Milano

[STAMPA] Milano: Dario Fo, verso Dalai Lama Comune faccia gesto riparatore

Roma, 22 giu. (Adnkronos) - Verso il Dalai Lama "spero almeno in un gesto riparatore", ovvero: "Il Comune si organizzi per riceverlo con tutti gli onori nella sala principale di Palazzo Marino. sarebbe un segnale forte, ci eviterebbe di fare una figura di 'peracottari' di provincia". Dario Fo, premio Nobel per la Letteratura, interviene cosi', in un'intervista a 'la Repubblica' sullo stop alla cittadinanza onoraria di Milano al 'collega', Nobel per la Pace, Dalai Lama, cui va, aggiunge, "tutta la mia stima e solidarieta'" e che spera "fortemente" di incontrare.
Per Fo "e' colpa del potere di ricatto della Cina" ma "quando l'economia batte e umilia la democrazia, e' una brutta situazione". Fo aggiunge, comunque, "comprendo le ragioni degli attuali amministratori, persone civili e oneste, costrette a mandar giu' il rospo per il bene della citta'".
 
fonte: adkronos
 

[AUDIO] Dario Fo a "Io, Chiara e lo scuro"

dario fo RIASCOLTA QUI LA PRIMA PARTE DELLA PUNTATA!

RIASCOLTA QUI LA SECONDA PARTE DELLA PUNTATA!

E’ pericolosissimo staccare il Corpo dalla Testa! Come nelle favole,  il corpo non si può distinguere … (Però revedi che litighino tra loro le nostre parti?) Guai Guai se non ci fosse una contrapposizione! È permesso anche l’insulto.

Presenta la tua mostra dal punto di vista psicoanalitico…
Beh, diciamo che rappresenta la mia vita da quando avevo 14 anni quando mi sono presentato all’Accademia di pittura di Brera e ci sono rimasto per 8 anni. lì ho ricevuto viatici incredibili, crisi, situazioni di gioia e anche una specie di confusione che mi ha messo in crisi…

il tuo primo ricordo
Prima di tutto ho avuto una grande fortuna che all’inizio si era manifestata in forma d’angoscia. Sono arrivato sul lago Maggiore e lì c’era una fonderia importante e anche una struttura, quella della vetreria. A lavorare c’era gente che proveniva da tutta Europa, sto parlando di quasi 70 anni fa. Questi maestri che soffiavano il vetro erano capi tribù: venivano da tutto il mondo… io sono andato fuori di Testa! Parlavano tutti lingue diverse… ma La cosa divertente è che la lingua comune non era l’italiano ma il dialetto del lago Maggiore che io non conoscevo… Conoscevo altri dialetti ma non quello…  ho avuto un doppio trauma! poi però ho capito che era una gioia incredibile! Tutto questa buriana di termini, di linguaggi ti costringevano a inventare… Io ho inventato allora una forma di linguaggio onomatopeico che mi è stata utilissima per quando ho cominciato a fare teatro! Quelli lì facevano teatro ma non lo sapevano…

I maestri  per me sono stati le persone, la nuova popolazione che  incontravo. E loro sono stati un regalo della fortuna. Del resto I conflitti sono quelli che insegnano a svolgere in modo nuovo la nostra vita.

Quand’è che hai scoperto “io sono dario fo”?
… non lo so ancora! E’ importante non darsi mai dell’importanza oltre quella che ti danno le persone intelligenti.

Nemmeno il giorno del Nobel ti sei reso conto che..forse?
Beh, in quel momento ho vissuto una strana sensazione. Pensavo fosse una beffa. E poi ad un certo punto mi sono resa conto che era tutto vero. Me ne sono accorto dal commento successivo degli intellettuali veri, raffinati che dicevano “Com’è possibile che a un giullare… che a un comico… non si può!” C’è gente che si è ammalata, ha avuto delle crisi per colpa del mio successo. Lo so che me l’hanno raccontato degli amici, facendomi delle risate.

Oggi se diciamo Potere, che ti viene in mente?
Il Potere è sgomento, è pieno di paure. Sono saltate tantissime regole. La parte dominante del sistema sta avendo delle frane, una dopo l’altra. L’energia vera la vedo come sempre nei ragazzi, anche quando sbagliano, anche quando esagerano: c’è sempre un moto vivo, attivo.

Ma quando c’era Berlusconi non eri un po’ invidioso era quasi un giullare meglio di te?
E’ sempre stato di terza categoria!! E’ sempre stato banale, triviale. Si può anche essere provocatori: la sessualità, la violenza sessuale fanno parte della natura umana, del linguaggio, ma quando diventano banali, divenano l’offesa dei più deboli, allora veramente bisogna dire “No! stai andando fuori Chiave, fuori tempo”.

Dario ,Come sta tua moglie Franca Rame?
molto meglio.
Lei mi porta via tutto quello che è banale ,inutile… è lei che mi ha insegnato l’ironia, il grottesco. Bisogna fare in modo che le nostre diversità si competrino, che le nostre differenze non siano un fastidio ma un arricchimento. E’ importante andare avanti e rigenerarsi. E Se ci si scontra bene.

Ti accorgi che è la donna della tua vita quando non puoi stare senza. Se l’amore è dipendenza in questo modo… ben venga.

La sessualità è la forma più alta di tutto l’ingegno. Liberarsi dentro la sessualità e reinventarla è una chiave di volta straordinaria.

 

fonte: iochiaraeloscuro.blog.rai.it

[STAMPA] Dario Fo torna a Udine

Il Premio Nobel sarà per due giorni in Friuli per presentare la sua mostra di quadri e per proporre il suo capolavoro, "Mistero Buffo"

dario fo e franca rameGrande evento a Udine con il ritorno a teatro di Dario Fo e Franca Rame di nuovo in scena con "Mistero Buffo" per un’unica e imperdibile data regionale in programma domenica 17 giugno (inizio ore 21) al Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

L’evento, inserito all’interno della programmazione di 2UdinEstate 2012, è organizzato da Comune di Udine, CSS  e Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

Ad anticipare lo spettacolo sabato 16, alle 18, nella Corte Palazzo Morpurgo, alla presenza dell’artista si terrà l’inaugurazione della mostra "Dario Fo – La pittura di un narratore" a cura di Marco Biscione e Nicoletta Osanna Cavadini. Il Premio Nobel per la letteratura racconterà i suoi dipinti accompagnando i visitatori alla mostra in Casa Cavazzini (posti limitati).

A Udine Dario Fo e Franca Rame sono di casa, già ospiti nel 1994 proprio con "Mistero Buffo" e con "Settimo: ruba un po' meno! N. 2"  e nuovamente nel 2003 con "L'anomalo bicefalo" sempre per la stagione Teatro Contatto. Nel 1995, per la quarta edizione de l’Ecole des Maîtres, corso di alta formazione teatrale a carattere itinerante, ideato da Franco Quadri e promosso in Italia dal CSS, Dario Fo è stato Maestro del prestigioso stage per attori europei elaborando improvvisazioni dal suo formidabile "Manuale minimo dell`attore".

Dal 1969, anno in cui Dario Fo e Franca Rame lo misero in scena per la prima volta a Milano, in un capannone di Porta Romana, "Mistero Buffo" è stato replicato centinaia di volte in tutto il mondo. Lo spettacolo nacque con l’intento di dimostrare l’esistenza di un teatro popolare di grande valore, che nulla aveva da invidiare ai testi di tradizione erudita, che erano espressione della cultura della classe sociale dominante. "Mistero Buffo" mescola assieme, con inventiva inesauribile, monologhi della tradizione popolare tratti da giullarate e fabliaux del medioevo, canovacci rappresentati secoli fa nelle strade e contrade dai comici dell’arte di tutta Europa, brani recitati da Arlecchino e dalle maschere della commedia italiana.

Per prevendite da mercoledì 6 giugno: Biglietteria Teatro Nuovo Giovanni da Udine, via Trento 4, 33100 Udine, tel 0432 248418, da lunedì a sabato 16-19, www.teatroudine.it e sul circuito Vivaticket www.vivaticket.it e nei punti vendita Vivaticket di tutta la Regione.

Per informazioni è possibile anche contattare il: Css Teatro stabile di innovazione del FVG, tel. 0432.504765 info@cssudine.it www.cssudine.it
fonte: ilfriuli.it

[STAMPA] Il Nobel Dario Fo: "Tutti vogliono la politica di Grillo. L'ironia la sua forza"

dario fo
di Isabella Pascucci

ROMA - Beppe Grillo come un attore della commedia dell'Arte, la cultura contemporanea letta attraverso la modernità del Boccaccio e le dissimulazioni della Chiesa svelate, spiegando il linguaggio pittorico di Leonardo da Vinci. Reduce dallo spettacolare successo della mostra Lazzi sberleffi e dipinti, che al Palazzo Reale di Milano presentava le sue creazioni pittoriche e che ha contato oltre 20mila visite in 2 mesi e mezzo, il Nobel per la Letteratura Dario Fo volteggia tra teatro e politica, Europa e Italia, presente e passato, in una simultaneità affascinante un po’ da giullare, un po’ da inesauribile genio dell'arte.

 

L'INTERVISTA.

Da uomo di Sinistra: crede che l’Italia stia cambiando?
«Nella mia mostra di Milano ho esposto alcune opere che erano autentiche intuizioni, sequenze di tragedie italiane, in cui viene descritto l’arrivo dei disperati dall’Africa, rovesciati nei porti della Sicilia con annegamenti e bambini morti. Ecco, la Lega sta pagando un prezzo anche in questo senso: si è tolta la camicia e anche le mutande, per dirla in lombardo. Questi atti e gesti di inciviltà non sono rimasti impuniti».

Quindi mancava l’umanità nella nostra politica?
«Sì. Questi partiti hanno cercato di smuovere la parte più bassa e triviale della popolazione».

Ci sono riusciti?
«No. Veda, prima che Berlusconi fosse costretto a lasciare il governo questa previsione era già palese e sulla bocca dei cittadini che da tempo ripetevano ”Così non si può andare avanti”. Basta con il cinismo, la superficialità, le parole fatte, le promesse non mantenute».

Ora un’alternativa esiste?
«Sì. Queste richieste assomigliano molto alle proposte dei gruppi che lanciano un modo diverso di fare politica, e tra questi il più in evidenza è quello di Grillo. E poi Grillo adotta una chiave provocatoria, la chiave satirica con cui, come recita un vecchio detto “Non ci sono scuse, ascoltate quello che dico, anche se rompe i cosiddetti”».

Grillo politico o uomo di spettacolo?
«Basta conoscere il suo teatro e il suo modo di rivolgersi al pubblico per capire che etichettarlo come un comico è solo una forma di disprezzo. Basterebbe ricordare la storia della comicità e del teatro popolare italiani, che hanno rivoluzionato il modo di pensare e di scrivere fino all’opera buffa. Insomma, l’ironia e il grottesco non vanno disprezzati perché sono l’unico modo per capovolgere situazioni false e scoprire la verità».

Ma gli italiani capiranno?
«I giovani hanno già capito, ma molti altri sono ancora legati per l’ombelico alla politica tradizionale che ha procurato disastri al popolo italiano. Dobbiamo smetterla con questo tormentone e riuscire a vedere i nuovi fenomeni, i movimenti dell’uomo qualunque, sperando che anche Grillo non venga seppellito con la scusa che ha uno stile e un andamento non consuetudinari. Sarebbe un gravissimo errore, peraltro già espresso da persone culturalmente ignoranti».

Cosa c’è di veramente non consuetudinario?
«I nostri politici non sono capaci di diminuirsi gli stipendi che sono il doppio della media europea. Minimizzano la portata del Movimento, ma non hanno compreso che questo gioca sulla realtà dei fatti, sulla realizzazione di un metodo che finora i partiti non hanno voluto applicare per egoismo e meschineria».

Un esempio?
«Appena entrato in politica, Grillo ha rifiutato le sovvenzioni da parte dello Stato, i cosiddetti rientri. E questo ha esercitato un grande effetto sulla gente, perché si agisce con i fatti, non a parole: sono trascorsi mesi da quando il nuovo governo è al potere e, sparando percentuali, non hanno mai fatto un gesto di buona volontà reale nei confronti della popolazione».

La politica europea. La nuova Francia?
«Bisogna attendere e vedere Hollande quali carte giocherà. Sarebbe pericolosissimo che la Francia attuale, socialista, approfittasse di discussioni, dibattiti e paure, temendo le reazioni eccessive della Destra, per rimandare. Se Hollande non fa qualcosa di veramente nuovo, vanifica la sua vittoria».

E la crisi greca?
«La sopravvivenza della Grecia dipende dagli altri popoli d’Europa. Non sostenendo questa nazione a uscire dal baratro, tutto è destinato a crollare, crolleremo noi e coloro che hanno in mano il potere dell’Europa».

La cultura italiana si salverà?
«La Chiesa e il cattolicesimo tendono per tradizione a censurare e gestire la nostra cultura. Se la pittura di artisti come Leonardo fa pensare a figure composte secondo i dettami del Vangelo, uno studio più approfondito dimostra come anche Leonardo criticasse spietatamente le banche e il potere del denaro. Ecco, ancora oggi, la nostra cultura è molestata da luoghi comuni».

Dove lo nota?
«Ad esempio nell’uso delle parole: il termine “boccaccesco” è un modo di distruggere e volgarizzare il valore di un grande autore come il Boccaccio; a differenza di quanto si creda, questi non presenta la figura femminile con trivialità, ma con attenzione e rispetto».

A proposito di donne e di rispetto, qual è il segreto di un’unione come quella tra lei e Franca Rame?
«Pur scontrandoci su alcune vedute e polemizzando, manteniamo costante una certa morale e un modo di capire a cosa serva fare teatro, faticare, mettere in piedi un discorso culturale e realizzarlo non come una speculazione, come un affare, ma come un dovere».

Come sta sua moglie dopo i recenti ictus?
«Molto meglio, talmente bene che ha ripreso a recitare con me in Mistero Buffo, uno spettacolo molto duro».

LA VITA.
Nato a Sangiano nel 1926, Dario Fo studia all’Accademia di Belle Arti di Brera e nel 1950 comincia a lavorare per la radio e la televisione come attore e autore di testi satirici. Nel 1954 sposa l’attrice Franca Rame. Trasferitosi a Roma, lavora come soggettista. Nel 1997 gli viene conferito il Nobel per la Letteratura.

fonte: leggo.it

DARIO FO IN VISITA ALLA MOSTRA DI PALAZZO REALE NEL GIORNO DELLA CHIUSURA - DOMENICA 3 GIUGNO

Con un notevole successo di pubblico, oltre 20.000 presenze in due mesi e mezzo, domenica 3 giugno si chiude la Mostra di Dario Fo Lazzi Sberleffi Dipinti a Palazzo Reale di Milano.

Durante questo tempo sono state realizzate ben venti visite guidate all’esposizione con Dario Fo e i suoi collaboratori che di fatto hanno messo in scena veri e propri spettacoli itineranti nei quali si commentavano dipinti, fondali scenici, maschere teatrali, pupazzi e burattini per mezzo dei quali si narravano commedie antiche e satire moderne.

Ogni settimana sono stati organizzati incontri con il pubblico nei quali Dario Fo incontrava professori universitari, autori di testi storici e di narrativa come Chiara Frugoni, Salvatore Settis e Stefano Benni. Inoltre sono stati messi in scena concerti che vedevano come protagonisti centinaia di bimbi musici che eseguivano brani classici e moderni.

Domenica 3 giugno alle 17 Dario Fo e Franca Rame saranno presenti in mostra per salutare i visitatori che riusciranno a superare le transenne approntate per la visita del Santo Padre.

 

 

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