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Aggiornato: 1 ora 7 min fa

La recovery ha bisogno anche di Euro

Ven, 10/09/2020 - 15:00

Vorrei richiamare la vostra attenzione su una sentenza della Corte costituzionale molto importante, una sentenza che cambia radicalmente le condizioni di vita di tanti utenti della Salute Mentale costretti a fare i conti non solo con le proprie sofferenze e con i processi di stigmatizzazione sociale ma anche con enormi problemi materiali ed economici.

Vorrei dunque per un attimo parlarvi non di psicologie, psicoterapie, psicanalisi, psicoqualcosaltro ma semplicemente di vita materiale, di pane e latte da comprare, di vestiti da indossare, case da abitare, bollette da pagare.
L’invalidità, com’è noto, riguarda le persone con menomazioni fisiche, intellettive e psichiche che causano una permanente incapacità lavorativa e viene certificata da una apposita Commissione Medica dell’Asl . 

Molti però non sanno che a un disabile che ottenga il riconoscimento dell’invalidità fisica o psichica al 100%, spetta una pensione mensile d’invalidità, per il 2020, di ben 286 euro e 616 centesimi.

Ho sempre ritenuto questa cifra semplicemente vergognosa e, seguendo come familiare e volontario alcune associazioni impegnate nella Salute Mentale, ho potuto constatare direttamente quanto questo pseudo-intervento assistenziale sia umiliante e insufficiente per gli utenti.
Ho denunciato pubblicamente con forza questa vergogna nazionale scrivendo lettere e intervenendo in tutti gli eventi pubblici cui ho partecipato, riscontrando purtroppo con amarezza il silenzio assordante della politica e una generale mancanza d’attenzione nei confronti di queste persone in difficoltà.

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Castagno: fai nascere una pianta dal frutto a costo zero

Ven, 10/09/2020 - 10:00

Come far nascere una piantina di castagno partendo dal frutto?

Dal canale YouTube L’ Arca delle idee – Stefano Gullotta ecco una spiegazione dettagliata di come mettere a dimora e far nascere una pianta sana che ci darà buoni frutti!

Fonte: L’ Arca delle idee – Stefano Gullotta

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Covid-19, vaccino antinfluenzale spray nei bambini: “Una scelta cieca”

Ven, 10/09/2020 - 09:00
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Un vaccino poco efficace Revisioni sistematiche degli studi condotti in popolazioni di bambini e adulti sani, anziani e pazienti immunodepressi hanno mostrato la moderata, a tratti esigua, efficacia di questo vaccino. Si misura principalmente in base alla riduzione di visite ambulatoriali per “influenza confermata dal laboratorio”, ed è intorno al 35-40%. Chi si vaccina è protetto dal covid? Tuttavia, indicazioni a supporto della vaccinazione antinfluenzale vengono da dati preliminari che indicano che si infetta di più di COVID-19 chi non è vaccinato contro il virus dell’influenza o lo Pneumococco. I vaccinati sembrano più protetti. Di conseguenza, il governo ha emanato una circolare estendendo le indicazioni per la vaccinazione antinfluenzale riportate nel Piano nazionale prevenzione vaccinale, raccomandando “di anticipare la conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale a partire da ottobre e di offrire la vaccinazione ai soggetti eleggibili in qualsiasi momento della stagione influenzale, anche se si presentano in ritardo per la vaccinazione”. L’elenco comprende, praticamente, quasi tutta la popolazione. I dubbi circa la fattibilità L’estensione del vaccino a quasi tutta la popolazione in un contesto di già grande difficoltà nell’organizzazione dei servizi di prevenzione, se adottata in tutto il Paese, potrebbe però comportare diverse criticità, come sottolineato dal nucleo strategico del Nitag (National Immunization Technical Advisory Group), non consultato dal governo, e da altri interventi della comunità scientifica. Il SSN sarà in grado di garantire l’accesso e la disponibilità di dosi di vaccino e la somministrazione della vaccinazione a tutti? “Un esperimento” in Lombardia La Regione Lombardia ha annunciato l’uso di un vaccino per la popolazione da 24 mesi a 18 anni d’età mai utilizzato in Italia, né in Europa. Fluenz Tetraspray nasale®, sospensione, vaccino antinfluenzale (vivo attenuato), tetravalente, commercializzato da AstraZeneca, arriva dagli Usa. È un esperimento in vivo che farà Regione Lombardia”, ha detto Vittorio Demicheli, direttore sanitario dell’Ats Milano. Vaccinati dai pediatri tutti i bimbi La Regione ha raggiunto l’accordo con i pediatri, che vaccineranno nei loro studi – o negli spazi messi a disposizione dalle Ats, per garantire il distanziamento – i bimbi fino a sei anni.   La campagna dovrebbe partire prima per i piccoli che hanno malattie croniche: per loro, il vaccino sarà quello “classico” con l’iniezione. Per gli altri, invece, sarà usato per la prima volta questo vaccino spray gratis, a chiamata, per tutti i bambini dai 24 mesi (per i più piccoli lo spray non è indicato) fino ai 6 anni esclusi, da novembre in poi. “Ma nell’intesa – ha fatto sapere Rinaldo Missaglia, segretario nazionale del Simpef (Sindacato medici pediatri di famiglia) – dovrebbe essere inserita la possibilità di vaccinare gratuitamente anche i più grandi, grazie alle dosi che non verranno utilizzate”. Il vaccino spray, infatti, prevede la somministrazione di due dosi, a un mese l’una dall’altra, per i bimbi che non si erano mai vaccinati prima contro l’influenza. L’adesione alla campagna dei 1.100 pediatri di famiglia lombardi sarà volontaria: per ogni bimbo vaccinato, riceveranno un rimborso di circa 6 euro. “Dai genitori ci arrivano molte richieste, quindi ci aspettiamo una buona adesione –  ha sottolineato Rino Rosignoli della Fimp (Federazione italiana medici pediatri) – . La cosa più importante è partire il prima possibile, anche perché trattandosi di un vaccino somministrato per via nasale, il periodo migliore per farlo è prima che inizino a diffondersi i raffreddori”. Ma i genitori chiedevano il vaccino tradizionale, non un vaccino dagli effetti poco noti. Pochi studi sull’efficacia “Sebbene gli studi di efficacia e sicurezza siano limitati, l’efficacia documentata è paragonabile agli altri vaccini utilizzati nella medesima popolazione target, così come gli effetti avversi”, spiga Maurizio Bonati, Responsabile del Laboratorio per la Salute Materno-Infantile, IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”. Più effetti avversi: una scelta cieca “Trattandosi di un vaccino a virus attenuati la frequenza di effetti avversi potrebbe essere maggiore sia per quelli molto comuni (diminuzione dell’appetito, emicrania, congestione nasale), comuni (mialgia) o rari (eruzione cutanea) – continua Bonati. È una scelta cieca. Uno strumento mai utilizzato implica un minimo di “addestramento” su come, chi, quando usarlo”. Invece qui si brancola nel buio. “Quale strategia di salute pubblica sottostà a questa scelta? Quale miglioramento atteso rispetto a quanto fatto sinora? Quale efficacia attesa? Quanti bambini meno influenzati? Quale sicurezza? Qual costi (aggiunti)? Sono tutte domande alle quali non abbiamo risposta”.

Covid-19, Vaccino antinfluenzale nei bambini: quanto funziona?

Mascherine a scuola, Pediatri con ZeroWaste: “Le chirurgiche non siano obbligatorie”

 

Il wc del futuro trasforma le feci in denaro (e la pipì in acqua potabile)

Ven, 10/09/2020 - 08:00

“Ah! berrei quest’acqua più spesso, e molto volentieri!”: Bill Gates punta a colpire l’immaginario collettivo, uno schiaffo in faccia a effetto wow, parlando in Cina, a una fiera di tre giorni chiamata “Reinvented Toilet Expo”, dell’acqua potabile ricavata da feci e urine umane. Obiettivo presentare e promuovere il suo wc, capace di purificare l’acqua, salvare vite, risparmiare milioni di dollari e fertilizzare sostenibilmente i campi.

Dopo 200 milioni di dollari di investimento e sette anni di lavoro, il magnate ha presentato il water che non necessita di allacciamento fognario né tanto meno di acqua, e che si affida a un pannello solare per trasformare le nostre deiezioni – raccolte sotto al pavimento – in acqua purificata e fertilizzanti solidi, sicuri dopo l’eliminazione di quegli agenti patogeni che si calcola uccidano nel mondo oltre 500mila persone ogni anno, proprio a causa della scarsa igiene. Come noto, il problema globale dei servizi igienico-sanitari ha anche un elevato costo economico, che si aggira intorno ai 223 miliardi di dollari all’anno, e “peggiorerà se non facciamo qualcosa al riguardo“, ha detto Gates. Il sistema si chiama Omniprocessor e promette di cambiare il mondo.

Nel dettaglio, la toilette del futuro funziona così. Feci e urine vengono stipate in un contenitore sotto il pavimento e un pannello fotovoltaico attiva un reattore biochimico che purifica i rifiuti attraverso degli elettrodi. Successivamente, una reazione elettrochimica scompone le deiezioni nei vari componenti, separando l’idrogeno, la componente fertilizzante e l’acqua, resa pulita. Un altro meccanismo immagazzina l’idrogeno come energia nelle celle a combustibile. Il fertilizzante viene raccolto per scopi agricoli, e l’acqua finisce in un serbatoio per essere riutilizzata.

Se state pensando a quanto sarebbe più facile, in questo modo, costruire il secondo bagno in casa, pensate anche ai villaggi nelle zone più povere della terra, dove non ci sono pozzi né acqua potabile, né allacciamento fognario, e dove appunto morire di diarrea è cosa comune. Inoltre, il meccanismo permetterebbe di rendere fertile – ma batteriologicamente sicura – la terra circostante le case, in modo facile ed economico.

Il cofondatore di Microsoft ha parlato brandendo un vaso di escrementi umani durante il suo discorso. “Questa piccola quantità di feci potrebbe contenere fino a 200 trilioni di cellule di rotavirus, 20 miliardi di batteri di Shigella e 100mila uova di vermi parassiti. Dove non esistono servizi igienico-sanitari sicuri, c’è molto più di un barattolo a infettare l’ambiente in cui le persone vivono”, ha detto. “Questi e altri agenti patogeni causano malattie come la diarrea; ma anche colera e tifo, che uccidono quasi 500mila bimbi ogni anno.”

Rispetto ai servizi tradizionali, che hanno bisogno di allacciamento all’acqua e di uno scarico, questi water possono funzionare per meno di 0,5 dollari al giorno: rendendo in cambio un gran bel servizio. Finora, già oltre 20 aziende hanno aderito al progetto: tra cui Clear, Eco-San, SCG Chemicals e Eram Scientific Solutions.

“La crescita demografica, l’urbanizzazione e la scarsità d’acqua renderanno ancora più difficile la vita degli abitanti di Africa e Asia nei prossimi decenni. Già oggi stanno lottando con sistemi sanitari inadeguati nel tentativo di interrompere epidemie e povertà, associate direttamente a servizi igienici non sicuri”. Chiaro anche il beneficio per oceani e corsi d’acqua, e dunque per l’ambiente in generale.

Infine, la sostenibilità economica del progetto, capace di fruttare ottimamente: secondo Bill Gates, entro il 2030 la tecnologia dei servizi igienico-sanitari sarà un’opportunità commerciale globale del valore di 6 miliardi di dollari all’anno. Del resto, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’UNICEF, tre persone su 10, in tutto il mondo – all’incirca 2,1 miliardi di persone – non hanno accesso all’acqua pulita, mentre 4,5 miliardi non utilizzano servizi igienico-sanitari gestiti in modo sicuro.

“Siamo al culmine di una rivoluzione igienico-sanitaria”, ha affermato Gates. “Non è più una questione se possiamo farcela, è una questione di quanto velocemente questa nuova categoria di soluzioni crescerà: non sappiamo esattamente quanto tempo ci vorrà, ma sappiamo che succederà velocemente”. A partire dalla Cina.

La presentazione è avvenuta a Pechino non per un caso: il presidente Xi Jinping sta promuovendo un piano triennale dei servizi igienici che dovrebbe diffondere 64mila water nella Repubblica Popolare, motore del mondo ma ancora estremamente arretrata e non solo nelle campagne, con l’obiettivo di stimolare la crescita, attraverso il turismo, e la salute della popolazione. Basti pensare che lo stesso centro storico della capitale ha water condivisi tra gli abitanti di una strada.

Gates ha spiegato che l’idea è quella di introdurre il magico WC in edifici pubblici come le scuole. Poi, quando i costi diminuiranno, potrà diventare accessibile alle singole famiglie a un prezzo finale che si aggira sui 500 dollari.

Cina: turisti a livelli pre-Covid | Mali: liberati due italiani | Recovery: parlamento Ue blocca i fondi

Ven, 10/09/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Il «miracolo» cinese: turisti a livelli pre-Covid e zero contagi. Nuova Zelanda: «Abbiamo sconfitto la seconda ondata»;

Il Giornale: Adesso è caos sul Recovery: Parlamento Ue blocca i fondi;

Il Manifesto: La settimana per il clima entra nel vivo: blocchi e scioperi;

Il Mattino: De Luca a Roma da Speranza e Arcuri: «Subito medici e infermieri in Campania»;

Il Messaggero: Alitalia, il cda ora è allargato: la nuova compagnia può decollare;

Ilsole24ore: Vaccini influenzali, dalla Cina agli Usa caccia italiana a 1 milione di dosi – Quando arriverà il vaccino anti-Covid, e sarà sicuro? – La grande corsa alla cura con gli anticorpi;

Il Fatto Quotidiano: Gran Bretagna, oltre 17mila casi in un giorno. In Francia 18mila: 4 città in “massima allerta”. Spagna, 12mila contagi: “Evoluzione negativa”;

La Repubblica: L’Europa prepara le sanzioni contro la Russia per l’avvelenamento di Navalnyj;

Leggo: Covid, impennata di contagi: la Regione Lazio vara il mini-lockdown TUTTI I DIVIETI;

Tgcom24: Mali, liberati padre Maccalli e Nicola Chiacchio | Di Maio: “Stanno bene”;

Disabilità: i Percorsi Tattili di Capodimonte

Gio, 10/08/2020 - 17:00

Garantire a tutti l’accesso ai musei e alle opere d’arte. E’ questo il significato dei “Percorsi Tattili e Narrativi” messi a punto nel Museo e Real Bosco di Capodimonte, Napoli, per permettere a tutte le persone colpite da disabilità, in special modo ai non vedenti, di toccare le opere d’arte (originali, non riproduzioni), sentendo i diversi tipi di materiali usati.
Nel video intervista a Maria Rosaria Sansone e Giovanna Garraffa.

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Per maggiori informazioni: http://www.museocapodimonte.beniculturali.it/percorsi-tattili/

C’è bisogno di zebra

Gio, 10/08/2020 - 15:00

Amici! Dalla pagina Facebook Oblivion per voi una versione speciale di C’È BISOGNO DI ZEBRA feat. Teatro di Camelot. Siamo convinti, come loro, che l’arte sia un meraviglioso mezzo per trasformarsi e che nello spazio creativo del teatro siano tutti ammessi: persino una zebra a pois.

OBLIVION ft. TEATRO DI CAMELOT – C'E' BISOGNO DI ZEBRA

Amici! per voi una versione speciale di C’È BISOGNO DI ZEBRA feat. Teatro di Camelot.Siamo convinti, come loro, che l’arte sia un meraviglioso mezzo per trasformarsi e che nello spazio creativo del teatro siano tutti ammessi: persino una zebra a pois.Il video è stato girato insieme al Teatro di Camelot per il Festival Arte Irregolare che si è svolto dal 1 al 4 ottobre 2020.“Una canzone contro l’emarginazioneuna denuncia della discriminazione che una zebra subisce solo a causa della sua diversitàlei problemi non halei del male non fasolamente lei non sa che se al posto delle strisce che ha le zebre normali ti ritrovi ricoperto di poisla tua vita cambieràzero possibilitàpari opportunitàneanche più la libertà di mostrare alle altre zebre invidiose il tuo nuovo mantello a poise che in questa società lei tutela no non hadei fratelli che ostentano una non conformità”.

Pubblicato da Oblivion su Lunedì 5 ottobre 2020

Il video è stato girato insieme al Teatro di Camelot per il Festival Arte Irregolare che si è svolto dal 1 al 4 ottobre 2020.“Una canzone contro l’emarginazione una denuncia della discriminazione che una zebra subisce solo a causa della sua diversità lei problemi non ha lei del male non fa solamente lei non sa che se al posto delle strisce che ha le zebre normali ti ritrovi ricoperto di pois. La tua vita cambierà zero possibilità pari opportunità neanche più la libertà di mostrare alle altre zebre invidiose il tuo nuovo mantello a pois e che in questa società lei tutela no non ha dei fratelli che ostentano una non conformità”.

Covid-19, Gimbe: “La curva si è impennata a +40%”

Gio, 10/08/2020 - 10:58

La Campania guida la classifica delle regioni italiane a maggior crescita dei contagi, con 2.708 nuovi casi di coronavirus, 912 in più, nell’ultima settimana (30 settembre-6 ottobre), a confronto con la settimana precedente.

Forte aumento dei casi

I nuovi casi in Italia, sono in forte aumento: 17.252 i nuovi casi settimanali (con una crescita del 42,4% in soli 7 giorni) e considerato un aumento moderato dei tamponi. Lo rileva il monitoraggio della Fondazione Gimbe, Aumentano sensibilmente i pazienti ricoverati con sintomi (3.625 contro 3.048 di settima scorsa) e quelli in terapia intensiva (319 contro 271, + 17,7%). Costante aumento anche per i decessi: 155 contro 137, un aumento del 13,1% in una settimana.

“Nell’ultima settimana la curva dei contagi si è impennata, in conseguenza del netto incremento del rapporto positivi/casi testati. Si conferma inoltre la crescita costante dei pazienti ospedalizzati con sintomi e di quelli in terapia intensiva”. 

Gli ospedali iniziano a soffrire

“Se il dato nazionale non lascia intravedere alcun sovraccarico dei servizi ospedalieri, iniziano ad emergere differenze regionali rilevanti”, dice Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe. Al 6 ottobre 8 Regioni registrano tassi di ospedalizzazione per 100mila abitanti superiori alla media nazionale di 6,5: Lazio (13,9), Liguria (13), Campania (9,2), Sardegna (8,8), Sicilia (7,9), Piemonte (7,1), Abruzzo e Puglia (6,6).

Che cos’è e come funziona il MES

Gio, 10/08/2020 - 10:00

Dal canale YouTube Te lo spiego: MES, speranza o maledizione? Ogni volta che scoppia una crisi economica in Europa non si sente parlare d’altro, e oggi più che mai a causa dei danni provocati dal coronavirus.

Come funziona e cosa significa tutto questo?

Fonte: Te lo spiego

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L’acqua sarà quotata in borsa come il petrolio e l’oro

Gio, 10/08/2020 - 08:45

Ben 159 milioni di persone si abbeverano da acque di superficie non sicure o contaminate, come pozze e ruscelli, e più di 700 bambini sotto i 5 anni di età muoiono di diarrea causata dall’uso di acqua non pulita, ogni giorno. È in questo quadro mondiale che si apprende la notizia dell’ingresso dell’acqua in borsa: l’acqua diventerà una commodity e dipenderà dalla speculazione finanziaria, proprio come l’oro e il petrolio. Solo che a differenza dei due, è un un bene primario per l’umanità e costituisce la principale fonte di approvvigionamento alimentare per tutti gli esseri umani e per gran parte degli esseri viventi.

L’operazione è made in U.S.A. ed è a firma di Cme Group – la più grande piazza finanziaria dei contratti a termine del mondo – e il contratto dovrebbe esordire nel quarto trimestre dell’anno prossimo, sulla piattaforma di negoziazioni per via elettronica Globex, sempre proprietà di Cme, impiegando come sottostante il Nasdaq Veles California Water Index, che rispecchia il prezzo dei diritti sull’acqua in California, un mercato che oggi, riferisce Agi.it, vale 1,1 miliardi di dollari, ma che è destinato a decuplicare in poco tempo. Dalla Cme assicurano che non cambierà nulla, che la scelta nasce per tutelare gli allevatori e i coltivatori, sempre più danneggiati dalle siccità improvvise, i quali potranno così chiedere risarcimenti. Sì, ma a quale prezzo? E a scapito di chi? Perché con ogni evidenza il Cme punta a sfruttare il cambiamento climatico, l’inquinamento e la crescita demografica per far salire il valore dell’investimento, tutto questo, però, non può che peggiorare le condizioni delle popolazioni che già da anni migrano a causa dei problemi idrici e ambientali della terra in cui vivono.

Dal 2008 al 2015 circa 203 milioni di persone sono sfollate a causa di disastri ambientali, con una media di 25,4 milioni all’anno, e solo nel 2017, 18,8 milioni di persone si sono viste costrette ad abbandonare la propria terra per cause ambientali (Fonte UNHCR). Se finora l’acqua era tra i principali “driver” delle migrazioni umane, dall’anno prossimo potrebbe diventarlo ancora di più, sulla spinta di un capitalismo predatorio che è riuscito a mettere mano sull’acqua, e domani, chissà, sull’aria.

“Cosa potrebbe esserci di più catastrofico che scommettere sull’approvvigionamento alimentare mondiale?”, si è chiesto Frederick Kaufman, professore della Graduate School of Journalism della City University of New York alla notizia dell’ingresso dell’acqua in borsa. Nulla, non c’è nulla. C’è solo uno scenario, terribile, per cui già prima della notizia, si stimava che nei prossimi 15 anni ci sarà un aumento della domanda idrica del 55% potendo però contare su disponibilità idriche che copriranno solo il 60% della domanda. Non solo: circa 4 miliardi di persone – quasi 2 terzi della popolazione mondiale – vive una situazione di severa scarsità d’acqua per almeno un mese l’anno e si prevede che a fronte di un ulteriore stress ambientale, dovuto a fattori quali la crescita della popolazione, il sottosviluppo di determinate aree, la debolezza dei governi, i conflitti armati, la riduzione della percentuale di acqua rinnovabile e l’insufficiente pianificazione urbana a margine dell’espandersi delle città, entro il 2030, 700 milioni di persone potrebbero abbandonare la propria casa a causa del peggioramento della situazione di scarsità idrica (fonti ONU).

Biomimesi, quando l’uomo si ispira alla Natura per trovare soluzioni

Gio, 10/08/2020 - 08:00

Gli organismi viventi intorno a noi e i loro comportamenti sono i modelli più elevati da imitare.

Avendo a disposizione milioni di anni per lavorare a un problema, le mutazioni casuali e i cambiamenti graduali dati dall’evoluzione troveranno più facilmente una soluzione a cui la semplice ingegnosità umana, per quanto supportata da computer, non potrà far fronte. Questo il principio alla base della biomimesi, il cui nome deriva dal greco bios (vita) e mimesis (imitazione): idee dalla natura o dalla vita che fa parte di essa.

Le imitazioni possono interessare organismi viventi in sé, i loro meccanismi evolutivi, e anche i loro comportamenti di gruppo; oppure si può trarre ispirazione dalle costruzioni che gli animali realizzano come rifugio o tana: ne abbiamo parlato diffusamente qualche giorno fa nell’articolo Biomimesi, idee dalla Natura per la sostenibilità del costruire.

Importante è altresì l’imitazione diretta della biologia: l’ottimizzazione di una specifica prestazione è una delle strategie più utilizzate dagli organismi; da millenni la natura punta infatti all’ottimizzazione di forme o strategie che adoperano il minore quantitativo di materiale possibile o lo riusano. Così come le api riutilizzano la cera negli alveari abbandonati per costruirne di nuovi per i propri simili.

E come ci affascinano “architetture” e forme bellissime e perfettamente ottimizzate, ci lasciano a bocca aperta molti comportamenti animali di singoli o di gruppo. La capacità di aderenza delle zampe del geco, la resistenza allo schiacciamento dello scarafaggio, la capacità di salto di alcuni mammiferi, la velocità di alcuni felini, i sensi particolarmente potenziati di molti animali.

Ma anche la capacità di lavorare insieme, nella fuga per la salvezza, nella costruzione dei rifugi o tane e nel reperimento e trasporto del cibo, per fare un esempio sui gruppi.

Molti sono i campi che attingono idee dalla Natura, dalla biologia animale e dai loro comportamenti: l’ingegneria robotica è certamente uno dei più prolifici in termini di realizzazioni ma non è il solo, molti settori dell’ingegneria, dell’architettura e design, e della medicina guardano con sempre più attenzione alla biomimesi.

Vediamo alcune tra le più interessanti applicazioni alla robotica e all’impiantistica:

La resistenza allo schiacciamento dello scarafaggio è da tempo fonte di ispirazione per scienziati per creare robot o mezzi sempre più indistruttibili. L’attuale panorama robotico prevede “creature” rigide o con arti flessibili agili abbastanza ad evitare traumi; le auto più moderne assorbono l’energia di impatto e si accartocciano, ma nessun robot o auto finora è in grado di deformarsi per poi tornare come prima. Nel corso della loro vita taluni insetti come le blatte, ma anche vespe ed api, impattano con un gran numero di ostacoli senza riportare danni, si piegano ma non si spezzano. Taluni insetti hanno questa dote, la resilienza, di deformarsi momentaneamente per poi tornare come prima. Gli scarafaggi ci riescono grazie a un esoscheletro coriaceo e allo stesso tempo flessibile, con placche dure ma pieghevoli connesse da membrane elastiche che permettono ai vari segmenti di sovrapporsi quando il corpo dell’insetto viene compresso.

Robert Full e Kaushik Jayaramat dell’Università della California – Berkeley hanno studiato in laboratorio blatte americane spesse circa 9 mm, costringendole a infilarsi in strette fessure alte appena 3 mm, dalle quali gli insetti sono riusciti ad uscire indenni e a gran velocità. Da questi e altri studi similari sono nati robot che aspirano a possedere la stessa resilienza: uno di questi è CRAM, alto 75 cm con un esoscheletro capace di funzionare anche in posizioni “compresse” e in grado di muoversi 5-10 volte più rapidamente dei robot “morbidi”. Vedere questo divertente e illuminante video del robot CRAM ci fa capire come l’ispirazione qui sia andata ben oltre l’aspetto del design.

Una ricerca pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences  ha mostrato come i termitai interagiscono con l’esterno come dei grandissimi “polmoni” che sfruttano la differenza di temperatura tra il giorno e la notte per buttare fuori l’aria viziata e far entrare ossigeno. Dall’osservazione dei sistemi di ventilazione dei termitai – una delle più grandi ed efficienti opere di ingegneria animale con strutture anche imponenti (arrivano fino a 6 m. di altezza) – è stato visto come riescano a mantenere temperature pressoché costanti nonostante l’escursione termica esterna, grazie al sistema che creano di ricambio dell’aria. All’interno del nido di terra, cartone o sterco si trova un condotto centrale connesso a un sistema di tunnel secondari che sfociano nelle sottili strutture a contrafforte collocate al perimetro della struttura. Durante il giorno l’aria calda tende a salire e quella fresca a scendere, generando così un sistema di circolazione d’aria autonomo dai fattori esterni. Alla sera accade il contrario e l’aria periferica si raffredda e scende al centro del termitaio, mentre quella ricca di anidride carbonica e calda sale e viene espulsa all’esterno. Le termiti aprono e chiudono i fori di aerazione per regolare la temperatura a seconda del bisogno. Una temperatura costante è essenziale perché esse coltivino un particolare tipo di fungo, loro principale alimento.

Il meccanismo sta ispirando progetti di architettura passiva in cui la ventilazione di edifici sia realizzata con soluzioni ingegneristiche di corretta canalizzazione dell’aria piuttosto che affidata a impianti termoconvettivi, dispendiosi in termini energetici e ambientali. Un esempio recente è dato dall’architetto contemporaneo Mick Pearce che ha preso come fonte ispiratrice proprio questi meccanismi di autoraffrescamento e di ventilazione osservabili nelle tane delle termiti africane per progettare l’Eastgate Building Centre di Harare in Zimbabwe: il risultato è un edificio che usa almeno il 10% in meno di energia rispetto a un edificio con le stesse dimensioni situato nella stessa località.

Da tempo l’uomo studia anche il potere adesivo delle zampe dei gechi per cercare di riprodurre in laboratorio la spiccata adesività delle loro estremità, basata su un sistema di setole, fini lamelle sottili come capelli che ampliano l’area di contatto con muri, foglie e soffitti e instaurano con essi forze intermolecolari attrattive note come Forze di Van der Waals. Una singola zampa di geco può sostenere un peso pari a 20 volte quello del suo corpo.

Ricercatori dell’Università della California di Riverside hanno studiato questo “potere” adesivo sia prima che dopo 30 minuti dalla morte del geco, andando a scoprire che il potere adesivo rimane invariato anche in quei minuti dopo il decesso. Questo perché l’attaccamento che instaurano con le superfici funziona in totale autonomia, senza l’apporto di muscoli o del sistema nervoso. Questo studio, pubblicato sulla rivista Biology Letters, può fornire spunti interessanti per la progettazione di robot o strutture con queste formidabili caratteristiche di resistenza.

L’adesività del geco è talmente impressionante che gli scienziati hanno lavorato a lungo, per oltre dieci anni, per replicarla e sfruttarla nella creazione di nastri adesivi e colle per uso umano. La nuova ricerca potrebbe aiutare a mettere a punto nuovi sistemi adesivi, destinati a obiettivi ambiziosi come robot che possano arrampicarsi sui muri o appendersi a varie superfici; altre applicazioni, anche più futuristiche, potrebbero essere ad esempio robot in grado di lavorare in ambienti estremi e aree colpite da disastri ambientali.

I ricercatori della Shanghai Jiao Tong University (Cina), hanno pubblicato uno studio su Applied Physics Letters in cui dimostrano come la micro-struttura delle ali delle cicale può custodire il segreto per produrre superfici antiriflesso che, applicate alle celle solari, le renderebbero sempre più efficienti. La superficie delle ali di cicala è formata da schiere ordinate di coni microscopici (dell’ordine dei milionesimi di millimetro) con la punta rivolta verso l’esterno. Gli scienziati hanno riprodotto in laboratorio questa struttura con il biossido di titanio, uno dei materiali semiconduttori più promettenti. Sono state realizzate superfici antiriflesso che riescono a trattenere la luce visibile che arriva con una lunghezza d’onda compresa fra 450 e 750 nanometri formando diversi angoli di incidenza. Queste strutture antiriflesso riescono a mantenere la loro morfologia anche se esposte a temperature elevate, pari a 500 gradi.  Per questo motivo i ricercatori hanno visto qui un “enorme potenziale per i dispositivi fotovoltaici come le celle solari” per il futuro. Il loro lavoro di osservazione e studio, anche in questo caso scaturito a partire da un fenomeno naturale, potrà ispirare e motivare gli ingegneri nello sviluppo di superfici antiriflesso con strutture uniche per le più disparate applicazioni.

 

Fonti:

http://rsbl.royalsocietypublishing.org/content/roybiolett/10/12/20140701.full.pdf

https://www.architetturaecosostenibile.it/green-life/curiosita-ecosostenibili/architettura-animali-072/

https://impariamodallanatura.wordpress.com/

https://www.focus.it/ambiente/animali/il-respiro-delle-termiti

http://www.mickpearce.com/Eastgate.htm

https://www.focus.it/ambiente/animali/i-gechi-mantengono-la-presa-anche-da-morti

https://www.focus.it/ambiente/animali/perche-gli-scarafaggi-sono-cosi-difficili-da-schiacciare

 

Europa: verso accordo sui viaggi interni | Moda e lusso, dal Covid duro colpo (-28%) | Stato d’emergenza fino al 31 gennaio

Gio, 10/08/2020 - 06:25

Corriere della Sera: L’Europa verso un accordo sui viaggi interni. La mappa del rischio per ogni territorio;

Il Giornale: La Juventus ora è nella bufera 7 giocatori segnalati in procura;

Il Manifesto: Nuove restrizioni in Belgio, Bruxelles tra le città europee più colpite ;

Il Mattino: Pompeo da Suga, Usa-Giappone più vicini;

Il Messaggero: Roma, dai rifiuti ai trasporti, la giunta Raggi boccia se stessa. Sindaca, fiducia a picco;

Ilsole24ore: Moda e lusso, dal Covid duro colpo (-28%) ma il made in Italy pensa alla ripartenza – Spazio, Fraccaro: programmi confermati nonostante riduzione del budget Ue – Video;

Il Fatto Quotidiano: Consip, ora Tiziano Renzi rischia il processo. Accuse: traffico di influenze e turbativa d’asta. A Roma chiuse le indagini anche su Verdini;

La Repubblica: Il cdm proroga lo stato d’emergenza al 31 gennaio. Conte: “Tenete comportamenti rigorosi anche in famiglia” video;

Leggo: Maltempo, auto travolta da torrente: Desirée muore a 26 anni, salvo il fidanzato;

Tgcom24: Zanardi, le perizie: “Perse il controllo dell’handbike, andava a 50 km orari”;

“Sono tua figlia e mi servono 10mila euro”. La truffa del Covid

Mer, 10/07/2020 - 19:00

Per gentile concessione di Barbara Fiorio che condivide con tutti noi questa sua brutta esperienza che potrebbe capitare a chiunque.

“Mamma? Mamma, mi sono sentita male, sono svenuta, mi hanno portata al
pronto soccorso. È grave.”
Mia madre va nel panico, le si spezza il respiro, la voce, il pensiero.
“Oddio, Barbara, cos’è successo? Dove sei? Arrivo”.
“Sono al pronto soccorso di San Martino, ma sto male, non puoi venire.
Ho bisogno di aiuto, mamma.”
“Come non posso venire? Barbara, oddio, come stai male e non posso
venire? Ti prego, dimmi cos’è successo.”
Piange, non sa cosa fare, va nel panico.
“Mi hanno fatto il tampone, ho il Covid. Ho 41 di febbre, mi ricoverano
d’urgenza, ma devono farmi due punture che costano tanto, mamma. Se non me le fanno potrei non farcela. Sto male, mamma, sto così male…”

“Barbara! No, ti prego, devo venire lì!” urla.
“Non puoi, mamma. Non ti lasciano entrare. Ma mi servono quelle punture.Ti prego, aiutami. Costano tanto, io non li ho tutti quei soldi.
“Ma le paghiamo, certo che le paghiamo. Digli di fartele, intanto.”
“Non me le fanno se non sono sicuri che le paghiamo. Mamma, io non li ho
adesso, ho bisogno del tuo aiuto. Hai dei contanti, in casa. Hai un
brillante?”
“Un brillante? È in banca, adesso è chiusa. Posso andare a ritirare al
bancomat… Oddio, Barbara, ti prego… Non puoi averlo preso…”
Piange ma cerca di seguire la telefonata, di capire cosa deve fare, di
avere una direttiva.
“Un brillante, sì. Dicono che accettano anche quelli, in pegno. Anche i
gioielli in oro. Poi ce li restituiscono.”
“Ma chi se ne frega se ce li restituiscono! Devono curarti! Io qui in
casa non li ho, i gioielli…”
“Hai dei contanti, mamma?”
“Pochi, posso andare a ritirare al bancomat...”
“No, non andare al bancomat, non c’è tempo. Prendi tutto quello che hai,
gioielli e soldi. Fallo subito, ti prego. Gli servono come pegno per il
pagamento.”
“Ma non ho neanche tutto qui. Una parte è nel box a Sturla. Dovrei
andare lì.”
“Allora vai lì. Ci sono anche le monete d’oro?”
“Le monete d’oro? Non lo so, ma non è che ne avessi, forse una…”
“Tutto, prendi tutto. Mamma, sto male, sto male, la febbre sta salendo
ancora, se non mi fanno le punture…”

“MA DIGLI DI FARTELE! Raccolgo tutto quello che ho, te lo prometto,
tutto, adesso fammi andare, prendo la macchina e vado al box.”
“No, mamma, stai al telefono con me.
“Ma devo andare al box.”
Trema, è agitatissima, prende le chiavi sbagliate, le cadono, afferra
una borsa a caso, si lascia le pantofole, dimentica la mascherina.
“Sì, sì, tieni il cellulare acceso, parlami mentre vai.”
Mia madre si precipita in auto, tocca per errore il cellulare, chiude la
comunicazione ma viene richiamata subito.
Guida come una forsennata fino al box, continua a sentire sua figlia che
le chiede cosa stia facendo.
“Sto cercando, sto cercando!”
“Cos’hai trovato, mamma?”
“Il sacchetto con i gioielli di papà e mamma. Non sono molto preziosi ma
sono d’oro.”
“Vanno bene, vanno bene. Le monete d’oro ci sono?”
“No, non ci sono, non le vedo, non le trovo, non ricordo neanche di averle.”
“E contanti? Non tenevi dei contanti da parte?”
“Sì, qualcosa, non molto.”
Cade la linea, lì c’è poco campo, viene richiamata.

“Mamma, ti passo il professore, io sto male, non riesco a parlare.”
“Professore?”
“Signora, sono qui con sua figlia, la situazione sta precipitando.
Purtroppo queste punture costano diecimila euro l’una e io non posso
farle se non sono sicuro che verranno pagate.”
“Gliele paghiamo, gliele paghiamo. La prego, le faccia intanto!”
“Non posso, devo prima avere un acconto. Vanno bene anche i gioielli,
come le ha detto sua figlia. Contanti ne ha?”
“Sì, qualcosa…”
“Quanto?”
“Adesso non lo so, sono di nuovo in macchina, vengo lì.”
“Non può venire qui. Le ripasso sua figlia.”
“Mamma, ce l’hai fatta? Quanto hai trovato?”
“Barbara, ti prego, resisti. Porto tutto quello che trovo. Ma mi si sta
scaricando il cellulare… Dimmi dove posso venire.”
“No, mamma! Non puoi venire. Vai subito a casa a mettere in carica il
cellulare. Vai veloce!”

“Signora?”
“Sì, professore, sto guidando, sto guidando!”
“Mi dica cosa ha trovato.”
“Non lo so, ho preso quello che c’era, il resto è a casa.”
“Dobbiamo sapere quanto oro ha trovato e quanti contanti, per capire se
almeno una puntura posso farla.”
Mia madre si ferma e apre il sacchetto, parla a singhiozzi, elenca le
collane di sua madre, l’anello di fidanzamento, pochi euro, degli orecchini.
“Ho anche qualcosa a casa, faccia la puntura, per favore!”
“Signora, mi dica il suo numero fisso. Così se il cellulare si spegne la
richiamiamo lì.”
“Non può mandarmi un numero da chiamare, professore? La prego. Posso
anche chiedere a un’amica di mia figlia, forse mi può aiutare a trovare
qualcosa in più.”
Non chiami nessuno, signora, non perda tempo. Vada a mettere il
cellulare in carica e mi dia il suo telefono fisso, la chiamiamo noi.”
“Va bene, va bene, eccolo.”
Mia madre detta il numero di casa e poi tocca di nuovo inavvertitamente
il cellulare, chiudendo la telefonata. Riprova a chiamare ma il numero
era anonimo, riesce a scrivermi CHIAMAMI su WhatsApp e si rimette alla
guida.

Nel frattempo la richiamano, le parlano, lei sale a casa.
Io leggo il messaggio e le telefono subito. Occupato il fisso, occupato
il cellulare. Un po’ strano. Avrà fatto i suoi soliti casini con
l’elettronica, penso. Ma mi ha scritto di chiamarla, riprovo. Occupato.
“Signora, è a casa?”
“Sì, sì, sono a casa.”
“Va bene, allora, quanto ha raccolto?”
“Mia figlia come sta?”
“Gliela passo.”
“Mamma? Sei riuscita a trovare abbastanza?”
“Sì, sì, tutto quello che ho. Dei gioielli, un po’ di contanti, ma
potrei chiedere aiuto anche a Isa.”
“No, mamma, non chiamare nessuno! Devi sbrigarti, non c’è tempo da perdere.”
“Va bene, va bene, vi prego, ditemi cosa devo fare, digli di farti le
punture, vi prego. Signore, prendi me, non prendere mia figlia.”
“Signora? Lei stia lì e mi dia l’indirizzo, viene un mio collega a
prendere il sacchetto tra poco.”
“Il mio indirizzo?”
“Sì, ho qui il collega che è pronto ad arrivare, su, su, svelta,
l’indirizzo. Quando glielo diciamo lei scende e dà il sacchetto al mio
collega.”
“Sì, la via è questa, il civico, non lo so, adesso non me lo ricordo…”
“Va bene, signora, ci dica dov’è.”
“Sono a casa. Può venire qui, davanti alla stazione. Non lo so, mi dia
il numero del suo collega.”
“Si chiama Andrea, ma adesso lei stia lì, glielo diciamo noi quando
scendere.”

Trovo il fisso libero. Finalmente.
Mia madre risponde urlando.
“PRONTO!”
“Mamma… Calma.”
“Ho tutto, ho tutto.” Sta piangendo.
“Hai tutto cosa? Mamma, cosa succede?”
Sento una voce in sottofondo, viene dal cellulare di mia madre.
“Signora! Signora!”
“Sì, professore, sono qui, sono qui. Mi dica, devo scendere?”
“Mamma! MAMMA! Torna qui, al fisso. Mamma!”
“BARBARA! Un attimo, dammi solo un attimo e scendo! Ho tutto, le monete
non le ho trovate.”
“Quali monete?”
“UN ATTIMO PROFESSORE! Sono all’altro telefono!”
“Non parli con nessuno! Le ho detto di non parlare con nessuno!” sento
uscire dal cellulare.
MA È MIA FIGLIA! – dice da una parte, poi torna da me – Barbara, come
stai, come ti senti?”
“Mamma, adesso tu ascolti me e solo me. Con calma, respira.”
“Sì, ma come stai, dimmi come stai.”
“Sto benissimo e sono a casa. Spegni subito il cellulare.”
“Ma il professore…”
“Spegni immediatamente il cellulare e ascolta me e solo me.”
“Sono andata al box, ho raccolto tutto quello che potevo…” scoppia a
piangere.
Sento il suo cellulare che suona di nuovo.
“Non rispondere, mamma.”
“Dicono che devo scendere per dare tutto ad Andrea.”
“Non scendere. Chiudi bene la porta. Sto arrivando.”

Il suo cellulare suona di nuovo.
“È il professore” mi dice lei, e ormai la tensione le si è abbattuta
addosso e la sento che crolla.
Le dico di non rispondere, dopo due tentativi smettono di insistere,
continuo a parlarle, intanto mi metto le scarpe, infilo una giacca al
volo, prendo le chiavi e marcio verso casa sua che Tempesta in confronto
era una debuttante al ballo del diciottesimo.
Guardo tutte le persone nella piazza della stazione, cerco uomini soli,
magari con un borsone. Ho così tanta rabbia in corpo che per fortuna non
individuo nessuno con certezza, sennò all’ospedale ci finisco sul serio.

Continuo a parlare con mia madre, che intanto mi racconta quello che le
avrei detto, che la voce era proprio la mia, ne era certissima, forse mi
hanno registrata, ma chi erano, chi era il professore, e ogni tanto
confonde ancora realtà e finzione e mi dice che le monete non sa dove
siano, è sconvolta.
Salgo in ascensore, continuo a parlarle, le dico di non spaventarsi se
sente la porta aprirsi, che sono io, aspetto che mi risponda, entro.
Mi vede, scoppia a piangere.
Esco sul terrazzo, osservo di nuovo la piazza della stazione e fotografo
un uomo s
u una moto, con un borsone, che dopo aver aspettato qualche
minuto, mette in moto e se ne va.

Poi chiamo il mio amico in Questura che è sempre la persona meravigliosa
che è e che spiega a mia madre come funzionano queste truffe, che non
deve sentirsi stupida, ci cascano a centinaia, che se a un genitore dici
che il figlio sta male il cervello gli va in pappa in un battito di
ciglia e da quel momento vale tutto.
Chiamano a caso, si muovono per isolati, uno al giorno, una sim usa e
getta al giorno. Se perdono il colpo, mollano e passano ad altre vittime.
E la tranquillizza, è andata. Ce la siamo cavata.
Gli mando le foto che ho fatto, forse serviranno, forse no. Intanto
gliele mando.

Poi con mia madre ne approfittiamo per rivedere i ricordi dei suoi
genitori, quella spilla, quella collana, quel ciondolo, non grandi
valori economici ma inestimabili dal punto di vista affettivo.
Sto un po’ lì con lei, mi racconta tutto, la faccio sorridere dicendole
che siamo state una grande squadra. Lei è stata bravissima a mandarmi
quel messaggio e io per fortuna non l’ho liquidata pensando ai suoi
soliti casini con i telefoni. Come sia stato possibile trovare libero il
fisso, dato che della truffa fa parte anche tenere entrambi i telefoni
occupati, non lo sappiamo. Ma a volte fare casino con i telefoni può
rivelarsi una salvezza.
Ridiamo. Torno a casa.
E li maledico.
Che a queste persone accada esattamente ciò che loro fanno credere alle
loro vittime.
E voi, se avete un genitore anziano, raccontateglielo, perché magari,
sapendolo, non ci casca, e ne salviamo qualcun altro.
E chi ci casca non si senta né stupido né un vecchio inutile: sono abili
nel colpire le persone dove sono più vulnerabili, sanno come farlo e
vanno dritti al bersaglio.
Per fortuna, non sempre lo centrano.

Nota e considerazione di Barbara, utile e necessaria per rispondere a dubbi e osservazioni di tutti i lettori.

Non riesco a rispondere a tutti, ma vi ringrazio per questa partecipazione. La stragrande maggioranza di voi ha creato un abbraccio collettivo per mia madre che le ha fatto e le sta facendo bene, grazie. E credo lo abbia creato anche per chi è stato vittima di questo genere di truffa che, nella sua assurdità e crudeltà, e proprio per quello, colpisce nella dignità, fa sentire vulnerabili e incapaci di riconoscere cose che, quando si è lucidi, sono palesi.
Ho scritto questo post a caldo, subito dopo aver lasciato mia madre a casa, una volta averla vista più tranquilla, e ho tentato di ricreare quello che ha vissuto lei, come lo ha vissuto lei, perché è così che lo vive la vittima tipo di quella gente.
Speravo (e spero) che servisse a chiunque per non cascarci anche lui e a lei per farle vedere che non è stata l’unica e che le persone la sanno comprendere.
Per il resto, vado veloce e provo a rispondere a tutti qui. – Sì, è successo davvero, non è un fake. – Sì, è un post lungo: l’hanno tenuta al telefono per un’ora, direi che sono stata pure sintetica. – No, non siete obbligati a leggere fino in fondo, ci mancherebbe. Però non addormentatevi e se squilla il telefono rispondete, mi raccomando.

  • Sì, come ho scritto nel post la prima cosa che ho fatto è stata parlare con il mio amico della Questura e gli ho già scritto tutti i dettagli, oltre a mandargli le foto scattate (ammesso che servano).
  • No, bloccare i numeri sconosciuti non è la soluzione ideale, sia perché io non sono in elenco e pure il mio numero non compare se chiamo, sia perché questi usano Sim che poi gettano o restituiscono a ignari utenti, quindi non è quella la soluzione, purtroppo.
  • Sì, mia madre ha davvero creduto che quella fosse la mia voce, sono meccanismi mentali abbastanza semplici: se mandiamo una persona nel panico, e magari è anche una persona ansiosa di suo, dicendole che la figlia è moribonda in ospedale e quella figlia le parla con voce alterata dal dolore, dal pianto e dal sussurro per una presunta temperatura a 41, be’, può succedere di crederci. O di avere il dubbio ma far vincere la paura. La razionalità, in quei casi, fa le valigie e si trasferisce su un altro pianeta e la mente crede a ciò che le si vuol far credere, soprattutto se non le si dà il tempo per fermarsi a pensare (lì l’incalzare senza sosta).
  • Era la mia voce? Ovviamente no.
  • Mi hanno astutissimamente registrata e poi hanno montato tutto per turlupinare mia madre? Ovviamente no. Ci hanno provato, qualche volta funziona, altre no. Non mettete in croce chi ci casca facendo presente che non ha saputo riconoscere la voce di sua figlia. Siate umani, che a qualcosa di assurdo avrete creduto pure voi, nella vita.
  • Sì, il nostro Sistema Sanitario Nazionale ci cura gratis e un medico non ti chiede gli ori in pegno, per fortuna in Italia è così e grazie per chi ci tiene a farlo presente, è giusto ricordare le cose come stanno. E infatti nessuno è mai stato truffato, checché se ne sappia. In Questura fanno corsi d’uncinetto per passare il tempo, ormai. Sì, sono sarcastica.

Tutto è plastica

Mer, 10/07/2020 - 17:00

“L’alternativa alla plastica di origine petrolifera – ci spiega il Dr. Mario Malinconico, dell’IPCB-CNR di Pozzuoli – è la plastica da carbonio rinnovabile, biodegradabile e compostabile”.
La trasformazione dei prodotti agroalimentari, pomodoro, agrumi, produce grandi quantità di scarti da cui si possono ricavare bioplastiche a basso impatto ambientale. E non solo: avete mai sentito parlare di polimeri biomedicali?

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Covid-19: deputati “in missione” passa il Dpcm sulla mascherina anche all’aperto H24

Mer, 10/07/2020 - 12:30

Con enorme fatica – dopo i tentativi andati in fumo per assenza del numero legale, dato l’alto numero di parlamentari in isolamento per covid-19 -, la Camera ha finalmente approvato la risoluzione della maggioranza sull’emergenza sanitaria, con 253 Si e 3 No. L’opposizione non ha votato. 

Stato d’emergenza e mascherine

La risoluzione impone “la proroga dello lo stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021” e introduce in tutto il territorio nazionale l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto e “per l’intero arco della giornata”.

A breve la riunione del Consiglio dei ministri che procederà all’approvazione del nuovo Dpcm.

Parlamentari “in missione”

Si è potuto votare grazie al fatto che i parlamentari in isolamento sono stati considerati “in missione”, dunque assenti giustificati, con conseguente abbassamento del quorum che stabilisce il numero legale. Sono 41 i deputati di maggioranza in quarantena (21 del Pd,14 del M5S, 5 di Iv e 1 di Leu). Questa misura era già stata adottata provvisoriamente a marzo per i deputati che che abitavano nelle zone Rosse.

La mascherina diventa così effettivamente obbligatoria anche all’aperto, a meno che non si stia in un luogo isolato oppure si faccia attività sportiva.

Più tamponi dall’estero

Decisa anche l’aggiunta di Gran Bretagna, Olanda, Belgio, Croazia e Repubblica Ceca alla lista dei Paesi per cui diviene obbligatorio fare il tampone quando si rientra in Italia. era già così per Malta, Spagna e alcune aree della Francia, ad esempio Parigi.

Multe in arrivo

Prorogato il divieto di assembramento e naturalmente resta confermata la regola per l’utilizzo della mascherina al chiuso: si deve tenere quando si entra nei negozi e in tutti gli altri luoghi aperti al pubblico, al ristorante quando ci si allontana dal tavolo. Si deve tenere sui mezzi pubblici, in treno e in aereo. Non si deve invece tenere se si va in macchina o in moto con i congiunti. Scontato che non deve essere indossata quando si va in bicicletta o, come detto, durante qualsiasi attività fisica motoria. Infrangere la regola costerà una multa da 400 a 3.000 euro.

Covid-19, paura nell’Inter: Bastoni positivo

Covid-19: Science, ecco chi sono i super-diffusori

Covid-19, paura nell’Inter: Bastoni positivo

Mer, 10/07/2020 - 11:46

Panico in casa Inter e nella Nazionale Under 21 perché Alessandro Bastoni, difensore nerazzurro, in ritiro con la selezione azzurra giovanile, è risultato positivo al Covid-19.

Poca chiarezza

La cosa risulta particolarmente preoccupante perché Bastoni era risultato negativo al tampone effettuato solo lunedì scorso, due giorni fa. Ripetuto ieri, il tampone ha invece dato esito positivo. Il difensore dovrà sottoporsi oggi a un ulteriore tampone. I medici dell’Under 21 sono in contatto con i colleghi dell’Inter per portare avanti adesso una ricerca coordinata.

Covid-19: Science, ecco chi sono i super-diffusori

Essere meteoropatici? C’è sempre un motivo!

Mer, 10/07/2020 - 10:00

Farsi influenzare dal tempo succede un po’ a tutti, ma perché? Dal canale YouTube C’è Sempre un Motivo! capiamo il perchè di questo fenomeno comune a moltissimi.

C’è Sempre un Motivo!

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Può fare qualcosa la cultura per i cambiamenti climatici? La risposta è sì

Mer, 10/07/2020 - 08:00

Il clima è cultura” afferma David Buckland nella rivista Nature Climate Change, ovvero i cambiamenti climatici non sono solo una responsabilità scientifica, ma sono soprattutto una responsabilità culturale. E la cultura comprende tutto: dalla politica, all’economia, all’educazione, ai sistemi valoriali, alla costruzione identitaria degli individui.

Se la cultura è il segno umano sul mondo, è l’ingegno che si eleva a creazione, il cambiamento climatico è, ad oggi, la minaccia più concreta alla nostra sopravvivenza e, dunque, anche all’esistenza di un qualcosa da raccontare.

La cultura ha un grandissimo potenziale per mobilitare la popolazione mondiale

Se si guarda alle opere che riguardano il cambiamento climatico, il pensiero va immediatamente al contesto pittorico o scultoreo, oppure ai documentari in cui personaggi di spicco tentano di rendere la minaccia “visibile”, per fornire uno stimolo a fare qualcosa da subito.

Le arte visive infatti sono di per sé esplicative, e possono avere grande influenza sul pubblico: un film, un murale, una scultura suscita certamente emozioni immediate nei confronti dell’ambiente, molto più di quanto potrebbe fare un articolo o un’opera letteraria. C’è il problema semmai che lo stimolo, se non ci si prende il tempo necessario per ragionare, come accade per l’eccitamento temporaneo generato da una narrazione che ci attrae, svanisca non appena questo viene meno, perché il fruitore non ha il tempo materiale per fare propri i temi trattati.

Per questo la cultura diventa importante nella sua interezza, perché attraverso canali di comunicazione diversi il messaggio necessario alla protezione dell’ambiente possa giungere in maniera indiretta ed efficace al passo successivo che è l’azione. Deve poter creare quelle coscienze, quelle consapevolezze, che sono base fertile per poter generare azioni concrete, nel senso della produzione positiva (aziende che producono con minori impatti e meno consumi, imprese che generano meno rifiuti) o nella riduzione negativa (i cittadini stessi che, più consapevoli, differenziano bene i rifiuti, consumano meno acqua, comprano prodotti durevoli, ecc.).

Banksy

Famosi e molto belli sono i murali dell’artista e writer inglese Banksy sulle tematiche ambientali, un artista che sempre stupisce per creatività e immaginazione. Uno dei più recenti è stato realizzato in una città del Galles e rappresenta, all’apparenza, un bambino che gioca e si diverte sotto i fiocchi di neve. In realtà, non si tratta di fiocchi di neve e a svelarlo ci pensa lo stesso video di Banksy pubblicato su Instagram: girando l’angolo si vede un bidone dove brucia spazzatura che sparge ceneri nell’aria.

Banksy e il ruolo della street art nella comunicazione ambientale

Come molto bello è anche il suo video uscito nel giugno di quest’anno, dove è registrata la performance di una esposizione in un vicolo i cui quadri compositi raffigurano una nave da crociera e l’allontanamento – in sincronia temporale con il quadro esposto – di una nave sullo sfondo nel bacino di San Marco. Tutto questo per denunciare la presenza e l’eccessiva vicinanza delle grandi navi a un contesto così “delicato”.

Leonardo di Caprio

Un artista che si prodiga per l’ambiente producendo documentari e donando fondi per tante cause, non ultima l’Amazzonia in fiamme, è Leonardo di Caprio.

In un documentario del 2016, Punto di non ritorno, ha dialogato con le più importanti personalità del pianeta sul cambiamento climatico che sta colpendo la Terra. L’ultimo documentario uscito, sempre prodotto da Di Caprio, è Ice on fire. Questo si focalizza invece sulla ricerca scientifica in atto e sulle possibili soluzioni pensate per rallentare la crescente crisi ambientale, ridurre il carbonio in atmosfera e far diminuire la crescita delle temperature.

Before the Flood.INDONESIA- Leonardo with Orangutans in the Leuser Ecosystem…For two years, Leonardo DiCaprio has criss-crossed the planet in his role as UN messenger of Peace on Climate Change. This film, executive produced by Brett Ratner and Martin Scorsese, follows that journey to find both the crisis points and the solutions to this existential threat to human species. .© 2016 RatPac Documentary Films, LLC and Greenhour Corporation, Inc…All rights reserved. Le installazioni temporanee sui temi ambientali sono sempre più numerose

Balene a grandezza reale e anche molto più grandi, piene di plastica – realizzate da vari artisti in tutto il mondo – sono comparse negli ultimi anni sulle spiagge. Questo perché tanti, tantissimi, sono stati i ritrovamenti di balene o altri cetacei, tartarughe marine e altri pesci di maggiori dimensioni, morti per aver ingerito plastica.

Quest’anno i ricercatori hanno scoperto quasi 40 chili di plastica nello stomaco di un giovane zifio (un tipo di cetaceo) trovato morto nel Golfo di Davao nelle Filippine. 16 sacchetti di riso, pacchetti di merendine e grovigli di filo di nylon. I rifiuti di plastica erano così compressi all’interno dello stomaco della balena morta, che gli hanno occluso lo stomaco, causandone la morte per fame e disidratazione.

Questi mammiferi assorbono infatti l’acqua dal cibo che mangiano e nel suo intestino non c’era traccia di cibo assunto di recente. Il corpo si stava letteralmente macerando dall’interno. E questi ritrovamenti si sono succeduti e sono sempre più frequenti. Da questi episodi tanti artisti, sensibili a questi temi, hanno preso ispirazione e si sono mobilitati per la salute del mare.

Un mese dopo il ritrovamento dello zifio nelle Filippine, davanti a Cultural Center of the Philippines, a Pasay City, è comparsa l’istallazione artistica chiamata “Cry of the dead whale“, ovvero “Il pianto della balena morta“; una scultura creata da Biboy Royong, che è lunga quasi 24 metri e mira proprio a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’uso della plastica.

Per citarne un’altra, sempre imponente: l’opera creata da Studiokca, uno studio di architettura e design di Brooklyn messa in mostra alla Triennale di Bruges, Francia nel 2018.  La balena scultorea, alta più di un edificio di quattro piani, era composta da più di cinque tonnellate di plastica, tutta raccolta nell’oceano Pacifico, per ricordare i 150 milioni di tonnellate di plastica che oggi inquinano gli oceani.

fonte: https://www.wired.it/lifestyle/design/2018/07/07/balena-plastica-oceano/

Quello a cui la cultura dovrebbe mirare è certamente il passaggio da una società del consumo ad una società basata sull’espressione culturale che usa tutte le sue forme e possibilità per ridurre gli impatti dell’uomo sull’ambiente. Perché dalla coscienza matura si passi all’agire, in ognuno di noi.

Altre fonti:

https://www.artwave.it/cultura/cultura-e-cambiamento-climatico-puo-larte-venire-in-soccorso-allambiente/
https://www.nature.com/articles/nclimate1420
https://www.carlocarraro.org/argomenti/cambiamento-climatico/il-clima-e-cultura/
https://www.lifegate.it/persone/news/scultura-balena-plastica

Immagine di copertina: Armando Tondo

Bonus figli slitta al prossimo anno | Arezzo: 400 cattedre disponibili | L’impatto del Recovery Fund sull’occupazione

Mer, 10/07/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Cashback, bonus bancomat da 300 euro (ma servono 50 operazioni): come funziona;

Il Giornale: Gli ultimi 9 giorni di tregua. Poi ci “aprono” il portafoglio;

Il Manifesto: Daspo anti rissa, stretta al carcere duro del 41 bis e altre «tolleranze zero»;

Il Mattino: Apple, il 13 ottobre si presenta iPhone 12;

Il Messaggero: Bonus figli, l’assegno per le famiglie slitta al prossimo anno;

Ilsole24ore: Lavoro, ecco come si può ridurre l’orario e fare formazione ai lavoratori – L’impatto del Recovery Fund sull’occupazione;

Il Fatto Quotidiano: Conflitto d’interessi, primo ok al testo base M5s-Pd. Senza i renziani: Italia viva si astiene in commissione. Dalle società alle toghe in politica: cosa c’è nella legge;

La Repubblica: Slitta di una settimana il nuovo dpcm. Ma mascherine obbligatorie da subito. Rischio multe da 400 a mille euro;

Leggo: Campidoglio, positivo il capo di Gabinetto della Raggi: la sindaca fa il tampone ed è in autoisolamento;

Tgcom24: Scuola, 400 cattedre disponibili ad Arezzo ma l’assegnazione va deserta: all’appello solo 15 docenti;

Il Cappotto nuovo per la casa che fa risparmiare

Mar, 10/06/2020 - 19:00

Fino al 40% di risparmio energetico in un edificio. Sono questi i “numeri” del Cappotto Termico, un intervento di riqualificazione energetica di una struttura che prevede il rivestimento esterno dei muri di un’abitazione con materiali isolanti. Siamo andati a scoprire il Cappotto Termico studiato dall’ENEA e realizzato in collaborazione con Versalis, l’azienda chimica di Eni, e Eni gas e luce.

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