Jacopo Fo: Dario Fo e Franca Rame. La nostra storia - Come vi racconto i miei genitori

‘Dario Fo e Franca Rame. La nostra storia’, come vi racconto i miei genitori

Negli ultimi mesi mi sono dedicato a intervistare decine di persone che hanno lavorato o che erano amiche dei miei genitori. È stata un’esperienza molto emozionante. Ho trovato grandissimo affetto nei loro confronti e storie inedite anche per me. E ho scoperto aspetti del loro carattere che non conoscevo.

Ad esempio Cochi Ponzoni mi ha raccontato di quando un giorno, sulla spiaggia di Cesenatico, erano insieme a Enzo Jannacci e Renato Pozzetto e mio padre si mette a scrutare il mare e poi indica un punto all’orizzonte ed esclama: “Guardate, laggiù, una nave sta affondando!“. Gli altri tre capiscono il gioco al volo e si mettono a indicare anche loro: “Sì, laggiù. Guardate!”. In pochi minuti una piccola folla si riunisce e si scatena un’allucinazione collettiva… Non pensavo che mio padre da giovane fosse così poco serio!

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"In fuga dal Senato" di Franca Rame al Teatro Comunale di Cesenatico

In occasione della Festa della Donna, Mario Pirovano e Sara Bellodi recitano al Teatro Comunale di Cesenatico lo spettacolo "In Fuga dal Senato" di Franca Rame, portato in scena per la prima volta nel 2013 da Dario Fo.

Mercoledì 8 marzo 2017 alle ore 21.00. Per maggiori informazioni clicca qui

 

 


Mario Pirovano porta in scena Mistero Buffo di Dario Fo a Biella

Il 18 Febbraio 2017 alle ore 20.30 presso il Teatro Sociale Villani di Biella.

Per anni Dario Fo ha condotto ricerche sulla cultura popolare indagando su testi in lingua volgare, in latino ed in lingue neolatine. Li ha tradotti, riscritti, riadattati fino a dar loro una chiave teatrale, sotto forma di giullarate.
I giullari recitavano nei mercati, nelle piazze, nei cortili e qualche volta addirittura dentro le chiese. E di giullarate è composto “Mistero Buffo”, lo spettacolo più famoso di Dario Fo, sulle radici del teatro popolare, quello dei giullari, della commedia dell’arte e dei misteri. Il termine “mistero” è usato già nel II°, III° secolo dopo Cristo per indicare una rappresentazione sacra.
Un mistero buffo è dunque uno spettacolo grottesco, una rappresentazione che nasce dal popolo, un mezzo di espressione popolare ma anche di provocazione e di agitazione delle idee. Il “Mistero Buffo” di Dario Fo è stato riproposto dal ’69 ad oggi in oltre 5.000 allestimenti in Italia e all’estero e viene ormai considerato un ‘classico’ del Novecento. Numerose sono le giullarate che compongono il”Mistero Buffo”: “Le Nozze di Cana”, “La Resurrezione di Lazzaro”, “Dedalo e Icaro”, “Caino e Abele”, “Il Grammelot di Scapino”, “Il Grammelot dell’Avvocato Inglese”, “La fame dello Zanni”, “Bonifacio VIII”, “La nascita del villano”, “Il cieco e lo storpio”, “Il matto e la morte”, “Rosa fresca aulentissima”, “La strage degli innocenti”, “Il primo miracolo di Gesù Bambino” “Maria alla Croce” (con Franca Rame) ed altre ancora. La lingua in cui vengono recitate è un particolare insieme di dialetti delle regioni settentrionali e centrali dell’Italia, una lingua sempre perfettamente comprensibile grazie alla forza della gestualità che accompagna la narrazione. Si tratta di un monologo senza scenario, senza musica, senza costumi, che sollecita l’immaginazione e la partecipazione degli spettatori al punto da rendere quasi visibile, sulla scena, una molteplicità di personaggi, di oggetti e di luoghi.

Pirovano ci presenta quattro di queste giullarate: – “La fame dello Zanni” racconta, utilizzando anche il grammelot, la storia di una fame atavica attraverso gli sproloqui e le contorsioni di uno Zanni (nome con cui venivano indicati i contadini del Cinquecento nelle campagne del Veneto). – “La Resurrezione di Lazzaro” è la descrizione parodistica del miracolo più popolare del Nuovo Testamento, vissuto come grande happening del tempo. La drammaticità del momento si intreccia alla comicità delle diverse situazioni e dei diversi personaggi a cui la voce dell’ attore dà vita. – “Il primo miracolo di Gesù Bambino” è il poetico racconto tratto dai Vangeli apocrifi che descrive come il piccolo Jesus, che fa volare gli uccellini di argilla fatti dai compagni, reagisce alla prepotenza di chi glieli distrugge. – “Bonifacio VIII” ci presenta il Pontefice prima nella magnificenza della sua vestizione, poi nel suo incontro-scontro con Gesù. E’ il classico anacronismo medioevale teso a sottolineare l’immensa differenza tra i due.

Lo spettacolo è uno straordinario impasto comico-drammatico. I continui richiami all’attualità, che fanno da cornice ai quattro brani, svelano il presente con le sue false ingenuità ed ipocrisie, regalando al pubblico momenti di riflessione e anche di incontenibile comicità.

Ingresso: settore unico 15€. (più diritti di prevendita)

Prevendite:

Cigna Dischi, via Italia,10 (Biella)
tel. 015 21802, 9-12,30 e 15-19,30

Papermoon, via Galimberti 37, (Biella)
tel. 015 405395, dal lunedì al sabato 8.30-19

Libreria Arcadia, via Mazzini, 88 (Cossato)
tel. 015-927148 dal martedì al sabato 9,15-12,15 e 15,30-19.

Il Contato del Canavese
tel. 0125/641161
www.ilcontato.it
biglietteria@ilcontato.it
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Marina De Juli porta in scena “Ho visto un re" tratto da “Mistero Buffo” di Dario Fo e altre storie dal 23 febbraio a Milano

Da Giovedì 23 a Sabato 25 febbraio 2017 - ore 21.00

Domenica 26 febbraio 2017 - ore 16.00

Uno spettacolo ricco di canzoni, brevi racconti, poesie e soprattutto fabulazioni da “Mistero Buffo”, una delle più importanti e conosciute opere di Dario Fo, nelle quali si riscoprono i personaggi della Bibbia secondo una cultura e una sensibilità popolare, più umani che divini, sanno piangere, ridere, amare e ribellarsi.
Così Maria in “Maria sotto la croce” è una madre che si ribella e lotta per salvare il figlio; ne “Le nozze di Cana” Cristo è un uomo che invita tutti a saper gioire fino in fondo della bellezza della vita. E ancora ne “Il primo miracolo di Gesù bambino”, Gesù è un bimbo uguale a tanti altri, straniero in terra straniera, che si sente solo, ha difficoltà a rapportarsi con gli altri ragazzini del luogo che non lo accettano perché forestiero, e che si inventa un gioco bellissimo, un miracolo, per farsi voler bene. Un omaggio ai miei due maestri, giullari dei nostri tempi, Dario Fo e Franca Rame, che hanno per una vita raccontato la nostra storia, sbeffeggiato il potere, cercato di ridare dignità agli umili.

Marina De Juli studia come attrice classica, viene a contatto con la Commedia dell'arte, nel 1991 affronta un provino per la Compagnia di Fo-Rame e inizia la sua esperienza più significativa con questi due “mostri sacri” del teatro.
Oltre a spettacoli con artisti quali Giorgio Albertazzi, Gianrico Tedeschi, Marina Massironi, Antonio Catania e altri, mette in scena spettacoli della coppia Fo-Rame, omaggi a Fo, Rame, Jannacci, Gaber, De Andrè.
Scrive “La storia de le meraviglie del mondo”, giullarata medievale tra i viaggi di Marco Polo e spettacoli per bambini. Pubblica “Allegra, signora fame”, la storia di un bambino che cresce tra il 1928 e il 1945 in un paese della bassa milanese, il suo primo racconto.

Franca Rame ha detto: "...Ho visto le mie pièces recitate da grandi attrici in Italia, al National Theatre di Londra, in Scandinavia, a New York e in altre parti del mondo, ma, pur non togliendo nulla alla bravura di quelle interpreti, devo riconoscere che l'autenticità di Marina nel rappresentare i miei personaggi, è stata raramente raggiunta."

Prenotazioni via mail a info@viaggiosumarte.com, Indicando: data spettacolo, nominativo, numero biglietti.
I biglietti verranno pagati (solo contanti) e ritirati direttamente alla cassa il un’ora prima dello spettacolo.

PROMOZIONE SPECIALE SPETTACOLO:
PREZZO SPECIALE € 10,00 A BIGLIETTO anziché euro 17,00 per chi prenota ora “Ho visto un re" tratto da “Mistero Buffo” di Dario Fo e altre storie

Teatro di Vetro - Fabbrica di lampadine
via Ludovico di Breme,79
Milano
www.teatrodivetro.it - Ufficio 0236799174

 


Comunicato Stampa: dal 13 febbraio su Rai5 va in onda per la prima volta DARIO FO E FRANCA RAME. LA NOSTRA STORIA.

RAI5: DARIO FO E FRANCA RAME. LA NOSTRA STORIA.
Novant’anni di storia italiana attraverso due grandi artisti
Dal 13 febbraio alle 22.15 su Rai5

Una rilettura degli ultimi sessant’anni di storia del teatro e della società italiana attraverso gli spettacoli e la biografia del premio Nobel Dario Fo e della sua compagna d'arte e di vita, Franca Rame. Tra citazioni di commedie, monologhi, interviste e immagini di repertorio, Rai Cultura rivive l'epopea del nostro Paese dal punto di vista dell' "ultimo giullare" grazie a un ciclo inedito di documentari dal titolo “Dario Fo e Franca Rame. La nostra storia”, in onda a partire da lunedì 13 febbraio alle 22.15 su Rai5.

Gli appuntamenti, che Rai5 dedicherà ai due artisti in tutto il 2017, saranno 25 e saranno articolati in cicli composti da cinque documentari ciascuno, incentrati su temi specifici della biografia della coppia e della vita del Paese. Il primo ciclo di cinque appuntamenti, in onda dal 13 febbraio al 13 marzo in seconda serata, ripercorrerà l’arco temporale che dall’infanzia dei due artisti arriva ai primi anni ’60: sono gli anni della formazione e dell’incontro tra Dario e Franca e dell’inizio del sodalizio esistenziale ed artistico tra i due, tra difficoltà economiche e sperimentazioni ardite in ambito teatrale, fino all’approdo al cinema e alla televisione, culminato nell’esperienza travagliata di “Canzonissima” nel 1962.

Il primo appuntamento, dal titolo: “Buon compleanno Dario Fo!”, rievocherà i festeggiamenti per i 90 anni dell’artista e ricorderà le tappe salienti della sua storia artistica e personale. Lunedì 20 febbraio sarà la volta del documentario dedicato all’infanzia, in cui i due artisti racconteranno le rispettive fanciullezze. A seguire, lunedì 27 febbraio l’episodio dal titolo “Brera” descriverà gli anni della formazione e dell’incontro fra Dario e Franca. Poi, lunedì 6 marzo, la puntata “Il cinema, Carosello, Le farse” si concentrerà sugli anni in cui la coppia intraprende l’avventura del cinema e di Carosello, e scoprirà nelle farse l’utilizzo inedito e quasi acrobatico del corpo. Il ciclo si concluderà lunedì 13 marzo con una puntata dedicata alle commedie e all’esperienza di Canzonissima, dove la coppia mise in scena gli sketch che scatenarono la reazione della censura.

Filo conduttore di ogni puntata saranno i racconti di Dario e Franca, accompagnati da frammenti di film tratti dall’archivio Rai e da immagini inedite corredate da animazioni e interventi di Jacopo Fo su aneddoti familiari. L’archivio della famiglia Fo, ideato e costruito da Franca Rame, diventa così fonte di notizie e nodo centrale da cui si sviluppa la storia della famiglia e dell’Italia. I materiali di repertorio saranno accompagnati da interviste a personaggi che hanno conosciuto i due artisti (tra gli altri Gino Paoli, Stefano Benni, Dacia Maraini, Paola Cortellesi, Paolo Villaggio, Gianni Minà) e dalla sintesi di spettacoli teatrali, introdotti di volta in volta da una presentazione di Dario e Franca o da coloro che vi hanno partecipato direttamente.

In chiusura di ogni puntata, infine, anche alcuni minuti tratti dai corsi di teatro tenuti dalla coppia.

Definire Franca Rame e Dario Fo solo attori è riduttivo: ogni puntata affronterà anche il Dario Fo pittore, scenografo e cantante, compositore e regista di opere liriche. Di Franca saranno ricordati l’impegno come attivista ed editor teatrale tra le migliori al mondo, nonché il suo lavoro per l’archivio di famiglia e le sue battaglie politiche e sociali.

 

Ufficio Stampa - Compagnia Teatrale Fo Rame
Mattea Fo
Tel. +39 345 6308663
info@francarame.it

 

 


Conferenza Stampa: Quasi per caso una donna - Cristina di Svezia

“Alla sua nascita, le dame di corte che presenziavano al parto esplosero in un tripudio.
«E` maschio! » grido` qualcuna di loro. « Evviva il re! » risposero le altre nobili dame. Ma era una notizia falsa.
Di lì a poco apparve evidente che il neonato, nonostante la corporatura robusta e qualche tratto che poteva indurre in inganno, era una femmina, con una capigliatura subito folta, un viso dalla carnagione un po’ scura, sana e vivace. Pare che invece di emettere il solito pianto dopo la sculacciata della levatrice, la bimba avesse fatto una sonora risata...”

Cristina di Svezia, nata e cresciuta in un’Europa travolta dalla Guerra dei Trent’anni, si troverà più volte al crocevia di questioni religiose e di potere, di politica e di sesso, dando prova di essere una spericolata protagonista del suo tempo. Educata dal padre a sostenere il peso e le responsabilità di un ruolo tipicamente maschile, Cristina sceglierà di assumere atteggiamenti e abiti da uomo e amerà soprattutto le donne. Si circonderà di filosofi e artisti, da Cartesio a Pascal a Molière. Lasciato il trono di Svezia si convertirà al cattolicesimo per trasferirsi a Roma, dove darà vita al movimento artistico che, alla sua morte, nel 1689, porterà alla fondazione dell’Accademia dell’Arcadia.

Edito da Guanda QUASI PER CASO UNA DONNA è in libreria dal 2 gennaio 2017, pubblicato nella collana “Narratori della Fenice”. 160 pagine attraverso le quali Dario Fo ci racconta la storia di una donna emancipata, una regina indipendente e insofferente a ogni vincolo, che ha molto da raccontare al mondo di oggi.

Sant'Ivo alla Sapienza ai tempi di Cristina di Svezia era sede dell'università dove la regina, durante la sua permanenza in città, si recava a seguire le lezioni. Per l'occasione verranno esposti al pubblico alcuni documenti d'archivio relativi alla storia della nostra protagonista.

 

L'ingresso alla conferenza stampa è libero fino a esaurimento posti.

Per maggiori informazioni scrivere a info@francarame.it


"Quasi per caso una donna: Cristina di Svezia" - L'ultimo libro di Dario Fo in libreria dal 2 gennaio 2017

QUASI PER CASO UNA DONNA 
CRISTINA DI SVEZIA

DARIO FO 

 Dal 2 gennaio 2017
in libreria

“Alla sua nascita, le dame di corte che presenziavano al parto esplosero in un tripudio. « E` maschio! » grido` qualcuna di loro. « Evviva il re! » risposero le altre nobili dame. Ma era una notizia falsa. Di lı` a poco apparve evidente che il neonato, nonostante la corporatura robusta e qualche tratto che poteva indurre in inganno, era una femmina, con una capigliatura subito folta, un viso dalla carnagione un po’ scura, sana e vivace. Pare che invece di emettere il solito pianto dopo la sculacciata della levatrice, la bimba avesse fatto una sonora risata...”

Questa e` la storia di una "regina impossibile", sovrana colta e ribelle, ammirata e avversata, imprevedibile e coraggiosa. 

Cristina di Svezia è l’ultima eroina narrata da Dario Fo: una donna in tutto fuori dal comune, una donna che il Premio Nobel racconta dandole voce tra documenti e teatro.

Dario Fo ha interrogato testi storici conservati negli archivi di stato, osservato i dipinti che la ritraggono, ripreso le cronache dell’epoca, e un po’ l’ha anche immaginata, per restituirle la sua straordinaria unicità.

Cristina di Svezia, nata e cresciuta in un’Europa travolta dalla Guerra dei Trent’anni, si troverà più volte al crocevia di questioni religiose e di potere, di politica e di sesso, dando prova di essere una spericolata protagonista del suo tempo. Educata dal padre per sostenere il peso e le responsabilità di un ruolo tipicamente maschile, Cristina sceglierà di assumere atteggiamenti e abiti da uomo e amerà soprattutto le donne. Si circonderà di filosofi e artisti, da Cartesio a Pascal a Molière. Lasciato il trono di Svezia si convertirà al cattolicesimo per trasferirsi a Roma, dove darà vita al movimento artistico che, alla sua morte, nel 1689, porterà alla fondazione dell’Accademia dell’Arcadia.

Dopo La figlia del papa (edito da Chiarelettere), Dario Fo si è dedicato a questa grande figura femminile: una regina, Cristina, che, leggendo questo libro, vi vedrete davanti, mentre sale le scale, attraversa l’Europa, scrive una lettera. Non più un personaggio la cui storia è confinata nei documenti di carta e pergamena, ma una donna emancipata, una regina indipendente e insofferente a ogni vincolo, che ha molto da raccontare al mondo di oggi.
Come scrive Micaela Procaccia della direzione generale degli archivi di stato in una nota alla fine del libro: una donna in vesti maschili, brusca nei modi, acuta nelle parole e libera nel pensiero, alla quale Dario Fo con questo libro ha restituito le tre dimensioni.

Casa Editrice: Guanda
Collana: Narratori della Fenice 01
Pagine: 160
In libreria dal 2 gennaio 2017
Scheda libro: http://www.guanda.it/libri/dario-fo-quasi-per-caso-una-donna-9788823516663/

Compagnia Teatrale Fo Rame

Ufficio Stampa:  info@francarame.it