Le confessioni del grande affascinatore

Vi state sbagliando tutti sul mio conto. Chi vi parla è il Presidente del Governo italiano Silvio Berlusconi in persona.

Ognuno di voi è uso giudicarmi leggendo in superficie quello che faccio e dico. Se pubblicamente racconto una barzelletta un po’ facile e magari leggermente volgare, ecco che subito mi catalogate con l’epiteto di bandeleur, cioè intrattenitore da osteria, o se preferite da bar.

Io so bene che in quel momento le persone colte e raffinate – o che si credono tali – arricciano il naso e commentano: “Ecco un ridanciano grossolano al livello di rappresentante di commercio!”
Ma in quel momento io sto scegliendo i miei più che probabili sostenitori;  e per farmi applaudire dalla gente facile di bocca buona, che è la più numerosa, devo forzatamente scontentare i palati di gusto sottile. 

Ma di loro, di questi ultimi, non mi importa un accidente, io cerco di piacere al popolo, non quello cantato da Seneca, ma quello più alla mano e accondiscendente: degli stadi, delle gite fuori porta, degli appassionati ai reality show che ho scelto io proprio per loro,  e soprattutto quello di maschi e femmine che si spaparanzano sulle spiagge nel weekend. 

No! Sia chiaro, io non disprezzo la cultura, il mondo degli intellettuali raffinati, tutt’altro… anzi, quando ne ho bisogno li vado a cercare e  me li compro, e mi pago anche i piaggioni. So benissimo che il novanta percento di quello che questi leccapiedi dicono nei miei riguardi è falso, che quando mi esprimono ammirazione e stima stanno vergognosamente adulandomi, ma mi servono anche quelli.

Chi è al potere spesso è assalito da dubbi e sensi di colpa nefasti che come sciame di mosche e tafani, ti girano intorno punzecchiandoti la coscienza.
E quindi un bel massaggio di piaggerie sfrontate è quello che ci vuole per tornare padrone di te.

Io ho studiato profondamente la questione, e dirò di più: ho ingaggiato un folto gruppo di ricercatori attenti e capaci perché scoprissero quali fossero gli interessi e i bisogni della gran parte del pubblico, e ho scoperto qualcosa che mi ha davvero sorpreso: la gente sceglie quello che tu, con il tuo potere, gli hai insegnato a preferire. I bisogni si creano così come si crea il gusto, la moda, perfino il senso comune delle cose, comprese la felicità, la bellezza… per non parlare del desiderio, e quando dico “desiderio” intendo il grande infinito cerchio che raccoglie dentro di sé i piaceri indispensabili della vita.

Sei annoiato, pieno di preoccupazioni, sfiduciato, senza futuro…? Bene, io ti do uno spettacolo nel quale assisti all’esibizione di gente come te, che rischia dentro una specie di carosello con vincitori e abbattuti, ma quello che alla fine è scelto dalla fortuna viene portato in trionfo. Era una nullità, d’accordo, ma ad un tratto eccolo famoso.

In verità nessuno di questi applauditi ha risolto il problema della vita, sono rimasti stupidi e vuoti come prima, ma quello che importa è che sono certi di avercela fatta, e comunicano a quelli che assistono al gran finale la convinzione sicura di trovarsi nel migliore dei mondi, dove ognuno, se vuole, può risultare vincente.

È per quello che quando tengo i miei discorsi di propaganda elettorale io prometto cose che so benissimo di non poter mai adempiere: c’è il terremoto? Un cataclisma? Ecco che io piombo in mezzo ai disperati, e come l’angelo dall’Annuncio felice, spargo fiducia e speranza gioiosa: “Niente paura! siate felici! Vedrete che in fondo questo disastro si trasformerà per voi in una straordinaria fortuna! Quanti siete? Quattromila, cinquemila, diecimila famiglie? Avrete tutti prima ancora che termini l’estate la vostra casa bellissima, comoda e indistruttibile, con i letti e tutta la mobilia offerta dal Governo, al vostro ingresso troverete fiori, frutta fresca e la biancheria ricamata con le iniziali personalizzate come mio presente personale”.

È una bufala, lo so! Non avrete mai quelle abitazioni prima che scenda il freddo dell’autunno! Nemmeno quando franerà la neve e scenderà il gelo dell’inverno avrete un tetto, delle pareti che vi proteggano… sarete ancora in tenda, minchioni!
Ma adesso intanto godete della speranza che io vi offro, nella vita non può essere tutto autentico e tangibile! Per questo ci sono i reality show!

Ma tornando al problema dell’onestà e della giustizia: ma cosa credete, miei accaniti detrattori di tutte le razze e congreghe?
Che personalmente io non sia cosciente di aver imposto una serie di atti anomali e contrari ad ogni regola di un paese civile? Che quelle leggi che ho imposto ai miei sudditi, volevo dire ai miei concittadini, da quella chiamata Lodo Alfano, all’ammazza processi, per non parlare del blocco delle intercettazioni, il diritto che mi sono preso di manovrare la televisione di Stato, pur trovandomi, personalmente proprietario di tre potenti reti private, non sia un’imposizione di regime autentico?

Ma miei cari, se mi permetto ingiustizie tanto smaccate, è perché sia i miei entusiasti elettori che la così detta opposizione me lo permettono. Anzi in certi casi, determinanti, come la legge sul conflitto di interesse, le opposizioni mi hanno offerto addirittura una mano, vedi D’Alema, grazie al quale siamo riusciti ad affossarla quella legge, per sempre!

E vi dirò che ogni volta che con i ministri del Pdl, noi si proponeva uno di questi mostri giuridici, molti dei miei collaboratori si dichiaravano fortemente preoccupati: “Attento, oltre che un atto illegale, siamo davanti ad uno schiaffo alla dignità nazionale! Una vera e propria provocazione! Con questa legge rischiamo che l’opposizione, stufa di angherie, si rivolti davvero, seguita da tutta quella massa di estremisti giunti ormai all’apice della tensione… si butteranno ad una vera e propria sommossa che rischia di sfociare in guerra civile!”

E invece? Bubbole! Qualche mugugno, al massimo una o due dimissioni dei soliti irriducibili, e poi il silenzio.
È ovvio che tutto ciò ci ha portati ad acquisire una specie di certezza di intoccabilità così da poter continuare a manomettere la Costituzione quando e come ci pare!
Al tempo in cui ero piccolo, voglio dire bambino, mi ricordo di una canzone di origine popolare che diceva: “Eppure da un poco di tempo il padrone ha paura” bum!… e chi potrebbe  essere oggi il padrone talmente preoccupato, preso dal timor panico in vista del proprio futuro?
Ebbene son’ io in persona, Silvio il temerario!

Sì, vi confesso che per la prima volta ho paura!
Paura di che? - mi chiederete voi - Avete ragione, sembra una situazione impossibile, sono senz’altro il più importante fra tutti i padroni d’Italia.
È quasi inutile ricordare che possiedo la percentuale più alta di potere nel mondo della comunicazione: televisioni, radio, giornali, case editrici, mercato dei film, in cassetta e proiettati sul grande schermo, e sono una potenza anche nel mondo delle banche, delle assicurazioni, nell’edilizia, perfino nelle navi da crociera.
E allora da dove viene questa paura?

Vi sembra impossibile, vero? Eppure, se foste stati più attenti, io sto comunicando questa mia apprensione da tempo con le parole e i fatti, per non parlare del comportamento.

...

CONTINUA NEI PROSSIMI GIORNI

Dario Fo committente di un progetto di architettura

Salve signor Fo,mi presento sono Domenico D'Aquino,studente universitario presso la facoltà di Architettura di Pescara.Le scrivo in quanto poche settimane fa,a me e ad altri miei due colleghi,ci è stato assegnato il compito di creare un progetto di abitazione unifamiliare al quale noi avremmo dovuto assegnare un committente,e all'unanimità abbiamo scelto lei,in quanto troviamo in lei la persona giusta alla quale vogliamo "costruire una casa",data la sua creatività e gioia di vivere.Le ho scritto oltre per farle presente del fatto,ma anche per chiedere un forte aiuto da parte sua.Cerchiamo di lavorare come veri e propri architetti,quindi chiedendo al committente le proprie esigenze,le proprie abitudini.Se lei vuole potrà aiutarci e le prometto che a lavoro ultimato le farò avere le tavole definitive della sua "nuova casa".La ringrazio anticipatamente.
Distinti Saluti
Domenico D'Aquino

Berlusconi e Die Dreigroschenoper

Essendo a Berlino sono stato a vedere Die Dreigroschenoper al Berliner Ensemble e subito ho pensato che potrebbe essere un fantastico testo per una "Dreieurooper" con Berlusconi come Mackie Messer, i ministri nel ruolo dei suoi complici, il bordello dove si rifugia nel ruolo di Villa Certosa, l'apoteosi finale con il papa e i cardinali al posto del deus-ex-machina di Brecht. Nel ruolo di Peachum metterei certamente Cossiga (ma altri esempi Andreotti, Craxi etc. non mancano). Per Polly potremmo mettere la Carfagna o la Gelmini... .Penso che potrebbe essere un successo a 6 stelle

una proposta al grande Dario Fo

Immenso Dario Fo, vorrei umilmente farle una proposta.
I recenti sviluppi della simil-dittatura mediatica (e non) hanno dell'inverosimile.
Domani per portare avanti una insulsa campagna elettorale che non è mai finita il nostro benemerito
re-giullare ha deciso di bloccare l'informazione televisiva serale facendo slittare le puntate di matrix su canale 5 ma sopratutto di ballarò su rai3, causa la sua presenza a porta a porta per farsi bello e solitario davanti al paese parlando dell'abbruzzo e delle prime nuove case pronte per i terremotati (sarà vero...?).
In quale altra nazione a noi vicina (ma sempre più lontana ahimè)è possibile una operazione del genere?Adesso la mia proposta che giunge un poco inverosimile è questa: potrebbe mai la rai radio televisione italiana impedire una telefonata in diretta di una delle personalità più illustri nonchè influenti della storia moderna del nostro paese, e cioè lei Dario Fo?
Credo, mi auguro di no...
Li chiami, nel bel mezzo del programma, e si faccia passare il re-giullare.Gliene dica quattro: la sua parola è la parola degli italiani, indignati, schifati,incazzati, violentati psicologicamente, tutti da questi mesi o anni di barbarie.Ovviamente questa è una mia idea anzi mi scuso se può apparire un minimo non-sense, difficilmente realizzabile...ma è bello il solo immaginare cosa potrebbe mai accadere!Al momento è solo una mia fantasia e tale rimarrà, ma nel caso in cui dovesse pensarci su farebbe me felice e penso anche più della metà di questo paese che nonostante tutto non voglio credere che sia perduto.
uno studente napoletano

bandeleur

Vorrei svegliarmi da questo incubo!

Grandissimo Dario la tua è una sintesi da Nobel. Triste ed avvilente realtà dei nostri giorni, di questo dobbiamo eseere grati ai cari concittadini che imperterriti e coscienti continuano, nonostante tutto, a prediligere un bandeleur a chiunque altro!

Un caro saluto

Paolo