sua casa di Sala di Cesenatico dove, insieme alla sua compagna di una vita Franca Rame, ha scritto alcune fra le sue più importanti opere teatrali. Questa casa si trasforma in un laboratorio creativo all’interno del quale l’artista realizza i suoi dipinti insieme ai giovani della sua bottega.

Cesenatico è stata ed è per Dario Fo un luogo di riposo e di ispirazione ed è fiera di annoverare questo grande uomo di teatro fra i suoi cittadini onorari.

A settembre la storia di Charles Darwin raccontata da Dario Fo diventerà un libro, DARWIN. MA SIAMO SCIMMIE DA PARTE DI MADRE O DI PADRE? edito dalla casa editrice Chiarelettere.

L’allestimento di questa mostra è stato realizzato con l’impiego della cosiddetta bottega, una forma organizzata di collaborazione artistica che risale al Rinascimento.

I componenti della bottega sono Enrico Bartolini, Jessica Borroni, Michela Casiere, Margherita Pigliapochi, Luca Vittorio Toffolon, Jacopo Zerbo.

 

ORARI DI APERTURA

5 agosto > ore 10-24

dal 6 agosto all’11 settembre > ore 15-24

dal 12 settembre al 15 settembre > ore 14-19

INGRESSO LIBERO

Info: IAT 0547673287

 

CONFERENZA STAMPA

4 agosto > ore 11

Palazzo del Turismo Primo Grassi

viale Roma 112, CESENATICO

 

- Ufficio stampa Compagnia Teatrale Fo-Rame:

Margherita Pigliapochi 3394184080 - info@francarame.it

- Ufficio stampa Palazzo del Turismo:

Margherita Montanari 3281004145 -

m.montanari@cesenatico.it

Stefano Spada 3281004145 – s.spada@cesenatico.it

Dal 24 luglio al 30 settembre: Le opere di Dario Fo in mostra a Quarto d'Altino - Venezia

 

Valorizzare Altino e il suo patrimonio storico-archeologico, portando il premio Nobel Dario Fo e le sue opere nella sede museale tra fine luglio e settembre: è questo l’obiettivo del progetto sviluppato dal Comune di Quarto d’Altino in partenariato con il Polo Museale del Veneto – Direzione del Museo Archeologico Nazionale di Altino, il patrocinio dei Comuni di Roncade, Casale sul Sile, Marcon e Mogliano Veneto e grazie alla collaborazione di tante realtà del mondo dell’associazionismo e produttive del territorio.

 

Il Progetto ha preso avvio lunedì 18 luglio, con un corso di pittura di una settimana, tenuto, a titolo gratuito, dal Maestro Enrico Berico, che si svolgerà presso Villa Marignana Benetton a Mogliano Veneto: destinatari sono sedici giovani artisti del territorio veneziano e trevigiano, di età compresa tra i 14 e i 30 anni, che saranno guidati ad apprendere le tecniche pittoriche di Dario Fo sui bozzetti realizzati per il Johan Padan, spettacolo teatrale scritto dallo stesso Fo. Al termine del corso, le tele realizzate dai giovani artisti verranno trasferite presso il Museo di Altino, dove verranno completate e firmate da Dario Fo, per essere poi esposte presso le sale della sede museale dal 24 luglio al 30 settembre; all’inaugurazione della mostra sarà presente lo stesso Fo. Il ricavato dalle offerte libere per visitare la mostra e dalla vendita dei gadgets sarà donato al Comitato Il Nobel per i disabili Onlus, organizzazione non lucrativa di utilità sociale fondata da Dario Fo, Franca Rame e Jacopo Fo a sostegno delle persone affette da disabilità fisiche o mentali.

Al termine del corso di pittura, il 23 luglio, nella piazza S. Eliodoro di Altino, l'attore Mario Pirovano interpreterà il Johan Padan.
 

Rinviato lo spettacolo MISTERO BUFFO previsto per il 16 giugno 2016 alla Cavea dell'Auditorium Parco della Musica di Roma

COMUNICATO STAMPA

Roma, giovedì 16 giugno 2016 - A causa di una laringotracheobronchite che ha colpito il Maestro Dario Fo, lo spettacolo previsto questa sera nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, è rinviato all’1 agosto ore 21.

Ma ecco le parole dello stesso Fo: “Tenevo molto a questo incontro nella capitale. Roma per me e per Franca non è stata una delle tante città del nostro Paese con cui abbiamo tenuto rapporti importanti, ma una città speciale. Abbiamo abitato lungamente a Roma. Qui è nato nostro figlio Jacopo, qui abbiamo allestito centinaia di spettacoli in teatri antichi e in cavee allo scoperto. Per quasi un anno abbiamo recitato dentro uno chapiteau da circo, il Teatro Tenda di piazza Mancini che poi è diventato un monumento davvero spettacolare e per finire è qui che abbiamo allestito per la prima volta una gran quantità di giullarate del genere Mistero Buffo. Quello che ci preparavamo a portare in scena, oggi 16 giugno, era il capostipite di una serie di rappresentazioni che hanno girato per tutto il mondo. Mi spiace, ho fatto di tutto per essere in grado di rappresentare questi antichi fablieau, ma fra un mese circa io sarò qui di nuovo. Vi prego perdonate se mi sono comportato al livello di un normale essere umano.”

I biglietti acquistati per lo spettacolo del 16 giugno restano validi (senza bisogno di cambiarli) per la data dell’1 agosto. In alternativa è possibile chiedere il rimborso entro cinque giorni a partire da domani, quindi fino al 21 giugno 2016.

Per maggiori info www.auditorium.com 

Le opere di Dario Fo dal 27 maggio al 14 giugno 2016 in mostra a Roma

 

 

mostra roma dario fo

 

"Ho iniziato a dipingere da bambino. Mia madre, che conosceva la passione che avevo per la pittura, quando non voleva che andassi in giro a far ragazzate con i compagni che come me sentivano il “richiamo della foresta”, stendeva sul tavolo di cucina una mazzetta di fogli bianchi, rovesciava una quantità di pastelli e matite colorate e, invitandomi all’orgia diceva: “Vai, bel testòn, spatègame una frappàta de belle figure!” E io, via che mi buttavo a spantegàre colori sul foglio bianco, a rincorrere, con giravolte di righe, immagini che montavano una dietro l’altra come se le avessi stampate a memoria. Man mano che entravo nel gioco degli incastri e stendevo spazi, piani di colori, mi prendeva uno sballo d’incanto. ..."

 

 

La mostra sarà aperta al pubblico dal 27 maggio al 14 giugno e visitabile tutti i giorni, esclusi i festivi, dalle ore 10.30 alle ore 12.30 e dalle ore 16.00 alle ore 19.30

Le opere, ospitate negli spazi della galleria Monogramma al 102 di Via Margutta a Roma, sono una selezione dei numerosi dipinti realizzati da Dario Fo tra il 2011 e il 2014 e che sono stati utilizzati come copertine e illustrazioni dei suoi libri o per le scenografie degli ultimi spettacoli teatrali.

 

Per maggiori informazioni tel. +39 06 32650297  

Ufficio Stampa Monogramma:

Gianluca Morabito +39 348 0537611

www.monogramma.it

 

 

DARIO FO: UNA NOTIZIA SCONVOLGENTE IN MEDICINA IN ITALIA #NoMoreVirus

 

Ma cosa è successo, perché la gran parte del nostro Paese non ne sa niente.

Ci siamo rivolti ad alcuni direttori dei giornali più importanti e di alcune televisioni ma nessun fra quelli di maggior tiratura, a parte il Fatto Quotidiano, si è dato disponibile a pubblicare la notizia che ora vi andiamo illustrando.

E’ successo che da noi, in Italia, un gruppo di ricercatori della Università di Siena coadiuvati da altri scienziati del CNR di Pavia avrebbero scoperto un metodo davvero geniale per combattere e annientare i virus di un numero incredibile di patologie che da anni affliggono l’umanità. La tecnica impiegata normalmente, da parte dei medici di tutto il pianeta, è quella classica cioè attaccare frontalmente i virus causa delle infezioni, spesso mortali, nel tentativo di liberare il paziente distruggendo il morbo. E molti sono i casi in cui il farmaco usato raggiunge il risultato di guarire l’ammalato. Ma spesso ecco che dobbiamo assistere al riemergere della malattia grazie ad un virus che si è modificato per riattaccare spietatamente la vittima.

La cosa ci sorprende poiché scopriamo che il virus ha facoltà imprevedibili: è scaltro e caparbio e soprattutto possiede un cervello collettivo, sì un vero e proprio apparato pensante che inventa, che ricrea di volta in volta la propria personalità con nuova e inaspettata violenza.

Davanti a un fenomeno del genere Charles Darwin si sarebbe messo a urlare di soddisfazione: “Avevo ragione. I virus sono esseri dotati di intelligenza e sanno evolversi nel massimo della criminalità, proprio come gli esseri umani!”.

Sei anni fa il gruppo di ricercatori di Siena e Pavia ebbero un vero e proprio colpo di genio. All’istante si chiesero: “Questo metodo che noi applichiamo non pone forse l’obbligo di analizzare il problema con tutt’altra logica? Per esempio partire non dall’attacco al virus ma piuttosto dall’alveo in cui si è installato il virus. E’ il luogo in cui si annida il portatore del morbo che dobbiamo rendere inospitale, peggio... invivibile. Appena il killer tenta di affacciarsi alla cellula per moltiplicarsi in quantità da strage ecco che noi introduciamo nell’alveo abitativo una molecola che ha in sé il potere di spegnere la proteina cui il virus si attacca, rendendola inutilizzabile”.

In poche parole senza quella specifica proteina il virus è sconfitto. E con questa idea ecco che inizia un metodo del tutto nuovo di affrontare il problema.

Franca in quel tempo, sempre 6 anni fa, si trovò ad assistere ad una trasmissione televisiva in cui uno degli autori di questa nuova fase della ricerca descriveva il programma che il gruppo di scienziati intendeva ora seguire, lamentava le difficoltà sul piano finanziario e chiedeva un intervento pubblico giacché il Ministero della Sanità prendeva tempo, dilazionando ogni intervento. Franca, convinta che quella equipe di studiosi fosse da prendere in seria considerazione, telefonò al responsabile dell’Ateneo e offrì il proprio appoggio impegnandosi a coprire l’ammontare dello stipendo di un ricercatore indispensabile utilizzando quello che aveva percepito come senatrice della Repubblica. E l’ha mantenuto, per tre anni.

Il risultato delle sperimentazioni è stato reso noto il 26 aprile ed è proprio in quell’occasione che l’equipe di ricerca dava una notizia veramente straordinaria, cioè: la molecola identificata ha dimostrato di essere in grado di inibire la proteina e quindi di sconfiggere il virus dell’HIV, dell’epatite C e della Dengue.

Una notizia sconvolgente che avrebbe dovuto riempire le prime pagine dei giornali per non parlare dei servizi televisivi! E invece, come abbiamo già accennato, niente!

Oltre alla notizia sarebbe stato importante avvertire il pubblico delle difficoltà che ci sono ancora nella ricerca, prima di arrivare al successo completo. I ricercatori hanno prodotto già dei test andati a buon segno in vitro e con animali che possiedevano caratteristiche simili a quelle degli esseri umani e anche con queste questi test avevano ottenuto un risultato positivo.

Ma le difficoltà cominciano con le prove su esseri umani perché per abbattere il virus non bisogna danneggiare la cellula ma solo inibire una proteina e quindi la cautela deve essere portata al massimo dei livelli, altrimenti si rischia di uccidere l’uomo (si rischiano effetti nocivi). Questo significa esperimenti più mirati e ad alto controllo.

Ora, visto che spesso i mass media scantonano quasi infastiditi all’idea di informare il pubblico su certi avvenimenti storici come questo, non ci resta che produrre tutti noi una rete di informazione che sostituisca il silenzio della stampa.

Naturalmente per poter comunicare bisogna essere noi per primi informati e soprattutto in grado di spiegare con chiarezza e semplicità di linguaggio i termini della scoperta e dei metodi di indagine e ricerca che si stanno seguendo: informare vuol dire rendere edotti, arricchire di coscienza e conoscenza, a cominciare dai giovani per finire alle persone adulte.

Non è un’operazione facile, lo sappiamo, ma siamo convinti che l’insistere e l’inventare nuovi modi di comunicare usando tutti i mezzi a disposizione, possa portare a un successo.

Proviamoci ancora.

 

Dario Fo 

 

 

Articoli sullo stesso argomento:

Lettera aperta di Dario Fo del 4/05/2016

Video di Jacopo Fo e Articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano 

Comunicato stampa - Lettera di Dario Fo su scoperta dell'Università di Siena e del CNR

 

Scoperti nuovi agenti antivirali. Siamo orgogliosi di aver appoggiato questa ricerca.

L’Università di Siena e il Cnr hanno annunciato una scoperta storica che potrebbe determinare una vera e propria rivoluzione nell’approccio terapeutico per le malattie causate da virus. L’equipe diretta dal professor Maurizio Botta e dal professor Giovanni Maga ha individuato nuove molecole capaci di inibire la proteina umana DDX3 di cui “si nutrono” i virus. La sperimentazione diretta dal professor Maurizio Zazzi ha già dimostrato l’efficacia di questa metodologia contro Aids, Epatite C e Dengue.

Nel comunicato stampa ufficiale dell’Università di Siena si cita il fatto che la ricerca è stata possibile grazie a finanziamenti pubblici e anche grazie alla donazione offerta dal nostro Comitato il Nobel per i Disabili. Aver contribuito a questo grande successo ci rende particolarmente felici e orgogliosi.

Ci teniamo però a raccontare come siamo arrivati a prendere la decisione di finanziare questa ricerca.

Il merito va tutto a Franca che 6 anni fa rimase colpita da alcune notizie che aveva appreso seguendo una trasmissione televisiva. L'equipe medica incontrava difficoltà a finanziare questo progetto. Come sempre Franca agì d’impulso, immediatamente telefonò ai ricercatori chiedendo quali difficoltà economiche impedissero di portare a termine il loro lavoro. Mancavano i fondi per pagare lo stipendio a un ricercatore indispensabile. Franca decise quindi che il Comitato il Nobel per i Disabili si sarebbe accollato l’intero costo di uno stipendio per 3 anni (dal 2010 al 2012).

Ancora una volta Franca ci ha dimostrato di possedere, oltre a una grande generosità, un intuito straordinario perché, pur non possedendo una formazione scientifica, parlando con questi ricercatori, aveva capito che erano scienziati ai quali era giusto dare fiducia. Si tratta di un caso molto particolare anche perché l’attività fondamentale del Comitato non è certo quella di finanziare la ricerca scientifica.

Da quando Franca ed io si è deciso di devolvere l’intero ammontare del Premio Nobel a cause sociali ci siamo occupati di fornire 36 pulmini attrezzati per il trasporto di disabili in carrozzina ad altrettante associazioni, di venire in aiuto ai nostri soldati contaminati dall’uranio impoverito durante la guerra del Kosovo e di altre situazioni drammatiche.

Per finire vorremmo anche ricordare che nelle casse del Nobel per i Disabili, oltre al denaro del premio è confluito anche l’intero stipendio ricevuto da Franca nella sua qualità di senatrice.

 

Dario Fo

4/05/2016

 

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