INTERVISTA AL SETTIMANALE OGGI: LA FAMIGLIA NATURALE


«La famiglia cosiddetta "naturale"? E quale? Quella della Bibbia, in cui era normale ammazzare la moglie di un altro per impossessarsene, come fece Davide con Betsabea? Quella in cui la donna viene considerata solo un'appendice dell'uomo, fin dalla costola di Adamo, ed è tuttora tenuta in soggezione? La famiglia "naturale" non esiste più, ma è una fortuna».
Il premio Nobel Dario Fo, 81 anni, attacca la Chiesa sui Dico. Sta
dalla parte dei laici che nello stesso giorno della manifestazione
dei cattolici in piazza San Giovanni a Roma, il 12 maggio, si
radunano in piazza Navona per contrapporsi a quella che definiscono «un'offensiva clericale». «La famiglia tradizionale è in crisi: diminuiscono i matrimoni religiosi, crescono quelli civili e le coppie di fatto. Negli ultimi dieci anni i nati fuori dal matrimonio sono aumentati del 70 per cento. I giovani si sposano sempre più tardi, fanno meno figli. Ma è assurdo dare la colpa di questo sfacelo ai matrimoni non benedetti, ai Dico o alle coppie di fatto. I nostri ragazzi non possono formare una propria famiglia perché le case costano troppo, perché non trovano un lavoro stabile e non hanno prospettive positive. Sbagliano anche i politici quando sollecitano incentivi, premi e contentini per chi fa figli: si preoccupino piuttosto di creare più lavoro e asili nido. Oggi le madri dopo il primo figlio sono costrette a smettere di lavorare, oppure a mendicare un lavoro part-time, perché il reddito diminuisce drasticamente».
Su questo sono d'accordo anche i vescovi.
«Ma sono loro i primi a tenere le donne in una posizione
d'inferiorità. Nella Chiesa le donne possono solo obbedire.
Contrariamente alla Chiesa dei primi tempi, che prevedeva la figura delle "oranti", vere e proprie sacerdotesse. Oggi anche dentro alla famiglia sono le donne a sostenere maggiormente il peso del lavoro domestico: il 70 per cento viene fatto da loro. È per questo che fanno meno figli. Per non parlare della violenza subìta in ambito familiare da una donna su dieci. Ma le gerarchie cattoliche, che si ritrovano con chiese e seminari sempre più vuoti, hanno paura di perdere il controllo e se la prendono invece con i gay, con le coppie di fatto, con i Dico».
Perché toni così aspri?
«I vescovi hanno perso il senso del sorriso. I grandi santi erano
pieni di ironia e di gioco, Francesco si autodefiniva "giullare di
Dio". Oggi invece le gerarchie ecclesiastiche appaiono sempre
imbronciate, pronte a condannare, anacronistiche. E i più in pericolo sono proprio quei tanti cattolici imbarazzati, a disagio di fronte alla prospettiva tetra che viene loro imposta. Il Vaticano è arrivato a dare del terrorista a un comico che oltretutto è un cattolico: da quelle parti devono avere smarrito il senso della misura e della dialettica».

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Ora basta con le stupidaggini: SCISMA SUBITO!

Amati Fratelli e Sorelle, attendiamo il vostro messaggio di adesione..: Dopo anni di profonda riflessione, il Segretissimo e Sacro Collegio dei Cardinali, nato alla morte di G.P.II, sarà di nuovo riunito alla luce del sole, per acclamare il nuovo vero unico ed ultimo papa della storia di questo miserabile mondo. La posta in gioco è alta, ne va della continuazione del pianeta terra e molti nell'universo saranno i caduti in questa battaglia finale. Ecco a voi l'agenda e il Sacro Appello d'adesione... (il Camerlengo)

.: AGENDA del segretissimo Conclave :. .: Sacro Appello d'Adesione :.

☆ Dice che quando muore un papa se ne fa un altro. Una volta, morto un papa, Gregorio XI, ne fecero un altro: Urbano VI. Correva l’anno 1378. La curia papale era tornata a Roma dopo una pausa di riflessione in quel di Avignone. Tuttavia, l’elezione di Urbano fu caratterizzata dall’irruzione della folla romana nel grande salone del Giudizio Pontificio e da altre umane intemperanze talvolta di lame munite.
☆ L’avvenimento ebbe vasta eco nella memorialistica dell’epoca archiviata per benino nelle certosine biblioteche. Particolari scottanti sulla modalità dell’elezione trapelarono velocemente in tutta Europa mettendo il Papa Urbano nel limbo politico del: posso o non posso? Il clero francese allora pensò bene di farsi un papa alternativo: Clemente VII. Scisma, scissione, due papi che in contemporanea dicono: sono io il papa quello vero, quell’altro è un ciarlatano! Il mondo cattolico si divise in due, le lacerazioni sventrarono famiglie, sezionarono conventi, violentarono fortezze e distrussero città, come in ogni scisma che si rispetti.
A Urbano succedette Bonifacio IX e a Clemente succedette Benedetto XIII.
☆ Ma lo scisma manteneva la sua carica di devastazione e vergogna per tutti i cristiani sinceri, costretti a subire i danni della guerra che i due papi non tardarono a farsi, assoldando eserciti mercenari e tessendo losche trame nelle diplomazie delle corti europee.
☆ Poi qualcosa cambiò. Una nuova luce di pace speranza brillo nei cuori delle anime più pure.
Irruppe nel buio scenario medievale un nuovo soggetto collettivo.
LA CHIESA UNIVERSALE.
I due papi scismatici andavano processati e l’intero edificio ecclesiale andava rivisto in una profonda ristrutturazione che sfiorava la rivoluzione.
☆ Qual’era la città in grado di ospitare la rifondazione della chiesa come luogo d’affratellante democrazia partecipata?
Qual’era la città con scenografie e maestranze adeguate per la gestione e la riuscita dell’evento più importante del secolo?
Fratelli e Sorelle, la risposta è semplice….. PISA.
Il concilio di Pisa si svolse nel 1409. La partecipazione fu sensazionale nella qualità e nella quantità delle persone intervenute. Il concilio stabilì, con serena severità, che il papa era unico e indivisibile e fu così che Alessandro V fu eletto all’unanimità.
I papi scismatici furono processati e condannati in un salone che ostentava uno spessissimo alone di legalità.☆ ☆ ☆ L’idea base di questo concilio era che il Papa non può essere sempre il signore assoluto della chiesa, quando il gioco si fa duro è LA CHIESA UNIVERSALE che entra in campo, il suo è un gioco veloce, dinamico, e sappiate cittadini della nostra amata Pisa: LA CHIESA UNIVERSALE è dentro di voi ed è qui per farvi i più sinceri auguri d’amore appassionato e di verace fratellanza fra i popoli, in nome del santo patrono di Pisa, San Ranieri, un uomo che conciliò la festa con la meditazione, la tradizione con la volgarità.
E oggi, 17 giugno 2007, rendiamo onore e gloria a San Ranieri e in santissimo suo nome proclamiamo:☆ PIETRO IIUnico Papa della CHIESA UNIVERSALE ☆Che PIETRO II faccia uscire l’umanità dal desolante medioevo che da secoli l’incatena. Che la pace sia con voi. Che i viventi tutti armino contro il Maledetto antipapa XVI.✠ Amen! ✠

La prima cosa che DICO!!!

Scusate, ma questo commento era dentro di me e spingeva per uscire!!!
Vorrei semplicemente ricordare ai vescovi ai cardinali ai bagnaschi e ai mastelli vari, così impegnati a difendere la famiglia canonica (uomo + donna) basata sul matrimonio che in un certo senso i pacs li hanno inventati loro! (immagino che ora cadranno un paio di marmitte) La famiglia a cui mi riferisco è formata da tre elementi e nessuno di questi è una donna: una specie di DICO con adozione, una cosa che si vede solo nei paesi più evoluti; ebbene costoro dimenticano i fondamenti della propria fede e il fatto che persino LA SACRA FAMIGLIA non è una famiglia canonica!!!! Forse DIO con questo voleva mandare un messaggio, come a dire: se c'è l'amore c'e tutto, ma credo che i messaggi del tipo "Volemose bene" non siano nello stile della chiesa odierna. Prosit
p.s. io non so disegnare, però sarebbe carina un vignetta con i tre membri della sacra famiglia che leggendo il corriere della sera decidono di andare in spagna in cerca di diritti... lancio la palla, magari qualcuno la prende!