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Sputnik V, il vaccino anti-Covid19 “abbastanza sicuro” annunciato da Putin

People For Planet - 4 ore 54 min fa

Cosa sappiamo del vaccino

Basato su due ceppi di adenovirus inattivati, il vaccino russo anti coronavirus “Sputnik V” prodotto dal Gamaleya Research Institute di Mosca è il primo al mondo ad essere approvato per la somministrazione di massa. Prima di questo, solo la Cina era arrivata ad ultimare e approvare un vaccino anti Covid1-19, ma il cui uso era limitato ai militari.

Il test sulla figlia di Putin

Sebbene manchino i dati che attestano sicurezza ed efficacia del vaccino, il presidente Vladimir Putin, che ha definito il vaccino “abbastanza efficace” e ha fatto sapere a mezzo stampa di averlo somministrato alla figlia. Intanto la comunità scientifica si dice preoccupata per la velocità del processo, e l’Organizzazione mondiale della sanità ha già messo in guardia: qualsiasi timbro di approvazione dell’Oms su un candidato vaccino anti-Covid-19 richiederà una “rigorosa revisione” dei dati di sicurezza. “Siamo in stretto contatto con le autorità sanitarie russe e sono in corso discussioni in merito alla possibile pre-qualificazione del vaccino da parte dell’Oms”, ha detto il portavoce dell’agenzia Onu, Tarik Jasarevic.

Bambini, influenza: ecco perchè i pediatri consigliano il vaccino

People For Planet - 5 ore 24 min fa

Se possiamo sperare che la seconda ondata di contagi da Covid-19 non si verifichi mai, la cosa certa è che anche quest’autunno-inverno – come ogni anno – tornerà l’influenza e i bambini rientreranno a scuola. Il Ministero della Salute ha recentemente pubblicato una circolare sulla prevenzione e il controllo dell’influenza nell’autunno e inverno 2020-21. La vaccinazione è raccomandata e quest’anno gratuita per tutte le persone con più di 60 anni (fino alla stagione precedente era gratuita solo oltre i 65) e per gli operatori sanitari. Ma che fare per i bambini? Molti genitori si chiedono infatti se sia il caso di vaccinare i più piccoli: l’abbiamo chiesto a Rosario Cavallo, pediatra esperto di vaccini in Acp (Associazione Culturale Pediatri).

Dottore, consiglia di vaccinare i bambini questo autunno contro l’influenza?
La vaccinazione antinfluenzale è sicuramente consigliabile per tutti i bambini dai 6 mesi di età, perchè l’influenza può causare danno (anche se raramente) a qualunque bambino, anche in assenza di fattori di rischio. Il punto controverso riguarda se la raccomandazione della vaccinazione di tutti i bambini senza condizioni di rischio debba essere a spese e con l’impegno strutturale del Servizio Sanitario. Se ne discute da anni in assenza di prove certe in un senso o nell’altro; a differenza degli altri anni, quest’anno il Ministero ha adottato una posizione particolarmente “pilatesca” inserendo nella annuale circolare che raccoglie le sue raccomandazioni la citazione di lavori che suggeriscono un effetto vantaggioso senza giungere a conclusioni indicative e lasciando il singolo operatore a decidere personalmente sulla scia della suggestione di queste narrazioni.

Con quale vaccino? Che differenze ci sono?
In Italia non sono disponibili i vaccini vivi attenuati ma solo quelli inattivati che godono di un buon livello di sicurezza ma di una efficacia non altissima. È preferibile il tipo quadrivalente rispetto al trivalente. Non è appropriato l’uso dei vaccini adiuvati, specifici per gli anziani.

Come si relaziona il vaccino antinfluenzale con il Covid?
Una possibile correlazione positiva potrebbe essere quella di evitare o ridurre il carico di pressione sul Sistema Sanitario grazie alla prevedibile riduzione di ammalati di influenza. Nessuna correlazione, invece, è ipotizzabile in merito alle semplificazioni di diagnostica differenziale com’è spesso riferito, né tantomeno vi sono evidenze di azioni difensive del vaccino antinfluenzale nei confronti di possibili infezioni da Sars-Cov-2. Va anche considerato un possibile risvolto negativo legato al fatto che l’elevato numero di accessi presso le strutture sanitarie per effettuare un alto numero di vaccinazioni potrebbe paradossalmente creare condizioni di diffusione per il Covid.

Quando arriverà il vaccino contro il Covid, sarà adatto ai bambini?Speriamo di sì, dipende dalla specifica formulazione.

Photo by Charles Deluvio on Unsplash

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Gli strani casi dell’animo umano: “I ciclisti sulla statale”

People For Planet - 6 ore 24 min fa

Forse, solo il condimento “cozze e pecorino” regge sul piano dell’assurda convivenza tra personalità apparentemente inconciliabili. O l’inspiegabile, longevo matrimonio tra Giorgio Gaber e Signora. 

Ma: 
come il formaggio è lì per neutralizzare il mare e rendere la cozza meno cozza; 
come la Colli ha dichiarato che Morgan sia l’erede naturale del marito (rendendo Gaber un po’ meno Gaber ma soprattutto un po’ meno marito); 
così lo sciame di ciclisti ci ricorda che la vita è dura per tutti, che la ragione non basta a comprendere la realtà e che non sempre si possono assecondare gli istinti più profondi.

Vietato, dunque, inveire contro il cuoco, sparare sul pianista e cedere alla tentazione di provare a vedere se – grazie a una sterzata decisa di una qualsivoglia autovettura – i ciclisti schizzino garruli in ogni direzione, come in un festoso strike a bowling.

Il “ciclista sulla statale” è un animale particolare. Dal mantello lucido e cangiante, si crede adoperi gli stridenti accostamenti di colore per attrarre l’attenzione di altre specie ma – contemporaneamente – provocare in esse una forte repulsione.
Non si ha notizia – infatti – di ulteriori esseri viventi dal manto fucsia e gialloevidenziatore. Se si eccettua una pianta carnivora del Borneo che si nutre solo di tapiri daltonici di Sumatra, alcuni alieni raffigurati in antiche iscrizioni rupestri nel cuore dell’africa sub-sahariana e i preadolescenti in un unico giorno delle medie, in cui mamma ha appena deciso che siano grandi abbastanza da scegliersi i vestiti da soli. (Grave errore).

Bipedi, dotati di zampe metalliche, rotonde e ampie, i “ciclisti sulla statale” si muovono prevalentemente in branco, prediligendo sentieri periferici ma battuti, già tracciati in precedenza dagli umani
Asessuati (sembra impossibile riconoscere in loro differenze di genere), si riproducono – con ogni probabilità – come alcuni ciliati o parameci. Nessuno, infatti, ha mai assistito ad alcuna forma di accoppiamento o ha notato movimenti differenti dal semplice recarsi su e giù ossessivamente per la stessa strada, dall’alba al tramonto.

Si immagina che abbiano il nido, o la tana, sulla statale stessa; perché mai sono stati avvistati in altri luoghi; nemmeno su sentieri limitrofi. 

Un’antica leggenda narra di come siano stati condannati – da un Deus ex machina di cui non avevano rispettato il volere – a indossare per sempre orrendi cappellini e a pedalare su due ruote sino allo sfinimento. O fino a che, vecchi e logori, non vengano – disonore dei disonori – doppiati dal loro stesso gruppo. 
In tal caso, al calar della notte, si dirigono solitari verso un non-luogo defilato; certo per unirsi al Grande Triciclo, divinità una e trina dalla quale s’è detto discendano.

Qualcuno potrebbe ritenerla una esistenza priva di significato: andare avanti e indietro percorrendo le stesse vie, in un tran tran fatto di inutili, abitudinarie ripetizioni. Giorno dopo giorno, anno dopo anno. 
O, almeno, questo è ciò che si domandano le piante carnivore del Borneo, gli alieni e i pre-adolescenti guardando noi umani e le nostre vite. 

I ciclisti, almeno – a quanto dicono loro – hanno il vento nei capelli.
(Ma sotto orrendi cappellini).

Putin annuncia il vaccino russo | “Lobby del glifosato nel 2022 si può abolire” | USA: Kamala Harris candidata vicepresidente

People For Planet - 7 ore 59 min fa

Corriere della Sera: Zaia non ricandida i consiglieri regionali (uno è il suo vice) che hanno preso il bonus;

Il Giornale:A ottobre salta tutto per aria. E non sarà per il coronavirus” Matteo Bassetti ammette di non temere la seconda ondata. Ma il pericolo arriva dal flusso di persone negli ospedali;

Il Manifesto: Il Welfare più ingiusto: paletti per poveri e lavoratori, regali alle imprese;

Il Mattino: Viviana, eseguita autopsia. Il medico legale: «Omicidio o suicidio? Non si esclude nulla» L’entomologo: gli insetti aiutano a capire. Viviana Parisi, il suocero: «Mio figlio Daniele non c’entra. Lei era molto turbata, l’avevano ricoverata» La zia: «Diceva di essere pedinata» Dj morta, si cerca Gioele: setacciati 400 ettari di boscaglia anche con i cani molecolari;

Il Messaggero: Putin annuncia il vaccino russo. Gelo di Usa e Germania;

llsole24ore: Bonus Covid, ecco chi sono i duemila amministratori locali che hanno chiesto i 600 euro -Niente privacy per i deputati. L’ira di Zaia: fuori dalle liste i furbi – Quanto guadagnano i politici;

Il Fatto Quotidiano: Fridays For Future: “La lobby del glifosato ha guadagnato tempo, ma nel 2022 si può abolire”;

La Repubblica: Usa 2020, Joe Biden ha scelto Kamala Harris come candidata vicepresidente;

Leggo: Virus, piano contro la seconda ondata. Stretta discoteche, quattro gli scenari ;

Tgcom24: PD, ORLANDO: “VOTERÒ SÌ AL REFERENDUM SUL TAGLIO DEI PARLAMENTARI”;

L’Ospedale delle Bambole di Napoli

People For Planet - Mar, 08/11/2020 - 17:00

Napoli, via San Biagio dei Librai 39, Palazzo Marigliano. E’ qui che ha sede il primo Ospedale per bambole d’Italia, una bottega artigianale antichissima (1800) e oggi diventato un’istituzione della città.
Si riparano bambole e giocattoli utilizzando ancora vecchie tecniche, e ci sono i reparti: oculistica, ortopedia, sartoria e ovviamente il Bambolatorio.

Intervista a Tiziana Grassi, nipote del fondatore.

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Bielorussia. Svetlana Tikhanovskaya, la candidata di opposizione, una “bambina di Chernobyl”

People For Planet - Mar, 08/11/2020 - 15:00

Il quotidiano britannico The Guardian ricostruisce l’infanzia e l’adolescenza di Svetlana Tikhanovskaya, la leader dell’opposizione bielorussa, ora costretta a rifugiarsi in Lituania per sfuggire agli arresti di massa dell’opposizione da parte del regime, attraverso un’intervista alla famiglia irlandese che la ospitò quando era una “bambina di Chernobyl”. Di seguito la traduzione di un ampio stralcio dell’intervista.

Svetlana, la sfidante del presidente-dittatore bielorusso

Svetlana Tikhanovskaya la donna che è stata catapultata nella celebrità politica in Bielorussia per aver sfidato il presidente-dittatore bielorusso, potrebbe essere una sfidante accidentale, presente alle elezioni presidenziali solo perché il marito, attivista dell’opposizione, Sergei, è stato arrestato.

Ma la forza e la resilienza che l’hanno resa un’avversaria coraggiosa, che ha rifiutato di accettare il risultato elettorale a causa dei brogli elettorali, potrebbe essere nata sin dall’età di 12 anni, quando ha trascorso un’estate nell’Irlanda rurale.

I “bambini di Chernobyl”

Tikhanovskaya era uno dei “bambini di Chernobyl”, la cui salute era stata colpita direttamente o indirettamente dalla ricaduta radioattiva del disastro nucleare del 1986 nella vicina Ucraina e che molte famiglie, anche italiane, hanno ospitato in quegli anni per offrire loro un momento di pausa e di svago rispetto alla pesante situazione che vivevano nel loro paese. Svetlana è stata ospitata da una famiglia irlandese.

“Svyeta” va in Irlanda

Henry Deane, 72 anni, e sua moglie Marian hanno ospitato per la prima volta Tikhanovskaya, che conoscevano come Svyeta, nella loro casa di Roscrea, nella contea di Tipperary a metà degli anni ’90. Quell’anno arrivarono due bambini. Svyeta aveva un’età simile a mia figlia Mary e si adattava perfettamente “, ha detto Deane al Guardian.

Da bambina era chiaramente intelligente, conosceva l’inglese più delle altre. Si è imposta come una sorta di interprete e portavoce degli altri bambini bielorussi“.

Deane ha detto, tuttavia, che non avrebbe potuto immaginare la traiettoria che la vita ha preso per “questa bambina”, come Lukashenko chiama sprezzantemente Tikhanovskaya.

“Alcuni bambini erano ancora chiaramente traumatizzati dall’intera vicenda, dalla situazione in quei villaggi della Bielorussia a quel tempo. Non solo a causa di Chernobyl, ma anche dell’economia, le cose erano molto difficili”.

Deane si è recato a Mikashevichi, il villaggio natale di Tikhanovskaya, dopo aver co-fondato un ente di beneficenza di Chernobyl. Mikashevichi si trovava a 30 miglia a nord del confine con l’Ucraina ed era stato gravemente colpito dal disastro.

Gli ospedali bielorussi all’epoca erano pieni di bambini che avevano tutti i tipi di problemi. L’insegnante di Svetlana era il nostro interprete. Abbiamo viaggiato regolarmente in Bielorussia, visitato la scuola ed è così che l’abbiamo incontrata e portata qui ”, ha detto Deane.

A Roscrea i bambini hanno ricevuto cure mediche: problemi agli occhi e all’udito erano comuni. Sono stati anche portati a fare picnic, andare al cinema e fare shopping.

In pochi giorni vedevi questi bambini trasformati davanti ai tuoi occhi, il buon cibo aiutava molto.“

La “bambina di Chernobyl” diventa operaia e interprete in Irlanda

La maggior parte dei bambini sono venuti per un’estate, forse due, ma Tikhanovskaya è tornata ancora e ancora mentre cresceva vicino alla famiglia e alla comunità locale.

Per un paio di estati ha persino trovato lavoro come aiuto in una fabbrica locale di Roscrea per guadagnare soldi, ha detto Deane. “Lavorava in fabbrica, i compiti più umili, ma era molto contenta di farlo. Aveva bisogno di soldi per i suoi studi a Brest (nella Bielorussia occidentale). Era molto umile e modesta “.

Tornò a Roscrea ogni anno, poco più che ventenne, in qualità di interprete per i bambini che arrivavano da Chernobyl.

“Già allora le elezioni in Bielorussia erano truccate”

C’era qualche accenno di idealismo politico primitivo intorno al tavolo della colazione a Roscrea? “I bambini a quel tempo non parlavano apertamente della situazione politica in Bielorussia”, ha detto Deane. “C’era il timore che qualcuno scoprisse che le loro famiglie erano critiche nei confronti del governo. Ma Svyeta era aperta e ha raccontato di disordini. Le persone sin da allora erano state private dei diritti civili e si sapeva che il voto era truccato”.

“Svetlana non ha ambizioni politiche a lungo termine”

È stupito però di vederla lanciata come una figura di Giovanna d’Arco, e dice che secondo lui Svetlana non ha ambizioni politiche a lungo termine, ma si è esposta perché preoccupata per il popolo bielorusso.

Il suo primo figlio era totalmente sordo e ha rinunciato a lavorare per aiutarlo. Ha trasferito la famiglia a Minsk in modo che potesse avere l’operazione di cui aveva bisogno. Ha dedicato la sua vita alla cura di suo figlio e sua figlia. È una madre devota. Voleva essere votata innanzitutto per poter far rilasciare i prigionieri politici”.

Deane dice che i suoi figli e nipoti hanno un ottimo ricordo di lei.

Era una ragazza adorabile. I miei figli e nipoti hanno tutti ottimi ricordi di Svyeta … Una ragazza simpatica, genuina, sincera e onesta. “

Foto: Henry Deane. Svetlana si prende cura di altri bambini di Chernobyl durante una visita al castello di Birr, nella contea di Offaly, in Irlanda nel 1997 o 1998.

Il testo integrale in inglese dell’intervista si può leggere qui.

Cagliari, volontario antincendio e barracello arrestati per incendio doloso

People For Planet - Mar, 08/11/2020 - 11:16

Prima appiccavano l’incendio, poi “accorrevano” a spegnerlo. Succede a Villamar, nel sud della Sardegna, dove in estate periodicamente divampano roghi. I due criminali, probabili esecutori di ordini altrui, sono un volontario antincendio e un barracello sardo. I due uomini sono stati arrestati nelle scorse ore dagli uomini del Corpo Forestale. Per entrambi il Gip del Tribunale di Cagliari ha disposto gli arresti domiciliari. A incastrare il 62enne barracello e il 56enne volontario dell’associazione di Protezione Civile, un video visionato dagli uomini del Corpo forestale e di vigilanza ambientale di Cagliari. Ora dovranno rispondere del reato di incendio boschivo doloso.

Idea creativa: realizziamo un anello con ago e filo!

People For Planet - Mar, 08/11/2020 - 11:00

Un tutorial per creare qualcosa di diverso dal solito ed estremamente particolare!

Con LECOSEDELLAANTO realizziamo, passo passo, un anello con il solo filato di cotone ed una perla attraverso la metodologia di lavoro conosciuta come chiacchierino ad ago celtico. Cosa serve:

  • Ago per il chiacchierino n° 5;
  • Filato da uncinetto n°8;
  • Perla (tra i 6 e 8 mm).
Fonte: LECOSEDELLAANTO

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Covid-19, Nantes è la prima città-orto

People For Planet - Mar, 08/11/2020 - 09:00

Paesaggi nutrienti: per la pancia, il portafoglio e la mente. Con le verdure, la città di Nantes si è riproposta di sostenere chi, più di altri, ha sofferto economicamente il confinamento e la crisi seguita alla pandemia di coronavirus. E ha avuto successo.

Verdure (bio) in faccia alla crisi

Ortaggi freschi e piante danno una mano a chi non ce la fa grazie al progetto “Paysages nourriciers” programma con cui l’amministrazione di Nantes, in Francia, ha deciso di dare in un uso un pezzo di terra alle persone che avevano voglia e tempo di darsi da fare: rubandoli, in città, ai parchi, ai fossati del castello, lungo arterie cittadine come la Pablo-Picasso, agli spazi verdi dei centri commerciali, a scuole, musei, o al centro congressi di Nantes. Il vantaggio è anche quello di sollecitare il consumo stagionale dei prodotti della terra e coinvolgere attivamente la cittadinanza in un progetto aperto alla partecipazione di tutti (la raccolta si protrarrà da luglio a ottobre), modulato sui principi della permacoltura e senza il ricorso a pesticidi. 

Il risultato

In totale sono sorti 50 orti seminati in varie parti della città, per un totale di 10mila piante vegetali e 25 tonnellate di ortaggi distribuiti poi anche gratuitamente alle persone in difficoltà.

Per partecipare basta dare disponibilità all’associazione – EmpowerNantes – che normalmente forniva aiuti alimentari agli indigenti, e che in questo periodo aveva visto crescere il numero di richieste in modo esponenziale. Di qui l’idea di lavorare e far lavorare la terra a tutti per aumentare la produzione. Così, dall’inizio di giugno, dozzine di appezzamenti di questo tipo sono stati sviluppati da funzionari del dipartimento degli spazi verdi del municipio in varie parti della città.

250 persone al lavoro

I raccolti sono seguiti da 250 giardinieri e volontari, e, dopo la preparazione del terreno e la semina, è iniziata a luglio la raccolta delle verdure estive, che proseguirà appunto fino a ottobre. L’iniziativa è altamente etica oltreché pratica, salubre e giusta. Tra l’altro porta frutta e verdura nelle case delle classi sociali più in difficoltà, quelle dove in genere per motivi economici e culturali si mangia mediamente più “cibo spazzatura”. Inoltre, questi “paesaggi nutrienti” hanno uno scopo educativo, insegnano la ciclicità delle colture, in quale stagione è più sana e sostenibile la raccolta e il consumo di ogni verdura, permette la raccolta in modo partecipativo, e infine insegna una cucina sana e oltremodo a km zero.

Un impegno buono per l’umore

Certamente, non da ultimo, in un momento critico per tutti, soprattutto dal punto di vista psicologico, coltivare e stare a contatto con la natura, all’aria aperta, ha anche un forte impatto positivo sulla mente e l’umore di chi magari ha perso il posto di lavoro. Coltivare la terra può certamente essere di stimolo e incoraggiamento per la ripartenza.

Le verdure di stagione scelte per l’estate sono pomodori e zucchine, per l’inverno patate dolci, zucca, fagioli e mais.  

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Quanto guadagna un politico | Usa, 97mila bambini contagiati | Sardegna: arrestati due volontari per incendio doloso

People For Planet - Mar, 08/11/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Foggia, assalto a portavalori: A14 bloccata. Sparatoria e auto incendiate;

Il Giornale: I conti in tasca ai “furbetti”. Quanto guadagna un politico;

Il Manifesto: «Bloccare i licenziamenti non è ingessare l’economia»;

Il Mattino: Tempesta in Grecia 7 morti, anche un bimbo;

Il Messaggero: In due giorni oltre 50 ragazzi positivi da Grecia, Malta, Spagna e Croazia. Nuovi test rapidi per più controlli;

llsole24ore: Beirut: si dimette il governo Diab, alle corde per l’esplosione, la crisi e la rabbia popolare – Aiuti per 250 milioni di euro- Le immagini;

Il Fatto Quotidiano: “La privacy è attenuata per chi ha incarichi pubblici”. Bonus, il giurista: ecco perché l’Inps può fare i nomi. M5s chiede ai suoi deputati di rinunciare al segreto;

La Repubblica: Usa, 97mila bambini contagiati nelle ultime due settimane;

Leggo: Bonus Inps, chi sono i cinque deputati: «Tre della Lega, uno è del Sud». Ma non sono gli unici: anche un conduttore tv. Quando a marzo Gualtieri disse: «Chi non ne ha bisogno non li chieda»;

Tgcom24: Arrestati due volontari antincendio: hanno appiccato due roghi in Sardegna;

Kung Fu e disturbi dell’apprendimento

People For Planet - Lun, 08/10/2020 - 17:00

Aggressività, paura, ansia, i cosiddetti disturbi del comportamento e dell’apprendimento, si possono combattere con le arti marziali? Sì, aiutano a percepire se stessi e gli altri, a socializzare, insegnano a placarsi, ordinarsi, calmarsi

Intervista a Tania Lucchesi, insegnante di kung-fu shaolin, difesa personale, tai chi chuan.

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Diffidare dal consulente finanziario che cambia banca

People For Planet - Lun, 08/10/2020 - 17:00

Se il vostro consulente finanziario cambia casacca e passa a lavorare per un’altra banca, fate attenzione!

Perché lui, in tal caso, guadagna un bel po di soldini (“premio di ingaggio”) dal nuovo intermediario per effetto del trasferimento del suo patrimonio gestito, cioè dei risparmi dei suoi clienti, e voi vi potreste trovare nella condizione di dover sostenere pro-quota, senza accorgervene, quel costo.

Il turnover selvaggio dei promotori finanziari nelle reti è un fenomeno molto diffuso e particolarmente nell’ultimo periodo. Semplificando, si tratta di capire il fenomeno del continuo “cambio di casacca” che una buona fetta di promotori finanziari (oggi denominati consulenti finanziari) esercita come “professione” per fare soldi.

Ricordiamo che i “consulenti finanziari” sono i venditori «porta a porta» di prodotti finanziari, liberi professionisti che svolgono il loro operato sulla base di un mandato. In altri termini, si tratta di professionisti-impresa, con una propria partita IVA, che possono però collocare solo i prodotti della banca a cui sono legati da un vincolo monomandatario. Il promotore finanziario non può dunque vendere i prodotti di un altro istituito.

Il promotore finanziario non riceve uno stipendio fisso dalla banca, ma viene remunerato in base alle provvigioni sulle ven- dite effettuate al suo cliente. Sembra paradossale, ma il datore di lavoro del promotore non è la banca, bensì il cittadino-risparmiatore che diventa suo cliente (del promotore, non della banca).

E a differenza  dello scenario tipico del consulente-lavoratore dipendente (quello che troviamo allo sportello delle filiali), qui sono due i soggetti a dover guadagnare: la banca e il promotore.

E secondo voi chi paga?

A ogni modo, sia i consulenti bancari (venditori allo sportello) sia i promotori finanziari (venditori «porta a porta») sono figli della stessa madre. I gruppi creditizi-assicurativi, le grandi holding della finanza, posseggono sia una banca (con un brand) sia una rete di promotori finanziari (spesso con un altro brand). Le logiche commerciali sono le stesse: spingere le vendite per massimizzare i profitti per le banche e i consulenti, spesso senza preoccuparsi di offrire benefici ai clienti.

Occorre un cambio delle dinamiche e quindi di mentalità. Nel frattempo, però, dobbiamo difenderci.

Come? Ad esempio, diffidate da quei promotori che cambiano spesso casacca e chiedetegli da quanti anni e’ iscritto all’albo e quante squadre ha cambiato in quel periodo.

Il problema va affrontato, pero’, anche dal punto di vista sistemico vista l’eccessiva aggressività nell’attività di reclutamento degli ultimi tempi manifestata da banche e reti di promotori finanziari

La soluzione dovrebbe essere semplice: chi gestisce le reti non deve agevolare chi ha fatto del cambio di casacca una professione e la Consob dovrebbe accendere un faro su una problematica che, se ben disciplinata (oltre a quanto previsto da Mifid II), può costituire un primo deterrente per i “professionisti del cambio casacca”.

Dire a un cliente «senti da domani non sarai più cliente di Banca X ma di Banca Y perché io devo guadagnare 500 mila euro» dovrebbe diventare un po’ più difficile.

Che ne pensano alla commissione bicamerale banche presieduta da Carla Ruocco?

L’Afghanistan finalmente verso la pace?

People For Planet - Lun, 08/10/2020 - 15:05

I talebani hanno comunicato di essere pronti ad avviare colloqui di pace con il governo afghano “entro una settimana” dal rilascio dei 400 prigionieri talebani ancora detenuti nelle carceri afghane.

“Pronti ai colloqui di pace interafghani”

“La nostra posizione è chiara, se i prigionieri vengono rilasciati, allora saremo pronti per i colloqui tra afghani nella prossima settimana”, ha detto all’Afp il portavoce dei talebani Suhail Shaheen, aggiungendo che il primo round di colloqui si dovrebbe tenere a Doha, la capitale del Qatar.

L’accordo preliminare dei talebani con gli Usa

Shaheen ha detto che la delegazione talebana sarebbe guidata da Abbas Stanekzai, il capo negoziatore dei talebani nei colloqui preliminari con Washington.

Il rilascio dei prigionieri è stato un punto chiave nello storico accordo tra Washington e i talebani per il ritiro delle truppe americane entro la metà del 2021 in cambio dell’impegno dei talebani a impegnarsi in negoziati interafghani.

Una assemblea con migliaia di dignitari

Una grande assemblea afghana, composta da migliaia di dignitari, funzionari statali e leader tribali, ha appena accettato il principio del rilascio di 400 prigionieri talebani accusati di gravi crimini, che rimuove un ostacolo all’avvio dei negoziati.

Il governo afghano inizierà a rilasciare 400 prigionieri talebani entro pochi giorni”, ha detto all’Afp il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale Javid Fasial.

Le conferme dell’accordo

“Stiamo per iniziare i negoziati di pace”, ha detto domenica Abdullah Abdullah, il funzionario governativo responsabile dei colloqui.

Le discussioni inter-afghane dovrebbero iniziare due o tre giorni dopo il rilascio dei 400 prigionieri talebani”, ha detto l’ex presidente Hamid Karzai.

Già rilasciati 5.000 talebani

Il futuro dei prigionieri rappresenta una posta cruciale nell’apertura dei negoziati, essendo i due campi impegnati in uno scambio di prigionieri che deve precedere queste discussioni.

Il governo di Kabul ha già rilasciato quasi 5.000 prigionieri talebani.

Gli ultimi 400 talebani prigionieri, autori di attacchi mortali

Le autorità afghane si erano finora rifiutate di rilasciare gli ultimi 400 prigionieri rivendicati dagli insorti.

Alcuni di questi sono stati  coinvolti in attacchi mortali che hanno ucciso afghani e stranieri, tra cui diversi europei.

Foto The Royal Studio: Bambini del villaggio di Ghazni, Afghanistan

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Come realizzare un Cuore Celtico con corda

People For Planet - Lun, 08/10/2020 - 10:00

Incredibilmente semplice, ma allo stesso tempo perfettamente evocativo di un cuore. Cosa serve:

  • una corda di media lunghezza.

Poco meno di due minuti per realizzare un nodo molto bello da fare ma, soprattutto, da vedersi! Buon lavoro!

Fonte: 10 MINUTI PER

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Scandalo bonus 600 euro ai deputati: cosa sappiamo finora

People For Planet - Lun, 08/10/2020 - 09:14

Deputati, sindaci, volti noti della tv e non solo: cosa sappiamo sulla lista della vergogna di chi ha intascato il bonus Inps da 600 euro.

Da quando Repubblica ha pubblicato la notizia non si parla d’altro e da ieri, 9 agosto, su Twitter l’hashtag #fuoriInomi continua a essere tra i primi in trending. Deputati, sindaci, volti noti della tv e non solo: cosa sappiamo sulla lista della vergogna di chi ha intascato il bonus Inps da 600 euro.

Dei deputati, che hanno intascato il bonus Inps, pur non avendone bisogno, dato lo stipendio da 12mila euro al mese, tre sarebbero della Lega, uno del M5s e uno di Italia viva. Dei tre leghisti, uno sarebbe mantovano, uno del Sud, e una sarebbe una donna. Emergono nuovi dettagli sui deputati che hanno intascato il bonus Inps, pur non avendone bisogno visto lo stipendio da 12mila euro al mese.

La Lega, stando a quanto riportato dai principali quotidiani di oggi, ha inoltrato richiesta all’Inps per conoscere le identità, coperte per privacy e avrebbe mandato anche un messaggio nella chat del Carroccio: «A seguito della notizia emersa in queste ore in merito al bonus di 600 euro percepito da 5 deputati vi chiediamo di verificare se per un disguido i vostri commercialisti ne hanno fatto richiesta e conseguentemente vi siano stati accreditati. Grazie». Nessuno avrebbe risposto.

Difendere il territorio e dare lavoro con la canapa

People For Planet - Lun, 08/10/2020 - 08:00

Da associazione di salvaguardia ambientale e tutela del territorio a produttori di canapa: la società cooperativa Lucanapa è il risultato della passione per la natura di un gruppo di giovani lucani sparsi tra Potenza e provincia, con un rifugio, l’Acqua del faggio, come quartiere generale nel bel mezzo di un bosco a Bella, nella zona nord-occidentale dell’Appennino Lucano.

Solo negli ultimi sedici anni sono scomparsi circa 30mila lucani e i residenti in Basilicata sono passati da 599mila nel 2000 a 570mila nel 2016. In una terra dove i giovani scompaiono, questo gruppo di trentenni, alcuni dei quali con curriculum accademici da far impallidire qualunque professore, hanno deciso di restare. Coltivano canapa e danno lavoro alla piccola impresa locale grazie a filiere corte ed efficienti. I piedi, neanche a dirlo, ben radicati a terra. Li abbiamo intervistati.

Verrebbe da chiedere perché proprio la canapa.

“Perché è una coltura estremamente sostenibile che si adatta al territorio, migliorandone frutti e caratteristiche. La canapa è solo uno strumento, si può implementare lo sviluppo di sistemi economici sostenibili, con filiera corta e controllata a garanzia di prodotti di qualità, come con il farro, si può creare turismo green intorno alla canapa, si può fare moltissimo con la canapa, perciò diciamo che è uno strumento e non un fine”.

Come siete finiti a diventare un’associazione di produttori?

“Proprio con l’Associazione Lucanapa, nel 2012 abbiamo introdotto un disciplinare di produzione molto rigido, che vieta l’uso di ogni tipo di concime chimico, diserbante, eccetera. Fin da subito abbiamo voluto lavorare con la canapa trattandola come qualcosa di biologicamente naturale da dover tutelare oltre che lavorare. E siccome vogliamo che anche i produttori che ci riforniscono facciano altrettanto, li formiamo e li assistiamo durante tutte le fasi di produzione, nel pieno rispetto di un’etica condivisa. La cooperativa invece si occupa di ricavare semilavorati e prodotti finiti da immettere sul mercato”.

Di quante filiere si compone la vostra produzione?

“Da subito ci siamo dedicati al frutto della pianta, il seme, dal quale si ottengono olio e farina dalle caratteristiche nutraceutiche (un neologismo che indica proprietà sia nutritive che farmaceutiche – n.d.r.), in grado di rendere gli alimenti veri e propri farmaci naturali. L’olio di canapa è ricco di omega 3, omega 6, e vitamina E, è un potente antiossidante naturale. La filiera cosmetica fa il paio con quella alimentare per quanto riguarda l’olio di canapa. Ora stiamo avviando un’ulteriore filiera legata all’utilizzo del fusto, concepita in modo che si spostino i macchinari e non le materie prime. Vogliamo diffondere un know-how sul territorio e dare la possibilità ai produttori di scegliere se fornire semilavorati o materie prime. Tutte le nostre filiere coinvolgono realtà artigianali e imprese locali”.

Quindi date lavoro agli imprenditori con la canapa.

“L’idea è proprio quella di creare un networking virtuoso e capace di risollevare le sorti di una regione afflitta dalla disoccupazione e dell’emigrazione come la Basilicata”.

Effettuate lavorazioni biologiche?

“I laboratori Lucanapa sono certificati per effettuare anche lavorazioni bio, proprio in questi giorni abbiamo completato l’iter. Purtroppo sul mercato si trovano prodotti certificati bio, non italiani, non europei, a prezzi bassissimi, da grande distribuzione, che vengono ricavati attraverso l’utilizzo di solventi e suoli di cui non si conoscono le proprietà organolettiche”.

Spiegatevi meglio.

“La pianta della canapa fa parte dei cosiddetti bioaccumulatori. È in grado cioè di immagazzinare i metalli pesanti. Osservare il principio di precauzione e non coltivare in zone a rischio metalli pesanti o anche solo sospette di rischio è una regola che qualunque coltivatore, specie di canapa, dovrebbe attenersi”.

Veniamo alla legge italiana, non sembra molto chiara.

“La legge riguardo all’uso della canapa in realtà è molto chiara, sono però necessari chiarimenti sul piano della comunicazione che permettano uno sviluppo sereno delle filiere, e i raggiungimenti degli obiettivi della legge. L’attuale governo sta alimentando disinformazione e confusione che non rendono illegale il lavoro di chi coltiva e vende canapa naturale, ma di certo lo mortificano e lo svantaggiano anche sotto il profilo economico. Rispetto agli altri paesi europei e mondiali, che stanno ottenendo ottimi risultati sia dal punto di vista finanziario che di sviluppo economico, l’Italia performa meno e come al solito fa un passo avanti e due indietro. Noi con Lucanapa abbiamo fatto il passo avanti. Fake news e superficialità varie hanno penalizzato il settore. Ora tocca alla politica dare le direttive per normalizzare nuovi mercati e nuovi modi di consumo”.

Immagine di copertina: Fonte Lucanapa.com

Sicilia: blocco per le tendopoli |Tenerife, raduno “per diffondere il coronavirus | 5 deputati con il bonus 600 euro

People For Planet - Lun, 08/10/2020 - 06:25

Corriere della Sera: Franca Valeri è morta a 100 anni, la sua battuta cult: il «Cretinetti» ad Alberto Sordi;

Il Giornale: Schiaffi dalla Sicilia per Conte Scatta il blocco per le tendopoli;

Il Manifesto: Dal Covid alla catastrofe del porto, il sistema sanitario libanese è in terapia intensiva;

Il Mattino: Crisanti: «Bisognava chiudere solo la Lombardia e vigilare sulle altre zone del Paese»;

Il Messaggero: Viviana, si cerca Gioele: lo ha ucciso? I nodi da sciogliere, cosa sappiamo. Il papà: «È stata ammazzata» Video ;

llsole24ore: Dl Agosto, alle auto 500 milioni. Ecco come cambiano gli eco-incentivi – Auto elettrica, dov’è la crisi? Quali sono i mercati migliori per le vetture alla spina – Cosa c’è nel decreto: dalle tasse a rate ad Alitalia;

Il Fatto Quotidiano: Cinque deputati con il bonus 600 euro. Fico: “Vergogna, li restituiscano”. Di Maio: “Escano allo scoperto, si scusino e si dimettano”;

La Repubblica: I treni, le scuole e la nuova ondata. Tutte le incognite di settembre;

Leggo: Coronavirus, nel Lazio 38 nuovi positivi (22 dall’estero). L’assessore: «Mettete sempre la mascherina»;

Tgcom24: Tenerife, raduno “per diffondere il coronavirus”: sgomberata una spiaggia;

Come si respira in città? Te lo dice il vaso intelligente!

People For Planet - Dom, 08/09/2020 - 19:00

Dal 2018 i ragazzi di Wiseair sono una delle start up italiane più premiate. Hanno inventato un vaso da giardino, una fioriera, “smart”, intelligente, capace grazie a un sensore di monitorare la qualità dell’aria. Chiunque potrà avere un vaso Wiseair sul proprio balcone e sapere che aria sta respirando in quel momento e in quella specifica zona.
Un grande grande progetto.
Nel video interviste a Carlo Alberto Gaetaniello e Paolo Barbato, creatori e fondatori di Wiseair e Valentina Scozia, Wiseair Ambassador.

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Pallina portachiavi a “pugno di scimmia” fai da te!

People For Planet - Dom, 08/09/2020 - 17:00

Con i consigli passo passo di 10 MINUTI PER provate anche voi a realizzare in poche mosse questo particolarissimo portachiavi a forma di pallina. Cose serve:

  • Corda lunga almeno 130 cm

Se riuscite a prenderci la mano potete farlo con una cima più sottile magari colorata.

Fonte: 10 MINUTI PER

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Otto buoni motivi per chiudere le case di riposo per anziani

People For Planet - Dom, 08/09/2020 - 15:00

Peter Jansenn, gerontologo di fama internazionale, scrive sul giornale belga di lingua fiamminga De Standaard un j’accuse ben argomentato contro le case di riposo per anziani indicando la necessità di chiuderle. Di seguito la traduzione di ampi stralci del suo articolo.

Chiudere le case di riposo.

Dal XVIII secolo abbiamo fatto una campagna per l’abolizione della schiavitù. Poi alcuni hanno chiesto l’abolizione della pena di morte. Oggi altri denunciano la prostituzione, la tratta di esseri umani, la sofferenza degli animali. Cosa hanno in comune questi “abolizionisti”? L’indignazione contro l’ingiustizia.

La crisi del coronavirus ci ha mostrato che è giunto il momento per una nuova lotta: ci sono almeno otto buoni motivi per chiudere definitivamente le case di riposo.

1. Sono luoghi adatti al diffondersi delle malattie.

Il coronavirus ha colpito molto pesantemente anche il Belgio e anche qui la stragrande maggioranza delle vittime sono residenti in case di riposo. Questa situazione si spiega in particolare con una scarsa preparazione, misure prese troppo tardi e una mancanza di risorse materiali e umane. Il motivo principale, però, è da ricercare altrove: non è stato possibile applicare le misure cautelari in questi luoghi dove i residenti vivono in promiscuità. Si è cercato di isolarli nelle loro stanze ma questo metodo, invivibile quanto disumano, non è sostenibile a lungo termine.

2. Gli anziani non ci vogliono andare

Tutti i sondaggi mostrano che i nostri anziani non vogliono essere inseriti in una casa di riposo e preferiscono restare a casa. Tuttavia il più delle volte sono le famiglie a prendere la decisione, per mancanza di un’opzione migliore.

Con adeguati investimenti in cure preventive e servizi di assistenza domiciliare, potremmo offrire loro una seconda valida opzione. Tanto più che i baby boomer, una generazione per natura più “esigente”, saranno probabilmente meno inclini ad accettare il loro destino rispetto ai membri, forse più docili e concilianti, della “generazione silenziosa”.

3. Forniscono cure mediche d’altri tempi

L’invecchiamento della popolazione sta sconvolgendo il mondo medico. La maggior parte delle malattie non è più acuta, ma cronica. Si pensi a problemi cardiovascolari, diabete, cancro, obesità, depressione, demenza. L’assistenza primaria integrata (che può essere fornita a casa, in piccoli centri o in ambulatori privati) e la prevenzione stanno prendendo il posto delle cure residenziali fornite in ospedale. Le malattie croniche sono malattie lente, che richiedono un approccio preventivo restrittivo, simile a quello adottato contro il Covid-19.

Intervenendo strutturalmente a livello di ambiente e comportamento, è possibile, attraverso uno stile di vita sano (smettere di fumare, mangiare sano, esercizio fisico e assenza di sovrappeso), evitare fino all’80% delle malattie croniche.

Invece una casa di riposo è un ambiente favorevole alla perdita di autonomia e all’assunzione di malattie e favorisce anche la vulnerabilità a virus mortali.

4.Sono il contrario dei principi della gerontologia

L’obiettivo della gerontologia è permettere che l’invecchiamento avvenga in buone condizioni di salute. Questa scienza si basa su due principi fondamentali: autonomia e attività. In altre parole, per rimanere in salute negli anni, dobbiamo mantenere la nostra indipendenza e rimanere attivi. Un’assistenza di buona qualità deve contribuire a questo duplice obiettivo. In una casa di riposo si perde praticamente ogni autonomia, al punto che queste strutture diventano profezie autodistruttive. Promuovono esattamente ciò che dovrebbero evitare: dipendenza, malattia, abbandono.

5. Violano i diritti umani

I diritti umani sono universali e non hanno limiti di età. I residenti delle case di cura hanno quindi diritto alla libertà, alla dignità, al rispetto della vita privata e della casa e ad una buona assistenza sanitaria. Coronavirus o no.

Johan Leman, ex direttore e fondatore del Center for Equal Opportunities and the Fight against Racism, ora Unia, teme che la dipendenza dalle cure possa portare ad abusi (immobilizzazione) e trattamenti crudeli, inumani e degradanti (obbligo di indossare i pannolini). In un articolo pubblicato da De Standaard, chiede l’istituzione di una Commissione per i diritti degli anziani, che assicuri il rispetto dei diritti umani nelle case di riposo. Questo organismo sarebbe responsabile della gestione dei reclami, del dare voce alle vittime e della lotta alla discriminazione.

6. Ci dividono

Le case di riposo isolano gli anziani dal resto della società, il che conferma e rafforza l’immagine negativa della vecchiaia. L’esclusione degli anziani è come tutte le altre forme di esclusione: è un meccanismo di difesa e diniego che sostiene lo status quo. Proiettiamo sugli altri ciò che ci ispira disagio o paura e finiamo per bandirli dalla nostra vita. Alimentando gli stereotipi e l’immagine distorta di decrepitezza che di solito è incollata agli anziani, le case di cura promuovono la segregazione generazionale.

7. Sono obsolete

Il XIX e il XX secolo sono stati il periodo di massimo splendore dei conventi, delle caserme, dei complessi industriali, dei convitti. C’era la tendenza a rispondere ai problemi sociali e societari creando grandi istituzioni “normative”: asili per i poveri, orfanotrofi, riformatori e manicomi. E naturalmente c’erano già gli “ospizi”.

Ad eccezione di questi ultimi tutti gli esempi che ho citato, che i sociologi chiamano “istituzioni totali”, sono scomparsi e sono stati sostituiti da soluzioni più adeguate. In effetti, raggruppare i problemi insieme non significa risolverli. Anzi. Queste “istituzioni totali” hanno fatto il loro tempo perché non solo alimentano i problemi, ma soprattutto ne creano di nuovi. Anche le carceri, prototipo di un’istituzione totale, vengono gradualmente sostituite da centri di detenzione più piccoli.

8. Sono troppo costose e lo saranno sempre di più

L’assistenza agli anziani costa un sacco di soldi. E’ meglio investire le risorse a nostra disposizione nelle persone che nel mattone,  vale a dire nello sviluppo di cure ambulatoriali piuttosto che in strutture residenziali d’altri tempi. Tanto più che la visione e l’approccio attuali presto non saranno più sostenibili.

Infatti domani avremmo bisogno del doppio delle case di cura. Anche se immaginiamo di avere abbastanza soldi per finanziarle, non troveremo mai abbastanza personale per farle funzionare. Per questo dobbiamo spostare il cursore da curativo a preventivo: questo eviterà malattie e dipendenza dalle cure.

Chiudiamo le case di riposo.

Foto di Eberard Grasssteiger: “Mia mamma e la sua protettrice, le adoro”