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Covid-19, resta attivo fino a 28 giorni sul telefono

People For Planet - Mer, 10/14/2020 - 13:00

Secondo la National Science Agency australiana, il coronavirus può rimanere attivo fino a 28 giorni sulle superfici degli smartphone. Nelle stesse condizioni, secondo lo studio, il virus dell’influenza rimane infettivo per 17 giorni. Un tipo di superficie particolarmente accogliente dunque, ma soprattutto per il virus che causa il covid-19.

La ricerca mostra come il SARS-CoV-2 sia “estremamente robusto” rispetto ad altri virus. “Questi risultati dicono che il coronavirus può rimanere infettivo per periodi di tempo significativamente più lunghi di quanto generalmente considerato possibile”, hanno commentato i ricercatori, e dimostra l’importanza di pulire e disinfettare i telefoni, come e più spesso delle altre superfici.

Lo studio è stato condotto in laboratorio, su superfici mantenute a temperatura costante di 20 gradi centigradi, e al buio (i raggi UV indeboliscono il virus). Ad ogni modo, la forza del coronavirus si è palesata a confronto con l’altro virus. E considerato il numero di volte in cui ogni giorno tocchiamo il telefono è chiaro che questo può essere un veicolo di contagio.

Anche se i ricercatori del CDC (Centers for Disease Control and Prevention) hanno recentemente minimizzato il rischio di trasmissione del coronavirus dalle superfici, e dato importanza soprattutto “alla diffusione del coronavirus tramite le goccioline respiratorie che circolano soprattutto in “spazi poco ventilati o chiusi” è comunque una precauzione sensata pulire spesso i nostri telefoni. Basta una semplice soluzione alcolica al 65/70% con cui passare il device e stare un po’ più tranquilli.

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People For Planet - Mer, 10/14/2020 - 09:15

Un’estate danzereccia, goduriosa, senza tamponi per la stragrande dei turisti arrivati dall’estero, anche dalle zone a rischio. Ma soprattutto un’estate durante la quale non ci si è adeguatamente preparati a una seconda ondata più volte annunciata. Mancano i medici di base, mancano gli anestesisti, mancano i tamponi, manca un piano pubblico dei trasporti che riduca la capienza senza creare deficit alle aziende né disagio ai passeggeri. E quando tutto manca, non rimane che appellarsi, ancora una volta, alla responsabilità dei cittadini.

Medicina territoriale in affanno

A Ciserano, i 1.700 pazienti del dottor Antonino Buttafuoco, morto a marzo a causa del Covid-19, si apprestano ad affrontare la seconda stagione invernale senza, ancora, un medico di base, senza, nemmeno, un sostituto, anche provvisorio. Ad Arzago i medici di base sono soltanto precari, a Urgnano sono prossimi al pensionamento, altrove i medici ci sono, sì, ma distano anche venti chilometri da casa, perché devono rispondere a carenze strutturali. Accade nella bergamasca, lì dove con il Covid-19 si sarebbe dovuto già imparare a convivere da tempo, dopo il terribile numero di morti che ci sono stati l’inverno scorso. E se da una parte, per far fronte al bisogno di aumentare i tamponi, Governo e Regioni si preparano affinché i test vengano effettuati direttamente dal medico di base, dall’altra, il dubbio, più che legittimo: che fare se il medico di base non c’è, dista 20 chilometri, e dispone di uno studio inadatto, perché troppo piccolo, o non ventilato?

Caos mezzi pubblici

“Durante l’estate si sarebbero dovuti trovare dei rimedi, organizzando il potenziamento delle linee pubbliche. Era evidente che con la ripresa di scuola e attività lavorative, ci saremmo trovati in simili condizioni. Ora è tardi, mancano mezzi e personale”. A dirlo in un articolo riportato dal Messaggero è l’immunologa Antonella Viola, ordinaria di Patologia generale del dipartimento di Scienze Biomediche dell’università di Padova, tra le prime a puntare il dito sui mezzi pubblici, già lo scorso marzo. Che cosa si è fatto? Poco. Sebbene il trasporto locale non sia tornato a 16milioni dello scorso anno, ma, al contrario, abbia registrato un calo che in alcune città tocca il 50% (a dirlo è uno studio condotto da Asstra, l’associazione che riunisce le società di trasporto pubblico locale) non si è ancora fatto abbastanza per svuotare sufficientemente i mezzi di trasporto. Mancano i piani per scaglionare i passeggeri, per esempio, sottoponendo a orari diversi le scuole e gli uffici. E soprattutto, nel nuovo Dpcm in vigore da oggi, 14 ottobre, non c’è menzione al trasporto pubblico.

Mancano i tamponi e quelli rapidi non sono la soluzione

In arrivo 5 milioni di tamponi rapidi per gli istituti scolastici” assicura il Ministro della Sanità Roberto Speranza. Non è niente, ma è ancora troppo poco, specie se si considera che altrove, negli ospedali, ancora manca lo screening periodico dei medici. Inoltre, avverte Andrea Crisanti, direttore di Microbiologia e virologia dell’Università di Padova, ospite alla trasmissione L’aria che tira, “è impensabile affidarsi solo ai tamponi rapidi” perché “hanno percentuale di falsi negativi altissima (30-35%) mentre il tampone molecolare ha una affidabilità assai preferibile. Ma per ovvie ragioni, i tamponi molecolari necessitano oltre che più tempo, più costi, più personale dedicato, più risorse. Tempo, personale dedicato, risorse: tutte cose che, al momento, ancora scarseggiano.

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L’eolico silenzioso che si ispira alle conchiglie e alle tecnologie spaziali

People For Planet - Mer, 10/14/2020 - 08:00

Potrebbe valere persino per specie che tendiamo a considerare “sorde” come le ostriche. Alcuni ricercatori francesi hanno notato che il passaggio di grandi imbarcazioni e attività come il posizionamento di pali o turbine eoliche genererebbe un rumore che le ostriche riescono a percepire sotto forma di vibrazioni. Questi animali quando si sentono in pericolo o in situazioni di stress tendono a chiudere le valve per proteggersi da possibili predatori: la continua percezione di rischio potrebbe portarle a smettere di nutrirsi, a morire di fame o a non riprodursi più.

Al di là dei casi estremi, va sottolineato che, in linea di massima, quando si parla degli effetti negativi prodotti dal rumore delle turbine eoliche, si tende ad usare il condizionale. Nonostante ciò, i ricercatori da anni tentano di individuare possibili soluzioni per rendere le turbine più silenziose.
Windtrust, consorzio europeo che punta a ridurre i costi dell’eolico grazie all’innovazione, tra i risultati presentati recentemente ha menzionato una soluzione che fa capo alla DTU Wind Energy: un pannello seghettato in plastica che, adattato alle pale, agisce sul flusso dell’aria e diminuisce il rumore prodotto dalle turbine.

Una cosa è certa: sia scienziati che produttori di componenti sono alla costante ricerca di vie praticabili per eliminare una volta per tutte il problema del rumore degli aerogeneratori. La belga Micromega Dynamics realizza soluzioni per la riduzione delle vibrazioni in congegni di varia natura e applicazione; per ridurre quelle del generatore presente nelle turbine eoliche si è ispirata alle tecnologie utilizzate in ambito spaziale, in particolare ai telescopi per l’osservazione degli esopianeti. Il segreto sarebbe quello di produrre vibrazioni di uguale potenza ma che puntano in direzione contraria a quelle prodotte dal generatore, in modo da annullarle prima che diventino suono incontrando una superficie.

Non sono soltanto le grandi turbine a produrre rumore. Per questo sono nati prodotti come Liam F1 Urban Wind della olandese Archimedes, una mini turbina da 75 kg per uso residenziale le cui sembianze ricordano volutamente quelle di una conchiglia. Il principio di funzionamento è quello della pompa a vite: dallo scorrimento di un liquido all’interno del congegno viene generata energia cinetica. Meccanismo e forma attutiscono il rumore: la turbina AWM promette di generarne meno di 45 decibel e di essere “bird and bat friendly”, oltre che gradevole esteticamente. Quella con diametro di 1,5 m ha una potenza nominale massima di 1 kW, quella con diametro da 0,75 m una potenza nominale massima di 150 W.

Altri produttori lavorano per minimizzare la quantità di elementi meccanici delle turbine: eolico senza pale significa meno manutenzione e meno rumore. E’ il caso di Saphon Energy. Saphonian è il nome della soluzione dell’azienda tunisina, che ha preso spunto dalle barche a vela: una sorta di vela circolare va infatti a sostituire le tradizionali pale e si muove avanti e indietro invece di ruotare. Si tratta di una soluzione che abbatte notevolmente i costi di produzione di energia, ideale per Paesi in via di sviluppo come l’India. Proprio qui un progetto che prevede l’utilizzo di 50 turbine permetterà la produzione di circa 1 MW di energia. Anche colossi mondiali come Microsoft hanno manifestato il loro interesse a questo progetto.

Fonti:
https://www.newscientist.com/article/2151281-oysters-can-hear-the-ocean-even-though-they-dont-have-ears/
http://revolve.media/windtrust-final-project-results/
https://micromega-dynamics.com/market/wind-turbine/
https://www.thearchimedes.com/products
http://www.saphonenergy.com/site/en/zero-blade-technology.15.html
https://www.reuters.com/video/2017/10/26/solar-car-to-recharge-its-batteries-from?videoId=372823358&videoChannel=6&channelName=Technology

I funghi allucinogeni che trovi nei boschi italiani

People For Planet - Mer, 10/14/2020 - 07:02

Si parla spesso dell’importanze delle api per l’ambiente e l’agricoltura, ma il ruolo dei funghi è ancora ignorato. In realtà i funghi permettono la vita al 90% delle piante, grazie alle reti micorriziche che si creano sottoterra quando le radici di due piante sono “colonizzate” dallo stesso fungo e questo fungo fa da “canale di comunicazione” tra loro, permettendo lo scambio di acqua, carbonio, azoto, nutrienti e mediatori tra le due piante. Anche qui, come per le api, l’agricoltura industriale causa enormi danni alla simbiosi microbica delle piante. Questi funghi, infatti, non si limitano a nutrire le piante, ma le proteggono dalle malattie, tengono compatto il suolo e sono condotti utili al trasporto del carbonio, il cui ruolo è trattenere l’acqua e rendere fertile il suolo. Va da sé che se non si rispettano queste reti servono più antiparassitari e concimi, e il suolo tende più facilmente a franare, a dilavarsi. Ma non finisce qui. Per capire la “magia” dei funghi basti considerare che alcuni ricercatori stanno sfruttando la potenza di queste reti: ad esempio in Giappone, dove vengono utilizzati per progettare reti e algoritmi che migliorano i trasporti. E quel che conosciamo è solo circa il 7% dei funghi presenti sul pianeta.

Perché alcuni funghi sono allucinogeni?

Non lo sappiamo. Forse per confondere i parassiti, ma non abbiamo certezze. Il mondo sotto di noi, e di cui i funghi sono solo una appendice, è ingegnoso e infinitamente vasto come il mondo che vediamo. Fatto sta che in tutti i boschi italiani, anche in pianura, si trovano funghi allucinogeni, di 19 specie diverse. 

Che effetto fa un fungo allucinogeno?

I funghi allucinogeni sono in genere piccoli, rossi o rosati, marrone o marrone chiaro, e si confondono facilmente con alcuni funghi selvatici, più o meno velenosi. Ecco quindi che, se non siamo proprio super esperti, meglio non basarsi sulle fotografie.

I funghi allucinogeni sono la più antica droga dell’umanità. Diverse scoperte archeologiche hanno testimoniato l’uso di questi vegetali nei riti magici o divinatori, in Europa e in America. Per via della cosiddetta “psilocibina e/o psilocina“, sostanze chimiche capaci di modificare l’attività psicologica e mentale, questi funghi possono causare visioni, paranoia, totale perdita del senso della realtà e perfino atti di autolesionismo.

Le 5 varietà più comuni, e i consigli per riconoscerli ed evitarli

1. Mycena pura

La Mycena pura è un fungo di piccolo, rosa o violetto. Ha un caratteristico odore di ravanello e compare nei boschi in autunno sino all’inverno inoltrato. La dimensione del cappello oscilla tra i 2 cm ai 6 cm di diametro e cresce per gran parte dell’anno in ogni tipo di bosco.

2. Psilocybe semilanceata

La Psilocybe semilanceata cresce in autunno in terreni umidi, tra i 1000 e i 2000 metri di altitudine. Ha un gambo lungo e sottile, color bruno-olivastro. Un elemento prezioso per riconoscerlo è il fatto che, pochi minuti dopo esser stato colto, assume una tonalità nettamente bluastra o verdastra nella parte inferiore del gambo.

3. Psilocybe cyanescens

Frequente sull’Aspromonte, in Calabria, ed al Passo Lanciano, in Abruzzo. L’altezza del cappello è di circa 1,5-5 cm, ha un gambo color panna e un cappello marroncino. Le parti che vengono toccate tendono a colorarsi di blu.

4.Gymnopilus spectabilis

È un fungo molto appariscente, color giallo acceso, e può raggiungere dimensioni notevoli. Ha un cappello di 5-20 cm di diametro, un gambo cilindrico e ingrossato al centro. Vive sulle sulle basi dei tronchi e radici di alberi, sia vivi che morti.

5.Amanita muscaria

Questo fungo è molto diffuso in Italia, soprattutto al Nord, ed è il tipico fungo rosso coi puntini bianchi delle favole. Ha un gambo dritto e spesso e presenta molte lamelle. Un esemplare può raggiungere il diametro massimo di 25 cm e un’altezza di 20 cm. Cresce alla fine dell’estate e in autunno nei boschi di conifere e di latifoglie. È un fungo che sarebbe bene anche non toccare, dal momento che è probabilmente uno dei più velenosi in circolazione.

Chi li sfrutta per uccidere…

Ci sono al momento circa 22 brevetti per tecnologie basate sui funghi, inclusi i funghi pesticidi capaci di ingannare gli insetti, farsi mangiare e ucciderli per avvelenamento.

Il giusto mix di funghi può uccidere ogni genere di formica o termite, facendo poi crescere piccoli funghi dai loro corpi, in grado di proteggere l’intero territorio naturalmente e a lungo. Nessun danno all’ambiente (neppure ad altri insetti come le api o alle piante) e con una spesa di pochi centesimi si protegge un vasto spazio per anni: sia esso una casa e il suo giardino, o un campo coltivato. Al contrario, altri funghi fanno da antidoto, e addirittura sono in grado di annullare l’effetto neurotossico di gas micidiali come il gas nervino.

Un fungo è l’essere vivente più grande al mondo

Il piu grande organismo vivente mai scoperto è un fungo ed è stato scoperto in una foresta dell’Oregon. È un fungo che vive sottoterra e si stima che copra quasi 9 km. Dopo averlo analizzato in varie parti gli scienziati hanno confermato che si tratta di un unico organismo.

I funghi buoni. Come raccogliere in modo rispettoso?

Se state pensando a una scampagnata in cerca di funghi buoni, ci sono poche regole da ricordare. Se li troviamo, non prendiamoli tutti: lasciamone un po’, in modo che possano crescere ancora. Quando li preleviamo, poi, facciamo massima attenzione a non danneggiare le reti sotterranee mentre scaviamo nel terreno.

Milano: apre il primo cannabis social club a scopo terapeutico

Funghi porcini, come cercarli?

Aiuti Covid fermi ai ministeri | Quota 41 per i lavoratori fragili | Vaticano: arrestata la donna dell’inchiesta Becciu

People For Planet - Mer, 10/14/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Zaia: «Ecco come organizzare la didattica a distanza per prevenire stop totali»;

Il Giornale: “La regola dei 6 ospiti a casa non ha evidenza scientifica” ;

Il Manifesto: L’uguaglianza di genere, una questione democratica ma anche di crescita economica;

Il Mattino: Pensioni, quota 41 per i lavoratori fragili: le categorie interessate;

Il Messaggero: Mancano due decreti su tre: aiuti Covid fermi ai ministeri ;

Ilsole24ore: UniCredit, l’ex ministro Padoan cooptato nel Cda: sarà presidente. Si dimetterà da deputato – La banca accelera la scissione delle attività estere;

Il Fatto Quotidiano: MONDO – Covid, lockdown parziale in Olanda: chiusi bar, caffè e ristoranti. In Gran Bretagna record di morti da giugno: 143. Francia, 13mila contagi;

La Repubblica: Il rebus del trasporto pubblico. Le aziende: “Se sarà ridotta capienza, a piedi in 275mila”;

Leggo: Cadavere trovato murato in un appartamento, il killer confessa: «Il mandante è la sua ex derubata e abbandonata»;

Tgcom24: Vaticano: arrestata Cecilia Marogna, la donna dell’inchiesta Becciu;

Il prosecco biologico senza pesticidi

People For Planet - Mar, 10/13/2020 - 19:00

Dal 1985 la Perlage Winery di Soligo, Treviso, produce vino prosecco biologico. La loro filosofia è semplice (e rivoluzionaria): pre produrre del buon vino è necessario che terra, aria e acqua che nutrono le piante siano sani e salvaguardati.
L’uva invece, come abbiamo visto anche in questo video, è un settore che utilizza molti prodotti chimici.

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Video di Martina De Polo e Francesco Saverio Valentino

 

“Rider sottopagati, derubati delle mance, puniti.” Uber Eats accusata di caporalato

People For Planet - Mar, 10/13/2020 - 16:00

Il pm di Milano Paolo Storari ha chiuso le indagini a carico di Uber Italy per caporalato sui rider che effettuano consegne di cibo a domicilio e reati fiscali. Le indagini il 29 maggio avevano portato il Tribunale a disporre, con un provvedimento mai preso prima nei confronti di una piattaforma di consegne a domicilio, il commissariamento di Uber Italy, filiale della multinazionale americana Uber.

3 euro a consegna

I rider, si legge nell’avviso di chiusura indagini, erano “pagati a cottimo 3 euro a consegna” anche nei giorni festivi o in orario notturno, “derubati” delle mance e “puniti”. 

Il pm Paolo Storari scrive tra l’altro che “i rider venivano sottoposti a condizioni di lavoro degradanti, con un regime di sopraffazione retributivo e di trattamento, come riconosciuto dagli stessi dipendenti Uber”

“Non dire mai abbiamo creato un sistema per disperati”

Tra i 10 indagati figura Gloria Bresciani, in qualità di manager di Uber Italy che, in base alla intercettazioni telefoniche, avrebbe detto a un dipendente Uber Italy “Davanti a un esterno non dire mai più ‘abbiamo creato un sistema per disperati’. Anche se lo pensi, i panni sporchi vanno lavati in casa e non fuori”.

Oltre ai 10 indagati, anche la stessa Uber Italy è indagata per la legge sulla responsabilità amministrativa e il 22 ottobre dovrà affrontare un’udienza alla Sezione misure di prevenzione.

Le nuove schiavitù da Gig Economy

L’inchiesta sui rider che ha portato al commissariamento di Uber Eats per caporalato ha riaperto il dibattito sulle nuove schiavitù da Gig Economy, “l’economia dei lavoretti”.

Tutti ricordiamo che durante il lockdown le consegne a domicilio sono state inserite tra i servizi essenziali. Adesso le indagini su un colosso del calibro di Uber confermano le testimonianze di migliaia di rider in tutta Italia su condizioni di lavoro insostenibili per mancanza di chiarezza sui compensi, sulle modalità di ingaggio e di “licenziamento”.

In particolare i rider stranieri venivano reclutati e assoldati da società subappaltatrici di Uber per fare consegne ma non avevano alcun contatto diretto con la piattaforma, venivano pagati in contanti da un intermediario.

Vecchio e nuovo caporalato

“Al caporalato digitale, con le piattaforme che ti assegnano un punteggio in base alla tua disponibilità e velocità e se vogliono ti bloccano il profilo – ha spiegato al giornale Avvenire Lorenzo Righi di Union Rider Bologna, il primo sindacato autonomo nato anni fa – si aggiunge un caporalato vecchia maniera che colpisce gli immigrati, i più bisognosi anche perché devono mandare le rimesse nel proprio paese, per mantenere le famiglie”. 

Foto di Bruno Patierno

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Film Festival Diritti Umani Lugano

People For Planet - Mar, 10/13/2020 - 14:00

Torna a confermare la propria presenza anche quest’anno il FFDUL Film Festival Diritti Umani Lugano in un’edizione pensata in una forma diffusa ed itinerante all’interno del Cantone, così da portare il cinema in diverse città della Svizzera Italiana oltre a Lugano, storica sede del Festival, garantendo lo svolgimento della manifestazione in totale sicurezza e nel rispetto delle misure preventive anti-contagio.

Film Festival Diritti Umani Lugano 2020

Dopo un periodo che ha forzatamente richiesto l’isolamento personale, il FFDUL ha voluto essere in sala, in presenza; una presenza fisica, pur se necessariamente distanziata, che conduce a una profonda riflessione sul valore del corpo. Il “corpo”, involucro ed espressione delle nostre essenze, diventa simbolo e linea guida nei contenuti dei film proposti. I corpi imprigionati, i corpi in lotta, che fuggono dalle guerre e dalle dittature, i corpi fragili, corpi che non possono esprimere la propria sessualità, corpi del dissenso, i corpi imperfetti, i corpi malati.

Il Festival intende informare e sensibilizzare un pubblico variegato sulle problematiche legate al rispetto dei Diritti Umani, proponendo un forum aperto che metta in evidenza l’universalità e le diverse sfaccettature della tematica. L’obiettivo è quello di sensibilizzare un ampio pubblico attraverso un programma cinematografico di qualità e momenti di approfondimento e discussione, arricchiti da un’importante presenza di ospiti.

E così, a partire da mercoledì 14 ottobre, tanti i temi di estrema attualità che verranno affrontati anche in questa edizione nei 17 film e 2 cortometraggi in rassegna. In apertura a Lugano “Welcome to Chechnya” di David France, uno sguardo attento alla violenza e gravi discriminazioni verso il mondo LGBTQ in Cecenia. Presente in programma anche “Ritorno in apnea” di Anna Maria Selini (Lugano, sabato 17 ottobre) premiere internazionale del film che illustra la tragedia vissuta dalla provincia di Bergamo, tra marzo e aprile del 2020, dove sono morte 6.000 persone a causa del Coronavirus.

Il Festival vedrà la sua conclusione nella storica sede del Cinema Corso, domenica 18 ottobre, con uno dei temi più attuali dei nostri giorni: “I’Am Greta” di Nathan Grossman una profonda riflessione sull’ambiente, film recentemente presentato all’ultima Mostra internazionale del Cinema di Venezia. La serata conclusiva sarà in collaborazione con il Human Rights Film Festival Zürich.

Per scoprire di più sulla programmazione e biglietti:  www.festivaldirittiumani.ch/it/

Covid-19, tutto il mondo si prepara a scovarlo con i cani

People For Planet - Mar, 10/13/2020 - 12:23

Tamponi tamponi tamponi. Servono sempre di più, per ospedali, case di cura, aeroporti, scuole, ma hanno un costo considerevole, tempi di attesa e limiti nell’affidabilità. La risposta arriva ancora una volta dal migliore amico dell’uomo. Cani addestrati a sniffare il coronavirus – con una precisione superiore al tampone: quasi il 100% – sono già da un po’ operativi all’aeroporto di Helsinky, ma tutto il mondo ci sta provando.

Beirut pronta per l’aeroporto

L’Università di Adelaide in Australia sta addestrando cani a questo scopo (tutte le razze sono in grado di farlo) e la ricerca fa parte di uno sforzo internazionale franco-libanese. Studi preliminari hanno mostrato che questa “analisi” è in grado di identificare anche malati asintomatici o malati che non hanno ancora sviluppato sintomi. Basta odorare per meno di 10 secondi il sudore umano. Le forse di sicurezza libanesi stanno addestrando al momento 20 cani a questo scopo, che saranno impiegati nell’aeroporto di Beirut. Se tutto andrà come previsto, gli aeroporti di tutto il mondo ne avranno presto una squadra a disposizione. E non solo per gli aeroporti.

Anche il governo britannico ci lavora, finanziando con  100 miliardi di sterline l’operazione “Moonshoot”. Altri studi al via in Finlandia, Spagna, Germania, Brasile. Mentre in Cile, ad esempio, i cani da covid sono già per le strade.

Ma i cani si contagiano?

È ormai noto che moltissimi animali domestici – tra i quali cani e gatti – possono contrarre il coronavirus. Odorando in cerca di segnali, non potrebbero contagiarsi? Il sistema ha pensato anche a questo.

All’aeroporto finlandese di Helsinki, il progetto pilota finanziato dallo stato prevede che i passeggeri si tamponino la pelle con una salvietta, che viene posta in un bicchiere accanto ad altri contenenti profumi di controllo. Quindi nessun contatto diretto con le persone. Se il cane rileva il virus – e lo mostra guaendo, dando zampate o sdraiandosi – il passeggero esegue un tampone di conferma. Quindi, come spiega un ricercatore del progetto al Guardian, i cani non annusano il virus vero e proprio, ma le sostanze chimiche volatili prodotte come reazione al contagio dal nostro corpo, e rilasciate dall’organismo appunto attraverso il sudore.

In un periodo che va da due a dieci settimane, qualsiasi cane potrebbe diventare un sostegno determinante per la lotta alla pandemia, garantendo allo stesso tempo un notevole risparmio di fondi pubblici. Chissà che anche il nostro Paese non si unisca in questa nuova e promettente strategia.

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Foglie d’autunno all’uncinetto

People For Planet - Mar, 10/13/2020 - 10:00

Dal canale YouTube Per filo e segno ecco come realizzare delle foglie autunnali per decorare gli ambienti della nostra casa e/o da tenere presente per un‘idea regalo personalissima e originale!

Sbizzarritevi con la scelta dei colori.

Fonte: Per filo e segno

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Più alberi in città: il governo stanzia 30 milioni per la forestazione urbana

People For Planet - Mar, 10/13/2020 - 09:00

Stanchi di città grigie, irrespirabili e sommerse da nubi di smog? Finalmente il sogno di un’Italia più verde e sostenibile diventa un’idea concreta.

Lo scorso 8 ottobre, infatti, la Conferenza unificata delle regioni e comuni ha approvato un norma, inserita all’interno della Legge Clima, per favorire la piantumazione di nuovi alberi sull’intero territorio nazionale. Ben 30 milioni di euro sono stati stanziati per finanziare progetti di forestazione urbana nei prossimi due anni.

Ad annunciarlo è stato il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, in un post pubblicato sulla sua pagina Facebook:

Un albero tutela la biodiversità di un territorio, garantisce la funzionalità degli ecosistemi, contrasta i cambiamenti climatici, migliora la salute e il benessere dei cittadini, ha una funzione di assorbimento e stoccaggio di CO2, migliora la qualità dell’aria, abbassa le temperature urbane e per ultimo, ma non per importanza, rende belle le nostre città.
Per questi motivi nella Legge Clima è stata prevista una norma sulla forestazione urbana. Poche ore fa la Conferenza unificata delle regioni e comuni ha dato l’ok al decreto attuativo che stanzia 30 milioni per finanziare, per due anni, progetti di forestazione urbana
.”

La rivoluzione verde parte dai Comuni

Il punto di partenze del Green New Deal italiano saranno i Comuni, che dovranno fornire “piani dettagliati di gestione che prevedano la piantumazione e anche la gestione e la manutenzione delle aree verdi realizzate per almeno 7 anni, e la sostituzione con nuovi alberi in caso non attecchiscano quelli piantati.”.

Ogni progetto sarà monitorato e ci sarà possibilità di revoca in caso si dovessero presentare delle incongruenze tra l’esecuzione e la progettazione.

La lotta ai cambiamenti climatici inzia dal basso e la ricostruzione delle città in chiave green è il primo, importante passo, per un’Italia più bella, verde e sostenibile.

L’esempio di Milano e il progetto Forestami

Milano ha già iniziato la sua rivoluzione green: negli ultimi tre anni il verde urbano è triplicato nel capoluogo lombardo. Grazie al progetto Forestami, sono state già individuate 253 nuove aree da destinare alla forestazione urbana con l’obiettivo di arrivare a piantare 3 milioni di alberi entro il 2030.

La forestazione del nostro Paese è un passo fondamentale per stabilire quella nuova normalità verde che il post-Covid richiede“, ha dichiarato a luglio il ministro Costa. “Non dobbiamo dimenticare che la grande battaglia contro i cambiamenti climatici e per la qualità dell’aria richiede coraggio, idee innovative e progetti ambiziosi come quello di Forestami. Auspico che il modello di Milano possa essere replicato nel resto d’Italia“.

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Mal di schiena solidale

People For Planet - Mar, 10/13/2020 - 08:00

La ciambella costa infinitamente meno di sedie e poltrone ergonomiche e la puoi portare ovunque!

È ormai opinione condivisa anche negli ambienti scientifici che gran parte (non tutti) i dolori alla schiena abbiano come causa primaria o importante concausa errori posturali: cioè, si sta per troppe ore in posizioni sbagliate.

Un esempio semplice riguarda coloro che passano molto tempo alla scrivania. Stando fermi a lungo si verificano due effetti negativi.

Alcuni muscoli restano contratti per troppo tempo, questa contrazione causa una cattiva circolazione del sangue nei capillari, quindi alla lunga si può verificare un danno per le cellule e quindi infiammazione; inoltre i muscoli contratti possono arrivare a premere sui nervi causando dolori.

Un altro effetto della posizione innaturale è che la pressione lungo la spina dorsale si concentra su alcuni punti delle vertebre, anche qui c’è contrazione, cattiva circolazione e quindi un’infiammazione che provoca dolore.

Ovviamente se hai mal di schiena è essenziale innanzi tutto rivolgersi a un medico specializzato e verificare che non ci siano cause più gravi.

Se il dolore ha come causa solo una posizione scorretta è utile seguire un corso di ginnastica posturale per ritornare a posizioni e movimenti naturali (vi sono tanti metodi molto buoni: per esempio quello Mézières, o Alexander, per citarne due tra i più noti, e i metodi antiginnastica, ecc…).

Ho tratto giovamento anche da una serie di massaggi di un esperto di Osteopatia, particolarmente efficaci per sciogliere le contrazioni.

Attenzione a NON sottoporsi a massaggi dolorosi che possono causare danni aumentando l’infiammazione. Se il massaggio provoca dolore o comunque è troppo forte fa male. E prima di farmi camminare sulla schiena da qualcuno voglio vedere che abbia almeno due lauree. In medicina. Le lauree in letteratura romanza non valgono.

Ovviamente la ginnastica serve a poco se poi passi ore a una scrivania, perché comunque tendi a restare immobile e quindi metti sotto stress alcuni punti delle vertebre e crei ipercontrazioni muscolari.

Da una trentina d’anni sono in commercio sedie e poltrone geniali che hanno la caratteristica di essere elastiche. Questa elasticità fa sì che ogni minima variazione della posizione delle braccia o della testa si trasmetta alla sedia che la amplifica. In questo modo ci si trova a dover riequilibrare il movimento della sedia per restare in equilibrio e quindi si modifica leggermente la posizione degli anelli della spina dorsale, evitando così contratture e la pressione eccessiva sempre sugli stessi punti di contatto.

Lo stesso effetto si ottiene con grandi palloni di gomma resistente al peso, che costano un po’ meno delle sedie ergonomiche.

Io ho sperimentato diverse soluzioni di seduta e alla fine ho optato per un cuscino a ciambella, non troppo gonfio, che mi dà grande beneficio al costo di 15/20 euro.

Inoltre me lo posso portare ovunque, gonfiato, dentro una borsa di tessuto leggero con i manici di corda. E all’occorrenza funziona pure da borsa.

Ho avuto grandissimi benefici anche dalla pratica di stendersi e muovere la spina dorsale in tutte le direzioni possibili ma solo di un paio di centimetri e (qui sta il bello) IL PIU’ LENTAMENTE POSSIBILE.

E per lentamente intendo proprio molto lentamente. Il più lentamente possibile.

Il movimento rallentato è una tecnica scoperta dai cinesi almeno 3mila anni fa.

Da questa scoperta è nato il Tai Chi, che in occidente si pratica spesso lentamente ma non troppo, disponendosi in posizioni codificate.

In Cina però ho visto alcuni anziani praticarlo molto più piano.

Questo perché cercando di muoversi alla velocità della lumaca pigra si ottiene il rilassamento della muscolatura profonda, detta anche emotiva o non razionale.

Il cervello, cercando di realizzare un movimento lentissimo, è costretto a chiedere ai muscoli che sono contratti di rilassarsi.

Si può praticare questa ginnastica anche senza conoscere i movimenti codificati dal Tai Chi. Movimenti di pochi centimetri, lentissimi, sono di per sé molto efficaci.

E te ne rendi conto subito perché la spina dorsale dopo alcuni minuti, si riscalda per l’effetto del rilassamento che fa aumentare la circolazione del sangue lungo i capillari.

L’altro vantaggio di questa ginnastica è che può essere praticata anche solo per pochi minuti. E una volta che, grazie al movimento lento, hai imparato a muovere tutti i muscoli, anche quelli che non sai di avere, poi tendi spontaneamente a muoverli sempre lì, che è super benefico. Inoltre questa ginnastica la puoi fare ovunque, anche in piedi o su una sedia, e se ti muovi poco e molto piano nessuno si accorge che stai facendo ginnastica.

Molto benefici sono poi stati bagni in piscine a 34 gradi, con questa temperatura si può restare immersi a lungo senza sentire freddo.

Il metodo migliore che ho sperimentato è quello di stendersi nell’acqua con cuscini pieni d’aria sotto la nuca e sotto le ginocchia o le caviglie. Ci sono in commercio vari tipi di galleggianti fatti apposta ma due o tre salvagenti per bambini, di quelli classici da mare, a ciambella, un po’ sgonfi, possono andare benissimo e costano pochi euro.

Ci si stende sull’acqua, sostenuti dai galleggianti e semplicemente ci si rilassa. Il movimento che si produce respirando trasmette movimenti piccoli e lenti alla spina dorsale con uno straordinario effetto rilassante sulla muscolatura.

Ottimo poi se una persona ti trascina sull’acqua lentamente compiendo movimenti a “S”, si ottiene così una leggera mobilitazione delle vertebre e quindi tonificazione e rilassamento. Ed è veramente gradevole e ipnotico, vai in trance piacevole!

Sempre in acqua calda ci si può mettere in piedi, accovacciati o in ginocchio (a seconda della profondità della piscina), immersi nell’acqua fino al mento, in modo tale che respirando l’aria che entra nei polmoni aumenti il galleggiamento del busto. In questo modo è il galleggiamento aumentato che genera un effetto di lieve e delicato allungamento della spina dorsale. Piacevole!

Se hai sperimentato altri metodi per arginare il mal di schiena pubblica il tuo contributo nello spazio dei commenti a questo articolo. Socializziamo le conoscenze migliori!

Grazie!

La bomba della tripla Imu | Sgarbi si candida a sindaco di Roma | Franceschini: “No a ulteriore taglio di pubblico per spettacoli”

People For Planet - Mar, 10/13/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Torna l’allarme nelle Rsa, nuovi casi a Napoli. Conte: «Escluderei lockdown nazionale»;

Il Giornale: La bomba della tripla Imu Pd “Ora ci bruciano le pensioni…”;

Il Manifesto: Un taglio alla movida. Per locali e feste in arrivo la stretta;

Il Mattino: Sgarbi si candida a sindaco di Roma;

Il Messaggero: A Parigi positivo oltre il 17% dei test: coprifuoco allo studio del governo Oms: «Dato potrebbe tornare catastrofico»;

Ilsole24ore: Il Nobel per l’economia agli americani Paul Milgrom e Robert Wilson per i lavori sulle aste – Così Wall Street è lo specchio delle disuguaglianze;

Il Fatto Quotidiano: Conte: “Stop movida alle 24 e no alle gite scolastiche”. Nel testo raccomandata mascherina in casa con amici;

La Repubblica: Zingaretti risponde all’appello di Repubblica: “Investiamo sulla presenza di donne nel lavoro”;

Leggo: È morto Enzo Totti, il papà di Francesco aveva contratto il Covid-19. Era ricoverato allo Spallanzani;

Tgcom24: Conte: “Escluderei un nuovo lockdown generalizzato” | Franceschini: “No a ulteriore taglio di pubblico per spettacoli”;

Donne, mamme, lavoro: adottiamo il Piano C!

People For Planet - Lun, 10/12/2020 - 17:00

A Milano, in Via Simone d’Orsenigo 18, c’è Piano C, un’associazione che ha creato un co-working studiato specificamente per le donne, davvero innovativo. Non solo uno spazio dove lavorare ma anche un aiuto per aumentare, ad esempio, la propria visibilità nel mercato del lavoro.
C’è anche uno spazio per i bambini (coBaby) con educatrice e giochi.
Intervista a Sofia Borri, Direttrice Generale Piano C.

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Video di Indi Mota, da un’idea di Margherita Aina

Come si diffonde un virus? (Video)

People For Planet - Lun, 10/12/2020 - 15:00

Questo esperimento mostra come un virus può diffondersi in pubblico. Il test è stato condotto dall’emittente pubblica giapponese NHK.

Sulle mani delle persone è stata applicata vernice fluorescente invisibile. A quel punto 10 partecipanti si sono serviti al buffet, e hanno mangiato per 30 minuti. Poi, una luce UV ha mostrato quanto in lungo e in largo fosse andata la vernice.

People For Planet

Il programma “MythBusters” condusse un test simile nel 2010, quando il conduttore Adam Savage sgocciolò per un’ora 60ml di muco finto, (più o meno la quantità di muco di una persona raffreddata), per verificare quanto lontano finissero le secrezioni nasali e su quante persone potessero depositarsi.

Traduzione e sottotitoli di Angela Prati

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Il prete che benedice con la pistola ad acqua è un meme meraviglioso
Arrivano i detective anti coronavirus. Il racconto di uno di loro.

Covid-19, vicino lo stop agli sport di contatto (calcio, basket, judo, rugby…)

People For Planet - Lun, 10/12/2020 - 10:37

La scuola è appena iniziata e con essa le attività del pomeriggio: sport in primis. Ma la festa è già finita. Assieme alle feste private – inviti a cena, compleanni, matrimoni … – il governo dovrebbe confermare oggi la richiesta del Comitato tecnico-scientifico di limitare gli sport da contatto a livello amatoriale. Gli esperti ritengono che queste attività aumentino i contagi visto che il coronavirus si diffonde tramite particelle di saliva che vengono espulse con il respiro, la cui diffusione aumenta quando si compie attività fisica (così come quando si parla a tono elevato o si canta). Per il momento, questa misura non riguarderà il livello professionistico.

Niente arti marziali né boxe

Fermi anche gli sportivi amatoriali fatti da adulti, naturalmente. Da ora in avanti, fino a quando la situazione di emergenza non rientrerà, non sarà più possibile organizzare la classica partitella: che sia calcio, pallacanestro, all’aperto o al chiuso. Guantoni appesi al chiodo per la boxe e stop a tutte le arti marziali.

Si al tennis e piscina

Via libera agli sport individualisti come il tennis o la corsa. Si salvano per ora palestre e piscine, a patto che gli ingressi siano contingentati e tutta l’attività si svolga su prenotazione, in base a un numero stabilito di ingressi e di persone che fruiscono degli ambienti.

Covid-19, vaccino antinfluenzale spray nei bambini: “Una scelta cieca”

Covid-19: Science, ecco chi sono i super-diffusori

Come iniziare ad andare sullo skate

People For Planet - Lun, 10/12/2020 - 10:00

Dal canale YouTube Lorenzo Godente ecco i consigli base per tutti i principianti che hanno deciso di avvicinarsi a questo sport from USA.

Fonte: Lorenzo Godente

Consiglio: rivedere il video almeno un paio di volte in modo che vi sia più chiaro possibile.

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Processo a Cristoforo Colombo

People For Planet - Lun, 10/12/2020 - 08:00

In questi giorni si torna a nominare Cristoforo Colombo e le sue statue vengono abbattute…. . Jacopo Fo e Mario Pirovano hanno fatto un processo a questa figura tanto controversa

Fonte: Youtube Alcatraz Channel

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Trump: “Sono diventato immune”, Twitter lo segnala| Agricoltori vittime della grande distribuzione

People For Planet - Lun, 10/12/2020 - 06:25

Corriere della Sera: «Mascherina obbligatoria se cammini, non se fai jogging». Attività motoria e sportiva:;

Il Giornale: Stravolta la regola dei tamponi: uno solo per finire l’isolamento;

Il Manifesto: Caos totale: i tamponi scarseggiano e le regioni vanno in ordine sparso;

Il Mattino: Twitter bacchetta Trump che si proclama “immune”: «Messaggio fuorviante»;

Il Messaggero: Dal calcetto alla pallavolo e al basket: ecco tutti gli sport “amatoriali” vietati Niente mascherina per i runner;

Ilsole24ore: Il virus in Cina non circola più ma la sua immagine nel mondo è peggiorata ;

Il Fatto Quotidiano: Azzolina: “Nessuna ipotesi di misure restrittive nelle scuole”;

La Repubblica: Trump: “Sono diventato immune”. E chiede di ripristinare il dibattito con Biden video;

Leggo: Allerta meteo, arriva il ciclone autunnale: da mercoledì gelate e nubifragi, 7 regioni a rischio;

Tgcom24: Agricoltori vittime della grande distribuzione: Presadiretta mostra i contratti che li rovinano. La legge per tutelarli? Resta ferma in Senato;

Milano: apre il primo cannabis social club a scopo terapeutico

People For Planet - Dom, 10/11/2020 - 17:45

Il primo cannabis social club italiano è stato inaugurato lo scorso 9 ottobre in via Brusuglio 70, zona Affori, a Milano.

Si rifà al già consolidato modello spagnolo e ed è stato intitolato a Marco Pannella, che si è sempre battuto per la legalizzazione della cannabis.

Come funziona il primo social cannabis club a scopo terapeutico

Si chiama The Hemp Club, è l’acronimo di THC ed è un’associazione culturale cannabica ispirata a Marco Pannella. Il cannabis social club ha l’obiettivo di diventare un punto di ritrovo, discussione e scambio per i pazienti che hanno bisogno di farmaci a base di cannabis, tra cui i malati di Parkinson.

Il coffee shop è aperto a tutti, che, sulla base del modello spagnolo, saranno ammessi compilando una normale tessera di iscrizione.  Al raggiungimento dei primi cento tesserati, verranno coltivate le prime piantine. La cannabis potrà essere consumata all’interno del centro stesso da coloro che, dietro ricetta medica, dimostrino di aver bisogno di prodotti a base di cannabis a scopo terapeutico.  

Il presidente di The Hemp Club, Raffaello D’Ambrosio, ha dichiarato che

Come associazione aiutiamo il pubblico a reperire ricette mediche per l’uso di cannabinoidi. Le persone devono essere libere di coltivarsi la propria cura liberamente e noi abbiamo creato un centro in cui possono ritrovarsi”.

Come ogni associazione cannabica che si rispetti, The Hemp Club si avvarrà della presenza di un avvocato, il pensalista Filippo Molinari, che si occuperà della tutela legale degli iscritti e che ci tiene a sottolineare che “all’interno del centro non si svolge un’attività illegale ma culturale”.

Infatti, The Hemp Club vuole essere un punto di ritrovo e di scambio, che offrirà ai propri iscritti anche “corsi di pasticceria per insegnare a preparare pasticcini, biscotti e muffin a base di marijuana a chi non voglia fumare e preferisca assumere in questo modo la cannabis terapeutica”.

Un aiuto fisico e psicologico per i malati di Parkinson

All’interno del club, saranno ammessi anche i malati di Parkinson, che potranno usufruire della consulenza di medici per la prescrizione di farmaci a base di cannabinoidi, oltre che a trovare un luogo in cui poter confrontarsi e rilassarsi:

Non c’è una cura per la nostra malattia – ha dichiarato Brigida Zumbo, presidente dell’associazione Italiana Giovani Parkinsonianici sono farmaci che ci aiutano ma allo stesso tempo ci intossicano ed è stato dimostrato che la canapa è perfetta per noi. Si è infatti rivelata un forte rilassante che è quello che ci serve per calmare i crampi dolorosi, gli stati di ansia ed i disturbi del sonno. La marijuana data dallo Stato non è mai abbastanza, vogliamo essere liberi di produrla, inoltre, questo centro può aiutare i giovani malati che tendono a chiudersi in casa a incontrare e conoscere persone”.

The Hemp Club vuole essere, quindi, un modello di autoproduzione e condivisione che va a costituire un tassello importante nella lotta al proibizionismo, nel riconoscimento delle funzionalità e dei benefici della cannabis a uso terapeutico.

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