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Covid-19, può diffondersi attraverso l’acqua potabile?

People For Planet - 27 min 35 sec fa

Il modo principale in cui il virus COVID-19 si diffonde da persona a persona è attraverso il contatto con le goccioline emesse da una persona infetta parlando o facendo starnuti o tossendo. “Poiché il virus può resistere sugli imballaggi di cartone per alimenti per un giorno e sulla plastica per diversi giorni, esiste un rischio remoto di contrarre l’infezione toccando una superficie o un oggetto che è stato contaminato dal virus e quindi toccando poi la bocca, il naso o gli occhi. Ciò include l’imballaggio alimentare. Tuttavia, il rischio di contrarre il covid-19 toccando imballaggi alimentari contaminati è molto basso”, si tratta di una forma di infezione che non è mai stata segnalata finora. Lo rende noto l’European Food Information Council, che in una recente pubblicazione tenta di fare chiarezza su diversi punti, trascurati o mal chiariti dalla stampa.

Devo quindi disinfettare la spesa?

Nei negozi, il rischio maggiore di contaminazione rimane il contatto con altre persone e superfici “ad alto contatto” come bilance, maniglie di carrelli della spesa o pulsanti dell’ascensore, sebbene molti negozi stiano adottando misure per disinfettare queste superfici. Pertanto, dovremmo comunque lavarci le mani sia dopo essere tornati a casa dal negozio che dopo aver maneggiato gli imballaggi alimentari appena acquistati. Seguendo queste misure igieniche non è necessario disinfettare gli imballaggi alimentari stessi.

Cosa ha senso fare:

•          Lavarsi le mani per 20 secondi con acqua e sapone prima e dopo la spesa, disimballare gli alimenti, raccogliere i piatti da asporto e dopo aver ricevuto il cibo consegnato

•          Tenere una distanza di sicurezza (le distanze minime consigliate variano da 1 a 2 metri) dalle altre persone quando si fa la spesa

•          Non andare a fare la spesa se sei malato, se possibile, ordina la spesa online o chiedi a parenti o amici di portarli via

•          Evita di toccare gli alimenti a meno che tu non abbia intenzione di comprarli

•          Cerca di limitare i viaggi al supermercato pianificando i pasti, facendo acquisti in orari meno affollati, utilizzando il più possibile le casse automatiche e pagando con mezzi elettronici

•          Copriti la bocca e il naso con un fazzoletto o la manica quando tossisci o starnutisci e ricordati di lavarti le mani dopo

•          Evitare di toccare il viso, il naso e la bocca prima di lavarsi le mani

Il covid-19 può diffondersi attraverso l’acqua potabile?

Il nuovo coronavirus non è stato rilevato nell’acqua potabile. Sebbene il virus possa rimanere attivo nell’acqua per un breve periodo di tempo, l’acqua da bere è sicura. L’acqua del rubinetto passa attraverso diversi metodi di trattamento come la filtrazione e la disinfezione, che inattiverebbero il covid-19 anche se fosse presente. Anche le acque in bottiglia sono fortemente regolamentate per garantire che siano sicure per il consumo. Ulteriori informazioni le possiamo trovare qui.

Puoi allattare se hai il covid-19?

Sì. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che le persone che allattano al seno infettate da COVID-19 sarebbero comunque consigliate di allattare, ma dovrebbero seguire queste precauzioni: indossare una maschera durante l’allattamento, lavarsi le mani prima e dopo aver toccato il bambino, pulire e disinfettare regolarmente le superfici.

Covid-19, ci sono cibi che possono proteggerci? Studio Uk: “Vitamina D protegge da Covid-19”

Biocarburanti, stop all’olio di palma. Ma con pasticcio

People For Planet - 1 ora 21 min fa

È stato approvato a sorpresa, dal Senato, un emendamento alla proposta di “Legge di delegazione europea” che elimina dal 2023 i sussidi all’olio di palma e di soia a uso carburante, causa di deforestazione nel mondo. Se la proposta passerà alla Camera, l’olio di palma, di soia e i loro derivati saranno esclusi in Italia dal conteggio delle energie rinnovabili e dai sussidi di mercato oggi previsti dalla legge, a partire dal 1 gennaio 2023. L’emendamento di fatto anticipa il recepimento della direttiva comunitaria 2018/2001 – meglio nota come RED II – che però disallinea il nostro Paese dagli obiettivi europei. Questi puntano a favorire la decarbonizzazione e la transizione energetica, prestando però grande attenzione alla decisa ma graduale riduzione dell’impiego di oli alimentari nella produzione di biocarburanti, incentivando invece l’uso dei loro sottoprodotti e scarti

Un passo indietro?

In questo modo l’Italia – contrariamente al resto d’Europa – esclude scarti e sottoprodotti nella produzione di biocarburanti. Scarti che prima, senza un reimpiego energetico, contribuivano alle emissioni di metano e CO2, e che proprio per questo motivo erano stati indicanti dall’Unione europea come oggetto di recupero e riutilizzo come biocarburanti. Dall’altro lato, rinunciamo all’eliminazione graduale dell’olio di palma e soia, che verrebbe anticipata al 2023 rispetto al target UE del 2030.

Uno svantaggio competitivo

Questo significa per l’Italia dover sostituire una grossa fetta delle matrici per biocarburanti, e dunque subire un aggravio di costi per il consumatore, per un fine comunque contrario a qualsiasi ottica di riciclo ed economia circolare. Questo fermo restando che il disboscamento fatto a favore delle piantagioni di palma deve essere contrastato: ma magari in modo più lineare e vantaggioso di così.

Il grave rischio, specie in questo difficile momento per la nostra economia, è di muoverci in modo disallineato dal resto d’Europa, e acuire il divario competitivo con gli altri Paesi membri, senza però mitigare il problema della deforestazione né incentiviamo un impiego corretto dei terreni agricoli. Ma il rischio è anche quello di mandare gambe all’aria una fetta dell’industria italiana che è all’avanguardia nella trasformazione dei residui in biocarburanti, vanificando tutti gli sforzi fatti in questo settore verso un’economia circolare sostenibile, contando però su un orizzonte temporale ben definito a suo tempo dall’UE al 2030.

Biocarburanti dal whisky e dal cioccolato Energia in comune

La leggenda del filo rosso del destino (VIDEO)

People For Planet - 2 ore 41 min fa

Oggi parliamo di leggende dall’oriente. Secondo la tradizione ogni persona porta, fin dalla nascita, un invisibile filo rosso legato al mignolo della mano sinistra che lo lega alla propria anima gemella. Il filo ha inoltre la caratteristica di essere indistruttibile: le due persone sono destinate, prima o poi, a incontrarsi e a sposarsi.

Fonte: Nuvola di Drago

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Caffè, cioccolato e pasta: ecco la dieta amica del cuore

People For Planet - 4 ore 41 min fa

Zucchero bocciato senza appello. Promossi cioccolato e caffè, oltre a pane e pasta. Con i dovuti accorgimenti, ovviamente: caffè non più di tre al giorno; cioccolata anche 30-40 grammi al giorno purché fondente almeno all’80%; pane e pasta meglio se integrali (oppure di farro e orzo). La dieta “amica del cuore” oltre a essere buona per l’organismo è buona anche per il palato. Il punto sulla dieta salva-cuore è stato fatto a Roma, nel corso del congresso Platform of laboratories for advanced in cardiac experience (Place) che si è tenuto a Roma e a cui hanno preso parte quattromila cardiologi da tutto il mondo.

Effetti antiossidanti e anti-tumorali

Caffè e cioccolata avrebbero effetti antiossidanti sull’apparato cardiovascolare. Amico del cuore anche il pomodoro, soprattutto se cotto, perché libera una sostanza dall’azione anti-tumorale. L’uso di alcune spezie e aromi, poi, andrebbe a favore della longevità: origano, cipolla rossa, pepe, curry, zenzero, basilico e prezzemolo.

Pollice verso

Pollice verso invece per lo zucchero, ritenuto responsabile di favorire l’insorgenza di tumori e malattie cardiache e per i sostituti del pane come cracker e grissini, che provocano un picco di insulina facendo solo venire più fame.

I superdiffusori del virus | Italia verso lo scenario 4 | In due settimane triplicati i pazienti in rianimazione

People For Planet - 6 ore 16 min fa

Corriere della Sera: Usa 2020, la rivolta dei campioni neri cambierà l’America? (E grazie LeBron);

Il Giornale: “Circola in Europa dall’estate” Così è arrivato il “nuovo” virus;

Il Manifesto: Commissione Eu: salario minimo non obbligatorio;

Il Mattino: Coronavirus, de Magistris e Sala: il lockdown va deciso con i sindaci;

Il Messaggero: L’ex presidente della Germania rompe un tabù: pronto a dare il benvenuto a una Papessa in Vaticano;

Ilsole24ore: Luoghi e comportamenti: ecco quali sono i superdiffusori del virus;

Il Fatto Quotidiano: In due settimane triplicati i pazienti in rianimazione. Quasi 27mila casi, Lombardia e Campania le peggiori. Napoli, perché la città rischia di essere una polveriera;

La Repubblica: Il commissario Arcuri: “Se non raffreddiamo la curva, il sistema non reggerà. Muoviamoci il meno possibile” video;

Leggo: Covid, l’Italia verso lo scenario 4: il più grave. Cosa può succedere LE CIFRE;

Tgcom24: Von der Leyen: “In Ue i vaccini saranno distribuiti in base alla popolazione di ogni Paese”;

Claudio Misculin, fondatore dell’Accademia della Follia a Trieste

People For Planet - Gio, 10/29/2020 - 18:00

Claudio Misculin  fondò nel 1992 il gruppo teatrale Accademia della Follia, legata ai principi della riforma promossa dallo psichiatra Basaglia, del quale fu a lungo un collaboratore.

https://www.facebook.com/jacopofoalcatraz/videos/427678181530109 Jacopo Fo

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Black Box: la piramide della dieta volumetrica

People For Planet - Gio, 10/29/2020 - 16:00

Torniamo a parlare con la Dottoressa Lucia Bacciottini, biologa e nutrizionista, per approfondire il concetto di alimentazione sana. Linee guida per un pasto tipo.

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Video di Martina De Polo e Alex Scorza

Tè: antinfiammatorio naturale per l’autunno. La ricetta

People For Planet - Gio, 10/29/2020 - 14:00

Dal canale YouTube Cecilia Sardeo scopri la ricetta di un delizioso antinfiammatorio naturale, perfetto per l’autunno ma ottimo in tutte le stagioni. Cosa serve:

  • Coriandolo;
  • Chiodi di garofano;
  • Zenzero;
  • Pepe nero;
  • Citronella o limone;
  • Cannella.
Fonte: Cecilia Sardeo

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Nizza, 70enne decapitata in strada. “Terrorismo”

People For Planet - Gio, 10/29/2020 - 10:58

Non trova pace la Francia, già in ginocchio per l’esplosione dei casi di coronavirus. Un nuovo attacco, e nuovamente con un coltello, è avvenuto questa mattina, intorno alle 9, nella cattedrale Notre Dame nel centro di Nizza, in Avenue Jean-Medecin. Lo riporta Nice Matin, mentre Cristian Estrosi, sindaco della città, ha già diffuso su Twitter le prime immagini parlando di un attacco terroristico. Una donna di 70 anni sarebbe stata decapitata in strada – con una modalità purtroppo già vista a Parigi contro un insegnante – e altre due persone uccise. Numerosi i feriti, che l’assalitore avrebbe colpito al grido di “Allah Akbar”.

Il ministro dell’Interno francese Gerald Darmanin ha fatto sapere che la polizia ha transennato la zona. Alcuni testimoni parlano di un’irruzione da parte delle forze dell’ordine, che avrebbero aperto il fuoco dentro la chiesa.

Un uomo è stato arrestato finora, ferito e bloccato dalla polizia: sembra che abbia agito da solo e ora si trova in ospedale. La tv francese parla tuttavia di un secondo uomo in fuga. “L’autore dell’attentato, mentre veniva medicato dopo essere stato ferito dalla polizia, continuava a gridare senza interruzione Allah Akbar”, ha raccontato il sindaco Estrosi.

Il primo ministro francese, Jean Castex, impegnato nell’Assemblea nazionale per illustrare i dettagli del nuovo lockdown annunciato in Francia, ha raggiunto precipitosamente sul luogo il ministro dell’Interno, Gérald Darmanin. In arrivo anche il presidente Emmanuel Macron.

Ne approfitta la destra xenofoba. “Dobbiamo smetterla di combattere solo il terrorismo, ma rivolgerci anche contro l’ideologia che lo arma, ovvero l’islamismo. Certamente c’è un legame con le minacce ricevute dall’estero, ma non abbiamo mai agito in modo diplomatico, per esempio contestando alla Turchia la presenza nella Nato, o interrogandoci sui nostri legami con il Qatar, che finanziano e sostegno questa ideologia”, ha commentato Marine Le Pen.

Parigi: ragazzo decapita il prof per strada. Aveva mostrato le vignette di Charlie Hebdo Attentato contro Charlie Hebdo. 4 feriti. Migliaia di bimbi bloccati

L’evasione fiscale italiana si combatte nel Liechtenstein

People For Planet - Gio, 10/29/2020 - 09:00

E’ ciò che pensano molte compagnie assicurative europee che operano nel nostro Paese in Libera Prestazione di Servizi (LPS) all’interno dello Spazio Economico Europeo (SEE). Ed in particolar modo, quelle del Liechtenstein, considerato, ricordiamolo, l’ultimo paradiso fiscale europeo.

Dopo l’euforia dello scorso decennio, dovuta principalmente alla concessione dei due scudi fiscali e che aveva portato ad un vero e proprio boom delle polizze assicurative di diritto del Liechtenstein stipulate da nostri connazionali che dovevano “sistemare” fiscalmente i loro risparmi, si assiste da un po’ di tempo ad un rinnovato interesse per il mercato italiano da parte delle compagnie del piccolo Principato. 

Secondo dati del 2018 del FMA, l’Autorità di Vigilanza del Mercato Finanziario del Liechtenstein (in altri termi l’equivalente della nostra Consob e Ivass), l’Italia ha rappresentato nel 2016 il maggior mercato per le compagnie assicurative del Principato con il 20,5% dei premi sottoscritti pari a circa 660 milioni di euro.

Purtroppo tale interesse per il mercato italiano non è a costo zero.

Attenzione però perchè il sistema finanziario del Liechtenstein sta vivendo un  serio problema di sopravvivenza.

E non parlo solo delle compagnie assicurative. È notizia di qualche settimana fa la messa in liquidazione coatta amministrativa della Union Bank di Vaduz da parte della FMA.

 Ma secondo un articolo del quotidiano zurighese Tages Anzeiger (, almeno altre 5 banche sulle 13 ancora in attività sarebbero a rischio di chiusura.

Circa il 50% delle banche di quel piccolo paese che, nelle sue casseforti detiene una bella fetta della evasione fiscale dei nostri concittadini.

Tornando alle compagnie assicurative del Liechtenstein, negli ultimi anni si sono registrati alcuni scandali che la FMA ha cercato di limitare ricorrendo a misure estreme e, per certi aspetti, inusuali.

Dopo il fallimento, cosi come riportato dal sito della FMA, della Gable Insurance nel 2017, infatti, vi è stato il caso di Sikura Life (comunicato stampa FMA allegato), posta in liquidazione nel 2020, il cui portafoglio è stato trasferito coattivamente alla Quantum Leben .

Prima ancora, nel 2019 (comunicato stampa FMA allegato), il trasferimento coatto dei portafogli della Wealth Assurance e Valorlife alla Youplus Assurance (ex Skandia FL).

Tutte le compagnie citate erano, ed alcune lo sono ancora, attive in Italia.

Il caso più eclatante è certamente quello di Sikura Life, il cui proprietario, come riportato sempre dal Tages Anzeiger, è stato posto agli arresti nel mese di Dicembre 2019.

Sarebbe stato accertato anche il comportamento scorretto del distributore italiano delle polizze di Sikura Leben, la A1 Life spa di Bergamo, che visti anche i precedenti problemi creati a Quantum Leben, è stato di fatto bandito dal Liechtenstein. E’ stato infatti accertato una commistione tra i vertici di Sikura Life e il broker per la spartizione delle provvigioni anticipate dalle società assicurative a danno di alcuni riassicuratori.

Ma perché il mercato italiano è così interessante per le compagnie del Liechtenstein?

Due motivi fondamentali:

  • la relativa “semplicità” della normativa di casa nostra riguardo la distribuzione dei prodotti rispetto a quella, più rigida, di paesi come la Germania, l’Austria e la Svizzera. Infatti, le normative che regolano il settore assicurativo nei tre paesi citati impongono alle compagnie notevoli restrizioni e limiti al pagamento di provvigioni per la distribuzione. 

 Insomma nel nostro paese i venditori-squali guadagnano di più e sono controllati di meno.

  • la grande disponibilità di risparmio degli italiani. Oltre 1400 miliardi tra conti correnti e depositi vincolati senza considerare il deposito di contante (cassette di sicurezza e l’iconico materasso) provenienti dalla evasione fiscale, il vero bacino di approvvigionamento per questi prodotti, che dovrebbe aggirarsi intorno ai 180 miliardi !

E’ notizia di qualche giorno fa che un’altra compagnia assicurativa del Liechtenstein, PrismaLife sta per sbarcare sul mercato italiano. Anche in questo caso, si tratta di una compagnia che sta affrontando una grave crisi legata alla contrazione del mercato tedesco, nel quale essa opera esclusivamente dopo l’abbandono dei progetti per i mercati svizzero, austriaco. Come riportato dal sito tedesco MLM News *, specializzato nella denuncia di frodi finanziarie, PrismaLife corre il rischio di dover ripagare buona parte delle polizze stipulate negli anni scorsi da contraenti tedeschi per gravi irregolarità contrattuali.

Se ciò fosse accertato dalle autorità tedesche, ci sarebbe il rischio di collasso della solvibilità di PrismaLife, visto che gli indici di riferimento per le compagnie assicurative richiesti dalla direttiva Solvency II (l’equivalente dell’accordo di Basilea che valuta la solidità delle banche) sono in caduta libera negli ultimi anni nonostante il sospetto che per salvare il salvabile, il management di PrismaLife abbia già “scontato” un elevato numero di polizze da collocare sul mercato italiano nel calcolo degli indici richiesti da Solvency II che risulterebbero, pertanto, edulcorati.

Per PrismaLife il tentativo di entrare nel mercato italiano potrebbe rappresentare dunque l’ultima spiaggia prima del baratro.  

La reputazione di PrismaLife, cosi come riportato sempre da MLM News, era già stata compromessa negli anni passati visto che dal 2015 la stessa è soggetta ad una supervisione particolare da parte della FMA con divieto di distribuire gli utili d’esercizio.

Altra anomalia nella governance di PrismaLife è legata al controllo di fatto della compagnia da parte del broker tedesco (AFA), che di fatto monopolizza anche la distribuzione dei prodotti PrismaLife in Germania. Un’anomalia a cui AFA sta cercando porre rimedio dismettendo quote di capitale ad una compagnia assicurativa tedesca, Barmenia, di cui è già il maggiore distributore.

Insomma, una catena di conflitti di interesse che produce quantomeno qualche perplessità sulla malagestio della compagnia in cui ultimamente, secondo fonti riservate interne alle compagnie del piccolo stato alpino, si e’ accasato un importante manager che ha già contribuito alla messa in liquidazione di Sikura Life .

Ma a cosa devono fare attenzione i risparmiatori italiani?

Non ci si può confondere. I prodotti assicurativi distribuiti in LPS in Italia hanno tutti le stesse caratteristiche: unit linked con costi di distribuzione e di gestione altissimi. Un totale pari mediamente al 15% dell’importo affidato in gestione!!

Un gap impossibile da recuperare per il risparmiatore visto l’andamento dei mercati borsistici e monetari.

A meno che lo stesso non abbia altri motivi: evasione fiscale?

Quindi, senza alcuna eccezione, tali prodotti servono ad arricchire solo le reti di distribuzione, molto spesso basate sul sistema multi-level marketing.

E PrismaLife non farà eccezione.

Grazie a tali meccanismi, infatti, le compagnie in LPS non hanno bisogno di accantonare elevate quote di capitale proprio, visto che il rischio di mercato grava sui contraenti.

In ogni caso, mi chiedo: per quale motivo i risparmiatori italiani dovrebbero sottoscrivere tali prodotti, cosi poco redditizi e tralaltro emessi da soggetti a rischio?

A volte per combattere l’evasione fiscale basta poco. Quel poco che spesso sembra tanto per la inutile commissione bicamerale banche.

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“Siamo in pandemia, basta uscire per i gratta e vinci”: la scelta del tabaccaio di Lodi

People For Planet - Gio, 10/29/2020 - 07:45

“Si avvisa la gentile clientela che dalle ore 18.00 la Tabaccheria Musicale sospenderà la vendita di Gratta e Vinci. Siamo nel bel mezzo di una pandemia, i bar e i ristoranti chiudono alle 18 quindi non vedo perché la gente debba uscire per comprare quelle m**** di Gratta e Vinci. Pace e amore”.

È con questo post via Facebook che Davide Invernizzi, titolare della Tabaccheria musicale a Lodi, in pieno centro, ha comunicato la decisione di porre fine a quella che definisce un’ingiustizia: “ho pensato da subito fosse ingiusto il poter vendere gratta e vinci, qualcosa di davvero superfluo in un momento come questo, quando i bar non potevano nemmeno fare un caffè”. Qualcosa di ‘superfluo’, il cui consumo, tuttavia, è cresciuto esponenzialmente durante la pandemia, “credo che il consumo dei gratta e vinci sia addirittura aumentato durante la pandemia, in 5 anni che sono qui non ho mai venduto così tanti gratta e vinci come in questo periodo“. Un trend che aggrava un quadro che era preoccupante già prima del Covid: il gioco d’azzardo patologico (Gap), riconosciuto come disturbo psichiatrico nel 1980 dall’American Psychiatric Association (Apa) e a tutti gli effetti una ‘dipendenza sine substantia’, non dovuta quindi a molecole chimiche esogene, come ad esempio alcol o tabacco, in Italia interessa oltre 1,3 milioni di persone, di cui solo il 10%, circa 12mila persone, è in cura.

La scelta del giovane lodigiano si aggiunge al gesto di solidarietà di Cristina Cerato, titolare della omonima tabaccheria di piazza dell’Assunta in frazione Castelrosso di Chivasso. La donna ha deciso di chiudere il locale alle 18.00, al pari dei bar e ristoranti. “Ci sono categorie che sono state prese in giro e in questo momento credo che il commercio abbia bisogno di unità – ha dichiarato la titolare – io oggi lavoro e il mio vicino no, ma domani rischio di non lavorare nemmeno io. Queste imposizioni non permettono di lavorare ma se muore il commercio muore tutto”.

Commercianti uniti come mai accaduto, forse, nella storia del paese. “Sono 5 anni ormai che ho acquistato la tabaccheria, è diventata praticamente la mia seconda casa e ovviamente questo è il periodo più brutto che sto affrontando e se guardo ai prossimi mesi un po’ di paura c’è”, ammette Davide Invernizzi, ma la paura non gli ha impedito di provare solidarietà nei confronti dei colleghi e di esercitare un po’ di senso civico nei confronti della collettività. A luglio l’Unione Italiana Tabaccai era pronta ad andare in tribunale per via del recesso operato dalla Società Lotterie Nazionali che aveva modificato il contratto in modo unilaterale.

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18:00

A che gioco stiamo giocando?

Elezioni Usa: volete saperne di più su Trump, le fake news e l’America? Guardate queste due serie tv

People For Planet - Gio, 10/29/2020 - 06:45

Forse avete già visto “Sfida al presidente – The Comey Rules” e “The Loudest Voice – Sesso e Potere”, entrambe su Sky.  Altrimenti, guardatele o, se non avete Sky, perlomeno leggete qui di cosa parlano, è istruttivo anche solo saperlo. 

La più recente è: “Sfida al presidente-The Comey Rules”, in onda da un paio di settimane. Basata sul libro “A Higher Loyalty” dell’ex direttore dell’Fbi James Comey, licenziato da Trump, racconta dal suo punto di vista il turbolento rapporto di Comey (interpretato da Jeff Bridges) e Trump (Brendan Gleeson) prima durante la campagna elettorale del 2016, segnata dalle interferenze russe e dalla vicenda della mail di Hillary Clinton (quando era segretario di Stato, usò il suo account privato per spedire mail “governative” invece di quello dell’amministrazione, più sicuro e protetto), poi nei primi mesi della presidenza Trump.

Tanto Trump lodava l’onesta e l’indipendenza del capo dell’Fbi quando questi indagava sulle mail della Clinton, tanto ha sparato a zero su di lui, una volta eletto, perché Comey si permetteva di non insabbiare le indagini sul ruolo dei russi nella sua vittoria.

Al di là della fin troppo evidente autoassoluzione di Comey (molto pasticciata la sua conduzione delle indagini sulle mail: prima aperte, poi chiuse, poi riaperte a dieci giorni dal voto e richiuse a tre giorni dalle elezioni, quando il danno ormai era fatto), quello che risalta è la immane arroganza di Trump, il suo volere intorno non collaboratori ma esecutori, il suo disprezzo per le più elementari regole che sono alla base del corretto funzionamento di una democrazia come quella americana. Parla del 2016, ma è ancora più attuale oggi, a poche ore dalle elezioni 2020.

È in onda da parecchi mesi, ma per chi non l’avesse vista “The Loudest Voice – Sesso e Potere”, sempre su Sky, è da non perdere. La serie è ideata da Tom McCarthy (per intenderci l’autore e regista de “Il caso Spotlight”) ed è interpretata da un supercast che comprende, tra gli altri, Russel Crowe (il protagonista), Sienna Miller e Naomi Watts.  Racconta la storia vera di Roger Ailes, predatore sessuale seriale e fondatore della tv conservatrice Fox News, che grazie a lui è diventata il canale all news più potente d’America, più della Cnn.

Sessualmente era l’alter ego tv di Harvey Weinstein, il produttore hollywoodiano: alle sue prede prometteva benevolenza se “ci stavano”, annientamento professionale se lo respingevano. Quando finalmente una delle sue vittime lo denuncia, scoppia lo scandalo, e il padrone della rete, Rupert Murdoch, è costretto a licenziarlo.

Il ruolo di predatore sessuale di Ailes è esplorato dettagliamente anche nel film “Bombshell”, con Nicole Kidman, Charlize Theron e Margot Robbie.

Ma l’aspetto che qui ci interessa è quello politico-giornalistico.

Già consulente per i media di Nixon, Reagan e Bush senior, conservatore estremo con sfumature sempre più reazionarie, Ailes fonda il successo di Fox su una intuizione semplice. I principali canali tv via cavo Usa sono liberal: puntiamo sull’altra metà della popolazione, quella conservatrice, ancora senza voce. Per farlo con successo basterà fare la voce più grossa (The loudest voice del titolo), ma anche spararle più grosse di tutti.

E così Fox diventa sempre più urlata, faziosa, ballista, senza alcun ritegno né deontologia professionale.

È Fox a gonfiare le prove inesistenti che giustificano l’attacco all’Iraq, è Fox a sparare a zero su Obama accusandolo di essere musulmano, ed è sempre Fox a alimentare la propaganda contro la “corrotta” Hillary e a pompare in ogni modo campagna presidenziale di Trump.

Una serie magnifica, che ci dice molto sulla realtà americana, ma anche sulla nostra.

Guardando la storia di Fox News, capofila del “nuovo modo di fare informazione” in chiave conservatrice, si capisce a chi si sono ispirati personaggi come Mario Giordano o Pietro Senaldi, o giornali come “Libero”.

La verità conta ben poco: grida, urla, fai casino, lancia accuse a vanvera, fai titolo privi di qualsiasi senso giornalistico, ma che colpiscono il tuo lettore, lo convincono di ciò di cui è già convinto.

Perché, come dice Roger Ailes: “Non vogliono essere informati, vogliono “sentirsi” informati”.

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Effetti del Dpcm in due settimane | ‘Fatti alterati e realtà distorta’ | Milano: da 1° gennaio stop fumo a pensiline, parco e stadio

People For Planet - Gio, 10/29/2020 - 05:25

Corriere della Sera: Germania, «chiusura light» dal 2 novembre per 30 giorni Merkel: «Misure severe»;

Il Giornale: ‘Fatti alterati e realtà distorta’ Bomba mediatica su Crisanti;

Il Manifesto: Sánchez lancia la patrimoniale «Più fondi per sanità e lavoro»;

Il Mattino: Lockdown, De Luca allo scontro con Conte: «Dove sono medici e infermieri?»;

Il Messaggero: Milano, dal primo gennaio vietato fumare alle fermate del bus, al parco e allo stadio;

Ilsole24ore: Quanto manca davvero al vaccino anti-Covid, dietro la corsa agli annunci? – Sintomatici e non: ecco chi va in quarantena e chi fa il tampone – Brusaferro: «Il Covid torna a colpire gli anziani»;

Il Fatto Quotidiano: Emiliano chiude tutte le scuole della Puglia. Dati – 24.991 nuovi contagi con 200mila test. Milano, “qui non c’è più posto negli ospedali”;

La Repubblica: Francia, lockdown almeno fino al 1° dicembre. Macron: “Sommersi da epidemia, urge freno” video;

Leggo: Bambina scomparsa a Brescia: il teschio ritrovato nei boschi è della piccola Iuschra. Il padre: «Ora so che è davvero morta» FOTO;

Tgcom24: Conte: effetti del Dpcm in due settimane, false voci lockdown imminente | Boccia: impugnativa immediata per chi lo aggira | Germania verso lockdown “leggero”;

Questo (non) c’entra niente – film presentato da Daniela Rosi

People For Planet - Mer, 10/28/2020 - 18:00

Daniela Rosi, presidente e direttore artistico del LAO, un progetto che ha come scopo la ricerca, il sostegno e la promozione degli artisti outsider, ci presenta il film: questo (non) c’entra niente il film del regista Marco Rauzi.

https://www.facebook.com/jacopofoalcatraz/videos/783372389130170 Jacopo Fo

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La nuova vita dello Pneumatico Fuori Uso

People For Planet - Mer, 10/28/2020 - 16:00

Lo sapevate che gli asfalti per le strade miscelati con gomma riciclata dai pneumatici fuori uso (PFU) sono più durevoli degli asfalti tradizionali? Tre volte più durevoli!
Pavimentazioni, campi da gioco, piste ciclabili, la gomma riciclata dai pneumatici ha tantissime applicazioni possibili.
Siamo andati a conoscere un’azienda italiana leader nel settore molto innovativa, Ecopneus.

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Covid-19, ci sono cibi che possono proteggerci?

People For Planet - Mer, 10/28/2020 - 15:27

C’è stata molta disinformazione sulla relazione tra COVID-19 e il cibo, e per questo motivo l’European Food Information Council ha stilato un interessante vademecum per rispondere ai dubbi di molti, sospinti spesso da cattiva o parziale informazione.

Esistono alimenti che “potenziano” il sistema immunitario contro covid-19?

Al momento non ci sono prove convincenti che qualsiasi alimento o modello dietetico possa “potenziare” il nostro sistema immunitario e prevenire o trattare covid-19. Ci sono diversi nutrienti (rame, acido folico, ferro, selenio, zinco e vitamine A, B6, B12, C e D) che svolgono un ruolo importante nel nostro sistema immunitario. In genere si consiglia di seguire una dieta sana ed equilibrata ricca di frutta e verdura crudi, che ci permetta di ottenere questi nutrienti attraverso il nostro cibo.

Oltre a mangiare sano, essere fisicamente attivi, ridurre lo stress e dormire a sufficienza aiuterà anche a sostenere il normale funzionamento immunitario.

I modi certi per prevenire l’infezione restano le buone pratiche igieniche, il distanziamento sociale e l’isolamento per chi è in quarantena. Per ulteriori informazioni su come proteggersi dal covid-19, qui i suggerimenti dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

Invece qui si trovano ulteriori suggerimenti su come rimanere in buona salute mentre si è in isolamento a causa del coronavirus.

Esistono integratori che “potenziano” il sistema immunitario contro covid-19?

Attualmente non ci sono prove né indicazioni sulla salute approvate dall’UE che qualsiasi integratore possa “potenziare” il nostro sistema immunitario e prevenire o curare le infezioni virali, come covid-19. Dovremmo tenerlo ben presente quando valutiamo le informazioni che affermano il contrario. Quel che possiamo fare è: assicurarci di soddisfare le nostre esigenze di vitamine e minerali con una dieta sana ed equilibrata, che dovrebbe fornire tutti i nutrienti necessari di cui abbiamo bisogno. In caso di difficoltà specifiche nel soddisfare le esigenze dietetiche, gli integratori possono essere utilizzati per aggiungere nutrienti alla nostra dieta.

È possibile prendere covid-19 mangiando cibo?

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha dichiarato che attualmente non ci sono prove che il covid-19 si trasmetta attraverso il consumo di cibo. Comunque, sebbene sia improbabile che il virus venga trasmesso attraverso alimenti contaminati, si raccomandano sempre buone pratiche di sicurezza alimentare per ridurre al minimo il rischio di malattie di origine alimentare. Quando maneggi o prepari il cibo, assicurati di:

·        Aver lavato le mani per 20 secondi con sapone prima e dopo aver preparato o mangiato il cibo

·        Coprire la bocca e il naso con un fazzoletto o la manica quando tossisci o starnutisci e ricordati di lavarti le mani dopo

·        Lavare frutta e verdura prima di mangiarle

·        Disinfettare superfici e oggetti prima e dopo l’uso

·        Tenere separati i cibi crudi e quelli cotti per evitare che i microbi nocivi dei cibi crudi si diffondano negli alimenti pronti da mangiare

·        Utilizzare utensili / taglieri diversi per cibi crudi e cotti per prevenire la contaminazione incrociata

·        Cuocere e riscaldare gli alimenti a temperature adeguate (≥72 ° C per 2 minuti)

 Covid-19, allo studio l’efficacia dell’Artemisia Studio Uk: “Vitamina D protegge da Covid-19”

Covid-19: nuovi strumenti per combattere la disparità e l’isolamento

People For Planet - Mer, 10/28/2020 - 14:00

A cura di Mario Piccirilli, Educatore Professionale Coordinatore del Centro Diurno Tasso – ASSCOOP (cooperativa aderente al CONSORZIO INDACO)

Che uno dei problemi associati alla malattia mentale sia una difficoltà di interazione con gli altri, che – anche a causa dello stigma mai scomparso nei confronti di queste persone – sfocia in una tendenza all’isolamento, è ormai risaputo, e spesso ribadito.

Questo problema è stato ulteriormente amplificato dalla situazione di emergenza legata alla pandemia in corso. La necessità di ricorrere al lockdown per contrastare il più possibile la diffusione del virus ha ridotto all’improvviso le opportunità di interazione diretta tra tutti noi, e questo isolamento forzato si è andato ad aggiungere a quello che da sempre caratterizza i soggetti con disturbi mentali.

Come in moltissimi settori di attività, anche nel nostro ci si è adoperati per mantenere, o meglio ristabilire, i contatti con i propri utenti attraverso l’uso degli strumenti informatici, mettendo a punto progetti ad hoc di cui si sono definiti modalità di funzionamento e contenuti. Questo si è dimostrato senz’altro prezioso per molti, che hanno potuto mantenere il contatto continuo con i servizi di appartenenza e gli educatori di riferimento.

Tuttavia, un numero significativo di utenti in carico ai Centri di Salute Mentale non disponeva degli strumenti, sia tecnologici che culturali/cognitivi, necessari a fruire di questa nuova forma di servizio. Di conseguenza, anche all’interno di uno stesso gruppo di pazienti questo fattore ha finito per dare origine a un nuovo divario tra due sottogruppi, uno dei quali, più svantaggiato, si è trovato ancora più isolato.

Per mantenere in essere in tutti i casi i vari progetti educativi personalizzati (PTRP), durante il periodo del lockdown, parallelamente all’impiego di strumenti di comunicazione a distanza si sono adottate misure specifiche per chi non era in grado di utilizzarli o di padroneggiarli sufficientemente.

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Sarò come tu mi vuoi, ma non lasciarmi

People For Planet - Mer, 10/28/2020 - 11:00

Che cosa succede quando la ragione dice che stiamo vivendo un rapporto malsano eppure si ha troppa paura per chiuderlo?

Come si possono fare compromessi estremi con se stessi pur di ricevere una telefonata o uno sguardo di considerazione?

È quello che succede in un rapporto d’amore basato sulla dipendenza affettiva.

Lo amo e lo odio allo stesso tempo. Lo odio perché non so stare senza di lui, solo l’idea mi terrorizza e lo amo perché basta un suo sguardo per farmi sentire speciale”

Questo dice la donna imprigionata in una relazione straziante, come quella tra un narcisista e una dipendente affettiva.

La dipendenza affettiva è una dinamica relazionale malsana tra due persone, in cui entrambi i partner sono contemporaneamente vittime e carnefici. La relazione è intrisa di oppressione, controllo e paura, mascherati da premura, gesti carini e costante disponibilità. Ma in realtà l’obiettivo è mantenere il controllo sull’altro.

Tendenzialmente sono di più le donne a rimanere vittime della dipendenza affettiva, questo non vuol dire che non possa accadere anche a un uomo. Le donne sono più soggette a questo tipo di problema relazionale e affettivo a causa di un retaggio culturale che vede la donna estremamente dipendente dall’uomo, schiacciata da etichette sociali che identificano la ricerca di un compagno come l’unica via per la felicità. Fino a non molto tempo fa la donna era considerata un essere fragile che non può affrontare la vita da sola e purtroppo in maniera velata questo messaggio ancora trapela attraverso i modi di dire, le favole, l’educazione ricevuta e i messaggi dei social media.

Con dipendenza affettiva si vuole indicare una relazione improntata sulla dipendenza reciproca: l’uno non può stare senza l’altro. La mancanza provoca un senso di vuoto e di angoscia pervasiva, quasi come in una sorta di crisi di astinenza da sostanze stupefacenti.

Il concetto principale è che la persona con dipendenza affettiva non riesce a mettere a fuoco i propri bisogni se non in virtù di quelli del partner. All’altro viene attribuita un’importanza tale da annullarsi completamente. Tutto gira intorno alla persona amata, ma proprio tutto. Per il dipendente è importante solo cosa pensa, desidera e fa il partner. 

Esattamente come ogni forma di dipendenza la persona non può pensare neanche di allontanarsi dal suo oggetto d’amore. Ha sempre bisogno di sentirsi connessa ad esso in qualsiasi modo possibile.

Anche a costo di rinunciare ai propri bisogni, alla propria autonomia ai propri desideri e al proprio tempo. Tutto passa in secondo piano, anche il lavoro, gli amici, gli impegni e la propria famiglia.

Il dipendente affettivo è estremamente compiacente verso il partner al quale dà la totale priorità.

È importante precisare che in un rapporto d’amore è normale dare priorità al partner e sentirlo al centro dei propri pensieri e desideri. Il che vuol dire che possiamo considerare normale un certo grado di dipendenza tra gli amanti soprattutto in fase di innamoramento. Tale dipendenza in questo caso è finalizzata a fortificare un senso di intimità e di passione. Ma con il passare del tempo, quando il rapporto si consolida e diventa forte, la dipendenza gradualmente si riduce potendo fare affidamento sulla stabilità del rapporto. Ma questa sana evoluzione delle fasi d’amore non accade nel caso della dipendenza affettiva: in cui la libertà di scelta e di movimento è minacciata dalla paura di essere abbandonati.

Il dipendente affettivo non si sente libero di scegliere e di muoversi nel mondo perché non riesce a tollerare neanche il minimo rischio di potersi allontanare dal partner per paura di perderlo e per paura di non essere più ricambiato.

Il più delle volte il partner del dipendente affettivo è un narcisista che manipola e accentra tutte le attenzioni su di sé. Un partner narcisista è un compagno estremamente egoista che come un vampiro succhia tutto l’amore e le energie che il dipendente gli può dare.

Pertanto una relazione d’amore improntata su questo modello è estremamente disadattiva e problematica. E nel tempo porta solo all’infelicità. I partner non si incentivano a vicenda, non si stimolano a coltivare interessi, a fare esperienze di crescita personale perché hanno troppa paura di perdere un fedele consorte disposto a tutto.

L’emozione di sottofondo a tutto questo è quindi la paura, la paura di perdersi, di perdere la certezza della presenza del partner che è vissuta come unica fonte di salvezza da una sensazione di vuoto.

In questi rapporti quindi l’amore si paga a caro prezzo.

“Tante volte non sono uscita con le mie amiche per stare con lui e vederlo.” “Se sapevo che dovevamo vederci avevo l’ansia di tornare il prima possibile per non fare tardi all’appuntamento. A volte sceglievo addirittura di non fare nient’altro se non aspettare il momento in cui ci saremmo visti.”

Il dipendente affettivo è come il satellite che gira intorno al pianeta, non può smettere di ruotare intorno, ma in questo modo perde totalmente di vista sé stesso.

E più il dipendente si annulla per dare priorità all’altro, più crescerà il suo senso di insicurezza e fragilità. Due elementi che non faranno altro che contribuire ad alimentare la dipendenza dal partner.

Il senso di vuoto che il dipendente sente dentro di sé è continuamente alimentato dal rapporto di dipendenza affettiva.

È come dire: più la mia vita si focalizza su un’unica persona, più sarò terrorizzata di perdere quella persona, perché perderla in qualche modo vuol dire perdere tutta la mia intera vita.

Come è possibile rompere questo copione?

Il dipendente affettivo purtroppo non ha nessuna stima in sé stesso e nelle proprie capacità e questo contribuisce ad aumentare il potere del narcisista, le cui attenzioni sono l’unica cosa che lo fanno sentire speciale e di valore.

Può interrompere questo sentimento di dipendenza così forte proprio iniziando a dare valore a sé, a quello che pensa, a ciò che desidera e che vorrebbe fare. Altro problema da scardinare è la paura di essere abbandonati che è alla base di questo copione malsano.

“Avevo paura che se fossi uscito con gli amici lei avrebbe pensato che io non l’amavo abbastanza. A volte me lo ha anche detto, se preferisci uscire con loro allora puoi fare a meno di me, non mi ami veramente.”

Queste non sono frasi d’amore, ma sono frasi manipolatorie, che è necessario imparare a riconoscere.

Queste frasi hanno l’obiettivo di indurre senso di colpa nel “dipendente” che ha la colpa di aver sentito il desiderio di coltivare qualcosa senza l’amato.

Ecco che quindi il dipendente sotto il peso della paura è del senso di colpa si piega e prende le forme dei desideri dell’amato “Sarò come tu mi vuoi basta che non mi lasci”.

Mettere in dubbio questa forma di amore è il primo passo. L’amore quello vero è un sentimento generoso di affetto che si nutre del bene dell’altro, se io amo qualcuno voglio il suo bene e posso tollerare che si allontani da me sapendo che quando ritornerà condividerà quella soddisfazione e questo ci renderà ancora più ricchi e forti.

Una volta messo in discussione questa forma di amore è importante lavorare sul senso di vuoto che si avverte nel momento in cui l’amante si allontana o minaccia di allontanarsi.

La paura molte volte può lasciare pietrificati e dà la sensazione di non essere in grado di muoverci. Ma se iniziamo a riconoscere e a coltivare le nostre risorse quel vuoto esistenziale inizierà a riempirsi di auto-stima.

È necessario che diventi importante anche quello che penso io, quello che io sento, quello che io desidero fare a prescindere dal mio partner.

La dipendenza affettiva può essere metaforicamente rappresentata da uno zoppo che si appoggia totalmente a un altro per camminare. È ovvio che sia spaventato che l’altro se ne vada con il rischio di cadere in terra. Ma solo correndo tale rischio lo zoppo potrebbe scoprire che in realtà le sue gambe lo sostengono perfettamente e può camminare anche da solo. Un rapporto d’amore sano può essere visto come due persone che sono entrambe in grado di camminare, ma che scelgono di farlo una accanto all’altro, mano nella mano, offrendosi sostegno e calibrando il passo l’uno con l’altro per il piacere di fare il viaggio insieme.

Dr.ssa Ilaria Fontana – Psicologa clinica, psicoterapeuta. www.ilariafontana.com

Il report della Caritas: a Milano 9mila impoveriti da Covid

People For Planet - Mer, 10/28/2020 - 10:20

Sono quasi 9mila gli impoveriti da Covid che si sono rivolti ai centri di ascolto della Caritas Ambrosiana nelle diocesi di Milano nei tre mesi del lockdown. Sono per lo più donne, immigrati, hanno un’età compresa tra i 35 e i 54 anni e una bassa scolarità. Un terzo di loro non è stato in grado di soddisfare le necessità familiari più elementari, dalla spesa alimentare al pagamento di bollette e affitti, per via di una cassa integrazione insufficiente o erogata in ritardo. È quanto emerge da una proiezione di un’indagine contenuta nell’ultimo rapporto “La povertà nella Diocesi ambrosiana” che è stato presentato oggi, 28 ottobre, nel corso di un incontro on line.

Chi sono

Le donne sono il 59,3%, gli immigrati il 61,7%. La fascia di età maggiormente rappresentata è quella tra i 35 e i 54 anni (58,4%). La maggioranza (55%) è costituita da coniugati, da persone con bassa scolarità (62,9%). I disoccupati rappresentano il 50%, gli occupati il 34%.

I lavoratori più colpiti sono quelli impegnati nei settori della ristorazione (lavapiatti, camerieri), dell’ospitalità (custodi, cameriera ai piani) e della cura alla persona (colf e badanti).

Cosa ha fatto la Caritas di Milano

Come già in passato (si pensi all’emergenza dei profughi siriani in Stazione Centrale nel 2017) la presenza della Caritas sul territorio e la conoscenza dei problemi legati all’area milanese, si è rivelata essenziale per prestare soccorso in maniera pronta e mirata, grazie alla collaborazione di nuovi volontari giovani, Comuni ed enti come la Protezione Civile e la Croce Rossa Italiana. Nei tre mesi del lockdown, il sistema di welfare della Caritas Ambrosiana ha offerto:

  • pasti a domicilio a 18.092 persone, dispositivi sanitari
  • igienizzanti a 5.564 famiglie
  • supporto psicologico a 359 soggetti deboli
  • assistenza per la didattica a distanza a 359 alunni e studenti
  • pc e strumenti informatici 98 doposcuola parrocchiali

“In vista di nuove chiusure che si profilano per contenere la nuova ondata di contagi – ha osservato Luciano Gualzetti, direttore della Caritas Ambrosiana – dovremo rivedere il sistema di aiuti”. Altrimenti, avverte Gualzetti, la crisi sociale esploderà in maniera conflittuale. E i disordini di questi giorni sono solo un assaggio.

Per conoscere i progetti della Caritas Ambrosiana, questo è il link.

Olive verdi in salamoia. La ricetta della mamma

People For Planet - Mer, 10/28/2020 - 09:00

Dal canale YouTube Franceska Chef ecco come realizzare una delle ricette più tradizionali della nostra cucina!

Una ricetta da fare in famiglia in queste giornate autunnali per assicurarsi di avere le scorte in dispensa per tutto l’anno! Cosa serve:

  • 7 KG olive verdi;
  • 5 lt acqua;
  • 500 g sale;
  • Peperoncino rosso;
  • Aglio;
  • Alloro;
  • Semi di finocchio.
Fonte: Franceska Chef

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