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2 idee per decorare casa per l’autunno

People For Planet - Lun, 10/05/2020 - 10:00

Due idee semplici, veloci e a costo praticamente zero per dare un tocco assolutamente personale alla nostra casa!

In questo video, Francesca Martinelli, ci spiega come fare partendo dalal cucina.

Francesca Martinelli

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Mobilità: perché le formiche non si incolonnano nel traffico?

People For Planet - Lun, 10/05/2020 - 08:00

Un gruppo di ricercatori ha osservato come le formiche siano in grado di mantenere un flusso regolare anche quando il loro numero aumenta vertiginosamente su uno stesso percorso. Che vuol dire? Che alle colonie di formiche non capita mai di esasperarsi mentre sono bloccate nel traffico, nonostante il loro pendolarismo senza fine, perché si muovono senza intoppi, molto meglio di noi, indipendentemente dalla lunghezza del tratto di strada da fare e indipendentemente dal fatto che, notoriamente, viaggiano sempre in colonna, ma non si fermano mai. Com’è possibile? E cosa possono imparare da loro le nostre strade e autostrade, i nostri automobilisti?

Un trasporto efficiente è fondamentale per la mobilità, ma anche per la funzione cellulare e la sopravvivenza di gruppi di animali“, scrivono gli scienziati del Research Center on Animal Cognition (CNRS) e dell’Università dell’Arizona, che hanno pubblicato il loro studio, pubblicato su eLife. Guardando al “traffico animale”, il team ha puntato gli occhi sulle formiche, perché, “nonostante la loro semplicità comportamentale, sanno gestirsi perfettamente per evitare la formazione di ingorghi ad alta densità“, hanno aggiunto.

Il team ha condotto 170 esperimenti per osservare come si spostano le formiche tra il loro nido e una fonte di cibo, scoprendo che quando la densità del traffico aumenta, i flussi di formiche prima si gonfiano e poi si stabilizzano, a differenza del traffico umano che, al di sopra di una certa densità, rallenta fino a fermarsi.

Questo succede quando il livello di densità (di veicoli o corpi) supera il 40% per gli esseri umani, mentre nelle colonie di formiche il flusso di traffico non ha mostrato segni di declino, mai, neppure quando la densità ha raggiunto l’80%.  Scrivono i ricercatori che “gli esperimenti hanno rivelato che le formiche adattano il loro comportamento alle circostanze, accelerano a densità intermedie, evitano collisioni a densità elevate ed evitando di entrare in piste sovraffollate”. In poche parole, le formiche, a differenza nostra, rispetto sempre quel che noi chiamiamo distanza di sicurezza.

Inoltre, a differenza degli umani, le formiche evitano la “trappola del traffico” grazie a un insieme di regole molto fluide, che adattano il loro comportamento al flusso. In definitiva, mentre le persone pensano al traffico come a un ostacolo per la propria personale traiettoria, e reagiscono pensando solo al proprio obiettivo, la formica pensa a se stessa come parte del traffico, come una parte del tutto, e si applica perché i suoi movimenti restino fluidi con il resto del gruppo.

Vanno in monopattino, multati a 4 e 6 anni | TikTok entrate più dell’800% | Lo stilista Kenzo morto di Covid

People For Planet - Lun, 10/05/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Lo scooter rubato e la pistola finta: morto ladro 17enne Arrestato il complice Ciro, figlio di «Genny la Carogna»;

Il Giornale: Vanno in monopattino, multati a soli 4 e 6 anni “Intralciano il traffico”;

Il Manifesto: «Fratelli tutti», l’Internazionale di papa Bergoglio;

Il Mattino: Lo stilista Kenzo morto di Covid;

Il Messaggero: Egitto, scoperta record: 59 sarcofagi di 2.600 anni fa, emozionante l’apertura in diretta Video Foto;

Ilsole24ore: La seconda ondata del Covid può costare oltre 3 punti di Pil e la ripresa slitta al 2022 – Doppia spinta da 40 miliardi divisa tra manovra e fondi Ue;

Il Fatto Quotidiano: Calcio caos, la Lega di A: “Juve-Napoli non si rinvia. Casi così sono previsti, vale protocollo governo-Figc”. Speranza: “Priorità non sono le partite, ma la salute”;

La Repubblica: TikTok è una miniera d’oro. “Le entrate sono in crescita dell’800 per cento”;

Leggo: Il nuovo Dpcm: esercito in strada, chiusura locali entro le 23 e mascherine. Il Cts: contingentare feste e cerimonie,

Tgcom24: Maltempo in Liguria, recuperati 5 cadaveri | Frane in Piemonte: foto;

Casetta Rossa: spazio pubblico per l’autogoverno

People For Planet - Dom, 10/04/2020 - 17:00

Roma, quartiere Garbatella, viaggio alla scoperta de “La Casetta Rossa”, un centro culturale, di integrazione sociale, di condivisione, di formazione. C’è il forno pop (popolare), il pasto sospeso, i corsi di italiano per extracomunitari e la giornata in cui tutti si parla una lingua straniera.
Probabilmente un posto unico al mondo!
Intervista a Luciano Ummarino.

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Per maggiori informazioni http://casettarossa.org/

7 ortaggi facili da coltivare in autunno

People For Planet - Dom, 10/04/2020 - 10:00

Dal canale YouTube Gioele Pofferi: Cosa coltivare in autunno? Cosa posso coltivare a settembre? Cosa possiamo coltivare ad ottobre? Questo video l’ho realizzato per chi è alle prime armi e vuole cominciare a sperimentare nel proprio orticello. Ecco quindi 7 ortaggi semplici da coltivare in autunno. Ogni mio consiglio che emerge da questo video infatti, deriva da esperimenti provati sulla mia pelle, o forse dovrei dire sulla pelle del mio orto.

Gioele Pofferi

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Microplastiche: contaminato anche l’intestino umano

People For Planet - Dom, 10/04/2020 - 08:00

Non solo negli oceani, nei pesci che mangiamo, nell’acqua in bottiglia e nel sale da cucina. Frammenti di diversi tipi di microplastiche sono stati trovati anche nell’uomo. Più precisamente, nelle feci umane. Con conseguenze per la salute tutte da valutare.

La notizia arriva da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della Medical University di Vienna e dell’Agenzia dell’Ambiente austriaca che è stato presentato a Vienna in occasione della 26° United European Gastroenterology (Ueg) Week Live, evento medico che raccoglie i gastroenterologi europei.

Otto Paesi coinvolti

La ricerca è la prima di questo genere a essere realizzata e il campione di persone esaminato è piuttosto esiguo, in quanto composto da sole otto persone: i risultati ottenuti, però, non possono passare inosservati perché gli otto soggetti esaminati provengono da altrettanti Paesi (Finlandia, Italia, Giappone, Paesi Bassi, Polonia, Russia, Regno Unito e Austria), e anzi la speranza è quella che contribuiscano a far luce sulla contaminazione ambientale e alimentare da parte delle microplastiche, stimolando ulteriori studi.

Frammenti di plastica nell’intestino umano

I partecipanti non erano vegetariani e sei di loro mangiavano regolarmente pesce. Ogni singolo campione di feci analizzato è risultato positivo per la presenza di microplastiche, e i ricercatori ne hanno identificate fino a nove tipologie, tra cui il polipropilene e il polietilene tereftalato (più noto come Pet). In media sono state riscontrate 20 particelle microplastiche ogni 10 grammi di materiale fecale.  “Questo è il primo studio nel suo genere e conferma ciò che sospettavamo da tempo, ovvero che la plastica alla fine raggiunge l’intestino umano”, ha spiegato Philipp Schwabl, primo autore dello studio, che ha anche spiegato che “le particelle microplastiche più piccole sono in grado di entrare nel flusso sanguigno, nel sistema linfatico e possono persino raggiungere il fegato. Ora che abbiamo le prime prove della presenza delle microplastiche negli esseri umani, abbiamo bisogno di ulteriori ricerche per capire cosa questo potrebbe significare per la nostra salute“.

Microplastiche, piccole ma dannose

Le microplastiche sono piccole particelle di plastica molto piccole, di dimensioni comprese tra i 5 mm e i millesimi di millimetro. Possono formarsi staccandosi da pezzi più grandi di plastica, attraverso degradazione o usura, ma in alcuni casi fanno parte del processo di fabbricazione di alcuni prodotti come detergenti e vernici, ma anche di cosmetici (quelli che contengono microgranuli di plastica, ad esempio). I ricercatori spiegano che le microplastiche possono avere un impatto sulla salute umana attraverso il tratto gastrointestinale poiché all’interno di quest’ultimo, mediante l’accumulo o promuovendo la trasmissione di sostanze chimiche tossiche e patogene, potrebbero influenzare la tolleranza e la risposta immunitaria dell’intestino.

Fonte immagine: Marevivo

Val Seriana: uno su due ha avuto il Covid | Maltempo: crollano 12 ponti | Trump, il bollettino medico ufficiale

People For Planet - Dom, 10/04/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Val Seriana, testi sierologici su 22 mila persone: un abitante su due ha avuto il Covid;

Il Giornale: Il maltempo fa crollare 12 ponti ‘E il governo pensa alla Luna…’;

Il Manifesto: L’economia Usa precipita nella crisi con più disuguaglianze della storia;

Il Mattino: Sì al salario minimo di 3.500 euro in Svizzera;

Il Messaggero: VATICANO Abusi notturni nel collegio dei chierichetti del Papa: fissato il processo;

Ilsole24ore: Bollettino medico ufficiale: «Trump sta bene». Ma un’altra fonte: «Segni vitali molto preoccupanti» – L’incertezza disorienta i mercati;

Il Fatto Quotidiano: Mattarella: “Mi preoccupano nuovi contagi e vittime”. Covid, positivi in crescita: 2,844 in 24 ore e 27 morti. Due casi alla Juventus, Asl Napoli ferma la squadra;

La Repubblica: La Russia registra diecimila nuovi casi in 24 ore. Gran Bretagna, vaccino entro tre mesi;

Leggo: Juve-Napoli non si gioca per covid. L’Asl blocca la squadra di Gattuso. Bianconeri, due positivi nello staff. Azzurri, contagiato anche Elmas;

Tgcom24: Venezia, debutta il Mose contro l’acqua alta: marea bloccata;

La Francia dice basta agli animali selvatici nei circhi itineranti

People For Planet - Sab, 10/03/2020 - 20:10

Una decisione storica, una vittoria nel campo dei diritti degli animali, “l’inizio di una nuova era” secondo Barbara Pompili, Ministro per la Transizione Ecologica francese.

Negli scorsi giorni, la ministra ha annunciato che la Francia metterà la parola fine agli allevamenti di visoni da pelliccia, alla cattività dei cetacei (orche e delfini) nei 3 delfinari nazionali, nonché alla presenza di animali selvatici nei circhi itineranti.

Una decisione storica ma graduale

La Francia dice, così, basta allo sfruttamento degli animali e all’utilizzo di queste creature per intrattenere visitatori attratti dall’esotismo degli spettacoli nei circhi.

È giunta l’ora che il fascino ancestrale per questi animali selvatici non si traduca più in situazioni in cui la cattività passa prima del loro benessere – ha dichiarato la ministra – Circhi e altre realtà dovranno reinventarsi, con il sostegno dello Stato.

La transizione sarà graduale e non è stato ancora chiarito quanto tempo verrà impiegato per porre fine a queste pratiche crudeli e arcaiche.

Stabilire una data non risolve tutti i problemi. Preferisco dare il via ad un processo affinché accada quanto prima, ha sottolineato la ministra.

Un cambiamento a metà

Nonostante molte associazioni riconoscano questa decisione come una svolta storica, ci sono ancora dei punti che fanno storcere il naso a chi da anni si batte per i diritti degli animali. Come si legge sul sito della PETA (People for the Ethical Treatment of Animals), infatti,

Sebbene sia deplorevole che questa decisione riguardi solo i visoni e non protegga i conigli di Orylag e Angora, segna nondimeno un passo avanti storico e accelererà ulteriormente la fine del già declino del commercio di pellicce nel mondo (…) Questa chiusura purtroppo non sarà completa fino al 2025, quindi innumerevoli animali continueranno a sopportare una vita di sofferenza, rinchiusi, torturati e condannati a una morte terrificante, prima che questi luoghi orribili chiudano per sempre le loro porte. Di fronte alla moltiplicazione delle trasmissioni di COVID-19 in questi allevamenti, il Parlamento dei Paesi Bassi ha votato a giugno a favore della chiusura degli allevamenti di visoni prima della fine dell’anno, quando inizialmente era prevista per 2024. Nell’attuale contesto sanitario, è assurdo per la Francia prevedere una scadenza così lunga per le domande, quando sul nostro territorio sono rimaste solo quattro aziende agricole

Inoltre, il bando dell’utilizzo degli animali selvatici riguarderà soltanto i circhi itineranti, ma non quelli stanziali.

La vita di queste creature non è di certo rosea:

Gli animali nei circhi trascorrono la maggior parte della loro vita in gabbie, recinti o rimorchi per camion, o incatenati da catene, e possono sviluppare gravi disturbi psicologici che si manifestano in comportamenti nevrotici e ripetitivi. Questi esseri sensibili e intelligenti si sottopongono anche a metodi di addestramento a volte violenti e terrificanti (minacce, privazioni, percosse, scosse elettriche) per costringerli a compiere atti per loro privi di significato.

Infine, delfini e orche non saranno più ammessi né utilizzati nei delfinari nazionali a scopo di intrattenimento e questa decisione sarà accompagnata dallo studio della creazione di santuari in grado di accogliere i cetacei, al fine di offrire loro un ritiro in spazi più adatti alle loro esigenze o, si spera, una reintroduzione in il loro ambiente naturale.

Ma i tempi di reinserimento sono molto lunghi: dai 7 ai 10 anni.

Insomma, si tratta, sì, di una decisione storica ma il cambiamento sarà attuato a metà. E un pò di amaro in bocca rimane.

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Consigli utili su come sbarazzarsi dei propri vecchi Raee

People For Planet - Sab, 10/03/2020 - 17:00

Come funziona in Italia lo smaltimento e il riciclo dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche)?
Ce lo spiega Gianluca Martelliano dell’Ufficio Stampa di COBAT, un consorzio specializzato nella gestione di questa particolare tipologia di rifiuti. Se vengono smaltiti nel modo sbagliato possono essere molto pericolosi per l’ambiente.

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Video di Martina De Polo e Francesco Saverio Valentino

Per approfondire leggi anche Rifiuti elettronici: cos’è il Decreto 1 contro 0
https://www.peopleforplanet.it/tag/raee/

Nel 2020 il pensiero di Dario Fo e Franca Rame è ancora bandiera di libertà!

People For Planet - Sab, 10/03/2020 - 15:00

Finché esisterà la censura il pensiero di Dario Fo e Franca Rame manterrà la sua importanza culturale e la sua capacità rivoluzionaria e dirompente di porsi come arma contro qualsiasi dittatura e tentativo di soppressione del pensiero libero.

Chi censura si arroga il diritto di limitare le idee degli altri e contro questo Dario Fo e Franca Rame hanno dedicato tutta la loro vita. 

Non è la prima volta che i testi di Dario e Franca vengono avvertiti come pericolosi da chi ha paura della libera circolazione delle idee. Quello che è successo a Massa Martana – in provincia di Perugia – dove non è potuto andare in scena il Primo miracolo di Gesù Bambino è una censura piccola piccola, ma significativa. 

A 51 anni dal debutto, Mistero Buffo fa ancora discutere in certi ambienti.
Le polemiche su questo testo esplosero nel 1977 quando venne trasmesso dalla Rai.
Ma la storia della censura ai testi di Dario Fo iniziò molto prima, nel 1952  con il monologo di Poer Nano trasmesso alla radio. Poi fu il turno delle commedie Il dito nell’occhio I sani da Legare che suscitarono l’attenzione della censura di Stato, come raccontano i due autori nel libro “Nuovo Manuale Minimo dell’Attore”.
Poi nel 1962 ci fu il celebre episodio di Canzonissima a seguito del quale Franca e Dario vennero  “letteralmente cancellati dallo schermo televisivo per la bellezza di sedici anni, il che, nel mondo dello spettacolo, significa essere messi al bando per una vita.”  
Poi Dario Fo nel 2009 decise di raccontare Giotto e nello spettacolo svelava uno dei segreti di Pulcinella: le meravigliose pitture della navata superiore della basilica di Assisi non sono opera di Giotto.
Lo spettacolo doveva essere messo in scena proprio ad Assisi, ma venne annullato dopo l’intervento del Vescovo. Alla fine si fece a Perugia difronte alla chiesa di San Francesco. 

L’ultima delle censure vissute da Dario Fo fu quella che lui definì “un secondo Premio Nobel”, nel 2016 arrivò infatti la notizia che i testi della coppia Fo Rame erano stati inseriti – insieme a quelli di Shakespeare, Cechov e Brecht – nell’indice degli autori proibiti in Turchia.  A questo proposito l’autore dichiarò “Quando si fa dell’autarchia culturale è un triste segno. Quando ci si accanisce contro il teatro, contro la cultura vuol dire che si ha paura del punto di vista degli altri. Che ci si sente in pericolo.”

Oggi il pensiero di Dario Fo e Franca Rame è ancora bandiera di libertà e libera circolazione delle idee, per questo la Fondazione Fo Rame, fedele ai propri obiettivi, invita ad aderire a questa petizione l’Italia migliore. 

Il teatro è palcoscenico della vita, è da sempre strumento di diffusione della cultura, e censurare gli autori è come imbavagliare gli uomini. 

Per sottoscrivere questa lettera aperta CLICCA QUI

Approfondimenti:

Articolo di Jacopo Fo su quanto successo a Massa Martana (PG) in occasione dello spettacolo di Matthias Martelli: https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/08/27/il-comune-di-massa-martana-censura-mistero-buffo-ancora-ma-il-sindaco-di-sinistra-dice-che-non-e-vero/5912479/

Intervista a Dario Fo di Nanni Delbecchi uscita sul Fatto Quotidiano – “Oggi c’è meno censura, è sufficiente il ricatto silenzioso di Dario  sulla censura”: https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/27/dario-fo-oggi-ce-meno-censura-e-sufficiente-il-ricatto-silenzioso/1985495/

Video di Dario Fo sulla questione della censura in Turchia:https://youtu.be/XFbr6JKlig8

Comunicato stampa in altre lingue:
– To read this press release in englishclick here.
– Haga clic aquí para leer este comunicado de prensa en español.

Mal di schiena mattino: 3 esercizi per risolverlo!

People For Planet - Sab, 10/03/2020 - 10:00

Dal canale YouTube L’Altra Riabilitazione oggi parliamo di mal di schiena mattutino/mal di schiena al risveglio: una delle manifestazioni più tipiche del problema lombare. Andremo a vedere perchè si manifesta questo sintomo e come migliorarlo con esercizi mirati.

L’Altra Riabilitazione

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Giornalista russa si dà fuoco contro la repressione | 400 milioni per gli incentivi auto | Vaccino antinfluenzale, chi lo deve fare e quando

People For Planet - Sab, 10/03/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Mascherine, si va verso l’obbligo all’aperto in tutta Italia: e il governo rilancia Immuni;

Il Giornale: Milioni di pensionati in allerta. Sparisce il pin Inps: è disastro;

Il Manifesto: Giornalista russa si dà fuoco contro la repressione: «Della mia morte incolpate la Federazione»;

Il Mattino: Barcone prese fuoco,indagati i finanzieri-eroi:ipotesi omicidio colposo ;

Il Messaggero: Manovra, 400 milioni per gli incentivi auto. Estesi gli sgravi per gli hotel;

Ilsole24ore: Vaccino antinfluenzale, ecco chi lo deve fare e quando – In Italia 2.499 casi e 23 decessi. Nuovo record di tamponi – La mappa- Iss, 3.266 focolai Covid , 14 nelle scuole – Corsa per creare 5.500 nuovi posti in terapia intensiva – Live / 12mila nuovi casi in Francia;

Il Fatto Quotidiano: Distanziati dentro le classi, ammassati sullo scuolabus. Video: Bergamo – Roma – Napoli;

La Repubblica: L’Onu verso il summit di Glasgow, Mark Carney: “Il ruolo della finanza nella lotta al Climate Change”;

Leggo: Dalla bandiera transgender al dodo, ecco le nuove emoji. C’è anche l’uomo con il velo da sposa;

Tgcom24: Trump sapeva della positività della collaboratrice Hope Hicks ma volò lo stesso in New Jersey | Presidente e Melania in quarantena, Biden negativo;

Covid-19: Science, ecco chi sono i super-diffusori

People For Planet - Ven, 10/02/2020 - 19:04

È il più grande sforzo mondiale di tracciamento dei contatti su qualunque malattia infettiva mai intrapreso finora, uno studio condotto in India su oltre mezzo milione di persone esposte al coronavirus e che conferma la responsabilità della diffusione del covid-19 – e probabilmente dei virus in generale – a una piccola percentuale di infetti. Ovvero chi, circa l’8% dei positivi, si trova nelle condizioni sociali di diventare un super-diffusore: tipicamente si trova in spazi affollati e chiusi, e pratica attività come cantare o parlare a voce alta senza indossare una mascherina. Oppure chi fa sport di contatto (vedi i calciatori) e sviluppa – per forza di cose senza mascherina – una respirazione profonda per via dell’intensa attività fisica. A questo 8% dei contagiati che si trova a svolgere una di queste attività senza dpi si deve il grosso della diffusione in una popolazione. La ricerca è stata pubblicata su Science.

Il 70% dei positivi non infetta

I risultati mostrano che la maggior parte dei pazienti – il 70% delle persone infette – con covid-19 non ha mai infettato nessun altro. Invece solo l’8% dei pazienti è collegato al 60% delle nuove infezioni.

La buona notizia

Quindi la buona notizia è che evitare l’infezione potrebbe essere più facile di quel che crediamo. Evitare posti affollati al chiuso, evitare sport aerobici se non a distanza, evitare la vicinanza con persone che, senza mascherina, parlano a voce alta o cantano.

Un’altra ricerca aveva già mostrato che tra il 10 e il 20 per cento delle persone infette sono responsabili dell’80% della diffusione del coronavirus.

Il ruolo della famiglia (e dei giovani al suo interno)

Secondo questo studio di tracciamento dei contatti i bambini di tutte le età possono essere infettati dal coronavirus e diffonderlo ad altri, anche fra coetanei. “Nel nostro studio abbiamo visto un’elevata prevalenza di infezioni tra i bambini che sono venuti a contatto con altri ragazzini infetti della loro età”, ha detto l’autore principale dello studio, Ramanan Laxminarayan del Center for Disease Dynamics, Economics and Policy di New Delhi. Bambini e ragazzi hanno comunque costituito un terzo dei casi di Covid, e per loro stessa ammissione i ricercatori non sono stati in grado di valutare la capacità di trasmissione dei bambini rispetto agli adulti. Quel che si è visto con chiarezza è che la maggior parte dei casi indice, cioè quelli che in sostanza davano il via a nuovi focolai, era composto da adulti tra i 20 e i 45 anni, più facilmente a contatto con altre persone e più facili a spostamenti numerosi nel corso della giornata. Per i ricercatori, la possibilità di contagiarsi da coronavirus, indipendentemente dall’età, è del 2,6% nella comunità e del 9% nella famiglia. Cosa confermata anche dai dati italiani.

Lo studio è una sorpresa

Lo studio si è svolto in due stati del Sud dell’India, Andhra Pradesh e Tamil Nadu, che hanno una popolazione totale di circa 128 milioni, con una elevatissima concentrazione di contagi e con i sistemi sanitari tra i più sofisticati del Paese. “Siamo stati molto sorpresi nello scoprire che solo l’8% dei pazienti indice – il primo paziente in una catena di trasmissione – sono stati responsabili del 60% delle infezioni secondarie. Si sospettava l’esistenza della superdiffusione, ma non in queste proporzioni”, hanno spiegato.

L’immagine del giorno: Donald e Melania Trump positivi al coronavirus

Covid-19, “Portare la mascherina può aumentare le difese come un mini-vaccino”

A Lodi c’è un Arsenale dell’Accoglienza! (VIDEO)

People For Planet - Ven, 10/02/2020 - 17:00

La storia dell’associazione Arsenale dell’Accoglienza Onlus di Borghetto Lodigiano, in provincia di Lodi, ha radici lontane.
Nel 2007 Giuditta Montanari e Andrea Menin aprono la prima comunità familiare, battezzata “La Mongolfiera” per accogliere in casa loro ragazzi in gravi situazioni di disagio sociale.
Nel 2011 nasce poi il primo “alloggio per l’autonomia”, per i ragazzi ormai maggiorenni, nel 2013 nasce la comunità familiare “Il Battello”, nel 2014 la “Società Cooperativa Buona Giornata”, per aiutare professionalmente le persone accolte e nel 2015 si arriva alla fondazione dell’Arsenale dell’Accoglienza.
Oggi contano 15 case aperte, tra comunità familiari, alloggi autonomi, comunità mamma-bambino e case rifugio per le vittime di violenze, dove nel 2017 sono state ospitate 81 persone.
“Nell’arco dell’ultimo anno – sottolinea il vicepresidente dell’Arsenale dell’Accoglienza Andrea Zanelli – abbiamo accolto 59 bambini e ragazzi, 11 giovani adulti e 11 mamme, offrendo loro non solo una casa e il calore di una famiglia, ma anche un sostegno concreto per il reinserimento sociale e per il recupero della serenità. Ai bambini, ad esempio, accanto ai bisogni primari, è stato garantito il diritto di essere, appunto, bambini, con attività ricreative come piccole vacanze al mare e in montagna. Tutto questo è stato possibile grazie ai nostri sostenitori e ai nostri volontari, che quest’anno hanno complessivamente donato all’Arsenale ben 21mila ore del loro tempo”.
Per far fronte a tutte le spese l’associazione riceve fondi da enti pubblici e donazioni da privati.

Con le telecamere di People For Planet siamo andati a conoscere personalmente questa bellissima realtà. Ecco cosa ci hanno raccontato.

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Cene autunnali: 3 ricette semplici pronte in poco tempo

People For Planet - Ven, 10/02/2020 - 15:00

La cosa bella delle serate autunnali è potersi coccolare con dei caldi comfort food che ti scaldano da dentro. Dal canale YouTube Elefanteveg ecco come sbizzarrirsi in cucina con pochi semplici ingredienti.

Per una cena sana e gustosa.

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Francescani a impatto zero: “Ricicliamo anche i lumini”

People For Planet - Ven, 10/02/2020 - 13:07

Nel nome del Signore, il Convento dei frati francescani a ridosso del parco di Monza è il primo in Italia a emissioni zero. “L’attenzione verso l’ambiente e la natura è l’insegnamento che ci ha passato San Francesco, e sarebbe bello se altri conventi seguissero questo esempio”, commenta fra’ Celestino, responsabile del giardino e della mensa dei poveri nello stesso convento.

“Ricicliamo anche i lumini”

Grazie a un impianto fotovoltaico nel chiostro dell’ostello, l’energia necessaria per i locali del convento, della chiesa, dell’ostello e della mensa dei poveri, ma finanche i 74mila2cento lumini accesi nel santuario della Madonna delle Grazie (11,01 tonnellate di anidride carbonica stimata) sono da energia certificata green, perché anche quel che non produce l’impianto è acquistata da fonti pulite. Lumini votivi in plastica riciclata – tra l’altro – che una volta vuoti vengono ritirati e riempiti di nuova cera, in modo da limitare al massimo la produzione di rifiuti.

La compensazione del verde

Il Santuario, costruito tra il 1463 e il 1467 lungo il fiume Lambro, consuma in tutto 111 tonnellate di Co2 l’anno, in parte abbattute in modo naturale dal rigoglioso giardino alle spalle del chiostro. Piante anche appositamente selezionate: la collina adiacente è stata rimboscata con 80 alberi capaci di catturare al meglio l’anidride carbonica o altri gas serra prodotti dall’attività del convento, poi c’è un frutteto e infine un orto che garantiscono anche frutta e verdura a chilometro zero.

Una certificazione in regalo

A fare i conti che tutto portasse a emissioni zero è stata Energy Saving, azienda locale che per festeggiare i suoi 20 anni nel campo della sostenibilità ha donato al convento 20 piante di ulivo (circa mezza tonnellata di emissioni assorbite ogni anno) e ha certificato il loro primato “speciale” tra gli edifici religiosi.

Zero waste e acqua del rubinetto

L’impegno dei frati francescani per l’ambiente non si ferma qui. Per la mensa dei poveri viene recuperato il cibo prossimo alla scadenza da due supermercati, frutta e verdura arriva anche da un’azienda agricola che utilizza concime biologico, usiamo posate in materiale compostabile e si beve acqua filtrata in caraffa. Per la mobilità, il convento è passato da sette a cinque mezzi e si sta lavorando per utilizzare l’energia dei pannelli fotovoltaici per riscaldare i locali e abbandonare il metano.

Papa Francesco scatenato: condonare il debito dei Paesi poveri e chiudere i paradisi fiscali

Il porto di Livorno ha ridotto le emissioni grazie al 5G

Fuori le auto dai cortili medievali: scatta la protesta dell’Università di Pavia

I giorni del Covid, cronaca di una pandemia

People For Planet - Ven, 10/02/2020 - 12:00

Come si è passati da una manciata di pazienti a decine di milioni di contagiati in poche settimane?

Come ha gestito la crisi sanitaria l’Organizzazione Mondiale della Sanità?

E cosa abbiamo imparato dopo avere passato tanti mesi chiusi in casa?

Il libro di Matteo Manfredini I giorni del Covid, cronaca di una pandemia, edito da Santelli, prova a dare una risposta a queste domande.

Matteo Manfredini I giorni del Covid,
cronaca di una pandemia,
edito da Santelli

Una vera e propria inchiesta costellata di colpi di scena e supportata da centinaia di fonti, di documenti e di articoli di giornali esteri. Uno strumento utile per liberarsi dalle catene delle fake news.

Nell’ultimo capitolo del libro, Manfredini affronta temi  etici, sociali e politici. Per cercare di capire quale futuro ci aspetta.

Ecco un estratto dell’opera, in cui si affronta un tema fondamentale ma passato sotto traccia durante i mesi dell’epidemia: la relazione tra virus e impatto umano sull’ambiente.

Alimentazione e ambiente

Esiste un aspetto che non è stato abbastanza sviscerato nei primi mesi del 2020, ma che in realtà carica di grande responsabilità i comportamenti quotidiani di tutti noi: l’epidemia di Covid è fortemente legata alla nostra alimentazione. È un tema spinoso, scomodo, che costringe a riflettere su abitudini radicate da secoli e che sono difficili da estirpare. Abbiamo accennato il tema nel primo capitolo ma è necessario soffermarsi meglio sulla questione.

Nell’immaginario collettivo, quando si parla problemi ecologici, l’attenzione cade subito sugli sconvolgimenti climatici causati dall’uomo, inquinamento o innalzamento dei livelli del mare,  ma in realtà anche l’insorgenza di nuove malattie infettive è fortemente legata ai rapporti tra attività umane, flora e fauna.

La sempre più vorace richiesta di carne e di prodotti di origine animale ha infatti favorito lo sviluppo di allevamenti intensivi in diverse zone del mondo. Bestiame ammassato in enormi stabilimenti, eretti dopo avere distrutto ampie fette di foreste. Queste circostanze hanno di fatto imposto una coabitazione forzata (e innaturale) tra specie domestiche o d’allevamento con animali selvatici sempre più assediati (che per ora sono sopravvissuti al rischio di estinzione).

Le aree tropicali risultano essere un ottimo esempio di ecosistemi molto complessi, caratterizzati da una grandissima, quanto fragile, biodiversità. Sono luoghi dove esistono virus che da secoli vivono in un delicato equilibrio all’interno di molti organismi (frequentemente i pipistrelli, ma non solo). L’allevamento di animali in queste zone espone tutti a un grave pericolo, perché aumenta le occasioni per il passaggio di  nuovi virus da una specie selvatica verso mandrie, greggi e pollame. Un processo che a sua volta amplifica le probabilità che lo stesso virus arrivi fino all’uomo. Non solo Sars o Mers , ma anche molte influenze come la Spagnola, l’Asiatica del 1957-58 o la Hong Kong alla fine degli anni sessanta hanno tutte avuto origine attraverso questi processi. Con un aumento preoccupante negli ultimi vent’anni.

La relazione tra la richiesta esponenziale di carne e il sorgere di nuove infezioni può essere per molti una verità difficile da accettare, ma che non deve essere ignorata. Se la tendenza non cambia rapidamente, sempre più maiali, vacche e polli si troveranno a vivere ai margini di delicati ecosistemi tropicali.

In Cina si mangiano all’anno 60 chili di carne a testa (sessant’anni fa erano solo 5), 120 chili negli Stati Uniti, in Argentina e in Australia, mentre sono 80 i chili consumati mediamente in Europa. Facile immaginare il futuro che ci attende visto che questi sono dati in continua crescita.

Ogni anno vengono macellati quasi un miliardo e mezzo di maiali, svariati miliardi di polli e quasi un altro miliardo di capi tra pecore, capre e vacche[1].

Cifre vertiginose.

A breve non solo non ci sarà più spazio per coltivare il foraggio per tutto questo bestiame, ma si creeranno sempre più occasioni per un possibile salto di specie.

Tra l’altro, un inquietante numero di pestilenze tra gli animali domestici è già stato riscontrato negli ultimi anni, ma fortunatamente i patogeni coinvolti non hanno trovato il modo per fare il salto di specie sull’uomo. Nel 2019 la cosiddetta peste suina africana ha colpito duramente gli allevamenti cinesi (e dei paesi limitrofi) con la conseguenza che sono stati abbattuti 300 milioni di maiali nel giro di poche settimane.

C’è tuttavia anche un’altra questione.

Il consumo e la cattura di animali selvatici può aumentare il rischio di trasmissione di nuovi virus tra le persone, soprattutto in Cina, dove mangiare costosa e rara selvaggina è segno di agiatezza e benessere. Per non parlare del settore della medicina tradizionale cinese, che prevede l’utilizzo di ogni tipo di organo di esemplari di molte specie, per risolvere problemi legati soprattutto all’impotenza.

Un mercato ricchissimo, difeso e promosso da potenti interessi.

Proporre di cambiare le abitudini alimentari di popoli e culture è un argomento delicato, impopolare, che nessun leader politico si sognerebbe di trattare con leggerezza, tuttavia continuare a soprassedere avrà ancora gravi conseguenze sull’umanità. Malgrado l’epidemia di Sars, nemmeno la Cina, con i suoi wet market poco regolamentati, ha dimostrato di avere ancora imparato la lezione. Del resto neanche i divieti ufficiali di commerciare la carne di cane riescono a bloccare il festival di Yulin (nel sud della Cina), nel quale diverse migliaia di cani, tenuti in condizioni terribili, vengono  uccisi e consumati (una manifestazione che ha avuto luogo anche nel 2020, malgrado il Covid).

Le epidemie non sono solo eventi naturali catastrofici incontrollati, ma situazioni in cui l’uomo ha una forte responsabilità. Iniziare una campagna mondiale di sensibilizzazione sulle conseguenze della nostra dieta è una scelta che bisogna avere il coraggio di affrontare. È una necessità che non si può più rimandare.

[1]     Alex Thornton, This is how many animals we eat each year, World Economic Forum. 8 febbraio 2019: https://www.weforum.org/agenda/2019/02/chart-of-the-day-this-is-how-many-animals-we-eat-each-year/.

Matteo Manfredini

Greenpeace: gli allevamenti intensivi in Ue inquinano più di auto e furgoni

People For Planet - Ven, 10/02/2020 - 11:09

Che gli allevamenti intensivi facciano male alla salute di animali, persone e pianeta è ormai risaputo.

Ma una recente indagine di Greenpeace ha messo in luce un aspetto ancora più preoccupante connesso a questi luoghi macabri, in cui non hanno soltanto origine malattie trasmissibili agli uomini ma anche torture a danno di esseri umani innocenti: le emissioni di gas serra degli allevamenti intensivi rappresenterebbero il 17% delle emissioni totali dell’Ue, più di quelle di tutte le automobili e i furgoni in circolazione messi insieme.

Il settore zootecnico, quindi la produzione intensiva di carne e latticini, alimenta l’emergenza climatica, contribuendo in maniera rilevante all’innalzamento delle temperature globali e, di conseguenza, allo stravolgimento di tutti gli ecosistemi.

Ma non solo: la continua ricerca di terreni nei quali edificare allevamenti intensivi favorisce la deforestazione e crea danni rilevanti a scapito della salute globale; come si legge nel report, infatti, “il 31% delle epidemie di malattie emergenti sono legate al cambiamento nell’uso del suolo – tra queste HIV, Ebola e Zika – collegati all’invasione umana nelle foreste pluviali tropicali. Si stima inoltre che il 73% di tutte le malattie infettive emergenti provenga da animali e che gli animali allevati trasmettano agli esseri umani un gran numero di virus, come i coronavirus e i virus dell’influenza. Inoltre l’eccessivo consumo di carne e latticini aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, alcuni tipi di cancro e diabete di tipo II.”

Solo in Italia, infatti, “la produzione intensiva di carne e latticini è la seconda causa formazione di polveri sottili – a causa delle relative emissioni di ammoniaca”.

I numeri delle emissioni in Europa

Secondo il report, tra il 2007 e il 2018, le emissioni generate dagli allevamenti intensivi nell’Unione europea sono aumentate del 6%. Tale aumento equivale ad aggiungere 8,4 milioni di auto sulle strade europee. I numeri sono allucinanti.

A ciò si addiziona un aumento della deforestazione per lasciare spazio alla costruzione degli allevamenti: si stima che a oggi circa il 71% di tutti i terreni agricoli nell’Ue sia dedicato all’alimentazione del bestiame. La distribuzione degli allevamenti non è equamente distribuita su tutto il territorio europeo, con Francia, Spagna, Italia, Germania e Regno Unito che si posizionano nella top list dei produttori di carne e latticini.

Se andremo avanti di questo passo, difficilmente riusciremo a costruire un’Europa più green e sostenibile e a rispettare gli obiettivi prefissati durante gli Accordi di Parigi sul clima, mantenendo l’aumento medio della temperatura mondiale ben al di sotto di 2°C rispetto ai livelli preindustriali, cioè dimezzare le emissioni globali di gas a effetto serra entro il 2030.

Soltando riducendo il consumo di carne e latticini, cambiando abitudini alimentari e favorendo lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile e su piccola scala, potremo dare un contributo efficace nella lotta ai cambiamenti climatici.

Nel nostro piccolo, potremmo tentare di mangiare meno carne e latticini provenienti dagli allevamenti intensivi, sostenendo i nostri produttori di fiducia e acquistando prodotti biologici e a Km 0. Questi sono semplici passi per un’economia più verde, sostenibile ed equa, che fa bene agli animali, alle persone e all’ambiente. Il cambiamento inizia dal basso.

Leggi anche:
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Covid-19, visoni contagiati in allevamenti olandesi

Prorogato lo stato di emergenza fino a gennaio | Addio Mirko, il bambino degli spot di Zalone | Atac, la truffa dei finti certificati

People For Planet - Ven, 10/02/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Il governo proroga lo stato di emergenza fino a gennaio. Speranza: avremo altri 8 mesi duri;

Il Giornale: Pensioni, in arrivo gli arretrati. Pronti assegni da 2.000 euro;

Il Manifesto: Trump si appella ai suprematisti, Biden agli elettori indecisi;

Il Mattino: ​Addio Mirko, il bambino degli spot di Zalone;

Il Messaggero: Atac, la truffa dei finti certificati per restare a casa: «Non li scrive un medico» Il giallo del timbro di un pediatra arabo;

Ilsole24ore: Brexit, la Ue avvia azione legale contro Londra. L’Irlanda: si rispetti accordo di recesso – Perché il Congresso Usa sconfesserà Boris Johnson sulla Brexit;

Il Fatto Quotidiano: Atlantia scrive a Consob e Ue: “Patuanelli e De Micheli hanno fatto crollare il titolo in Borsa. Falso che non rispettiamo accordo di luglio”;

La Repubblica: Parigi, boom di contagi: verso la chiusura di bar e ristoranti;

Leggo: Meteo, nuova ondata di maltempo: allerta rossa in Veneto e arancione in altre 4 regioni;

Tgcom24: Lgbt, terapia ormonale gratis per le persone trans;

La mia chitarra è una scopa

People For Planet - Gio, 10/01/2020 - 17:00

Capone & BungtBangt è un gruppo musicale campano nato nel 1999. Hanno la particolarità di suonare strumenti autocostruiti utilizzando materiali riciclati. People for Planet è andato a conoscerli.

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Per maggiori informazioni http://www.caponebungtbangt.com/