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Aggiornato: 12 min 58 sec fa

Decluttering: le tecniche per sbarazzarsi del superfluo e rinascere

Mer, 10/28/2020 - 07:00

Abbiamo oggetti acquistati perché in quel momento ci sembrava non poterne farne a meno e vestiti mai indossati che ci sembravano calzare a pennello, finché non abbiamo fatto una seconda prova davanti allo specchio di casa.

Nel caso degli indumenti, modificarli o riciclarne anche una parte non è sempre semplice, richiede tempo e fantasia; buttarli direttamente sarebbe uno spreco inconcepibile e, oltre tutto, non ci piace che finiscano nel bidone dell’indifferenziato. Potremmo regalarli o donarli. Potremmo.

Le soluzioni ci sono ma a volte è come se il nostro cervello si bloccasse. Ogni tanto ci verrebbe voglia di riempire semplicemente decine di sacchi della spazzatura e lanciare tutto dalla finestra. Ci sentiremmo liberi. Ed è proprio questo il punto: tutto ciò che nella nostra vita è superfluo ci incatena, ci rende schiavi, occupa il nostro spazio vitale.

La soluzione si chiama “decluttering”e punta a stimolare un ritorno all’essenziale come stile di vita. Anche le regole del feng shui ci svelano moltissimo di tutti questi aspetti. Negli ultimi tempi poi, con l’aumentare della sensibilità verso il tema del riciclo e del riuso, si sono moltiplicate anche le occasioni e le app dedicate al baratto e l’abbigliamento è uno dei settori che va per la maggiore.

Facciamo spazio a nuovi oggetti e nuove esperienze

Compriamo, compriamo, compriamo. E poi facciamo fatica a buttare. Senza arrivare a soffrire di un disturbo da accumulo, moltissime persone acquistano oggetti per i motivi più svariati e poi non riescono a separarsene, indipendentemente dal valore economico. Gli spazi si riempiono, spazi mentali compresi, e allora occorre compiere un grande sforzo per selezionare ciò che davvero serve.

La regola generale è smettere di comprare cose superflue “di pancia” o come compensazione emotiva. Anche perché accumulare significa non trovare mai ciò che serve al momento opportuno. Gli oggetti e i vestiti in eccesso sono zavorre che spesso si conservano come feticci del nostro passato ma non ci fanno bene. Sbarazzarcene significa lasciare spazio a nuove emozioni, nuova libertà, nuove idee, incarnate da nuovi oggetti o semplicemente da quello stesso spazio ritrovato.

Il metodo KonMari e il Feng Shui

Marie Kondo nel 2011 ha pubblicato un manuale, “Il magico potere del riordino” in cui proponeva un metodo diventato persino oggetto di una serie tv seguitissima.

Il fatto che esistano “consulenti del riordino” è sintomatico di quanto nel mondo troppi individui siano schiavi del consumismo. In realtà, ognuno di noi può scegliere una sua tecnica di decluttering. Ad esempio, basta dividere in cesti o scatole gli oggetti selezionando quelli da tenere, da riciclare, da buttare e da donare. Proprio l’idea del donare e di fare del bene (riducendo quindi gli sprechi) può essere una buona molla per iniziare.

L’antica arte cinese del Feng Shui ci insegna che tutto ciò che ci circonda emana energie – positive e negative – che influenzano la quotidianità. Un ambiente “intasato” di oggetti influisce in maniera negativa, ci affossa, ci spinge verso il basso. Ecco allora alcune regole degli esperti:

1 – Non bisogna trovare spazio in casa, bisogna cambiare comportamento
2 – Siate onesti con voi stessi: se ammettete quali oggetti sono superflui non avrete rimpianti lasciandoli andare
3 – Circondatevi soltanto di ricordi positivi
4 – Focalizzatevi sul rendere casa vostra ospitale agli occhi di chi entra
5 – Insegnate il decluttering ai bambini, circondateli del necessario, non del surplus
6 – Cose vecchie, danneggiate, doppie, mai utilizzate: riparatele se potete, poi datele via
7 – Fate in modo di avere intorno soltanto cose di cui avete bisogno adesso (non ieri e non domani)

Abbigliamento, riciclo, baratto e app

L’accumulo di capi di abbigliamento è il tasto dolente per molte persone.

Molti brand famosi invitano a lasciare nei punti vendita i capi usati in cambio di buoni sconto o punti fedeltà. In alternativa si possono conferire i capi nei contenitori appositi che si trovano lungo le strade e che consentono di recapitarli ad aziende che si occupano di riciclarne le varie parti o le fibre, o di donarli. La donazione può anche essere diretta se si individuano parrocchie o enti che si occupano di donare i capi in buono stato ai bisognosi.

Intanto, si moltiplicano anche le app che consentono di vendere o scambiare oggetti e vestiti. Una volta c’era soltanto eBay, oggi abbiamo talmente tante possibilità a portata di click che è impossibile ricavare un elenco completo: il Marketplace di Facebook; l’italiana XTribe in cui si può aprire una vetrina di oggetti da vendere; ArmadioVerde dedicata all’abbigliamento usato; SwapParty, che prende il nome dagli incontri nel mondo reale tra amici o conoscenti in cui ci si scambiano vestiti; per l’abbigliamento griffato ci sono app e siti Web dedicati come Vestiaire Collective e DePop. Infine, mai sottovalutare le potenzialità dei mercatini vintage delle nostre città e di catene come Mercatopoli che sull’arte del riuso basano la propria attività.

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Napoli, l’Ospedale del Mare è al collasso | Le banche iniziano a ridurre i prestiti | Prorogati stop a licenziamenti

Mer, 10/28/2020 - 05:25

Corriere della Sera: Fontana: no condizioni per nuovo lockdown. Ma è allarme dai pronto soccorso lombardiSala: «Ancora 15 giorni per evitare chiusure»;

Il Giornale: Come tuffarsi sulla pensione prima che la “divori” il Covid;

Il Manifesto: La cultura si ribella al nuovo lockdown per cinema e teatri;

Il Mattino: Napoli, l’Ospedale del Mare è al collasso: pazienti Covid «isolati» con le tendine;

Il Messaggero: Francia in lockdown per un mese. Scatterà alla mezzanotte di giovedì «Ma sarà più flessibile del primo»;

Ilsole24ore: Così Erdogan guida la rivolta dell’Islam contro la Francia;

Il Fatto Quotidiano: Le banche iniziano a ridurre i prestiti. Enria (Bce): “Enormi rischi da esplosione crediti malati”;

La Repubblica: Venezia, la cena è alle 5 del mattino per aggirare il dpcm. E c’è anche il sindaco;

Leggo: Roma, scontri e cariche in centro: fiamme e bombe carta: 16 fermati. Fischiati i manifestanti Foto Video;

Tgcom24: Dal Cdm via libera al decreto Ristori | Prorogati stop a licenziamenti e cassa;

Augusto Tretti – La legge della Tromba

Mar, 10/27/2020 - 18:00

Il film è del 1962 e racconta la storia di Celestino e quattro amici che tentano di rapinare gli addetti al trasporto dei valori di una banca. Girato con pochissimi mezzi il film è esilarante e magico, un sogno comico denso di storie, assolutamente geniale. Un film vero, opera di un regista capace come pochi di scardinare i meccanismi del potere.

Augusto Tretti – La legge della Tromba

Augusto Tretti – Le legge della tromba. Il film è del 1962 e racconta la storia di Celestino e quattro amici che tentano di rapinare gli addetti al trasporto dei valori di una banca. Girato con pochissimi mezzi il film è esilarante e magico, un sogno comico denso di storie, assolutamente geniale.

Pubblicato da Jacopo Fo su Venerdì 2 ottobre 2020 Jacopo Fo

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Perché la Sirenetta Ariel ha la coda verde?

Mar, 10/27/2020 - 16:00

Giallo, nero, verde, viola, analizziamo cosa significano i colori dei vestiti di alcuni dei principali personaggi Walt Disney.

Per vedere l’infografica più grande clicca qui

Rifiutare di indossare la mascherina è un comportamento collegato a disturbi antisociali: lo studio

Mar, 10/27/2020 - 15:46

Un gruppo di scienziati brasiliani ha collegato la resistenza alle misure di prevenzione per contrastare il Covid-19, come l’invito a indossare la mascherina, a tratti di personalità antisociali.

Questo studio, condotto in America Latina, ha visto il coinvolgimento di oltre 1.500 persone di età compresa tra 18 e 73 anni.

Utilizzando un questionario, gli scienziati hanno cercato di identificare la risonanza affettiva dei partecipanti, cioè il loro impulso ad agire sui sentimenti suscitati da un’altra persona.

Il sondaggio ha anche chiesto informazioni sull’osservanza alle misure di contenimento previste per arginare la diffusione del Covid-19 e, una tra queste, è stata la domanda sull’utilità dei dispositivi di protezione, come indossare la mascherina.

I risultati

Tra le persone intervistate, sono stati identificati due profili: un profilo di tipo antisociale, resistente alle misure di sicurezza anti-Covid, e l’altro più empatico.

Il profilo antisociale era collegato a punteggi più alti nelle domande sulla personalità relative a “insensibilità, inganno, ostilità, impulsività, irresponsabilità, manipolatività e assunzione di rischi“, tratti antisociali che, osserva lo studio, “sono tipicamente presenti nelle persone con diagnosi di disturbo di personalità”

Questo gruppo aveva anche punteggi più bassi nella risonanza affettiva.

Secondo gli studiosi, “attraverso screening che dimostrano un’elevazione in questi tratti, è possibile effettuare interventi mirati ad una maggiore consapevolezza e conseguente rispetto delle misure di contenimento“.

Infatti, sebbene si siano svolte proteste in tutto il mondo per quanto riguarda l’uso della mascherina, la loro efficacia continua a essere dimostrata in un numero crescente di studi.

Un rapporto internazionale pubblicato su Lancet, che ha analizzato i dati di 172 studi in 16 paesi, ha rilevato che indossando la mascherina c’è solo il 3% di possibilità di contrarre il Covid-19.

Allora perché molte persone sono ancora convinte che la pandemia sia un complotto e continuano negare l’efficacia delle misure di prevenzione?

Fonte: The Independent

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La sostenibilità è un vantaggio economico. Anche le pmi devono farne tesoro

Mar, 10/27/2020 - 14:49

Il rispetto dell’ambiente? È un vantaggio anche economico, e le pmi italiane devono capirlo e farne tesoro. Per questo nasce il Corporate Reporting Forum, “con il principale obiettivo di creare cultura sulla sostenibilità, e di farla arrivare anche alle aziende più piccole”, spiega Mario Boella, presidente onorario di Assirevi, Associazione delle società di revisione contabile. “I grandi gruppi italiani, come dimostrato nel documento, sono già allineati alle best practice del settore”, e serve dunque intervenire per portare al passo le realtà medio-piccole. A creare il Forum hanno partecipato, oltre ad Assirevi, anche il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti (Cndcec), l’associazione dei manager Csr (Csr network ) e quella degli amministratori indipendenti (Nedcommunity).

Il primo passo? Studiare

Primo passo del Forum è tentare di far chiarezza nell’universo spesso frammentato e confuso dei principi Esg: principi Environmental, Social, Governance che indicano tutte quelle attività legate all’investimento finanziario responsabile. Per questo è già stato pubblicato un primo documento di 77 pagine sull’approccio strategico alla sostenibilità, dove alla teoria sul mondo Esg e i suoi tanti standard, si affiancano una serie di casi aziendali pratici, di grandi gruppi industriali italiani come Enel, Snam e Terna.

Un valore nascosto

“Le variabili Esg incidono concretamente sul processo di creazione di valore aziendale e tale incidenza si concretizza in strumenti e buone pratiche di rendicontazione, che possono evidenziare i vantaggi che quelle variabili sono in grado di apportare al processo produttivo”, continua Boella.

Mentre i grandi gruppi già chiedono determinati standard di sostenibilità ai propri fornitori, la sfida adesso è che anche le aziende più piccole si adeguino a standard internazionali Esg, per restare al passo. Il futuro è questo: per creare valore condiviso sul lungo periodo, è necessario comunicare quanto si sta realizzando sul versante sostenibilità, ognuno per il proprio settore.

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Covid-19, gli anticorpi svaniscono velocemente “Ci si può reinfettare”

Mar, 10/27/2020 - 12:02

I livelli di anticorpi diminuiscono “abbastanza rapidamente” nelle persone che hanno contratto un’infezione da coronavirus. Lo ha scoperto un team di ricercatori dell’Imperial College di Londra: il numero di persone risultate positive agli anticorpi è diminuito del 26% tra giugno e settembre. Lo riporta la Bbc.

Secondo i ricercatori, l’immunità sta dunque svanendo tra chi aveva già superato covid-19, e c’è dunque il rischio concreto di contrarre il virus più volte.

Sono i risultati dello studio REACT-2, che ha coinvolto finora più di 350mila persone in Inghilterra. Nel primo ciclo di test, alla fine di giugno e all’inizio di luglio, circa 60 persone su 1.000 avevano anticorpi rilevabili, avendo dunque superato il virus. Ma nell’ultima serie di test, a settembre, solo 44 su 1.000 persone mantenevano ancora gli stessi anticorpi.

Significa che il numero di persone con anticorpi è diminuito di oltre un quarto tra l’estate e l’autunno.

Anziani e asintomatici più a rischio ricadute

“L’immunità sta diminuendo abbastanza rapidamente, siamo solo tre mesi dopo il nostro primo ciclo di test e stiamo già mostrando un calo del 26% degli anticorpi”, ha detto Helen Ward, ricercatrice del team. La caduta è stata maggiore negli over 65 e negli asintomatici. Il numero di operatori sanitari con anticorpi è rimasto relativamente alto, il che, secondo i ricercatori, potrebbe essere dovuto alla regolare esposizione al virus.

Gli anticorpi si attaccano alla superficie del coronavirus per impedirgli di invadere le cellule del nostro corpo. “Sulla base delle prove, direi che sembrerebbe che l’immunità diminuisca alla stessa velocità con cui gli anticorpi diminuiscono, e che questa è un’indicazione del declino dell’immunità”, ha chiarito un’altra ricercatrice, Wendy Barclay.

Perché così pochi re-infetti, allora?

Finora ci sono stati pochissimi casi confermati di persone positive a covid-19 per due o più volte. Tuttavia, i ricercatori avvertono che ciò potrebbe essere dovuto all’immunità che sta appena iniziando a svanire dal picco dei tassi di infezione di marzo e aprile. Ovvero: con la grossa seconda ondata che sta arrivando potrebbe arrivare anche la seconda grossa ondata di re-infetti. Resta la speranza che una eventuale seconda infezione sia più lieve della prima, perché – anche se l’immunità diminuisce – il corpo potrebbe avere una “memoria immunitaria” del primo incontro e sapere già come reagire.

Cosa significa per il vaccino

Secondo i ricercatori, i risultati di questo studio non indeboliscono le speranze di un vaccino efficace, perché un vaccino potrebbe “lavorare meglio” di una infezione vera e propria. Inoltre, anche la risposta dell’organismo al vaccino può essere diversa dalla risposta a una infezione naturale. Tuttavia, nella peggiore delle ipotesi, la caduta degli anticorpi potrebbe risolversi con dosi di richiamo periodiche, per “rinfrescare” l’immunità nei soggetti più esposti, quali ad esempio gli anziani.

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Con l’aumento dei livelli di inquinamento, aumenta anche la depressione: lo studio

Mar, 10/27/2020 - 10:54

I piccoli aumenti dell’esposizione delle persone all’inquinamento atmosferico sono collegati a un aumento significativo di disturbi quali depressione e ansia, secondo il primo studio di questo tipo condotto sugli adulti del Regno Unito.

I ricercatori hanno scoperto che un aumento incrementale del biossido di azoto, in gran parte prodotto dai veicoli diesel, ha aumentato il rischio di disturbi mentali comuni del 39%. Per l’inquinamento da particelle minuscole, che proviene dalla combustione di combustibili e dalla polvere di freni e pneumatici, il rischio aumenta del 18%.

Gli scienziati hanno anche scoperto che i soggetti che vivono in luoghi con livelli più elevati di inquinamento da particelle hanno il doppio delle probabilità di incorrere in problemi di salute mentale rispetto alle persone che vivono nelle aree meno inquinate.

Ovviamente, anche altri fattori influiscono sulla salute mentale degli individui, come, ad esempio, la genetica e le esperienze infantili, ma i ricercatori hanno aggiunto che, a differenza di questi ultimi, l’inquinamento atmosferico potrebbe essere prevenuto.

Lo studio

Lo studio ha seguito più di 1.000 adulti nel sud-est di Londra per cinque anni, ma i risultati sono rilevanti per città e paesi di tutto il mondo. 

Nel Regno Unito, quasi tutte le aree urbane hanno livelli di inquinamento da particelle superiori alle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità e, in tutto il mondo, il 90% delle persone respira aria sporca.

L’inquinamento atmosferico non è l’unico fattore che può avere un impatto sulla presenza di disturbi mentali, ma è prevenibile“, ha detto il dottor Ioannis Bakolis, docente al King’s College di Londra che ha guidato la ricerca. “L’introduzione di misure per ridurre l’inquinamento atmosferico può rappresentare una misura di salute primaria rara e potenzialmente di impatto per la prevenzione dei disturbi psichiatrici“.

Secondo lo studio, i tassi di disturbi della salute mentale sono più elevati nelle aree urbane, a causa della mancanza di spazi verdi. 

Ricerche recenti hanno collegato l’aria sporca all’aumento dei suicidi e hanno indicato che crescere in luoghi inquinati aumenta il rischio di disturbi mentali. Altre ricerche hanno scoperto che l’inquinamento atmosferico provoca una riduzione “enorme” dell’intelligenza ed è collegato alla demenza. Una revisione globale del 2019 ha concluso che l’inquinamento atmosferico potrebbe danneggiare ogni organo del corpo umano.

La metodologia utilizzata

La ricerca guidata da Bakolis è stata pubblicata sulla rivista Social Psychiatry and Psychiatric Epidemiology e ha utilizzato questionari standard per valutare la salute mentale delle persone nei quartieri londinesi di Southwark e Lambeth nell’arco di cinque anni. 

Ha utilizzato i dati sugli individui per tenere conto di fattori tra cui età, stato socioeconomico, privazione del vicinato e frequenza del bere, fumare e fare esercizio.

Lo studio ha anche tenuto conto dei livelli di rumore, che possono essere difficili da separare dall’inquinamento atmosferico perché il traffico influenza entrambi.

La prof. Anna Hansell, dell’Università di Leicester, ha affermato che la ricerca è stata interessante e condotta con attenzione. Ha anche affermato che sono necessari ulteriori studi utilizzando diverse tecniche statistiche per confermare i risultati.

Tuttavia, ci sono già motivi urgenti per ridurre l’inquinamento atmosferico a causa della sua associazione con malattie croniche e morti premature“, ha dichiarato Hansell. Ha aggiunto che l’esercizio fisico regolare, anche in luoghi inquinati, apporta benefici alla salute mentale e fisica.

Fonte: The Guardian

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L’immagine del giorno: Ristorazione fantasma

Mar, 10/27/2020 - 09:15
Ristorazione fantasma

Le misure anti-contagio imposte nel nostro paese hanno costretto bar e ristoranti ad abbassare le saracinesche alle 18:00, mettendo in difficoltà un settore già duramente colpito dal primo lockdown.

A Roma, uno scheletro è seduto a un tavolo di fronte a un piatto di pasta, come simbolo della crisi in cui verteranno i rappresentanti del settore senza l’aiuto dello Stato.

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Come intagliare la zucca per Halloween e riutilizzare gli scarti

Mar, 10/27/2020 - 09:00

Come si legge dal canale YouTube di Ohga: “Si avvicina la festa più spaventosa dell’anno e anche tu vuoi decorare la tua casa senza spendere tanto e, soprattutto, senza inquinare? Ecco allora un classico per la festa di Halloween che ha da sempre appassionato grandi e bambini: preparare le zucche intagliate. Sembrerà scontato eppure è qualcosa che non passerà mai di moda perché niente da i brividi più di un sorriso maligno che fa luce nelle notti di tempesta. Vediamo come svuotare e preparare una zucca per la festa delle streghe! ” 

Fonte: Ohga

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I 10 migliori film musical

Mar, 10/27/2020 - 07:00

Le sue origini erano nelle opere di gran successo a Broadway e nei teatri di Londra, poi con l’avvento del sonoro il cinema s’impossessa del genere musical. Fantastici movimenti coreografici nel corso del secolo breve hanno accompagnato storie semplici che nel corso del tempo hanno abbandonato le semplici vicende amorose per bagnarsi proficuamente negli avvenimenti politici e nella migliore contaminazione con le culture pop e rock. Il musical al cinema è l’America fatto salva qualche eccezione. Ho scelto per voi i miei migliori dieci film di un genere che ha prodotto innovazioni, sogni, canzoni indimenticabili, star di prima grandezza, trame da operetta e metacinema da Oscar.

BLUES BROTHERS di John Landis, 1980

Un regista geniale come un barman di Chicago mette in scena elementi comici, demenziali e disastrosi. La storia di due fratelli vestiti di nero è strettamente legata alla ricostituzione di una band che suona il rhythm’n’blues. John Belushi e Dan Aykroyd già affermati diventeranno la nuova coppia comica del cinema americano ed entrano nell’immaginario collettivo globale. Il blues ritmato e non triste e iettatorio diventa mainstream per i giovani in tutto il mondo grazie ai classici riarrangiati e splendidamente coreografi che mettono in campo la cultura black di Aretha Franklin, Ray Charles, James Brown, John Lee Hocker, Cab Calloway. Oggi anche gli ultrà dello stadio cantano “Minnie the moucher” perché l’hanno appresa dal film. C’è spazio pure per country e rock ’n’roll. Cult movie che non perde smalto nel corso del tempo. Si vede e si rivede sempre recitando battute e citazioni che hanno fatto soprattutto di Belushi il controeroe dissacrante di una generazione.

CANTANDO SOTTO LA PIOGGIA di Stanley Donen e Gene Kelly, 1952

A pretesto il passaggio complesso dal cinema muto a quello sonoro di un famoso attore che fa coppia con un’attrice antipatica e che si avvale per superare il problema di un amico e di una cantante. L’intreccio aggiunge che i l fan credono che i due attori del muto siano fidanzati da tempo, ritenendoli addirittura una coppia modello del cinema e ciò rende lei ancora più antipatica e insopportabile. Secondo Morandini “una delle migliori commedie musicali sulla storia di Hollywood”. Guerra dei sessi con momenti coreografici indimenticabil, regia di altissimo livello e siparietti comici che non hanno perso freschezza e vigore.

CAPPELLO A CILINDRO di Marck Sandrich, 1935

Nureyev considerava Fred Astaire il miglior ballerino del Novecento. In coppia con Ginger Rogers nei dieci film che hanno girato assieme una delle più celebri coppie della storia del cinema ma questo è sicuramente quello meglio riuscito. Fred è un ballerino e Ginger un’indossatrice. Sceneggiatura densa di equivoci, ingredienti degni di commedia plautina e tecniche alla Goldoni che si avvalgono di strepitose coreografie che ricostruiscono in studio anche Londra e Venezia. I tacchi scandiscono un ritmo indiavolato di tip tap funambolico, esibizione in teatro con Fred nel celebre numero in cui abbatte i ballerini con il bastone adoperato come fucile. Nella colonna sonora anche un accenno di tarantella italiana. La canzone “Cheek to cheek” diventerà un classico.

LA LA LAND di Damien Chazelle, 2016

Un pianista jazz e un’aspirante attrice si innamorano mentre sono entrambi impegnati a inseguire le proprie ambizioni e i propri sogni, ma le cose cambiano non appena cominciano a raggiungere il successo. A Los Angeles rinasce il genere omaggiando e citando la grande storia del musical cinematografico. Ambientato lungo l’arco delle quattro stagioni poggia sul grande talento artistico e carismatico di Emma Stone e Ryan Gosling. Spettacolari coreografie realizzate per strade e negli studios. Riflessione incantata ma reale sulla società dello spettacolo e le difficoltà del successo che attraverso la regia determinata di un giovane riattualizza i canoni del genere. Chezelle ha affermato di aver preso un vecchio musical e lo ha calato “nella vita reale in cui le cose sempre non funzionano”. Sei Oscar e pioggia d’incassi in tutto il mondo.

WEST SIDE STORY di Robert Wise, 1961

Prendi “Romeo e Giulietta”, trasforma i Montecchi e i Capuleti in due bande dei quartieri popolari della Grande Mela e con le musiche di un certo Bernstein che avevano trionfato a Broadway nell’omonimo musical e avrai un clamoroso successo premiato con dieci Oscar che ne fanno un classico purtroppo spesso dimenticato dalle programmazioni televisive e sconosciuto alle giovani generazioni. Canzoni stupende, coreografie meravigliose spesso girate dal vero nelle strade dove è ambientata la tragica storia che si avvale anche della recitazione di Natalie Wood ma è doppiata nelle canzoni. L’attenzione ai temi sociali e le tecniche innovative riformarono il genere.

CABARET di Bob Fosse, 1972

Da un successo di Broadway la storia ambientata nella Berlino nazista di una spogliarellista che canta in un cabaret trasgressivo e decadente e arrotonda accompagnandosi a ricchi signori. Ispirato a Kurt Weil e Brecht è secondo Mereghetti “uno dei musical moderni più riusciti e famosi in perfetto equilibrio tra vis comica e tensione drammatica”. Una superlativa Liza Minnelli, figlia del grande regista di musical Vincent e di Judy Garland, canta e diventa un’icona dello mondiale. Il film mette in spettacolo la vita quotidiana della Repubblica di Weimar in un titolo che divide la critica. Mi metto dalla parte di chi lo considero punto di svolta del musical adulto. Otto Oscar.

HAIR di Milos Forman, 1979

La guerra del Vietnam attraverso una recluta che dalla provincia arriva a New York e incontra gli hippy pace amore e libertà era la materia di uno dei primi musical alternativi di successo che aveva destato inevitabile scandalo tra i benpensanti e convinta adesione tra liberal e aderenti al Movimento di contestazione alla guerra sporca. Ci vorranno anni per trasportarlo al cinema grazie ad un regista geniale profugo dalla Cecoslovacchia comunista e diventato americano. Il film è molto innovativo come annota Morandini perché “il suo ritmo non è scandito dai numeri musicali, ma dal montaggio che costruisce i balletti”. Le canzoni “Aquarius” e “Hair” restano come inno pacifista, “Let the sun shine” nel finale costruisce una riuscita tensione drammatica evitando l’happy end e costruendo un revival indelebile della controcultura americana.

GREASE di Randal Kleiser, 1978

John Travolta fresco reduce del successo della “Febbre del sabato sera” fa coppia perfetta con Olivia Newton John in un musical preso da Broadway e che diventa il musical di maggiore incasso tratto dalla cultura e dallo stile di vita anni Cinquanta. Molto scanzonato e perfettamente ballato contamina il musical classico con la cultura dei fumetti e l’intrattenimento divertente dell’ultimo anno di scuola all’epoca in cui i giovani erano finalmente diventati consumatori necessari. Senza pretese sociologiche divenne un classico creando identificazione e revival nei teenagers di tutto il mondo occidentale che iniziarono ad usare brillantina, cotonature e giubbotti di pelle. Sempre bello da rivedere.

IL MAGO DI OZ di Victor Fleming, 1939

Primo film con alcune sequenze a colori (“Il cantante di jazz” era stato invece il primo film sonoro della storia del cinema a riprova del carattere innovativo del musical) che va ascritto oltre che al regista di “Via col vento”al genio, anche ad Arthur Fred il più celebre producer di musical hollywoodiani. Quattromila costumi per mille figurazioni e molti nani che invadono gli studios in una storia tratta da un libro ma che negli Stati Uniti è memoria collettiva per i bambini di diverse generazioni grazie ad uno dei film più celebri della storia del cinema. Ottimi effetti speciali per l’elogio della fuga e del sogno della minorenne Judy Garland (era già una piccola star affermata) verso il mago di Oz in compagnia di uno spaventapasseri, un leone codardo e un omino di latta. Oscar per l’adattamento musicale e anche alla intramontabile canzone “Over the rainbow”. Ricolorato in anni recenti.

THE ROCKY HORROR PICTURE SHOW di Jim Sharman, 1975

Due fidanzati in una notte di pioggia finiscono in un sinistro castello. Ma il mito di Frankenstein è genialmente modificato perché i tempi sono cambiati e quindi protagonista della storia è un transex extraterrestre che per il proprio piacere si è costruito un muscoloso biondone. Tratto da un musical inglese il film si affermò non con le prime uscite ma con l’adozione dei gruppi gay, trans e alternativi che nelle proiezioni di mezzanotte si vestivano come i protagonisti del film dando vita ad uno spettacolo nello spettacolo. Il fenomeno ha riguardato anche Milano dove il film è programmato ancora oggi dal 1976 al cinema Mexico. Cult movie che sa unire le atmosfere dell’horror e fantascienza di serie B con le suadente ambiguità del glam rock. La fidanzatina ingenua è Susan Sarandon.

Proteste e scontri da Torino a Catania | Ammutinamento dell’Alto Adige | Renzi: “Riaprire tutto”

Mar, 10/27/2020 - 05:25

Corriere della Sera: Proteste e scontri, da Torino a Catania cittadini in piazza contro le misure anti-Covid;

Il Giornale: Da Conte solo contraddizioni: i Dpcm sono pieni di assurdità;

Il Manifesto: Regione Lombardia, corsa al reclutamento di medici e infermieri;

Il Mattino: Usa, Biden a una settimana dal voto: «Scaramanzia, non mi fido dei sondaggi»;

Il Messaggero: In Alto Adige si può sciare, ristoranti aperti fino alle 22: «La loro chiusura ucciderebbe le montagne»;

Ilsole24ore: La crisi tra Azerbaijan e Armenia mette a rischio anche gli interessi strategici dell’Italia;

Il Fatto Quotidiano: “Riaprire tutto”: Renzi supera perfino il centrodestra. Zingaretti: ‘Non serio stare in cdm e fare opposizione. Dpcm fatto con ragione. Nemico è virus, non le regole’;

La Repubblica: Proteste nelle città: molotov a Milano, incidenti a Torino, Napoli e Trieste;

Leggo: Ricciardi: «Per abbattere l’indice di contagio serve un altro lockdown vero»;

Tgcom24: Vaccino Oxford, “le prime 2-3 milioni di dosi in Italia” | “Generata forte risposta immunitaria negli anziani”;

Daniela Rosi presenta “La Legge della Tromba”

Lun, 10/26/2020 - 18:00


La legge della Tromba è un film straordinario. Ce lo presenta Daniela Rosi, scenografa di formazione, curatrice d’arte, presidente e direttore artistico del LAO, un progetto che ha come scopo la ricerca, il sostegno e la promozione degli artisti outsider.

Daniela Rosi presenta La Legge della Tromba

La legge della Tromba è un film straordinario. Ce lo presenta Daniela Rosi, scenografa di formazione, curatrice d’arte, presidente e direttore artistico del LAO, un progetto che ha come scopo la ricerca, il sostegno e la promozione degli artisti outsider.

Pubblicato da Jacopo Fo su Venerdì 2 ottobre 2020 Jacopo Fo

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Jacopo Fo presenta il V Festival dell’Outsider Art e dell’Arte Irregolare

Che cos’è il Movimento della Transizione?

Lun, 10/26/2020 - 16:00

Cosa faremo quando, prima o poi, crisi economica, riscaldamento globale, cambiamenti climatici, crisi delle risorse, faranno a pezzi la nostra economia e le nostre comunità?
Il Movimento della Transizione nasce proprio per prepararci a questa fase, cambiando radicalmente l’idea di sfruttamento delle risorse, di economia e di rapporti tra cittadini.
Intervista a Davide Bochicchio, Medico Veterinario con un Dottorato in alimentazione.

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Link di approfondimento: http://transitionitalia.it/

Video di Martina De Polo e Francesco Saverio Valentino

18:00

Lun, 10/26/2020 - 15:01

Cari voi,

voi che “la gente muore e questi pensano ai bar”
voi che “andavano in barca fino all’anno scorso e adesso non hanno i soldi per pagare i dipendenti” voi che “con tutto quello che hanno evaso”. 

Voi che queste considerazioni le fate in sella alla vostra bici da 600 euro comprata con il bonus, voi che a fine mese lo stipendio arriva fisso, e magari anche la tredicesima ad agosto. 

Cari voi, 

ricordatevi che le piazze se non si attraversano non si giudicano e certo, potete liberamente scegliere di accontentarvi della narrazione mediatica e condizionata attraverso cui si racconta la nostra categoria, o guardare alla sua reale composizione.

O leggere le parole che scriviamo.

Ancora e ancora non chiediamo di restare aperti quando i decessi aumentano e i contagi salgono. Ma chiudere prima di cena significa di fatto non avere la possibilità di lavorare e l’unica conseguenza certa e l’accelerazione sulla strada del fallimento. 

Chiudere prima di cena significa la paralisi di un settore produttivo che è uno dei maggiori traini dell’economia italiana. Significa uccidere i piccoli come i grandi: la filiera agroalimentare ha canali estremamente ramificati, dal fallimento di un ristorante a Milano ne può conseguire quello dell’azienda di un micro-allevatore nelle Murgie.

Quello che chiediamo è di avere la possibilità di legittimare le richieste di indennizzi proporzionati alle perdite subite per metterci nelle condizioni di superare il crollo dei fatturati. Come i ristori a fondo perduto, il credito d’imposta per le locazioni commerciali e gli affitti d’azienda. Le moratorie fiscali per agevolare l’accesso al credito e la continuità degli ammortizzatori sociali.

Questo senza darvi la possibilità di dire “e ma tanto stanno aperti, se non lavorano è colpa loro”.

Non a caso stamani il viceministro dell’Economia Antonio Misiani a proposito dei contributi alle imprese colpite dal nuovo Dpcm si è espresso così: “Più soldi a chi dovrà chiudere 24 ore su 24, ci sarà quindi una differenziazione per chi terrà aperto fino alle 18.00”.

Bene, questa nuova misura costerà altri 2,7 miliardi di euro a un settore già allo stremo, senza proporzionate compensazioni di natura economica (capite bene) sarà il colpo di grazia. Un colpo di grazia inflitto a migliaia e migliaia di persone e alle loro famiglie. Senza prendere in considerazione poi, che risarcire il termine della filiera, non significa risarcire l’intera filiera. 

Ecco, a voi che “alle 18 stacco, pizza e film sul divano non è poi un grande sacrificio” la prossima volta, prima di parlare, pensate ai tanti che “alle 18 stacco, e domani non apro”.

Ecco il modulo di autocertificazione per uscire durante il coprifuoco

Covid-19, “Una notizia fantastica!”

Hai mai pensato? #FermiamoLaDevastazione

Lun, 10/26/2020 - 14:00
Athamanta

Athamanta è un percorso nato nel 2020 a Massa-Carrara, uno spazio di discussione, autorganizzazione e sperimentazione politica intorno al tema dell’estrattivismo nelle Alpi Apuane. Nato dalla collaborazione tra il CSOA Casa Rossa Occupata e Friday For Future Carrara, ad oggi vede partecipare diverse realtà e soggetti singoli che hanno interesse nell’elaborare un discorso comune sul tema dell’estrazione sistemica nei territori apuani. Il nome Athamanta richiama una specie endemica della flora apuana a rischio di estinzione a causa delle attività estrattive e dei cambiamenti climatici. L’obiettivo di Athamanta è diffondere coscienza critica ed agire per un cambiamento sistemico.

Il percorso ha come pratiche l’autoformazione, l’inchiesta, l’informazione e l’azione. I macrotemi trattati sono quelli connessi alle pratiche estrattive intese come meccanismi di messa a valore di un territorio in funzione delle sue risorse. Particolare attenzione è data ai conflitti ambientali che ne derivano e alle pratiche che è possibile mettere in campo per contrastarne le ricadute negative, non solo sul piano ambientale ma anche sociale, economico e politico, mostrandone l’interconnesione e la complessità.

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Ecco il modulo di autocertificazione per uscire durante il coprifuoco

Lun, 10/26/2020 - 13:44

Il modulo di autocertificazione per spostarsi in Lombardia, Campania, Lazio, Piemonte e Calabria durante il coprifuoco imposto nel tentativo di rallentare la diffusione del coronavirus è scaricabile a questo link o stampando l’immagine sotto.

Il modulo si può utilizzare per muoversi nel caso in cui sussistano le “comprovate esigenze”. Possiamo portarne con noi una copia in bianco, da compilare solo nel caso in cui ci sia un controllo da parte delle forze dell’ordine.

In Lombardia, il modulo è utile fino al 13 novembre per spostarsi da casa o tornare a casa oltre l’orario che va dalle 23 alle 5, dichiarato “coprifuoco”. Si ammettono spostamenti solo per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o di urgenza e per motivi di salute. Nel Lazio, il coprifuoco vieta gli spostamenti allo stesso modo, ma dalle 24 alle 5. In Piemonte il coprifuoco inizia stasera e sarà valido almeno fino a venerdì 13 novembre per ridurre gli spostamenti tra le 23 e le 5. In Calabria il coprifuoco è in vigore per due settimane da sabato scorso, da mezzanotte alle 5 del mattino.

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“Mascherine e distanziamento abbassano di mille volte la carica virale del Sars-Cov2”

Covid-19, “Una notizia fantastica!”

Lun, 10/26/2020 - 13:20

“Il vaccino AstraZeneca-Oxford sembra in grado di stimolare una robusta risposta immunitaria anche negli anziani. Non potete immaginare quanto buona sia questa notizia. È fantastica. Si tratta di una indiscrezione del Financial Times ma se è vera ci rende felici”, parla il virologo Roberto Burioni in un post sulla pagina Facebook di Medical Facts, passando poi a spiegare nel dettaglio le motivazioni.

Ecco perché…

“Molti vaccini sono poco efficaci nello stimolare la risposta negli anziani, per esempio quello contro l’influenza. Nel caso di un vaccino contro Covid-19 questa caratteristica negativa sarebbe eccezionalmente dannosa, visto che il virus è particolarmente pericoloso nelle persone anziane. Se così fosse, l’unico modo per proteggerle sarebbe raggiungere l’immunità di gregge vaccinando tutti gli altri: ma non è cosa facile”, spiega Burioni.

“Se invece – come sembra – il vaccino induce un’ottima produzione di anticorpi e altre risposte immunitarie anche negli anziani, questo significa che quando sarà dimostrata la sua efficacia nella popolazione generale (stiamo attendendo il risultato del trial) è legittimo aspettarsi che sarà efficace anche negli anziani. Il che – credetemi – è importantissimo nella lotta contro questo virus”.

“Come ho detto e ripetuto, ancora non sappiamo se ci sarà un vaccino efficace. Ma tra pochissimo lo sapremo e speriamo siano buone notizie. Non è possibile fare alcuna previsione sulle date, ma teniamo duro perché potremmo essere davvero all’ultimo chilometro di una difficilissima tappa in salita, e se non molliamo possiamo vincerla”, ha concluso l’esperto.

Ecco il modulo di autocertificazione per uscire durante il coprifuoco

Covid-19, 100 scienziati: “Lockdown subito per evitare una strage”

Il Cile vota “Sì”, così cancellerà la Costituzione di Pinochet

Lun, 10/26/2020 - 11:00

Domenica circa il 78% degli elettori cileni ha votato “Sì” al referendum per la modifica della Costituzione scritta all’epoca della dittatura di Augusto Pinochet.

Una vittoria della democrazia

Il presidente cileno Sebastián Piñera non ha nemmeno aspettato la fine del conteggio per rivolgersi al Paese. “Oggi abbiamo dimostrato ancora una volta la natura democratica, partecipativa e pacifica dello spirito cileno. […] Fino ad ora la Costituzione ci ha divisi. Da oggi dobbiamo tutti collaborare affinché la nuova Costituzione sia uno spazio di unità, stabilità e futuro ”

“Renace”

Dopo la chiusura delle urne alle 20:00, migliaia di persone si sono radunate in Plaza Italia nel centro di Santiago per “una grande festa” con tamburi, bandiere e canti, descrive la CNN Chile . Il canale riporta che la parola “renace” (rinascita) è stata proiettata da un collettivo di artisti sulla torre Telefónica, che domina la piazza. È qui che è iniziato circa un anno fa il movimento di protesta che ha portato al voto di domenica.

Placa Italia di Santiago del Cile 

Una grande partecipazione

La giornata è stata segnata, riporta Infobae , dalla più alta affluenza alle urne dall’introduzione del voto non obbligatorio nel 2012. Quasi 15 milioni di cileni sono stati chiamati a votare. Sono state osservate lunghe code nonostante la pandemia con molti giovani cileni, tanti dei quali si erano astenuti nelle elezioni presidenziali del 2017.

Gustavo Gatica

Biobiochile si concentra in  particolare sul caso di Gustavo Gatica, un giovane di 21 anni che ha perso la vista dopo essere stato ferito da colpi di arma da fuoco dei carabinieri (polizia locale) durante una manifestazione nel novembre 2019. Le immagini di lui alle urne con il suo compagno sono diventate virali.

Gustavo Gatica

Un’assemblea costituente senza parlamentari

Il popolo cileno doveva anche decidere il tipo di assemblea costituente che desiderava nominare. L’80% degli elettori ha scelto un gruppo composto interamente da cittadini (con parità di genere) piuttosto che una “soluzione mista” di cittadini e parlamentari.

Il presidente cileno di centrodestra deve ora “garantire che questo processo avvenga in pace” , avverte il politologo Kenneth Bunker sul canale 24 Horas.

L’iter per la nuova Costituzione

Questo voto segna l’inizio di molti lunghi mesi di lavoro.

In primo luogo, il paese tornerà alle urne l’11 aprile 2021 per eleggere i 155 membri dell’Assemblea costituente. Questo organismo avrà quindi nove mesi per preparare una proposta di nuova Costituzione che verrà sottoposta all’approvazione attraverso un nuovo referendum. La ratifica della nuova Costituzione non dovrebbe quindi avvenire prima del 2022.

Un primo passo

Qualunque cosa accada, afferma la Bbc , la nuova costituzione non basterà a risolvere tutti i problemi del Paese, ma rappresenta “un primo passo molto importante per ristabilire l’equilibrio sociale in Cile”.

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La carne bio non aiuta il clima

Lun, 10/26/2020 - 07:00

Mangiare carne “biologica” non aiuta l’ambiente. Lo sapevamo già, ma uno studio della Cranfield University, pubblicato su Nature Communications, smonta definitivamente uno dei princiapli luoghi comuni sul consumo di carne. L’allevamento bio è più rispettoso dell’ambiente e delle biodiversità. Chi vive in una zona dove si coltiva o si alleva in modo bio mangia meglio e gode di una qualità dell’aria migliore: il biologico infatti abbatte le emissioni nocive degli allevamenti “intensivi”, dove cioè un gran numero di animali è compresso in aree ristrette e spesso in grave sofferenza. Si stima che il 15% del totale mondiale delle emissioni di gas serra è di origine zootecnica.

Tuttavia la modalità di produzione bio ha una resa in quintali di carne per ettaro molto inferiore rispetto all’intensivo. Proprio come per l’agricoltura bio, usando meno fertilizzanti e diminuendo lo sfruttamento del terreno (facendolo ad esempio “respirare” con la rotazione delle colture) si avrà una migliore qualità dell’aria, ma meno raccolto.

Secondo lo studio, se tutte le aree agricole e zootecniche del Regno Unito si convertissero al biologico, ci sarebbe un calo locale delle emissioni a effetto serra del 20% per le colture e del 4% per gli allevamenti, ma ci sarebbe un crollo della produzione addirittura di un -40%, con conseguente aumento delle importazioni compensative o del suolo adibito. In Europa il consumo di suolo a questo scopo dovrebbe moltiplicarsi per 5, mediamente, dicendo quindi addio a buona parte di parchi e foreste. 

L’unica soluzione, conferma lo studio, è cambiare schema di alimentazione, riducendo i consumi di carne (come succede ad esempio in Argentina!): molto meno, come suggerisce anche una proposta Onu, ma biologica. Allora sì che la conversione al biologico porterebbe un vero taglio alle emissioni globali.