A proposito della bufera esplosa in conseguenza delle parole di Travaglio da Fazio, mi viene in mente un commento di Gianni Rodari, col quale il poeta apre un suo testo:
"Le parole sono come pietre. - dice - Lanciate nello stagno producono cerchi concentrici che s'allontanano dai tonfi allargandosi fino alla riva. Quelle pietre hanno spaventato gli uccelli e i pesci che schizzano via... nessuno si cura delle rane e delle carpe colpite dai sassi. La parola muove l'acqua, creando scompiglio e sgomento. Se ne approfittano alcuni passanti che raccolgono veloci rane e pesci che galleggiano storditi."
Assomiglia un po' al cataclisma innescato da Travaglio l'altro giorno a 'Che tempo che fa'.
I commenti tratti da un libro scritto da Marco insieme a Peter Gomez ed edito un mese fa, hanno sdegnato ed anche sconvolto gli inquilini dello stagno. Perfino alcuni pesci rossi, in verità un po' sbiaditi, sono letteralmente guizzati fuori dall'acqua in una danza d'indignazione!
Ma che suono avevano quelle parole lanciate nella calma gora? E' semplice....ricordavano amicizie e frequentazioni ambigue fra l'appena eletto Presidente del Senato, Renato Schifani, e alcuni figuri di capi cosca mafiosi. Ma attenti: lo Schifani (strana onomatopeica di un nome) non s'è gettato furente insieme ai suoi numerosi sostenitori contro il libro di prevedibile enorme tiratura, ma contro le parole dette attraverso un mezzo - la televisione - che normalmente si occupa di giochi per famiglie, concorsi fra giovani disposti a esibire cosce e glutei, telegiornali disinformanti, vacui e noiosi.... Sta qui lo scandalo! In quella stessa acqua incolore, le pietre scagliate hanno prodotto un'eco insopportabile.
Tant'è che Renzo Lusetti della Margherita, partito Democratico, ha urlato: "....il direttore generale Rai, Cappon, deve prendere provvedimenti concreti, cioè a dire sanzioni, interdizioni dal video...." E poi aggiunge disperato "Purtroppo la Rai non si decide mai".
S'indigna Luigi Bobba del Pd: "La televisione che fa Santoro con Travaglio è come un format (cioè a dire roba tipo Grande Fratello): essa estremizza solo un punto di vista (cioè 'Chi è quel mafioso? Che ci fa Schifani con lui?') Si vuole dimostrare una tesi, poi si monta il materiale. Risultato: danni anche politici."
Bella questa del format! Cioè chi preconfeziona un discorso e lo avalla con delle prove è un indegno mestatore!
Da cui si evince che tutti i grandi scrittori, poeti, registi di questo mondo sono manipolatori infami, furbacchioni abietti.... a partire da Dante, che scriveva pure in rima!
E' un esercito di protestatori offesi da sinistra al centrosinistra, a destra un po' a sinistra, a destra senza sinistra fino ai fasci littorio ante litteram.
Infatti alle parole di Travaglio s'è indignato perfino Ciarrapico: cinque processi, cinque condanne, oggi senatore del Popolo delle Libertà.
Ma attenti, non c'è di che farci troppo sollazzo satirico. Questo schizzare di indignati prelude a un'azione questa volta sì preconfezionata e terribile. Bipartisan.
Finalmente destra e sinistra si ritrovano coinvolte dentro a una medesima cultura: quella dell'insofferenza verso la satira e la denuncia di ogni illecito.
Qui fate attenzione, non si tratta di occasionali esternazioni prodotte da un fastidioso ronzare contestatorio.... Qui, per la prima volta, dentro tutto o quasi l'arco politico del nostro Paese si è deciso di imporre il silenzio, la pace dello spirito e soprattutto delle idee.
"Basta con l'antipolitica" come ripetono gli eletti dello stagno e le rane sopravvissute all'ultimo conflitto "eliminiamo i mestatori".
Come dice la canzone: "Silenzio. Zitti e basta di gracchiare!" Si chiude. Piantatela con le denunce non controllate, le inchieste sopra le costruzioni abusive, le accuse di appalti truccati, con concorsi dove i vincenti sono già stabiliti. Smettiamola di eccitare gli animi, soprattutto le menti dei giovani e dei pensionati, a costo di annullare qualche garanzia di libertà e persino di democrazia.
In poche parole, interriamo lo stagno. Sabbia, per favore! Via le rane, pesci e uccelli. Guai a chi gracchia e rompe il silenzio di chi governa unito.
DARIO FO
fermare la guerra
Mi ricorda alcune questioni cruciali e sociale, come il terrorismo. Credo che il terrorismo non è solo guerra fisico utilizzando granate, fucili e ordigni esplosivi, ma piuttosto una guerra nel governo stesso. Sradicare la funzione sacra del governo che è quello di servire il popolo. Ricordo il essays on terrorism da Fred Woodworth, ha detto che è una vergogna terribile se i civili sono feriti in guerra. Naturalmente, il governo dovrebbe fare qualcosa al riguardo.
Salve, siamo dell'ass.
Salve, siamo dell'ass. culturale Laviadimezzo e stiamo cercando di contattarLa.
gubbiofilmfest@gmail.com
ass.culturaleLaViaDiMezzo
Libertà...... Cosa ?
(Spero di non aver inserito due volte il commento, se così fosse scusate e cancellatelo)
A distanza di più di un anno, mio malgrado, mi sono accorto che questo commento ed articolo è decisamente attuale.
Non ricordo dove, ma alcuni giorni fa ho visto un giornalista su una tv privata, nata insieme ad altre migliaia di canali senza senso su questo bel digitale, prendere spunto da questo articolo di Dario sulla trasmissione di Fazio.
Come vediamo la liberta di pensiero è sempre messa in discussione, ora più che che mai.
Saluti.
__________________
il mio blog su: Posizionamento Siti Web
possibilità piccola intervista
Buona sera,
mi permetterlo di disturbarla 5 minuti. Sono Davide Vedovelli, membro della giuria del Tenco ed editore di un periodico indipendente edito a Brescia, chiamato "Il graffio". E' un giornale realizzato da me d alcuni amici che distribuiamo gratuitamente e trattiamo di musica, impegno sociale e civile. Abbiamo realizzato alcune interviste, tra cui Celestini, villaggio, Pagani, Guccini.
Volevamo sapere se potevamo rubarle 10 minuti per una chiacchierata telefonica.
La ringrazio comunque per la disponibilità,
cordialmente
Davide Vedovelli
My Italian isn't so great
My Italian isn't so great anymore (memory loss I suppose) but I'd love to fully read this article. Is there an English translation available?


proposta soggetto da sceneggiare
Egr.Fo,
il mio intervento esula dai post finora inviati ma non ho altro modo per contatarLa. Sono un insegnante di italiano nelle scuole superiori e sto frequentando un master.Mi sono imbattuto lo scorso anno in un testo del 1200 che potrebbe interessarLe, visto anche le implicazioni letterarie che può comportare. Mi rendo conto anche che il mezzo di comunicare con Lei sia molto ingenuo, ma spero che la rete ci possa mettere in contatto. Capisco che le mie indicazioni siano molto generiche ma vorrei poterne almeno discutere con Lei prima di pubblicare la tesi del master.
grazie
Guadalajara
Caro Dario Fo, un saluto da Guadalajara, Jalisco, Messico, una città in cui ammirare ed apprezzare il suo lavoro come un drammaturgo. E 'un peccato che non vanno nella Fiera Internazionale del Libro, dove l'Italia è il paese ospite. Anche se devo dire che l'Università di Guadalajara, che organizza la Fiera Internazionale del Libro, è dominato da un gruppo politico che mantiene rapiti, e alla sinistra della nostra città: la Rivoluzione Democratica parte. Speriamo che un giorno essere in grado di farci visita a Guadalajara, al di là di questo gruppo che fa male la nostra università, e, a sinistra, di Guadalajara, Jalisco, Messico. Un saluto e grazie per la vostra attenzione.
Teofilo Guerrero
Scippo alla pompa
FM
Allego l'ironica email inviata ieri all'indirizzo email del tesoro (ufficio.stampa@tesoro.it).
Spett. ufficio,
il costo del barile di petrolio non fa altro che calare ed e' ormai giunto a 62 $ c.a.Quindi dal picco dei 147 $ c.a. ha subitoun calo del 58% c.a. Alla pompa invece la benzina non scende in proporzione, essendo il suo prezzo diminuito di uno striminzito 18% c.a. Questo comporta per i petrolieri enormi extra-guadagni e per lo stato un extra-gettito in conto IVA. I cittadini viceversa sono colpiti due volte:direttamente alla pompa ed indirettamente per gli effetti deleteri sui costi aziendali e quindi anche sui prezzi dei generi di prima necessita'. Cosa intende fare questo spett. ministero, coerentemente con il programma di governo, per impedire questo "scippo" perpetrato nelle tasche degli italiani? Alla sensibilita' dell'ideatore della "Robin Tax" Distinti saluti.Filippo Maria
la solidarietà è una malattia?
-"Se ti occupi gratis dei bambini della bimblioteca, e stai organizzando uno spettacolo in piazza, è perchè soffri di manie di protagonismo!"
Questo scrupolo lo conosco bene. Non mi tocca tanto, quanto il fatto che ci siano persone, che invece di guardare il bello del fare, guardano, cercano i motivi percui fai. Alla fine tirano le somme: hai manie di protagonismo!
Mi dispiace ascoltare tali parole, perchè so che molte volte sono state proprio queste parole, che hanno impedito a persone vere di farsi vedere.
Se qualcuno sale su un palco, perchè pagato, lo fa per i soldi. Per i soldi si può fare. Ma se lo fai gratis, allora sei malata, non sei normale, soffri di manie di protagonismo.
Diceva il Maestro:
-"Non si accende una luce per tenerla nascosta, ma per illuminare la notte."
Questo Maestro, si, soffriva di manie di protagonismo!
Tanto che invitò a gridare dai tetti. Per non parlare di quando prese il bastone e cominciò a cacciare i mercanti dal tempio!
Speriamo in un mondo allegro, dove il protagonismo è la regola, l'assenteismo l'eccezione.
ESSERE
A queste parole un'amica mi ha risposto:
-"...non ti curar di loro...ma guarda e passa! la gente giustifica così le cose che non ha il coraggio di fare"
ciao ciao Dario
bene
ciao a tutti
FUOCO AMICO
Non importa che abbiate pubblicato o no il mio commento,
spero solo, e ci terrei molto, che Dario lo possa leggere.
Ma nell'incertezza lo reinvio
Caro Dario,
spero vorrai perdonare la confidenzialità d'espressione, ma ti seguo da quando ero bambina (le prime cose in rai, la cacciata, il rientro trionfale con Opera Buffa e tanto altro) e cercando nella mente qualcuno a cui esporre questa spinosa causa, qualcuno che avesse qualità umane eccezionali, ho pensato a te.
Ti vedo un po' come il simbolo della libertà di pensiero e così ti scrivo, certa che tu puoi essere la persona più adatta a cui rivolgermi.
Sta accadendo qualcosa di estremamente pericoloso e non ti nego che mi dà i brividi più di qualsiasi altra pessima notizia del momento. Forse sei già a conoscenza del caso Barnard/Gabanelli - Censura Legale, mi permetto comunque d'inviarti un paio di link dove potrai leggere, guardare e da lì approfondire a tua discrezione.
Barnard è un giornalista serio, preparato e argomenta con molta attenzione e competenza la propria situazione, che è poi la stessa in cui versa l’informazione italiana tutta, muovendo delle precise quanto motivate accuse di natura etica e politica a molti personaggi con cui è venuto in contatto proprio a causa di questa sua dolorosa e vergognosa storia.
Questo è l'articolo, lungo, ma preciso e necessario:
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=4635
Questa l'intervista realizzata da Arcoiris Tv:
http://movies10.arcoiris.tv/movies/arcoiris_bologna/barnard_big.wmv
Questo è il documento di Censura Legale:
http://www.disinformazione.it/censura_legale.htm
Non ti nego che l'atteggiamento di molti che ad oggi, e da anni, sono stati eletti dalla cittadinanza attiva come paladini della libera informazione non mi ha solo deluso, ma soprattutto sconvolto seriamente. L'idea che può esserci una casta ben strutturata all'interno dei movimenti che si oppongono al sistema, percepita dal basso della mia ingenuità, mi ha lasciato senza fiato.
Sono un’irriducibile idealista, ma non ho intenzione di vergognarmene.
Credo proprio che qui si gioca, sul serio, il valore etico, politico ed umano di molte persone valide e referenziate e io stessa mi sono vista costretta a prendere la giusta distanza da personaggi che fino ad ora avevo percepito e creduto fossero un riferimento sul piano sociale e civico.
Va da se che il mio giudizio vale il peso di una piuma, ma…
La rete non s'imbavaglia e la realtà dei fatti si sta diffondendo tra coloro che non cercano verità preconfezionate o guru da osannare e credere senza il beneficio del dubbio.
Spero che tu possa prendere una posizione chiara e soprattutto visibile, che faccia da esempio e monito per tutti questi giovinastri intellettuali (si fa per dire!) che sostengono di voler combattere, ma vogliono farlo tenendosi a braccetto.
Sai come si dice a Roma, la mia città:
Volemose bene e cascamose addosso
(traduzione: vogliamoci bene e cadiamo uno sull'altro... spero sia chiaro il senso!)
Avrei scritto volentieri una mail da inviarti in via confidenziale, ma non ne ho trovato il modo.
Ti ringrazio per l’attenzione e ti rinnovo la mia stima.
cinzia sbardella
FUOCO AMICO
Caro Dario,
spero vorrai perdonare la confidenzialità d'espressione, ma ti seguo da quando ero bambina (le prime cose in rai, la cacciata, il rientro trionfale con Opera Buffa e tanto altro) e cercando nella mente qualcuno a cui esporre questa spinosa causa, qualcuno che avesse qualità umane eccezionali, ho pensato a te.
Ti vedo un po' come il simbolo della libertà di pensiero e così ti scrivo, certa che tu puoi essere la persona più adatta a cui rivolgermi.
Sta accadendo qualcosa di estremamente pericoloso e non ti nego che mi dà i brividi più di qualsiasi altra pessima notizia del momento. Forse sei già a conoscenza del caso Barnard/Gabanelli - Censura Legale, mi permetto comunque d'inviarti un paio di link dove potrai leggere, guardare e da lì approfondire a tua discrezione.
Barnard è un giornalista serio, preparato e argomenta con molta attenzione e competenza la propria situazione, che è poi la stessa in cui versa l’informazione italiana tutta, muovendo delle precise quanto motivate accuse di natura etica e politica a molti personaggi con cui è venuto in contatto proprio a causa di questa sua dolorosa e vergognosa storia.
Questo è l'articolo, lungo, ma preciso e necessario:
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=4635
Questa l'intervista realizzata da Arcoiris Tv:
http://movies10.arcoiris.tv/movies/arcoiris_bologna/barnard_big.wmv
Non ti nego che l'atteggiamento di molti che ad oggi, e da anni, sono stati eletti dalla cittadinanza attiva come paladini della libera informazione non mi ha solo deluso, ma soprattutto sconvolto seriamente. L'idea che può esserci una casta ben strutturata all'interno dei movimenti che si oppongono al sistema, percepita dal basso della mia ingenuità, mi ha lasciato senza fiato.
Sono un’irriducibile idealista, ma non ho intenzione di vergognarmene.
Credo proprio che qui si gioca, sul serio, il valore etico, politico ed umano di molte persone valide e referenziate e io stessa mi sono vista costretta a prendere la giusta distanza da personaggi che fino ad ora avevo percepito e creduto fossero un riferimento sul piano sociale e civico.
Va da se che il mio giudizio vale il peso di una piuma, ma…
La rete non s'imbavaglia e la realtà dei fatti si sta diffondendo tra coloro che non cercano verità preconfezionate o guru da osannare e credere senza il beneficio del dubbio.
Spero che tu possa prendere una posizione chiara e soprattutto visibile, che faccia da esempio e monito per tutti questi giovinastri intellettuali (si fa per dire!) che sostengono di voler combattere, ma vogliono farlo tenendosi a braccetto.
Sai come si dice a Roma, la mia città:
Volemose bene e cascamose addosso
(traduzione: vogliamoci bene e cadiamo uno sull'altro... spero sia chiaro il senso!)
Avrei scritto volentieri una mail da inviarti in via confidenziale, ma non ne ho trovato il modo.
Ti ringrazio per l’attenzione e ti rinnovo la mia stima.
cinzia sbardella
Autodeterminazione
Che il nuovo direttore ai lavori della conceria fosse proprio Massimo, rappresentò per il Rossi Mario un duro ostacolo al percorso di guarigione. Piangendo e rimuginando sulla sua personale autodeterminazione, seduto tra le canne del fiume egli spiò l’inaugurazione della struttura, meditando sulla possibilità di una terribile vendetta!
Cosa però avrebbe potuto fare? Denunciare?
Era quanto la sua coscienza imponeva di fare.
Ma a chi avrebbe dovuto presentare la sua denun-cia? A un direttore? A un Funzionario? O a un Genera-le? A uno di quegli uomini in abito blu o righini insomma? Oppure a uno di quelli color porpora o kaki vestiti? Sì, quelli che adesso erano proprio lì a brinda-re, stringere mani e darsi il bacio amichevole sulla guancia col colpevole?
La sua cartella clinica parlava fin troppo chiaro!
Inattendibile e dissociato, riportava! Come avrebbe-ro potuto, le parole di denuncia di un asino Rossi far scaturire eventuali inchieste? Da parte di chi, poi? Di quegli stessi asini di razza che tenevano discorsi sotto-braccio a Massimo?
Terminò la giornata con l’idea che se si fosse rivolto segretamente a i due coraggiosi asini Rossi lasciati a combattere da soli contro il protocollo, egli sarebbe stato ascoltato. Maturò la decisione, però, per quando si decise a porla in atto, il sistema aveva già tampona-to il pericolo, e con due distinti esplosivi interventi... Giovanni e Paolo non esistevano più!
da "La Prigione degli asini Rossi"
come finirà?
asino Rossi
Questa bufera è destinata a
Questa bufera è destinata a peggiorare purtroppo. L'eliminazione delle voci fuori dal coro è una tappa fondamentale per il controllo del paese.
http://www.testataimmaginaria.blogspot.com/
Blog di notizie e attualità, informazione, controinformazione e dibattiti sui temi fondamentali che arricchiscono lo scenario del panorama italiano ed estero.
Caro Dario
Illustre Dario
ho visto la tua puntata a Che tempo che fa e ti volevo ringraziare per aver ricordato l'ambiente.
Devo farti i complimenti per questo tuo scritto riguardo al caso Travaglio. Sarebbe stato bello leggerlo davanti al parlamento, ma non sono più i tempi di Lussu e dei suoi interventi. Che peccato avere 23 anni. Il primo ricordo politico che ho è Cirino Pomicino perchè da piccolo il nome mi faceva ridere, avrò avuto quattro anni. E' un po triste. Io la politica la odio, ma la penso spesso e vorrei sapere cosa ne pensa di un mio pensiero.
"-Per i politici userei la frase mitica dei professori alle mamme. “Presi singolarmente sono dei bravi ragazzi, ma quando sono assieme. Mamma mia. Tirano fuori il peggio. Si sfogano.”
“Aveva ragione” pensai mentre Chicco riempiva nuovamente i bicchieri fiero di quello che aveva detto.
-Si, ma il problema è un altro. Ti dico.
-E qual è Chicco?
-La politica in sé. Pensaci. Cos’è? Usiamo la storia. Siamo nel mille e cinquecento e andiamo in Francia. Tutti contadini, toh, trenta milioni, sottomessi da un numero di potenti. Tra conti, visconti, abati e chissà cosa. Un certo numero. Ok? Questa è la prima foto. Seconda: mille e settecento: persone non nobili hanno soldi e li investono in fabbriche, la popolazione aumenta, ma i potenti rimangono quelli, si chiama ereditarietà, in più cominciano a impoverirsi. Terza foto: mille e ottocento: e qui c’è il nocciolo dell’errore. La gente schizza. Troppe persone non nobili hanno molti soldi. La gente nelle campagne vuole essere rappresentata. Nasce la politica. Persone che rappresentano un territorio. Che va gestito. Magari ci si trova assieme perché il problema è il medesimo e lo si risolve. Comunque è gestione del territorio. C’è una cosa che non va? Si risolve. Quarta foto: Napoleone distrugge tutto. Ora guarda oggi: sessantamilioni. I politici saranno tra regione, provincia e parlamento mezzo milione, un milione, quello che è. Cosa fanno? Rappresentano un’ideologia. Comunisti, fascisti, imprenditori, operai. Classi di persone. Hai capito. Non gestiscono il territorio. Cos’è cambiato dal mille e cinquecento? Nulla. Il potere è stato ridistribuito più equamente. Doveva solo tornare in equilibrio. Politica è potere o gestione? Ultima foto: domani. Ora tutti abitiamo mischiati, comunisti ricchi con fascisti poveri e viceversa, operai con imprenditori, come fai a gestirli? Troppo tardi.
-Non l’avevo mai vista da questo punto di vista.
-Hai capito perchè ti dicono che non c’è più differenza tra destra e sinistra? Prima era facile gestire un comune operaio con un sindaco comunista, ma ora come fai? Hai un territorio con imprenditori, dipendenti, dieci percento di stranieri, pensionati, giovani rampanti e le solite faccia di merda. Che sia di destra o di sinistra non potranno mai fare quello che gli imporrebbe la loro ideologia. Qualsiasi sia."
Mi piaceebbe sapere cosa ne pensate di questo mio pensiero.
Se volete leggere un racconto fatto con questi pensieri leggete il testo al blog: http://blog.libero.it/anonimalamente/
Scusate il disturbo.
Il buonismo che puzza di inciucio
Se prima potevamo sperare che una certa sinistra difendesse la libertà di stampa e opinione, ora ci troviamo con tutti i poteri forti contro. E grazie a Travaglio questa cosa è venuta subito fuori. Ha ragione Dario: questo buonismo bipartisan puzza di inciucio, come dice un articolo apparso ieri su www.dominiopubblico.it: "Il paradosso di questo teatro mediatico è la presunzione di veridicità, ma è un paradosso in cui l’italiano medio cade spesso e volentieri, senza riflettere se la stessa classe politica che in soli quindici anni ha portato il Paese alla deriva, tessendo una trama estesa di conflitti di interessi personali a scapito dei diritti dei cittadini e di una crisi generalizzata di valori, relegando la cultura al suo fantasma televisivo, sia di punto in bianco in grado di parlare concretamente di rinascita solo in virtù di un presunto dialogo in odore di inciucio." E ancora: "E così tutto viene rimandato alle aule giudiziarie, lontano da quell’arena mediatica all’interno della quale si mette realmente a rischio il consenso degli elettori, e Schifani lo sa bene. Talmente lontano che ne puoi uscire anche senza che la gente si ricordi che ci sei stato dentro, se non ci fossero giornalisti come Travaglio, Stella, Rizzo, Abbate, Gomez e pochi altri che ogni tanto ce lo ricordano coi loro libri. Il dato scritto, fissato indelebilmente sulla carta rimane. L’informazione televisiva, invece, vive dell’istante e muore di lì a poco dimenticata. La memoria dell’italiano medio, in simbiosi con la macchina televisiva, pure." Siamo una nazione che fa schifo, incapace di ribellarsi e senza dignità!
Bravo Dario
Grande pezzo, grande Dario Fo... solo che oggi funziona a chi urla più forte e soprattutto a chi lo dice in tv. Ma si può dire solo ciò che SI PUO' dire...
Regime, Censura, ... sicuramente poca, pochissima, LIBERTA' di espressione e di informazione...
Che tristezza...
Giuseppe Gatto
http://www.giuseppegatto.com &
http://seavreistudiato.blogspot.com
FORTI CON I DEBOLI
Bene, c'è il nuovo governo, ora provo a scrivere, con tanto di raccomandata, anche ai nuovi ministri, voglio proprio vedere se mi rispondono.
I precedenti non mi hanno degnato neanche di una risposta prestampata.
Ho scritto ai rettori dei politecnici italiani, ai giornali, agli esperti, ..... niente risposte.
Ma..... l'ecologia, l'energia pulita, le fonti rinnovabili, sono solo una grande IPOCRISIA??
Io ho brevettato una macchina tutta italiana che produce energia elettrica, con le onde del mare, quasi a costo zero.
La mia è una macchina economica molto efficace, che costa pochissimo e che produce tantissimo.
Forse è per questo che non interessa??
Che non è degna neanche di una risposta, anche negativa??
Guardate questo sito : http://digilander.libero.it/lcd01/
e..... giudicate Voi.
Grazie.
Considerazioni
Si potrebbe però asserire che in base alla democrazia così come si è liberi di parlare si è liberi di rispondere, che la querela rappresenta pur sempre un processo legale legittimo (la cui validità, caso per caso, viene poi verificata nelle sedi appropriate) e che la verità va anche aiutata e dimostrata piuttosto che semplicemente detta con il tono di un proclama.
Allo stesso modo si può pensare che chi acquista un libro che si presume esuriente e documentato abbia l'intenzione e i mezzi prima di tutto per leggerlo interamente e magari approfondire. Diversa cosa è mettersi davanti alla televisione e ascoltare passivamente, come potrebbe accadere.
Credo sia dia troppo peso alle parole offerteci dai media da qualunque direzione: tanto a quelle dette dagli uni quanto dagli altri. Un segno forse di quanto spesso società dell'immagine e società dell'informazione tendano a confondersi.
poche parole: in questo
poche parole: in questo momento HO TIMORE, vedo tutti d'accordo per zittire la libertà di pensiero, è terribile. Per fortuna ci sono ancora le voci libere, come le vostre. ANDATE AVANTI, non saremo la maggioranza, ma una minoranza agguerita si!
Ancor meno voci libere ....
A distanza di più di un anno, mio malgrado, mi sono accorto che questo commento ed articolo è decisamente attuale.
Non ricordo dove, ma alcuni giorni fa ho visto un giornalista su una tv privata, nata insieme ad altre migliaia di canali senza senso su questo bel digitale, prendere spunto da questo articolo di Dario sulla trasmissione di Fazio.
Come vediamo la liberta di pensiero è sempre messa in discussione, ora più che che mai.
Saluti.
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voci libere
eccone una
www.signoraggio.com
Io a Travaglio darei un bel
Io a Travaglio darei un bel calcio in culo da farlo atterrare malconcio sulla luna, per tutti i secoli dei secoli. AMEN
Centro sinistra complice
Caro Dario,
temo proprio che anche questa volta tu abbia ragione. Ho poco da aggiungere.
Anche questo continuo soffiare sul fuoco della sicurezza: non credo ci sia bisogno che lo scopra io, che è il classico modo per far accettare un po' meno libertà in cambio di un po' più di sicurezza. Libertà d'informazione? Libertà di parola? Libertà di satira? Ah!Ah!Ah! Figuriamoci!
Ma questo “centro-sinistra” complice non si è accorto che ha perso proprio perchè complice e proprio perchè il suo programma era la fotocopia di quello di destra e tanto vale farlo fare agli originali?
Un grande abbraccio!
Mi ricorda alcune questioni
Mi ricorda alcune questioni cruciali e sociale, come il terrorismo. Credo che il terrorismo non è solo guerra fisico utilizzando granate, fucili e ordigni esplosivi, ma piuttosto una guerra nel governo stesso. Sradicare la funzione sacra del governo che è quello di servire il popolo. Ricordo il essays on terrorism da Fred Woodworth, ha detto che è una vergogna terribile se i civili sono feriti in guerra. Naturalmente, il governo dovrebbe fare qualcosa al riguardo.
Voglio delle risposte... e non solo
Mi chiamo Benedetto Annaloro e sono nato a Palermo il 12 settembre del ' 70.
Non capisco per quale motivo questo governo stia ancora al potere.
Ci sono, agitazioni in piazza con studenti e ricercatori infuriati, che hanno dato vita anche a forme di protesta... finalmente degne di questo nome.
Ci sono opere d'arte che da Palermo a Napoli crollano e si sciolgono come neve al sole, delle vere e proprie slavine anti-culturali.
Ci sono pensionati ed anziani che aspettano un aumento delle loro pensioni, perché in tanto gli affitti sono sempre più cari, le medicine e le cure anche senza parlare della spesa al supermercato.
Premetto, io sono un precario della scuola di terza fascia non abilitato, ho insegnato per due anni al privato a Palermo ed altri quasi due a Perugia nel pubblico.
Ho un reddito ridicolo, mi ribatto tra call center e lavori occasionali; ho una moglie anche lei iscritta nelle terze fasce e un bimbo di quasi 9 mesi.
La mia è una realtà dura come l'acciaio e tagliente come una lama ed ogni giorno devo sbatterci e combatterci. Nessun input istituzionale mi da segnali di miglioramento, ne da destra ne da sinistra.
Io pretendo delle risposte.
Non capisco se la logica ha incontrato l'assurdo e ne è rimasta sconfitta, o se la logica stessa è cambiato con il nuovo impianto socio-culturale.
Capisco che leggendo potrebbe qualcuno affermare... è retorica!
No. E' pura realtà e sono convinto che la mia non sia delle peggiori.
Ho come l'impressione che la mentalità sottomissiva tipica, purtroppo, della cultura meridionale, si sia dilagata a livello nazionale e profusa dalle nuove tendenze comunicative e quindi culturali, che sono caratteristica particolare della nuova ala destra di centro berlusconiana. I sintomi ci stanno tutti:
un economia, a prescindere dalla crisi, indegna di una nazione democratica, fatta passare come una cosa di passaggio e di indifferente rilievo, con effetti reali completamente opposti ma quasi sopportati, anzi accettati (le manifestazioni sono anche una parte di consapevolezza, fortunatamente, del reale), raschiando il fondo in call center, lavori in nero, impieghi con strani contratti a breve termine;
una sanità che si avvia, anche se sottovoce, verso una gestione similare americana, che inutile dirlo, è particolarmente fallimentare, non foss'altro per l'aspetto privatistico che crea quelle dissonanze sociali lontane, di nuovo, dalla democrazia, da loro tanto sbandierata;
un istruzione che segue quasi la via imboccata dalla sanità, poggiando i suoi pilastri su qualcosa che non esiste per il collettivo, ma solo per i singoli.
Premetto che la mia è una analisi lucida da docente precario, figlio e nipote di infermieri e da padre di famiglia alquanto preoccupato.
Le logiche estensibili e versatili delle generazioni degli anni ' 60 e ' 70, sembra che siano passate per delle pure utopie in mezzo i fumi delle canne, e che consapevoli di ciò si siano messi in giacca e cravatta per dare alle generazioni che hanno creato questa realtà è viverci anch'essi.
E se invece, in parte, quelle teorie fossero state giuste? Se parlare e mettere in pratica i principi della costituzione ( lavoro, istruzione, dignità, diritto alla salute, ecc.uguali per tutti compresa la giustizia ) fosse sta la risposta a lenire e concretamente curare il disaggio sociale?
Credo che probabilmente non esistessero quelle vere figure retoriche che ad oggi decidono su tutti noi. In cui l'immagine d'impatto, lo spot iconografico diventano forme di potere, emarginando quelli che sono i veri principi di analisi, in poche parole, io non avrei mai dato la responsabilità di una nazione ad un pedofilo di 1 metro e mezzo ( e non voglio offendere i bassi, come dice Paolo Rossi: "non tutti i nani vengono per nuocere"), forse pure cocainomane, con questo non lo sto disprezzando, ma... mettiamola così, chi di voi salirebbe in un aereo sapendo che i piloti che lo metteranno in volo sono ubriachi?
Ergo bisogna rientrare in una logica della consapevolezza e gridarla.
Come dicevo all'inizio voglio delle risposte che in tutto quello che ho scritto, anche se può sembrare che me le sia date da solo, c'è qualcosa che mi sfugge.
Io, mia moglie e mio figlio vogliamo delle risposte, e pretendiamo, (perché anche questo è possibile in democrazia, dato che sono loro che lavorano per noi e non il contrario) che il parlamento ed il senato si svuotino e prendano posto persone con nuove idee che non siano lontanamente imparentate con i vecchi scaldaposto.
Siamo pronti a lavorare, se ci sarà permesso, e pagare un casino di tasse avendo uno stipendio che ci permetta anche di vivere, perché le tasse si pagano, non si evadono, non si diminuiscono, si pagano, è così che va avanti una nazione e questo gli italiani devono fissarselo in testa. Se in tanti paesi europei e non, le cose girano diversamente e perché pagano le tasse zitti e muti, s'incazzano se vengono spesi male e lì cascano i governi per questo, e ricominciano lo stesso a pagare, per poter entrare in un ospedale senza mettere mano al portafoglio a prescindere da quanto sei ricco; per andare a scuola e non avere eccessive spese; per trovare un posto di lavoro e prendersi il lusso di cambiarlo, perché tutte queste cose si pagano con le tasse e vanno a regime perfetto perché vengono mantenute economicamente bene.
Mi spiace se sono stato in questa lettera un catastrofista o se ho offeso qualcuno, non è nelle mie reali intenzioni, il fatto è che ho paura perché non so più dove sbattere la testa per mantenere la famiglia, sono nel panico più assoluto e spero che le cose cambino proprio per questo é ripeto, non credo di essere il solo purtroppo.
Grazie per avermi ascoltato da parte mia e della mia famiglia.
Benedetto Annaloro
Ringraziamenti a Dario!!
Dario Sei sempre stato fantastico!
Ma quando dici queste cose lo sei di più!!
Grazie a te e a tutti quelli che si mobilitano per la verità, per la giustizia e la trasparenza, credo stia nascendo qualcosa di nuovo in Italia, un movimento dal "basso" che ci farà rinascare,
Ancora grazie.
Vittorio Faralli
equivoco
qual'è l'equivoco?
l'equivoco è quello che porta i vari paladini della libertà di espressione: Travaglio, Santoro, Grillo, Dario Fo ecc ecc a pensare che la tv di Stato sia uno strumento da usare come una catapulta mediatica, con l'uso di trasmissioni costruite ad hoc per lanciare le proprie invettive contro una parte politica o contro un uomo, non facciamo nomi.
tutto questo con l'uso strumentale ed arbitrario di documentazioni ed accuse che dovrebbero essere usate semmai, nelle aule dei tribunali e non per celebrare processi senza contraddittorio su una rete pubblica: la RAI.
voglio soltanto spiegare a lor signori, se ancora non ci fossero arrivati, che il canone RAI lo pagano anche tutti quei cittadini che, hanno per mezzo di elezioni democratiche, e con il loro voto, assegnato la fiducia a quelle stesse persone che vengono sistematicamente attacate dai sopracitati paladini della democrazia.
mi sembra insomma, un offesa per tutti quegli Italiani che, hanno senza appello eletto como loro rappresentanti qesti politici.
se hanno così tanta voglia di fare politica, se sentono così forte il desiderio di farsi sentire, la smettano di usare la tv come megafono per i loro comizi e scendano in campo.
la verità è che sono pochi, così pochi che hanno bisogno della tv, quella stessa tv che, se è di Berlusconi diventa demoniaca, ma se usata (quella pubblica) da loro, diventa il simbolo della libertà di espressione.
in una parola: ridicoli.
viva l'Italia!!!
Sono contento
Questo episodio non fa che scavare la già profonda trincea che separa la politica dalla società civile, forse è un bene.
Che tappino pure la bocca alla TV spazzatura: forse si tratta di un'opera di bene.
Il Travaglio di Fazio
Caro Fo, sarò breve e non Le ruberò oltremodo tempo per questo mio commento su Travaglio. Io credo nel rispetto del mio prossimo, credo che la denuncia sia il dovere etico e morale di un giornalista in quanto tale. Però, mi lasci aggiungere, Travaglio come chiunque altro al mondo non si può permettere di insultare chicchessia solo per il gusto di farlo. E questo a prescindere dalle argomentazioni più o meno valide. Dare della muffa o del mollusco a Schifani rappresenta, a mio modo di vedere le cose e tenendo conto che Travaglio non è un giornalista satirico, un insulto gratuito e volgare. Gli insulti mi offuscano il giudizio, mi rendono antipatica la faccia da saccentello "sottuttoio" di Travaglio, mi hanno messo nelle condizioni di tifare per Schifani. Come non dovrebbe essere mai, la forma (l'insulto volgare nella sua meschinità) questa volta ha avuto la meglio sulla sostanza (il passato inquietante di Schifani).