Il Teatro di Dario Fo e Franca Rame

Il teatro di Dario Fo e Franca Rame

[STAMPA] Dario Fo e i giovani saperi. La verità è sempre più assurda e paradossale della fantasia

dario fo Domenica 5 Agosto, presso il Museo San Francesco, il premio Nobel per la letteratura Dario Fo ha incontrato i Giovani Saperi. Gli organizzatori e il giovane staff dello SMIAF hanno vissuto un emozionante incontro con il Maestro, il quale è presente a San Marino in occasione della importante mostra a lui dedicata composta da 200 opere.

Il Maestro ha invitato i giovani sammarinesi ad approfondire la propria storia e a leggere criticamente la situazione politica, economica e sociale attuale. “È un dovere civile quello di raccontare alla gente dove vivete”.

fonte: sanmarinonotizie.com

[STAMPA] Il Premio Nobel Dario Fo promuove i parcheggi scambiatori di Cesena

I parcheggi scambiatori di Cesena incassano il plauso del Premio Nobel Dario Fo. Questa mattina l'autore di "Mistero buffo" ha visitato l'area di sosta dell'Ippodromo insieme al Sindaco Paolo Lucchi e l'Assessore alla Mobilità Maura Miserocchi, dedicando parole lusinghiere al sistema organizzato dal Comune di Cesena.

"Sono entusiasta in modo enorme di iniziative come questa - ha dichiarato Fo parlando con il Sindaco - perché rappresentano un atto straordinario, sono veramente la prima forma di civiltà che un Paese deve avere: in questo modo, infatti, si viene incontro non solo alle necessità dei singoli, ma di tutta la città, perchè questo significa non avere traffico e inquinamento...".
Del resto, l'interesse del Premio Nobel per i parcheggi scambiatori non nasce solo ora, come ha  lui stesso ha segnalato, ricordando di aver contemplato un progetto analogo per Milano quando, nel 2006, corse per la candidatura a Sindaco del capoluogo lombardo.
 
E' stato il Sindaco Lucchi a invitare il grande artista per mostrargli come funzionano i parcheggi di scambio a Cesena.
"Qualche settimana fa - racconta il Sindaco - Dario Fo, partecipando all'assemblea del Movimento 5 Stelle di Cesenatico, aveva indicato proprio nei parcheggi di scambio e nei servizi di bus navetta la soluzione vincente per i problemi del traffico e per rendere più vivibili le città. Non solo: aveva manifestato grande apprezzamento per il ricorso alle energie alternative applicate a questi parcheggi. E visto che a Cesena i parcheggi scambiatori sono ormai una realtà consolidata, con oltre 81mila utenti in sei mesi, e che il progetto di copertura fotovoltaica del parcheggio Ippodromo è ormai pronto, ho pensato che sarebbe stato bello presentargli la nostra esperienza. E Fo, che è amico della nostra città (come dimostrano le recenti iniziative che lo hanno visto protagonista a Cesena) ha accolto l'invito con entusiasmo. Lo stesso che ha manifestato questa mattina, visitando i nostri parcheggi e rivolgendoci parole di incoraggiamento, che ci hanno riempito di soddisfazione".

 

fonte: comune.cesena.fc.it

[STAMPA] Dario Fo, regista, blogger, attore, pittore e Premio Nobel 1997.

autoritratto dario fodario fo dipingeomaggio alla tempesta di Giorgione

I più lo conoscono per le celeberrime pièce “Mistero buffo”, “Morte accidentale di un anarchico” o “Sottopaga! Non si paga!” e per la ancora più famosa sede in cui queste vennero proposte al grande pubblico, la Palazzina Liberty dell’antico Verziere di Milano: ma lui, Dario Fo, è anche letterato (insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1997), regista, blogger e soprattutto pittore.

“Dico sempre che mi sento attore dilettante e pittore professionista”Nato nel 1926 a San Giano, un paesino presso il Lago Maggiore in provincia di Varese, da piccolo trascorre i primi periodi di vacanza in Lomellina: qui vive il nonno materno, agricoltore, che per invogliare i clienti ad acquistare la verdura prodotta in proprio inventa e racconta favole grottesche popolareggianti, servendosi della cronaca dei fatti avvenuti nel paese e nelle zone limitrofe per realizzare un vero giornale satirico del tutto improvvisato. Figlio di un ferroviere, inoltre, segue il padre nei trasferimenti che la Direzione delle Ferrovie gli impone: di paese in paese ascolta la narrazione non ufficiale dei maestri soffiatori di vetro, dei pescatori di lago che in osterie, piazze e porti raccontano favole paradossali e grottesche tipiche della tradizione dei “fabulatori” nelle quali affiora una pungente satira politica.

Il giovane Dario decide così di sviluppare le capacità apprese per strada presso l’Accademia di Brera di Milano, affinando ulteriormente la tecnica della fabulazione ascoltando, presso il neonato Teatro Stabile Piccolo di Milano, le prime traduzioni di Brecht, Majakovskij e Lorca: il suo talento è tale che nell’estate del 1950 riesce a fare colpo sull’attore Franco Parenti grazie a un suo testo autografo, “Poer nano”, satira che racconta la storia di un imbranato Caino in perenne competizione con lo splendido fratello Abele. L’ingaggio è immediato.

terremoto dell'Aquilalo spernacchiamento

Da qui in poi la storia di Dario Fo è un crescendo di collaborazioni con la radio, la televisione e il teatro che lo porteranno, su una strada che non gli risparmierà difficoltà e censura, alla fama mondiale (Argentina, Australia, Bangladesh, Cina, Germania, India, Giappone, Russia, Uzbekistan e Yemen sono solo alcune delle nazioni in cui diverse compagnie straniere hanno portato in scena le opere di Dario Fo e Franca Rame). Ma nonostante le tournèe, il successo e la visibilità, Fo non dimentica mai le attitudini goliardiche e giullaresche del popolo da cui è nato e tra cui è cresciuto: capacità che egli registra in disegni e dipinti, schizzi presi “dal vivo” di una realtà un po’ folle dai quali trarrà ispirazione per la realizzazione dei suoi canovacci meglio riusciti.

rapporto sessualesaviano con leone e statua

“Dico sempre che mi sento attore dilettante e pittore professionista”, dichiara Fo: non per nulla nel corso della sua (non ancora finita) carriera di maestro poliedrico ha realizzato una personalissima “Bottega d’artista”, un vero e proprio laboratorio creativo di sapore rinascimentale in cui sono custoditi più di 18 mila schizzi, frutto di un lavoro che dura ininterrottamente ormai da 60 anni.

Il Comune di Milano, in collaborazione con la Compagnia teatrale Fo – Rame, ha deciso di aprire le porte di tale preziosissimo fondaco in una mostra dal titolo “Lazzi sberleffi dipinti” che, durata dal 24 marzo al 3 giugno, ha proposto al grande pubblico 400 opere tra pitture, collages, bozetti, acquerelli, fondali e stampe, ma anche arazzi, maschere, marionette e burattini. Lavori, questi, che ripercorrono un lungo viaggio attraverso la storia dell’arte: dai lavori ispirati alle incisioni rupestri preistoriche al linguaggio pop dei giorni nostri, percorrendo le esperienze dell’arte greca e romana, dell’arte bizantina e ravennate.

Grande interesse, poi, è quello dimostrato da Dario Fo per l’arte medievale e rinascimentale, testimoniato dai lavori che celebrano i rilievi scultorei del Duomo di Modena e di Parma, ma anche i remake di Giotto, Mantegna, Michelangelo, Leonardo, Raffaello e Caravaggio e dei contemporanei Funi, Carrà e Carpi.

Ma il mondo di Fo è il teatro che egli magistralmente rappresenta negli acrilici che raffigurano scene tratte da “Il barbiere di Siviglia”, “L’italiana in Algeri”, “La Gazzetta”, “Il viaggio a Reims”, ma anche della stagione creativa alla Palazzina Liberty e del suo incontro d’amore con Franca Rame, sua compagna e collega.

Una vita di passioni realizzata per immagini, che ha portato Fo a dichiarare (a ragione) che “se non possedessi questa facilità naturale del raccontare attraverso le immagini, sarei un mediocre scrittore di testi teatrali, ma anche di favole e di grotteschi satirici!”.

di Clara Amodeo

fonte: massacritica.eu

[STAMPA] Coppie e gay, il Vangelo tradito

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dario su su il fatto quotidiano

da "Il Fatto Quotidiano" del 27/07/2012

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