Franca Rame rassegna le dimissioni dal Senato
devono ancora essere accettate "ma voglio che il concetto sia preciso: finché sarò in Senato, fino all'ultima ora difenderò questo mio governo".
"Sono nella commissione Uranio impoverito, ho fatto un grosso lavoro di diffusione [...] Ho presentato un ddl dove chiedevo che i funzionari pubblici condannati penalmente venissero licenziati [...] Ho promosso il progetto 10 leggi per cambiare l'Italia e 4 di queste sono già passate [...]"
ma in 19 mesi non è stato possibile legiferare su "conflitto si interessi, falso in bilancio, Rai, antitrust..."
Intervista a Franca Rame "il Manifesto" 3 gennaio 2008
Intervista a Franca Rame "La Stampa" 3 gennaio 2008
Sulla finanziaria dal Blog di Jacopo Fo:
La finanziaria vara il finanziamento al 100% di impianti eolici e biomasse
Non mollare Franca
Ripensaci. Ritira le tue dimissioni. Vedrai che tra qualche tempo si riuscirà a legiferare sulle materie che ti stanno a cuore. Tieni duro. Ne parlo più diffusamente in un mio post.
Per favore, non dormo la notte
Gentile Dario Fo, sono un giovane studente che ha letto il tuo articolo nel quale "difendevi" Daniele Luttazzi.
Hai citato un passo della Divina Commedia riguardante la sorte di Bonifacio VIII nel mondo degli inferi. Ecco, io non riesco a trovare quel passo. Sto sfogliando da giorni la Commedia e non lo trovo. La prego Mister Fo mi dica il canto e i versi! Per favore! E' più importante di quanto lei creda! Dal basso della mia ignoranza la prego!
per chi non dorme passando le pene dell'inferno
Gentile FilippoFilippo
il passo di Dante è nel canto III, v. 59-60
se vuoi lasciarmi un tuo recapito potremo sentirci al telefono.
Un caro saluto
Dario
a per favore, non dormo la notte...
Caro Filippo ( immagino ti chiami così)
forse se ho ben capito, ti riferisci alla frase
"Lo stesso Dante usa immagini similari per colorare di veemente indignazione la presenza di certi notissimi personaggi in cui incappa nell’infernale viaggio osceno. “A chi servirà quel buco vomitante fuoco?” chiede il tosco poeta a Virgilio. E quegli risponde: “Là dentro verrà fra poco infilato testa in giù, un Pontefice che ben merita di starsene a cottura lenta e le natiche al vento a sbattacchiar gambe al par d’un forsennato!”".
Qui Dario Fo fa un riferimento indiretto al canto XIX dell'inferno dove Dante visita il girone dei Simoniaci.
I Simoniaci sono condannati a stare testa in giù all'interno di fori nella pietra e con i piedi torturati
dalle fiamme, condannati in questa scomoda posizione fino all’arrivo di un nuovo dannato della stessa categoria che li sostituirà facendoli sprofondare nella roccia.
Nel canto non è Virgilio che parla a Dante su Bonifacio VIII, ma Niccolò III che si agita da una delle bocche tanto da attirare l’attenzione del Poeta credendo di trovarsi davanti a Bonifacio VIII disceso nel girone per sostituirlo nella scomoda posizione.
Quando Dante incomincia a scrivere la Divina Commedia (1300), Bonifacio non era ancora morto (1303)e questo stratagemma permette al poeta di parlare di un suo contemporaneo ancora condannandone la sua condotta cosi poco cristiana.
Spero che questo sia sufficiente a riprendere il sonno perso.
Stefano Verrelli