26 giugno 2007
Giovedì scorso dopo l’ultima puntata di “Anno Zero”, la trasmissione di Santoro, finita la messa in onda, appena fuori dallo studio si formò un capannello piuttosto numeroso di ragazzi che avevano partecipato al dibattito e di tecnici della Rai. Tutti si dicevano indignati per il comportamento inaccettabile dimostrato da Rutelli. Nell’ultima parte del programma, Santoro aveva dato la parola ad una donna di una cinquantina d’anni la quale iniziò a narrare la strage di operai avvenuta a Monfalcone (dove operano i famosi cantieri navali). I lavoratori dell’impresa in questione hanno utilizzato per anni l’amianto, notoriamente tossico. Molti operai ne venivano contaminati, uno appresso all’altro si ammalavano e in seguito ad una vera propria agonia sono morivano. Anche la donna aveva perso suo marito e parlava trattenendo a stento le lacrime.
Tutti noi presenti nello studio eravamo coinvolti e sconvolti da quella testimonianza, soprattutto ci indignava il cinismo dimostrato dai responsabili dell’impresa, il loro ipocrita scantonare dalle responsabilità appoggiati dai medici che palesemente andavano mistificando le diagnosi, così da togliere d’impaccio i datori di lavoro. Si stava vivendo una via crucis insopportabile dove giudici, autorità amministrative, politici locali e nazionali venivano alla ribalta unti e bisunti di infamità. La donna alla fine puntava il dito contro chi indifferente aveva permesso quel massacro annunciato da anni e direttamente si rivolgeva all’unico rappresentante del Governo presente alla trasmissione perché spiegasse per quale motivo suo marito avesse dovuto morire, e come mai nessuno dei responsabili fosse stato chiamato a pagare. Il Ministro Rutelli, piuttosto impacciato (e chi non lo sarebbe stato?!), prese la parola e incappò in un vero e proprio infortunio politico. Infatti all’uscita quei giovani spettatori lo accusavano di essersi posto immediatamente sulla difensiva, esprimendosi più o meno con queste parole: “Partecipo addolorato alla tragedia della signora, ma purtroppo non sono a conoscenza dei fatti. Ho seguito altre catastrofi del genere sul lavoro, ma di tutto questo ahimè non conosco nulla.”
E’ proprio su questa uscita che i ragazzi esplodevano indignati: “Ma ci voleva poco – commentavano – davanti ad una simile tragedia ad ammettere prima di tutto la responsabilità di tutti i dirigenti delle istituzioni: medici, polizia, giudici, imprenditori, sindacati e politici! Che altro valore e peso civile avrebbe determinato per Rutelli riconoscere: sono sconvolto e mi sento a mia volta responsabile per questa ennesima assenza degli organi costituiti davanti a una simile catastrofe. Ad ogni buon conto, poteva aggiungere, mi darò subito da fare per appurare le responsabilità di ognuno e le assicuro signora che farò l’impossibile perché lei, suo marito e tutte le vittime dell’impresa di Monfalcone abbiate soddisfazione per tanta ingiustizia e possiate essere risarciti di tutti i danni subiti. Basta con i morti accidentali: quelli del petrolchimico di Marghera e di Gela, quelli di Seveso, quelli dell’Acma di Cengio… Ve ne posso parlare perché da vice presidente del Governo è mio dovere sapere e denunciare.”
Invece abbiamo dovuto assistere alla solita agile fuga dalle responsabilità e quel che è peggio ci siamo trovati innanzi a una donna che veniva alla trasmissione con la speranza di vedere affiorare un atteggiamento di comprensione e solidarietà e invece eccola rimasta un’altra volta sola con il suo dolore. Per di più – e ne sono stato personalmente testimone – due collaboratori di Rutelli alla fine si sono avvicinati a Santoro piuttosto indignati accusando: “Voi avete approntato una trappola al vice presidente del Consiglio con questa messa in campo della vedova. Una trappola nella quale purtroppo Rutelli è caduto in pieno.” “No, scusate ma non c’è nessuna trappola – ha risposto loro Santoro – la vedova dell’operaio di Monfalcone è venuta qui con il diritto di raccontare della sua storia: era libera di esprimersi come le pareva, nessuno l’ha controllata o imboccata e questa vostra insinuazione ci indigna ancora di più.”
Dario Fo
Smonta il televisore e accendi un'idea.
Sto lavorando alla seconda edizione, Romana, della manifestazione creativa contro la tv spazzatura "Smonta il televisore e accendiun'idea". www.smontailtelevisoreeaccendiunidea.com Si tratta di una performance che vedrà alcuni Smontatori, che necessariamente sposano la causa, smontare dei televisori e creare, con i pezzi di questi e altro materiale, altri oggetti. Tutto il materiale di risulta verrà differenziato e quello inquinante smaltito secondo normativa RAEE. Chiunque può partecipare come Smontatore, portandoci dei televisori (possibilmente quelli vecchi col tubo catodico), sostenendola in qualsiasi modo. Mi farebbe piacere se Dario Fo e Franca Rame (a cui ho già raccontato della manifestazione al teatro Valle),mi inviassero due video..... Lascio i miei contatti a loro per i dettagli e agli altri per qualsiasi info, non presente sul sito. smontailtelevisore@gmail.com tel.39.320.3817029 Grazie tantissime, Fiorella Bonifacio.
Etica e Impresa
Da qualche anno mi occupo di curare la comunicazione di un evento che è collocato nell'ambito del Festival di Ravello. evento che ha per oggetto il premio Etica e Impresa e che di volta in volta si calibra sul letimotiv che il Festival propone.
La scorsa edizione è stata dedicata a Il Coraggio e il premio per il Coraggio Etico è andato, tra gli altri, alla giornalista Rosaria Capacchione, alla Calcestruzzi Ericina Libera, che si occupa del recupero di beni confiscati alla mafia, all'ex prefetto di Trapani, ecc..
L'edizione 2010 ha come leitmotiv La Follia, e la mia personale idea folle, sarebbe quella di invitare 2 premi Nobel: Dario Fo e Muhammad Yunus perché, in misura e con accenti diversi, testimonino la follia dell'etica ovvero l'etica della follia.
RINEWS24 sarà media partner e ne trarrà un servizio che sarà "in rullo". L' evento dovrebbe avere luogo nel mese di settembre 2010.
Fiducioso di avere un cortese riscontro, invio cordialissimi saluti.
Dario Ascoli
d.ascoli@oltrecultura.it
Ilva Eni e centrali
altri problemi dei quali non si parla, sono l'ilva di Taranto , la centrale di Brindisi, l'enichem di Manfredonia, il raddoppio Eni a Taranto.
Problemini che sembrano lontani e fuori dall'Italia. qui si produce il 10% di monossido di carbonio il 9% di benzene (raffinerie). La diossina è alle stelle , secondo stime, pare che sia il 60% italiano.
ma tranquilli che non succede niente. La comunità europea ha ammonito il governo italiano per le violazioni degli impianti industriali. A Taranto l'Ilva produce il 70% di monossido Italiano. Ma si sa son problemi da poco, anzi da niente. La centrale di brindisi è al primo posto per la produzione di diossina, ma il salento è bello da mangiare e ballare!!!
Purchè si superi senza fermarsi la linea nera tra “Brindisi e Taranto”.
e poi c'è l'enichem di Manfredonia, esplosa due mesi dopo Seveso, ed ha smesso di operare nel 1993. Arsenico nell'aria a catinelle, ma soprattutto in mare e sugli uliveti.
C’è un processo in corso, fatto nascere grazie alle ricerche di Nicola Lovecchio, impiegato malato terminale, che tra il 1995 e 1996 dedica i suoi mesi di vita alle ricerche insieme ad un oncologo, dott. Portaluri.
Tutto questo per me è oggetto di scrittura e narrazione teatrale, ma siamo in diversi che portiamo avanti la denuncia. Associazioni, comitati.
Le scelte politiche non ci sono, ma si va avanti per denunciare e far sapere.
Non sarebbe male un dialogo con voi.
Qui è tutto presente, che fuma e sprigiona tossicità intorno alle popolazioni ma nessuno, in ambito nazionale sembra voler dare ascolto.
Ma si va avanti.
info - contatti
Il mio commento e` piu` una domanda non in relazione con il saggio. Una mia amica americana mi ha chiesto se le procuro il numero di telefono o l'email di Dario Fo. Qualcuno ha il numero della sua redazione o della sua scuola di teatro? Perfavore aiutatemi. Ginevra
Invito al congresso "Espace public et création"
Prendo spunto da questa comunicazione per invitare Dario Fo al congresso "Spazio pubblico e creazione" che si terrà all'Università Parigi 7 - Denis Diderot durante l'anno accademico 2010-11, congresso organizzato dal laboratorio CSPRP (Centre de Sociologie des pratiques et des représentations politiques) di cui sono membro da pochissimo, come professore di Sociologia dell'arte. Il colloque dovrebbe portare sul significato politico dell'avanguardia e quindi la presenza di Fo sarebbe un onore inestimabile.
La nostra idea, a nome di tutta l'équipe, sarebbe quella di invitare la coppia Fo-Rame o soltanto Dario Fo per aprire il colloque et chiuderlo, in quanto invitato d'onore et procedere eventualmente alla remise di una laurea ad honorem.
Per i dettagli del colloque, l'organizzazione concreta et la logistica, invito Dario Fo a scrivermi sulla mia mail fedetarragoni@yahoo.fr (il mio numero di tel 0033619072768) o a darmi un indirizzo mail diretto al quale contattarlo.
Federico Tarragoni, Agrégé de sciences sociales, Professeur de sociologie de l'art à l'Université de Paris 7 - Paris Diderot.
Contattare Dario Fo
Alla redazione
sono lettore in un'università tedesca e vorrei contattare Dario Fo per sapere:
- sarebbe disponibile a partecipare (da protagonista) alla settimana della lingua italiana, dedicata quest'anno al mare. Passa le vacanze a Cesenatico, ha spesso lasciato interviste su Cesenatico e sul suo rapporto con il mare, quindi l'argomento non sarebbe tanto peregrino.
- se anche non fosse disponibile in prima persona, potrebbe rilasciare una lunga intervista video (sempre sul tema mare)
- se non volesse rilasciare la video-intervista, potrebbe scrivere qualcosa sul suo rapporto con il mare.
Chiedo troppo? Io aspetto. Ah, adesso sono in ferie a Forlì, non lontano da Cesenatico.
MASSIMO MINELLI
Congresso "Espace public et création" a l'Università Parigi-7
Prendo spunto da questa comunicazione per invitare Dario Fo al congresso "Spazio pubblico e creazione" che si terrà all'Università Parigi 7 - Denis Diderot durante l'anno accademico 2010-11, congresso organizzato dal laboratorio CSPRP (Centre de Sociologie des pratiques et des représentations politiques) di cui sono membro da pochissimo, come professore di Sociologia dell'arte. Il colloque dovrebbe portare sul significato politico dell'avanguardia e quindi la presenza di Fo sarebbe un onore inestimabile.
La nostra idea, a nome di tutta l'équipe, sarebbe quella di invitare la coppia Fo-Rame o soltanto Dario Fo per aprire il colloque et chiuderlo, in quanto invitato d'onore et procedere eventualmente alla remise di una laurea ad honorem.
Per i dettagli del colloque, l'organizzazione concreta et la logistica, invito Dario Fo a scrivermi sulla mia mail fedetarragoni@yahoo.fr (il mio numero di tel 0033619072768) o a darmi un indirizzo mail diretto al quale contattarlo.
Federico Tarragoni, Agrégé de sciences sociales, Professeur de sociologie de l'art à l'Université de Paris 7 - Paris Diderot.
APPELLO
QUESTO E’ UN APPELLO!!!
Ricevo e pubblico, da “La voce di Megaride” www.lavocedimegaride.it
Egregio signor Iovino, perchè non contatta, per il suo INCREDIBILE CASO DI INGIUSTIZIA, la redazione di Giustizia Giusta all’attenzione dell’avv. Alessio Di Carlo redazione@giustiziagiusta.info ?
Anche se la vicenda è farraginosa, dovrebbe riassumere il caso in maniera sintetica; analogamente, pubblicherei il suo caso anche sul giornale-blog abbinato al magazine meridionalista www.vocedimegaride.it
L’importante, in situazioni quali quella che sta vivendo è darne massima pubblicità, appellandosi all’opinione pubblica…fare un gran fracasso.
Se me lo consente, cambierei anche un po’ l’impostazione della sua web, sovraccarica di emotività e di notizie che si accavallano, rendendo uno schema più pulito e razionale dei fatti, di facile lettura degli eventi;
Tenga presente che la gente non ama leggere libri e giornali…figuriamoci un fastidioso schermo!!!
La Voce di Megaride
……….
In risposta a questa mail ho già inviato una richiesta di attenzione ed aiuto all’avv. Alessio di Carlo (sperando che gli pervenga…)
Inoltre ho risposto a LA VOCE DI MEGARIDE con la seg. mail
“Gentile redazione, per me è un grande sostegno morale ricevere la Vs
lettera…
Al punto in cui sono ogni volta che mi viene offerto un aiuto (anche solo un
consiglio che lascia trasparire un pò di commiserazione e
compartecipazione…) mi commuovo, e, non sono più in grado di ragionare…;
Come è possibile che neanche un giudice fin’ora capisca la gravità dei reati
a cui è sottoposta la mia famiglia???
Mi auguro di trovare tanti come Voi e che possiate dedicare un pò di spazio alla mia vicenda…
GRAZIE
LUIGI IOVINO - www.luigiiovino.it
PREGHIERA A DARIO FO E A TUTTI I GURU DELL'INFORMAZIONE
Signori, i tempi che viviamo sono estremamente tristi. I partiti e gli uomini che ne fanno parte, cioè coloro che dovrebbero rappresentare la Democrazia e permetterLe di prosperare e compiutamente realizzarsi, non solo non sono in grado di soddisfare tali basiliari prerogative, ma vivendo da tempo una realtà estremamente distaccata dai bisogni comuni dei cittadini italiani e legiferando in modo da non rispettarne gli interessi, stanno velocemente e incosapevolmente dando origine, all’interno del tessuto sociale del Paese, a quelle condizioni di totale mancanza di fiducia verso l’istituzione della Democrazia, che non possono che prima o poi, degenerare in un totalitarismo o comunque in qualcosa di simile a ciò che già nel nostro Paese è stato tristemente sperimentato nei primi decenni del XX secolo, con le conseguenze che tutti conosciamo.
Il dissenso è enorme e cresce giorno dopo giorno. Nonostante ciò questi politici di mestiere continuano ad impedire l’avvio di quelle riforme utili a ridare credibilità nelle Istituzioni; credibilità quasi irrimediabilmente perduta agli occhi di tutti i cittadini italiani, e che potrebbe essere ricostituita solamente rinnovando totalmelmente l’intera classe politica italiana.
Prima di arrivare all’irreparabile preghiamo perciò tutti coloro che sono portatori “sani” di dissenso di unirsi e di ricreare quelle condizioni utili a ridare speranza alla Democrazia e a tutti gli italiani. Unirvi perché le vostre parole hanno il “potere” di risvegliare la massa dormiente degli italiani e portarli a reagire agli angoscianti tempi che stiamo vivendo. Unirvi perché agli occhi degli italiani rappresentate quei valori di moralità, trasparenza e onestà che la nostra classe politica non è assolutamente più capace di esprimere. Unirvi infine, perché da soli per quanto seguiti non riuscirete mai a concretizzare ciò che da tempo predicate; non riuscirete mai a scalzare i partiti oramai schierati in difesa a riccio contro ogni forza veramente riformista. Difesa che voi solo se tutti uniti potrete facilmente distruggere.
Signori, il dissenso è dissenso e non ha nessuna collocazione ideologica, perciò preghiamo ognuno di voi di lasciare perdere le ideologie che magari vi hanno formato.
Ciò che vi chiediamo è ancora e solo di unirvi per portare avanti, politicamente e soprattutto concretamente le battaglie sugli argomenti che vi stanno più a cuore (che ci stanno più a cuore): L’acqua come bene pubblico, il trattamento biologico dei rifiuti e la raccolta differenziata con l’annullamento dell’incenerizzazione, un reale sviluppo per un uso diffuso delle fonti rinnovabili, un’informazione e una tv pubblica veramente libera, l’eliminazione di qualsiasi forma di lavoro precario, la cancellazione di tutte le mafie e camorre, il diritto dei cittadini ad una class action, la possibilità di avere in Parlamento rappresentanti non pregiudicati, una reale regolamentazione dei conflitti di interesse e tantissime altre azioni utili al concreto sviluppo del nostro Paese.
Il dissenso è enorme ma non è organizzato e sopratutto è estremamente diviso. I tempi sono maturi per un reale cambiamento, per una rivoluzione pacifica, ma solo unendo questo frammentato dissenso si potrà avere una concreta speranza di scalzare l’ indegna classe politca che tiraneggia il Paese. Per questo vi chiediamo di smetterla di pensare al prossimo libro o al prossimo spettacolo teatrale o televisivo (e agli introiti che ne possono derivare) o al prossimo post del vostro blog e per una volta di pensare al popolo italiano. Pre questo vi chiediamo di lasciare perdere ogni personalismo e di unirvi con convinta coesione in un movimento in modo da combattere e mandare a casa una volta per tutte questi politici farabutti. Solo così in verità il nostro Paese potrà rinascere e diventare finalmente una nazione moderna libera dai potentati ed interessi più o meno occulti che da decenni ne hanno impedito un reale sviluppo relegandola a zimbello d’Europa, a paese di Pulcinella.
Sperando che ognuno di voi si riveda in questo messaggio e agisca in modo da realizzare questa preghiera vi salutiamo rispettosi.
Comitato contro l'indulto
http://noindulto.blogspot.com
PREGHIERA PER DARIO FO E TUTTI GLI ALTRI GURU
Signori, i tempi che viviamo sono estremamente tristi. I partiti e gli uomini che ne fanno parte, cioè coloro che dovrebbero rappresentare la Democrazia e permetterLe di prosperare e compiutamente realizzarsi, non solo non sono in grado di soddisfare tali basiliari prerogative, ma vivendo da tempo una realtà estremamente distaccata dai bisogni comuni dei cittadini italiani e legiferando in modo da non rispettarne gli interessi, stanno velocemente e incosapevolmente dando origine, all’interno del tessuto sociale del Paese, a quelle condizioni di totale mancanza di fiducia verso l’istituzione della Democrazia, che non possono che prima o poi, degenerare in un totalitarismo o comunque in qualcosa di simile a ciò che già nel nostro Paese è stato tristemente sperimentato nei primi decenni del XX secolo, con le conseguenze che tutti conosciamo.
Il dissenso è enorme e cresce giorno dopo giorno. Nonostante ciò questi politici di mestiere continuano ad impedire l’avvio di quelle riforme utili a ridare credibilità nelle Istituzioni; credibilità quasi irrimediabilmente perduta agli occhi di tutti i cittadini italiani, e che potrebbe essere ricostituita solamente rinnovando totalmelmente l’intera classe politica italiana.
Prima di arrivare all’irreparabile preghiamo perciò tutti coloro che sono portatori “sani” di dissenso di unirsi e di ricreare quelle condizioni utili a ridare speranza alla Democrazia e a tutti gli italiani. Unirvi perché le vostre parole hanno il “potere” di risvegliare la massa dormiente degli italiani e portarli a reagire agli angoscianti tempi che stiamo vivendo. Unirvi perché agli occhi degli italiani rappresentate quei valori di moralità, trasparenza e onestà che la nostra classe politica non è assolutamente più capace di esprimere. Unirvi infine, perché da soli per quanto seguiti non riuscirete mai a concretizzare ciò che da tempo predicate; non riuscirete mai a scalzare i partiti oramai schierati in difesa a riccio contro ogni forza veramente riformista. Difesa che voi solo se tutti uniti potrete facilmente distruggere.
Signori, il dissenso è dissenso e non ha nessuna collocazione ideologica, perciò preghiamo ognuno di voi di lasciare perdere le ideologie che magari vi hanno formato.
Ciò che vi chiediamo è ancora e solo di unirvi per portare avanti, politicamente e soprattutto concretamente le battaglie sugli argomenti che vi stanno più a cuore (che ci stanno più a cuore): L’acqua come bene pubblico, il trattamento biologico dei rifiuti e la raccolta differenziata con l’annullamento dell’incenerizzazione, un reale sviluppo per un uso diffuso delle fonti rinnovabili, un’informazione e una tv pubblica veramente libera, l’eliminazione di qualsiasi forma di lavoro precario, la cancellazione di tutte le mafie e camorre, il diritto dei cittadini ad una class action, la possibilità di avere in Parlamente rappresentanti non pregiudicati e tantissime altre azioni utili al concreto sviluppo del nostro Paese.
Il dissenso è enorme ma non è organizzato e sopratutto è estremamente diviso. I tempi sono maturi per un reale cambiamento, per una rivoluzione pacifica, ma solo unendo questo frammentato dissenso si potrà avere una concreta speranza di scalzare l’ indegna classe politca che tiraneggia il Paese. Per questo vi chiediamo di smetterla di pensare al prossimo libro o al prossimo spettacolo teatrale o televisivo (e agli introiti che ne possono derivare) o al prossimo post del vostro blog e per una volta di pensare al popolo italiano. Pre questo vi chiediamo di lasciare perdere ogni personalismo e di unirvi con convinta coesione in un movimento in modo da combattere e mandare a casa una volta per tutte questi politici farabutti. Solo così in verità il nostro Paese potrà rinascere e diventare finalmente una nazione moderna libera dai potentati ed interessi più o meno occulti che da decenni ne hanno impedito un reale sviluppo relegandola a zimbello d’Europa, a paese di Pulcinella.
Sperando che ognuno di voi si riveda in questo messaggio e agisca in modo da realizzare questa preghiera vi salutiamo rispettosi.
Comitato contro l'indulto
http://noindulto.blogspot.com
sopratitoli del mistero buffo
una parte del successo di dario fo nel mondo è dovuto a una trovata geniale che, anticipando notevolmente la tecnologia, permetteva alla compagnia di recitare in italiano in qualsiasi parte del mondo e di avere, sopra il proscenio o ai lati del palco, la traduzione dello spettacolo che scorreva sotto forma di sottotitoli nella lingua del paese in cui la compagnia recitava, rendendo così il mistero buffo accessibile in tempo reale anche a chi non conosceva l'italiano.
sto disperatamente cercando informazioni sui sopratitoli che dario fo, insieme a franca rame, walter valeri e tanti altri della compagnia utlizzarono, tra i primi a teatro, per rendere accessibile il loro mistero buffo in tournée mondiale nelle varie lingue dei paesi in cui si recavano. ho fatto una tesi di laurea sui sopratitoli teatrali e sto finendo un dottorato sulla sottotitolazione in diretta. poter accedere a questi rulli di acetato che venivano proiettati mentre la compagnia metteva in scena lo spettacolo sarebbe un grosso contributo alla diffusione del genio in generale e agli studi sulla traduzione audiovisiva e teatrale in particolare.
spero che qualcuno mi contatti anche solo per dirmi chi devo contattare. grazie infinite.
a carlo eugeni
scrivi sul sito di franca che sicuramente ti darà direttamente una risposta..
a Carlo Eugeni da franca rame
Caro Carlo, l'idea di usare la traduzione dei testi con la lavagna luminosa è stata di Walter Valeri e mia. Per Dario in Mistero Buffo con i suoi grammellot, si faceva capire, la tragedia era per me... parlavo alle donne e agli uomini... portavo loro discorsi precisi sulla condizione della donna e le sue schiavitù. come farmi intendere in germania, francia, inghilterra stati unuti,irlanda ecc.? mi disperavo. le prime rappresentazioni le facevo con la traduttrice: dicevo una frase e lei traduceva. tutto si rallentava. volevo morire!
ecco il miracolo. i rulli scritti a mano e proiettati. era come recitare in italia: arrivavano tutte le risate al momento giusto. un gran lavoro preparare le traduzioni, scriverle ecc. ma ce l'abbiamo fatta! purtroppo, mi è impossibile trovarli in questo momento. è tutto inscatolato e in un grande centro da Jacopo. non so come poterti aiutare. inserisci sul mio blog il tuo indirizzo mail, ti contatterò
un abbraccio franca rame
a Carlo Eugeni da franca rame
Caro Carlo, l'idea di usare la traduzione dei testi con la lavagna luminosa è stata di Walter Valeri e mia. per Dario in misteo buffo con i suoi grammellot, si faceva capire, la tragedia era per me... parlavo alle donne e agli uomini... portavo loro discorsi precisi sulla condizione della donna e le sue schiavitù. come farmi intendere in germania, francia, inghilterra stati unuti,irlanda ecc.? mi disperavo. le prime rappresentazioni le facevo con la traduttruce: dicevo una frase e lei traduceva. tutto si rallentava. volevo morire!
ecco il miracolo. i rulli scritti a mano e proiettati. era come recitare in italia: arrivavano tutte le risre al momento giusto. un gran lavoro preparare le traduzioni, scriverle ecc. ma ce l'abbiamo fatta! purtroppo, mi è impossibile trovrli in questo momento. è tutto inscatolato e in un grande centro da Jacopo. non so come poterti aiutare. inserisci sul mio blog il tuo indirizzo mail, ti contatterò
un abbraccio franca rame
petizio per costo equo dei biglietti atm
ciao Dario,
da ottobre verrà introdotto il ticket per entrare in auto a milano, iniziativa lodevole ma inutile perchè fuori da un contesto globale di aumento dell'accesso ai mezzi pubblici. Ho preparato una petizione: http://www.petitiononline.com/atmgrati/petition.html in cui si chiede di abbassare il costo delle tratte extraurbane, di ridurre il costo dei parcheggi all'ingresso della città, di ristrutturare le fermate extraurbane e di aumentare le corse.
Ti ringrazio se mi darai una mano nella diffusione dell'iniziativa:
http://www.petitiononline.com/atmgrati/
www.kuda.tk
Annoduemilasette
Riporto quanto ho scritto sul mio blog:
Ieri sera ho assistito alla trasmissione condotta da Santoro, Annozero. Argomento iniziale della serata l'ambiente introdotto con un bel documentario sulla situazione critica del Po. Ospiti: Rutelli, Fo, Sgarbi.
Mi viene subito da chiedere come mai visto l'argomento non ci sia nessuno dei Verdi.
Il dibattito successivo ha dimostrato tutti i miei pensieri sulla situazione politica attuale in generale e non solo per l'argomento ambiente.
Sull'incalzare delle domande di Santoro, Rutelli è stato esclusivamente capace di rassicurarmi del fatto che lui è consapevole della drammatica situazione ambientale snocciolando dati a non finire e enunciando i contenuti dell'ultima Finanziaria, dimenticando di dire che quasi tutti quei punti enunciati sono stati introdotti esclusivamente grazie all'intervento dei Verdi. In tutto il suo intervento non è stato capace di dare soluzioni.
Dario Fo e persino Sgarbi hanno invece parlato di soluzioni, ma cosa più importante messo in evidenza il problema principe della attuale classe dirigente politica di centro sinistra, la totale assenza di capacità comunicativa. Oltre a non essere spesso capaci di realizzare quanto promesso al proprio elettorato (qualcuno subisce e accetta in modo perfino poco nascosto parecchie pressioni da lobby), quando ci riesce non è in grado di comunicare e spiegare le proprie scelte in modo semplice e comprensivo. Non è in grado di mettere in atto quelle concertazioni e quel dialogo che erano state il cavallo di battaglia della campagna elettorale.
A mio avviso Dario Fo in particolare ha trovato quella che effettivamente è l'unica soluzione per affrontare i problemi ambientali: la cultura. Sensibilizzare, dialogare, divulgare è l'unico modo per dare una svolta, prima di qualunque azione forte che possa non essere compresa.
Gianluca Aiello
http://gianlucaaiello.blogspot.com/